ogni nostra illusoria presunzione

#CINA, STOP GLOBALIZZAZIONE e RIDUZIONE in SCHIAVITÙ di TUTTO il GENERE UMANO! ] [ #welfare: è lo stato sociale e assistenziale: che deve essere garantito e condiviso a livello mondiale! NON SI PUÒ FARE GLOBALIZZAZIONE: senza: 1. CERTIFICAZIONE sulla qualità dei prodotti ( noi abbiamo comprato troppi prodotti cinesi che erano scadenti! ) 2. SENZA UNA BASE comune e CONDIVISA di DIRITTI UMANI universali: libertà di religione, uguaglianza nella cittadinanza, e uguaglianza su tutto il Pianeta delle tutele di welfare: validate dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. welfare: come qualsiasi iniziativa diretta a garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini, e dei lavoratori. POICHÉ: senza queste premesse e tutele: la golobalizzazione deve essere immediatamente DISTRUTTA! a #Gerusalemme STOP GENDER Sodom Darwin monkeys scam Hollywood OBAMA Zapatero messe sataniche: banking seigniorage Bestialismo usurocrazia e parassitismo Sistema Bancario Privato, e suo bestialismo umano delle SpA azionisti Soros Rothschild Rochefeller (il cristiano marrano) Padrone FARISEO della Banche centrali: SpA BCE FED FMI. Infatti: sappiamo tutti che la forza di ISRAELE come della Chiesa Cattolica: consiste sempre nel dire la verità! Mentre abbiamo le prove che la Sinagoga può mentire: infatti noi abbiamo il bestialismo goyim umano del FMI BM FED BCE SPA 666 NWO, ed abbiamo il Talmud satanico! adesso i padroni della Rete: cercano di nobilitare il termine GOYIM ( Do non-Jews consider the terms Goy or Goyim to be offensive?) ma, nel Talmud satanico in realtà significa schiavo al pari del Corano Satanico: che conosce i suoi similari Kufir Dhimmis e Murtids, poi, gli induisti hanno gli schiavi dalit! ECCO PERCHÉ CON QUESTI CRIMINALI NOI NON POSSIAMO GLOBALIZZARE NULLA! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2017/03/05/cina-liglobalizzazione-interesse-tutti_aefc5b20-77f1-4f97-a76d-db9baaa79d24.html
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stop al satanismo delle Lobby ideologia del GENDER! stop al finanziamento della ideologia del GENDER! La messa nera è la versione satanica della messa cattolica. La cerimonia si svolge con pochi adepti, uniti da un forte legame di omertà. STOP A SACRILEGI E PROFANAZIONI! marzo 2017 Vescovi spagnoli denunciano atti blasfemi contro la fede cristiana nel festival di carnevale di Las Palmas, Canarie. 'MATRIMONI GAY E ABORTO SONO SACRAMENTI SATANISTI' - noalsatanismo.myblog.it/?p=165 www.radiospada.org/2016/02/messe-nere-ostie-e-bambini-profanati/12 feb 2016 - La pratica delle messe nere è politically and legally correct. ... si rompe il primo, se si è fatalmente single e/o felicemente gay, e via discorrendo. 'MATRIMONI GAY E ABORTO SONO SACRAMENTI SATANISTI'
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No al satanismo
PER INFORMARSI E DIFENDERSI DAGLI INGANNI DELLE SETTE E DALLE IDEOLOGIE DI ODIO E DISCRIMINAZIONE CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO
Mese: giugno 2016
Devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù
Devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù   
14c954999384df0f849b4effe8dffb76“IL SANGUE DI CRISTO E’ LA CHIAVE DEL PARADISO.”(S. Tommaso d’Aquíno ).
“Ora in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al Sangue di Cristo” San Paolo, Efesini 2,13 .
La devozione al Preziosissimo Sangue – Origine e significato. Il cristianesimo è la religione del Sangue di Cristo. Redenzione e santificazione, grazia e gloria, non sono che diversi aspetti della sua efficacia. Tutta la storia della Chiesa è storia del Preziosissimo Sangue, perché è quella della predicazione del Vangelo e dell’amministrazione dei sacramenti.
San Paolo è il vero Dottore del Preziosissimo Sangue. Questa devozione prese la sua forma moderna da Santa Caterina da Siena(1347-1380), la profetessa del Preziosissimo Sangue, e da San Gaspare del Bufalo (1786-1837). Festa. Istituita da Pio IX e fissata al 1º luglio. Il suo significato è l’universalità e l’efficacia redentrice del Preziosissimo Sangue.
ATTO DI CONSACRAZIONE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU‘jesuscrucificado2
Signore Gesù
che ci ami e ci hai liberati dai nostri peccati con il Tuo Sangue,
Ti adoro, Ti benedico e mi consacro a Te con viva fede.
Con l’aiuto del tuo Spirito m’impegno
a fare di tutta la mia esistenza,
animata dalla memoria del Tuo Sangue,
un servizio fedele alla volontà di Dio per l’avvento del Tuo Regno.
Per il Tuo Sangue versato in remissione dei peccati,
purificami da ogni colpa e rinnovami nel cuore,
perché risplenda sempre più in me l’immagine dell’uomo nuovo
creato secondo giustizia e santità.
Per il Tuo Sangue, segno di riconciliazione con Dio tra gli uomini,
rendimi docile strumento di comunione fraterna.
Per la potenza del Tuo Sangue, prova suprema della Tua carità,
dammi il coraggio di amare Te e i fratelli fino al dono della vita.
O Gesù Redentore, aiutami a portare quotidianamente la croce,
perché la mia goccia di sangue, unita al Tuo,
giovi alla redenzione del mondo.
O Sangue divino, che vivifichi con la Tua grazia il corpo mistico,
rendimi pietra viva della Chiesa.
Dammi la passione dell’unità tra i cristiani.
Infondimi nel cuore grande zelo per la salvezza del mio prossimo.
Suscita nella Chiesa numerose vocazioni missionarie,
perché a tutti i popoli sia dato di conoscere, amare e di servire il
vero Dio.
O Sangue preziosissimo, segno di liberazione e di vita nuova,
concedimi di preservare nella fede, nella speranza e nella carità,
perché, da Te segnato, possa uscire da questo esilio
ed entrare nella terra promessa del Paradiso,
per cantarti in eterno la mia lode con tutti i redenti.
Amen
San Gaspare del Bufalo
gesubambinaNOVENA AL PREZIOSISSIMO SANGUE
O Sangue Preziosissimo, sorgente di vita eterna, prezzo e motivo dell’universo,
bagno sacro delle nostre anime, che difendi senza sosta la causa degli uomini
presso il Trono della suprema Misericordia, io ti adoro profondamente.
Io vorrei, se possibile, compensare le ingiurie e gli oltraggi che ricevi
continuamente da parte degli uomini, soprattutto da parte di quelli che osano bestemmiare.
Chi potrebbe non benedire il Sangue così Prezioso,
non essere infiammato d’amore per Gesù che l’ha versato?
Cosa sarei diventato se non fossi stato riscattato da questo Sangue Divino,
che l’Amore ha fatto uscire fino all’ultima goccia dalle vene del mio Salvatore?
O Amore immenso, che ci hai donato questo balsamo di salvezza!
O balsamo inestimabile, che provieni dalla sorgente di un amore infinito!
Io ti scongiuro, che tutti i cuori e tutte le lingue ti lodino,
ti benedicano e ti rendano grazia, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Così sia.
Pater, Ave, Gloria
( Questa preghiera è da recitarsi per nove giorni consecutivi,
e si raccomanda di assistere almeno ad una Messa durante il tempo della Novena. )
CORONCINA AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’
Santa Maria Maddalena De’ Pazzi
era solita offrire il Divin Sangue cinquanta volte al giorno.
Apparendole Gesù le disse: Da che tu fai questa offerta,
non puoi immaginare quanti peccatori si siano convertiti
e quante anime siano state liberate dal Purgatorio!
Sui grani grossi :
“Eterno Padre, io vi offro
per il Cuore Immacolato di Maria
il Sangue di Gesù Cristo,
per la santificazione dei Sacerdoti
e la conversione dei peccatori,
per i moribondi e le anime del Purgatorio!”
Sui grani piccoli :
“Scenda, o Gesù, il tuo Sangue
sopra di me per fortificarmi
e sopra il demonio per abbatterlo”.
Alla fine:
Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.
2 ° CORONCINA AL PREZIOSISSIMO SANGUE
PROMESSE DI GESU’ :
“A chiunque reciterà la corona del preziosissimo Sangue,
Io prometto ogni volta la conversione di un peccatore
oppure la liberazione di un’anima del Purgatorio.”
“Se la persona che la recita è tutto amore e purezza come te,
notalo bene, salvo un’anima ad ogni invocazione….
Ti ho incaricata, di far fruttificare il Mio preziosissimo Sangue,
di spanderlo sulle anime.”
Sui grani grossi :
Eterno Padre ti offriamo il Sangue preziosissimo di Gesù
in penitenza dei miei peccati,
in suffragio delle anime sante del Purgatorio,
soprattutto di quelle più abbandonate,
ricevile oggi in paradiso
affinché assieme agli angeli e alla SS. Vergine,
ti lodino e ti benedicano in eterno. Amen
Sui grani piccoli :
Gesù mio, perdono e misericordia,
per i meriti infiniti del tuo preziosissimo Sangue.
Alla fine
si ripete tre volte:
Eterno Padre,
ti offriamo il Sangue preziosissimo ecc….2360642557
OFFERTA QUOTIDIANA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE
Eterno Padre ti offro per le mani purissime di Maria Corredentrice
il Sangue Preziosissimo di Gesù, sparso generosamente nella Passione e ogni giorno sugli altari;
unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno,
secondo le divine intenzioni della Vittima Santa, in isconto dei miei peccati,
per la conversione dei peccatori, per i bisogni della S. Chiesa.
In particolare te l’offro: (qui si formula l’intenzione particolare ….).
PREGHIERA AL PREZIOSISSIMO SANGUE
PER LA CONVERSIONE DI UN PECCATORE OSTINATO
(S. Caterina)
Mio Signore, io so che se mirate alle nostre iniquità
non vi sarà alcuno che possa scampare l’eterna dannazione.
Ma ricor­datevi che avete sofferto i più crudeli strazi,
sparso il vostro Sangue preziosissimo e siete morto al solo fine di perdonarci.
Io altra consolazione non ho sulla terra, se non di vedere i peccatori che tornano ai vostri piedi.
Concedetemi la conversione di questo peccatore ostinato:
l’anima sua è nelle vostre mani.
OFFERTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE PER UNA PERSONA AMMALATA
O Signore Gesù, tu sei il medico divino che guarisce le piaghe dell’anima e quelle del corpo.
Ti raccomando la cara persona di… (nome) che giace sul letto del dolore.
Per i meriti del tuo Sangue, preziosissimo de­gnati di ridargli la salute.
Gloria al Padre…
Signore nostro, Gesù, che sempre pietoso verso le umane miserie, sanasti ogni sorta di infermità,
muovi a compassione di questa cara persona che sta soffrendo per questa malattia.
Per i meriti del tuo Sangue Preziosissimo liberala da ogni male.
Gloria al Padre…
Signore nostro, Gesù, tu hai detto: «Venite a me, voi tutti che siete afflitti ed io vi ristorerò»,
ripeti a questa cara persona le parole che ascoltano tanti malati dalla tua voce:
«Alzati e cammina! » affinché per i meriti del Sangue Prezioso
possa subito correre ai piedi del tuo altare a sciogliere il cantico di ringraziamento.
Gloria al Padre…
Maria, salute degli infermi, prega per questa cara persona che non sta bene in salute.
Ave Maria…
OFFERTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE PER I MORIBONDI
Eterno Padre, Ti offro i meriti del Sangue preziosissimo di Gesù,
tuo diletto Figlio e mio Redentore divino,
per tutti quelli che oggi passeranno all’altra vita;
preservali dalle pene dell’inferno e conducili nel santo paradiso.
Così sia.
OFFERTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE PER I DEFUNTI
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse durante la dolorosa agonia nell’orto degli ulivi,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo…
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse nella crudele flagellazione e coronazione di spine,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo…
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse lungo la via del Calvario,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo…
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse nella crocifissione e nelle ore di agonia sulla Croce,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo…
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse dalla ferita del suo sacratissimo Cuore,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo…

PREGHIERA ALLA REGINA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE
O Maria, noi ti salutiamo Regina del preziosissimo Sangue,
poiché il Sangue divino è il titolo supremo della tua regalità sul mondo intero.
Tu l’hai elargito al Figlio di Dio.
Ti sei unita all’offerta del Sangue che l’Agnello immacolato Gesù
ha versato per la riconciliazione di Dio con gli uomini e tra di loro.
Per questo sei per noi Madre nell’ordine della grazia
e Dispensatrice dei benefici della redenzione su tutti i tuoi figli qui in terra
e sulle Anime Sante del purgatorio.
Ti preghiamo, o Madre, ottienici con la tua intercessione una più larga effusione
di questo Sangue adorabile sul Papa, sui Vescovi, sui Sacerdoti, sulle persone consacrate,
sui sofferenti, sui fedeli del popolo di Dio, su tutti, perché,
purificati e rinnovati nel Sangue di Cristo, possano raggiun­gere la piena comunione con Dio
e celebrare il trionfo del Sangue dell’Agnello nella Gerusalemme celeste. Amen.
LITANIE DEL PREZIOSISSIMO SANGUEmost-precious-blood-of-jesus
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo, Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Sangue di Cristo, Unigenito dell’Eterno Padre salvaci
Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato salvaci
Sangue di Cristo, della nuova ed eterna alleanza salvaci
Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia salvaci
Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione salvaci
Sangue di Cristo, stillante nella coronazione di spine salvaci
Sangue di Cristo, effuso sulla croce salvaci
Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza salvaci
Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono salvaci
Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime salvaci
Sangue di Cristo, fiume di misericordia salvaci
Sangue di Cristo, vincitore dei demoni salvaci
Sangue di Cristo, fortezza dei martiri salvaci
Sangue di Cristo, vigore dei confessori salvaci
Sangue di Cristo, che fai germogliare i vergini salvaci
Sangue di Cristo, sostegno dei vacillanti salvaci
Sangue di Cristo, sollievo dei sofferenti salvaci
Sangue di Cristo, consolazione nel pianto salvaci
Sangue di Cristo, speranza dei penitenti salvaci
Sangue di Cristo, conforto dei morenti salvaci
Sangue di Cristo pace e dolcezza dei cuori salvaci
Sangue di Cristo, pegno della vita eterna salvaci
Sangue di Cristo, che liberi le anime del purgatorio salvaci
Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria ed onore salvaci.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
abbi pietà di noi.
Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue, e ci hai fatti regno per il nostro Dio.
Preghiamo:
Eterno Padre, ricevi per mezzo del Cuore addolorato di Maria, il Sangue divino che Gesù Cristo, Figlio Tuo, ha sparso nella Sua Passione: per le Sue Piaghe, per il Volto sfigurato, per il Suo Capo trapassato di Spine, per il Cuore straziato, per la Sua Agonia nel Getsemani, per la Piaga della Spalla; per la Sua Passione e Morte, per tutti i meriti Suoi Divini e per le Lacrime e Dolori di Maria Corredentrice: perdona le anime e salvaci dall’eterna dannazione. Amendeef6988a1300f7d36cb27636c9651d8
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  30 giugno 2016Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi   
Costanza Miriano:”scuse ai gay? Ma il Papa ha appena fatto una dichiarazione comune con la chiesa armena IN DIFESA DELLA FAMIGLIA NATURALE ed invece i giornalisti riportano solo quello che gli fa comodo”
Costanza Miriano:”scuse ai gay? Ma il Papa ha appena fatto una dichiarazione comune con la chiesa armena IN DIFESA DELLA FAMIGLIA NATURALE ed invece i giornalisti riportano solo quello che gli fa comodo”   
Papa Francesco, di ritorno dal viaggio apostolico in Armenia, ha rilasciato un’intervista in aereo ai giornalisti…e subito si è scatenato il bombardamento mediatico ed i giornali hanno mostrato i titoloni “La Chiesa chiede perdono ai gay”…ma il Papa ha detto ben altro: ha invitato tutti, anche i gay, alla conversione, perchè anche stavolta il Papa ha citato il Catechismo della Chiesa cattolica in merito all’omosessualità, ai paragrafi 2357, 2358, 2359
« gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm
Inoltre afferma che le persone omosessuali non vanno discriminate, ma con gentilezza “vanno accompagnate”, cioè guidate alla conversione, perché si rendano conto del loro peccato e siano salvate in virtù della Misericordia concessa da Dio a chi si pente e cambia vita in conformità al Vangelo di Cristo.
COSTANZA MIRIANO: “Il Papa ha parlato di genocidio armeno e ha fatto una dichiarazione comune in difesa della famiglia naturale eppure i giornalisti riportano solo le frasi dette in aereo sui gay”. Sentita da IntelligoNews, il 27 giugno 2016 la giornalista e scrittrice Costanza Miriano ha affermato che le parole del Papa sono state strumentalizzate:
sposati-e-sii-sottomessa-2-e1317137813660“Bisognerebbe ascoltare il Papa con il cuore di un fedele, solo così si capisce che questo Papa non sta cambiando niente ma sta cercando di convertirci, è un invito alla conversione ogni volta che manchiamo verso qualcuno e ognuno di noi è mancato verso i bambini i poveri e tante categorie. Sicuramente in passato le persone con tendenze omosessuali hanno sofferto. Il problema è che tutto quello che lui dice viene usato contro la dottrina e magistero. I giornalisti mostrano una dottrina “cattiva” e un Papa “buono” ma non è così. Se noi ascoltiamo con cuore leale e da discepoli non c’è niente di ambiguo, se ascoltiamo con cuore malizioso che vuole far apparire una Chiesa retrograda troviamo mille modi per leggere così le sue dichiarazioni”.
Quindi le cose non stanno come riportano i giornali oggi dopo il colloquio in aereo con il Pontefice?

firma20congiunta-kkbg-u1080967531367q1f-1024x576lastampa-it“I giornalisti riportano solo quello che fa comodo alla linea del loro giornale. Perché i media laici non hanno dato alcun risalto alla dichiarazione congiunta sulla famiglia di Papa Francesco e del capo della Chiesa Armena, Catholicos Karekin II?
In questa dichiarazione si esprime preoccupazione “per la crisi della famiglia in molti Paesi”.
La Chiesa apostolica armena e la Chiesa cattolica – ricorda ancora il testo comune – condividono “la medesima visione della famiglia, basata sul matrimonio, atto di gratuità e di amore fedele tra un uomo e una donna”. Sono parole chiarissime! Secondo me dovremmo ascoltare meno alcune notizie, non è che ogni giorno c’è una novità sul piano dottrinale. La vera notizia è che il Papa è andato in Armenia, ha abbracciato i cristiani armeni e ha ammesso che c’è stato un genocidio. Tutto il resto sono parole, non è che ogni giorno cambia la dottrina e il magistero”.

Lei sostiene che i discorsi in aereo non siano magistero?

“Ma anche se lo fossero non ha detto nulla di nuovo. È vero che spesso in passato la Chiesa è stata concentrata più sulla sessualità che su altre questioni. Ma a me pare che il deposito della fede sia chiarissimo, senza sbavature. Questa cosa di cercare sempre la notizia in modo malizioso lo trovo poco intelligente, il problema è che ai giornali non gliene frega niente di capire i cammini di fede. Io mi sento una fedele non una giornalista nei confronti del Papa e non mi sembra che abbia mai detto niente contrario alla dottrina”.

Intanto Vendola e Tobia tornano a Terlizzi con il loro bambino ottenuto con l’utero in affitto… dobbiamo chiedere scusa anche a loro o su questo c’è una visione chiarissima della Chiesa?

“Su tutti punti c’è una visione chiara, io non ho nessun diritto di ricevere le scuse di Vendola. MA quel bambino un giorno avrà il diritto di avere delle scuse, magari dalla madre che ha venduto il suo patrimonio genetico e dalla donna che ha ceduto il suo utero per portare avanti la gestazione. Tobia avrà diritto a ricevere le scuse di due donne e di due uomini o no? Questo perché l’adozione è un atto che va a sanare una ferita che si è creata a causa di situazioni drammatiche (come ad esempio la morte dei genitori o l’abbandono del neonato), qui invece si tratta di un atto programmato per creare un bambino che sarà orfano di madre”.
Secondo molte ricerche internazionali, risulta che l’Italia è uno dei Paesi più gay-friendly del Mondo. Forse non è un caso che sia anche il Paese più cattolico del mondo…

“Ma perché i cattolici sono friendly con tutti. Tutto questo risentimento (contro i gay) è solo immaginato ed è stato accentuato in modo pretestuoso per chiedere diritti e fare propaganda rispetto alla quale io posso essere contraria senza per forza essere tacciata di omofobia. Io penso che oggi, nel 2016, il problema non esiste. Basta pensare che l’Italia è stato uno dei primi paesi al mondo che ha depenalizzato l’omosessualità alla fine del 1800. Mio padre che è del 1936 mi ha raccontato che aveva amici omosessuali e che questi non avevano alcuno tipo di derisione da parte della comunità. Ci sono omossessuali santi, altri cretini e altri ancora geniali, insomma come tutto il resto dell’umanità. Mi ricordo un reportage di ‘Repubblica’ in cui il giornalista cercava a tutti costi un gay maltrattato, il massimo che ha trovato era il titolare di un bar che diceva di sentirsi gli sguardi della gente addosso. Allora che dovrebbe dire Mario Adinolfi che lo insultano continuamente per il suo aspetto fisico?”
 A proposito di “gender”, Papa Francesco ha appena dichiarato ufficialmente (e lo ha ripetuto centinaia di volte) che l’ideologia gender è “una colonizzazione ideologica”, è una “ideologia demoniaca” ed “è al di fuori del progetto di Dio”. Parole chiarissime.
 Poi, ognuno è libero di farsi piacere quello che gli pare… Ma BASTA strumentalizzare e storpiare le parole del Papa, per fargli dire quello che fa comodo alle lobby, capito cari giornalisti di Repubblica & c. ?
Fonti
Dichiarazione congiunta di Papa Francesco e Chiesa armena: La Chiesa apostolica armena e la Chiesa cattolica – si ricorda nel testo – condividono “la medesima visione della famiglia, basata sul matrimonio, atto di gratuità e di amore fedele tra un uomo e una donna”.
http://it.radiovaticana.va/news/2016/06/26/dichiarazione_congiunta_del_papa_e_del_catholicos/1240202
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  30 giugno 2016Posted in Spiritualità   
Riti satanici e abusi sessuali: condannati a 16 anni di carcere i responsabili della comunità di Taviano (Lecce)
Riti satanici e abusi sessuali: condannati a 16 anni di carcere i responsabili della comunità di Taviano (Lecce)   
I piccoli ospiti della casa famiglia “Oberon” di Taviano, invece di trovare cure ed accoglienza, si sono ritrovati ridotti in schiavitù in una setta satanica, a subire maltrattamenti ed abusi sessuali, costretti a partecipare a riti satanici in chiese sconsacrate. I fatti risalgono agli anni tra il 2009 e il 2012. Gli imputati sono rispettivamente il direttore ed il responsabile della struttura “Oberon ” di Taviano, i capi della setta. Ai rituali satanici partecipavano anche altri addetti operatori della struttura.
20 giugno 2016 Il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci ha invocato complessivamente 33 anni di carcere per Luigi Fattizzo, 54enne di Parabita, e Stefano Portaccio, 46enne di Poggiardo. Nello specifico, 9 anni con l’accusa di maltrattamenti, 7 anni per violenza sessuale e mesi 6 di reclusione per minacce. Dunque, per ciascun imputato il pm ha chiesto una condanna a 16 anni e sei mesi. Entrambi condannati anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dovranno versare provvisionali da 10 a 20mila euro ad alcune parti civili come l’associazione Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie di Lecce presieduta da Grazia Manni, assistita dall’avvocato Erlene Galasso; il Comune di Casarano (che pagava la retta per tre ospiti della struttura), rappresentato dall’avvocato Bruno Ciccarese; e la vittima di abusi, assistita dall’avvocato Giovanni Bellisario.
Durante il processo si sono costituiti parte civile tre giovani “ospiti”. L’inchiesta ha fatto luce sugli abusi e maltrattamenti all’interno della struttura.
Il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci nel corso della sua requisitoria ha ripercorso uno degli episodi più agghiaccianti di cui fu vittima la ragazza di 16 anni, rituali compiuti duranti le festività cattoliche, per esempio durante la notte di Natale. Alla fine dei rituali, le veniva detto “Ora sei una di noi”:
“Fu condotta in chiesa di notte. Durante il trasporto venne legata con una corda a cui erano attaccati pezzi di vetro. Venne poi condotta e legata all’altare dopo che le vennero somministrate delle gocce di medicinale. Gli imputati tiravano fuori delle ostie e le sconsacravano. Dicevano frasi rituali. Ripetevano il Padre nostro al contrario. Inneggiavano a Satana. C’erano altre figure con mantelli bianchi e neri, che agitavano croci rovesciate su di lei. La giovane veniva poi ferita con altri pezzi di vetro presi dal muro; veniva palpeggiata e anche baciata sul collo e sulla bocca dai due imputati.
E’ ancora visibile un segno a forma di croce sulla parte bassa della schiena della giovane ed altre ferite su più parti del corpo”.
Invece quando si trovava all’interno della Comunità “Fu costretta a scrivere delle lettere in Comunità e scrivere che stava bene, nonostante fosse scappata più volte. “
Il pm ha anche ricostruito il comportamento di omertà intorno alla vicenda, evidentemente frutto del clima di estrema paura e delle intimidazioni ai danni degli ospiti. Altre sei persone sarebbero state oggetto di maltrattamenti fisici di vario tipo: schiaffi, insulti, capelli tirati e percosse con il manico di una scopa. L’inchiesta è stata condotta dagli uomini del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Casarano e del Nas di Lecce. Nelle perquisizioni sono stati ritrovati talari ed oggetti per i rituali satanici e videocassette, tra cui Fiumi di Porpora 1 e 2 e l’Esorcista. Gli ospiti erano infatti costretti dai due imputati a vedere ripetutamente questi film horror. Tutti i ragazzi hanno subito danni psicologici particolarmente evidenti, tanto che si sono rifiutati persino di sottoporsi alle cure mediche.
Fonti
http://www.leccenews24.it/cronaca/abusi-sessuali-e-riti-satanici-nella-comunita-chiesti-in-totale-33-anni-di-carcere-per-i-due-imputati.htm
 Testimonianza choc in aula di una ragazza: “In una chiesa partecipavo a riti satanici”
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  28 giugno 2016Posted in Criminologia e sètte   
La verità sulla strage di Orlando: niente omofobia, ma una “vendetta”del killer che temeva di essere sieropositivo
La verità sulla strage di Orlando: niente omofobia, ma una “vendetta”del killer che temeva di essere sieropositivo   
E’ arrivata la notizia bomba: il killer della strage di Orlando, in Florida, avvenuta il 12 giugno 2016, nella nota discoteca gay Pulse, era gay. Lo ha detto l’ex moglie, l’hanno riconosciuto tra i frequentatori abituali del Pulse alcuni transessuali che lavoravano nel locale, aveva scaricato un’applicazione dedicata agli incontri tra uomini chattando con omosessuali. Insomma il killer Omar Mateen era un cliente affezionato del locale gay e tutti lo sapevano.
Ma se Omar Mateen era lui stesso gay, non si può più affermare che il movente della strage fosse l’omofobia. Così penserebbe ogni persona minimamente equilibrata…
Ma la disinformazione anticristiana è sempre dietro l’angolo! La colpa è sempre dei “cattivoni” (i cattolici che difendono la famiglia naturale), che ostacolano le rivendicazioni arcobaleno e che riescono persino a fare proseliti fra i gay stessi…
Repubblica poi è come sempre “impagabile” nel manipolare le notizie…Infatti è risaputo che Omar Mateen è islamico, ma guai a dirlo! Mateen è stato ucciso dalla polizia durante l’irruzione al Pulse, il locale gay nel quale è stata compiuta la strage; era un cittadino americano di origine afghana e poco prima di essere ucciso aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico (o ISIS) durante una delle telefonate avute con la polizia mentre era rinchiuso con alcuni ostaggi in un bagno del locale…ma ovviamente i media di regime sorvolano sul terrorismo islamista, meglio parlare di integralismo, così si tengono fuori i musulmani – che a farli arrabbiare si corrono rischi – e mettiamo nell’angolo i cattolici, diamo pure la colpa sempre a loro, ma non tutti, solo quelli veri, cioè che si ostinano a difendere la famiglia e ad opporsi alle lobby LGBT ed alla dittatura gender..
L’impagabile Paola Concia si arrampica sugli specchi e c’insegna che il caso del gay attentatore sarebbe ” un caso lampante di omofobia interiorizzata”. La narrativa LGBTQ improvvisamente sposta la mira dall’omofobia tout court all'”omofobia interiorizzata”, ovvero l’adesione dell’omosessuale alle categorie eterosessiste…
Ma tutta l’impalcatura LGBT crolla davanti alla svolta. In un’intervista resa all’emittente Univision Noticias, un canale via cavo americano in lingua spagnola, un omosessuale ispanico, le cui generalità rimangono riservate (si è identificato solo col nome “Miguel”), ha dichiarato di avere avuto una relazione con l’assassino di Orlando per due mesi e di potere affermare che Omar Mateen era gay “al 100%” e di essere convinto che la vendetta sia stato il movente della strage. L’uomo, che è stato ascoltato dall’FBI, ha dichiarato all’intervistatrice Maria Elena Salinas di avere conosciuto Mateen attraverso una applicazione internet per appuntamenti gay, di avere avuto una relazione con lui per due mesi fino al dicembre 2015, trovando il futuro omicida “un tipo molto dolce”.
Miguel ha affermato che la ex moglie di Omar Mateen era al corrente dell’omosessualità del marito e che il loro matrimonio era stato voluto dal padre di Omar, fondamentalista islamico, e che era solo un matrimonio di facciata…ma tutti sapevano.
Ha poi aggiunto: “Omar adorava i Latinos, i Latinos gay, con la pelle scura – ma si sentiva respinto. Si sentiva utilizzato da loro – C’erano stati momenti in discoteca Pulse che lo avevano fatto sentire davvero male. I ragazzi lo utilizzavano. Questo davvero lo aveva colpito. Credo che questa cosa orribile e folle che ha fatto sia stata una vendetta”.
L’uomo ha raccontato anche i motivi che avrebbero scatenato la furia omicida di Mateen; oltre alla sua esaltazione per lo Stato islamico (il padre è un immigrato afghano estimatore dei talebani, e questo l’FBI lo sapeva e non ha fatto nulla per tenere sotto controllo questi personaggi già segnalati), Omar Mateen era molto preoccupato.
Si era incontrato con due gay portoricani, uno dei quali, dopo il rapporto gli aveva rivelato di essere sieropositivo. Mateen fece un test risultato negativo, ma ciò non lo aveva tranquillizzato giacché la positività può rivelarsi mesi dopo il contagio. «Quando gli domandai che cosa avrebbe fatto la sua risposta fu: ho intenzione di fargliela pagare per quello che mi hanno fatto». Miguel ha aggiunto che se lo scopo di Mateen fosse stato quello di uccidere più persone possibile sarebbe andato al Parliament, un altro locale gay di Orlando che contiene molte più persone del Pulse. Quel giorno, 12 giugno, al Pulse c’era proprio una festa di gay portoricani…
Dunque si è trattato di torbida vendetta, unita al terrorismo islamista: ovvero la “solita” maledetta banalità del Male. Ma è vietato parlarne…la verità è troppo scomoda.
Fonti
http://www.univision.com/noticias/masacre-en-orlando/entrevista-exclusiva-presunto-amante-de-omar-mateen-dice-que-la-masacre-en-orlando-fue-una-venganza-relacionada-con-su-sexualidad
http://www.cbsnews.com/news/orlando-shooting-man-who-says-he-was-omar-mateen-gay-lover-speaks-out-univision/
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  28 giugno 2016Posted in Bufale anticristiane   
La UE impone la politica dittatoriale del gender…ma un’ Europa che vuole snaturare la vera famiglia e limitare la libertà di parola, è solo un totalitarismo.
La UE impone la politica dittatoriale del gender…ma un’ Europa che vuole snaturare la vera famiglia e limitare la libertà di parola, è solo un totalitarismo.   
Il 17 giugno 2016 tutti i 28 stati membri europei hanno firmato un documento chiamato “List of actions by the Commission to advance LGBTI equality, redatto per conto della Commissione europea dalla Commissione per la Giustizia, i Consumatori e l’Uguaglianza di Genere.
Si tratta di una serie di azioni concrete per diffondere il credo della teoria del gender in tutta Europa: “intraprendere ampie ed inclusive campagne di comunicazione” affinchè “i cittadini UE cambino positivamente il loro atteggiamento nei confronti delle persone LGBTI”; dare “una maggiore visibilità alle questioni trans e intersessuali all’interno della UE”; far“rispettare le leggi esistenti che limitano la libertà di parola, ospitando incontri tematici riguardo l’effettiva prosecuzione dei crimini e discorsi d’odio omofobico e transfobico”; implementare “la legislazione a livello nazionale riguardo i crimini e i discorsi d’odio, la non discriminazione e le questioni transgender”; combattere le discriminazioni all’interno delle scuole; istituire un sistema di controllo per verificare se gli Stati membri si adeguano alle direttive europee su questa materia: in particolare la UE dovrà prestare “attenzione al godimento dei diritti fondamentali da parte delle persone LGBTI in occasione della verifica dei diritti fondamentali di qualsiasi proposta politica”.
Un documento quindi che ci fa comprendere come l’Unione europea sia gravemente bulimica di omosessualità. La Disunione europea, che impone l’austerità agli stati sudditi, per promuovere il benessere intoccabile dell’èlite. Una finta Unione che impone i propri diktat e non rispetta i diritti di tutti, IN PRIMIS I DIRITTI DELLE FAMIGLIE, ma impone solo quelli che fanno comodo alle lobby.
L’Unione Europea si è fondamentalmente dimostrata inemendabile, incorreggibile, insanabile. Oggi possiamo dire che l’unione europea, auspicata nel dopoguerra da grandi personalità come un traguardo di pace e di prosperità, si è realizzata in un modo inatteso, che non può non suscitare dubbi e perplessità in un attento osservatore.Nel cammino per costruire l’Europa unita tocca ripartire quasi da zero, con un progetto di Europa federalista, autonomista, che abbia al centro le comunità e non i mercati, che si fondi sui popoli e sulle regioni e non sui trattati internazionali massonici che annientano le sovranità popolari. Serve un’Europa non omologante, non volta a livellare le culture, ma ricca delle mille culture che la compongono, e che le voglia tutelare. Ma allora serve un’Europa che sia l’esatto contrario dell’UE.Quella che è andata formandosi negli ultimi decenni infatti, è un’Europa che ha scelto, sotto molti aspetti, un percorso di discontinuità anche traumatica con la sua millenaria storia, facendo scelte che rappresentano una svolta gravida di conseguenze culturali, sociali e antropologiche: basti pensare, per esempio, all’esplicita rinuncia al riferimento alle radici giudaico-cristiane nella propria Costituzione.
Papa Francesco: «Solo un’Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose cristiane, sapendone cogliere la ricchezza e le potenzialità, può essere più facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto Occidente, perché è proprio l’oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenza».
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Il 25 novembre 2014 Papa Francesco ha visitato a Strasburgo il Parlamento Europeo. In due testi molto impegnativi, Papa Francesco ha collegato l’attuale grave crisi dell’Europa e delle sue istituzioni al rifiuto di riconoscere le radici cristiane e di aprirsi al trascendente, abbandonando la nozione di verità e degenerando nel relativismo e nel soggettivismo, promossi dagli «imperi invisibili» dei poteri forti, nemici della vita, della famiglia e della libertà religiosa.
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LE RADICI CRISTIANE D’EUROPA: L’IDENTITA’ DELL’EUROPA E’ IL CRISTIANESIMO
Papa Francesco ha ricordato ai deputati la visita di San Giovanni Paolo II nel 1988 e il suo appello perché le istituzioni europee riconoscessero le radici cristiane del continente.
Da dove viene questa crisi dell’Europa? I «Padri fondatori dell’Unione europea», che erano cristiani, volevano fondare una nuova Europa sulla «fiducia nell’uomo, non tanto in quanto cittadino, né in quanto soggetto economico, ma nell’uomo in quanto persona dotata di una dignità trascendente». Il cittadino non basta. Il soggetto economico non basta. Occorre riconoscere nell’uomo «lo stretto legame che esiste fra queste due parole: “dignità” e “trascendente”». Ma questo che cosa significa? Francesco ha ricordato il ricco Magistero di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI sull’Europa.
Nel nostro continente è nata l’autentica nozione dei diritti della persona, che trova il suo fondamento «nel pensiero europeo, contraddistinto da un ricco incontro, le cui numerose fonti lontane provengono “dalla Grecia e da Roma, da substrati celtici, germanici e slavi, e dal cristianesimo che li ha plasmati profondamente” dando luogo proprio al concetto di “persona”».
La storia recente dell’Unione Europea, ha ammonito Francesco, mostra però pure «alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi è infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre più ampia di diritti individuali, sono tentato di dire “individualistici”, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una “monade” (μονάς), sempre più insensibile alle altre “monadi” intorno a sé.». Riprendendo un pensiero di Benedetto XVI, Francesco ha aggiunto che «al concetto di diritto non sembra più associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere», così separando impropriamente la dimensione individuale dei diritti dal bene comune. «Infatti, se il diritto di ciascuno non è armonicamente ordinato al bene più grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze».
Nel concetto naturale e cristiano dei diritti e dei doveri c’è molto di più. «Parlare della dignità trascendente dell’uomo, significa fare appello alla sua natura, alla sua innata capacità di distinguere il bene dal male, a quella “bussola” inscritta nei nostri cuori e che Dio ha impresso nell’universo creato», che ha fatto dell’uomo un «essere relazionale» che vive dei legami con gli altri e con Dio. Al contrario, ha detto il Papa, «una delle malattie che vedo più diffuse oggi in Europa è la solitudine, propria di chi è privo di legami».
Questa solitudine «è stata poi acuita dalla crisi economica, i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale….è andata crescendo la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilità dei singoli popoli, se non addirittura dannose. Da più parti si ricava un’impressione generale di stanchezza, e d’invecchiamento, di un’Europa nonna e non più fertile e vivace.
Una «concezione omologante della globalità colpisce la vitalità del sistema democratico depotenziando il ricco contrasto, fecondo e costruttivo, delle organizzazioni e dei partiti politici tra di loro. Così si corre il rischio di vivere nel regno dell’idea, della sola parola, dell’immagine, del sofisma… e di finire per confondere la realtà della democrazia con un nuovo nominalismo politico.
Mantenere viva la democrazia in Europa richiede di evitare tante “maniere globalizzanti” di diluire la realtà: i totalitarismi del relativo, i fondamentalismi astorici, gli eticismi senza bontà, gli intellettualismi senza sapienza». Questa non è libertà ma cedimento alla «pressione di interessi multinazionali non universali», «sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti».
Sconosciuti sì, ma di cui sappiamo che non amano «la famiglia, cellula fondamentale ed elemento prezioso di ogni società. La famiglia unita, fertile e indissolubile porta con sé gli elementi fondamentali per dare speranza al futuro. Senza tale solidità si finisce per costruire sulla sabbia, con gravi conseguenze sociali».0772a42
Fonti
Discorso Papa Francesco al Parlamento Europeo
https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/november/documents/papa-francesco_20141125_strasburgo-parlamento-europeo.html
UE impone il gender
http://ec.europa.eu/justice/discrimination/files/lgbti_actionlist_en.pdf
http://osservatoriogender.famigliadomani.it/28-paesi-firmano-accordo-congiunto-unasse-europeo-promuovere-gender-diktat/

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  28 giugno 2016Posted in Cristiani perseguitati   
Criticare il gender non è reato: respinta la denuncia al card. Cañizares, Arcivescovo della città di Valencia.
Criticare il gender non è reato: respinta la denuncia al card. Cañizares, Arcivescovo della città di Valencia.   
I giudici di Valencia finalmente hanno riscontrato che le accuse e la denuncia delle lobby/comunità LGBT contro il card. Antonio Cañizares, Arcivescovo della città di Valencia (in foto), sono totalmente inconsistenti ed inammissibili! Lo stesso quindi dicasi delle false accuse mosse contro il nostro don Massimiliano Pusceddu: criticare il gender non è reato e non è “omofobo” chi difende la famiglia naturale.
I giudici avevano sei mesi per decidere se procedere o archiviare il caso, ma hanno impiegato appena una settimana. Tanto era inconsistente l’accusa, per cui il Tribunale Superiore di Giustizia della Comunidad Valenciana ha rapidamente dichiarato inammissibile la denuncia nei confronti del card. Antonio Cañizares, Arcivescovo della città spagnola.
Contro di lui si erano scagliate le ire di alcuni gruppi femministi e della comunità lgbt, nonché di un’associazione dedita all’accoglienza degli immigrati. Dopo che il porporato aveva osato criticare l’ideologia gender e una legge locale che consente ai minori di cambiar sesso anche senza l’autorizzazione dei genitori, invitando i cattolici all’obiezione di coscienza, essi avevano adito le vie legali per “incitamento all’odio contro omossesuali e femministe”.
Le toghe, tuttavia, non hanno riscontrato alcun profilo di reato. Sulla base della Costituzione spagnola e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, hanno ritenuto infatti che le dichiarazioni dell’Arcivescovo di Valencia attengono alla libertà d’espressione.
Si legge nelle motivazioni addotte dai giudici che “la tolleranza verso tutti i tipi di idee, che è tutelata dalla libertà ideologica e di espressione, non significa condiscendenza, accettazione o comprensione, ma solo che le idee, in quanto tali, non debbono essere perseguite penalmente”.
Di qui la decisione di non avviare alcuna indagine nei confronti di Cañizares, al fine di “evitare di sottoporre una persona a un procedimento penale a seguito di denunce imprudenti e/o a seguito di fatti che non costituiscono evidentemente un reato penale”.
Mentre le associazioni che hanno sporto denuncia si sono precipitate a far ricorso, al card. Cañizares ha espresso “vicinanza e sostegno” il segretario generale della Conferenza episcopale spagnola, mons. José Maria Gil Tamayo. Questi ha sottolineato come la sentenza sia giusta, in quanto i vescovi spagnoli dovrebbero avere la libertà di insegnare il Vangelo.
Un altro esponente dell’episcopato iberico si è mobilitato questa settimana per attestare il proprio sostegno a Cañizares. Si tratta di mons. Jesus Sanz, Arcivescovo di Oviedo, che ha fatto recapitare al suo collega di Valencia una lettera nella quale sottoscrive le parole di condanna nei confronti del gender. Anche mons. Sanz definisce “dannosa” tale ideologia “in tutte le sue varianti e strategie”, di carattere “demagogico, politico e culturale”.
L’Arcivescovo di Oviedo si scaglia inoltre contro la strumentalizzazione che alcuni di questi gruppi denuncianti hanno fatto di Papa Francesco, al quale – hanno annunciato – invieranno una petizione per chiedergli di condannare le parole di Cañizares.
Mons. Sanz ricorda che il Pontefice non perde occasione per biasimare il gender, da lui definito uno “sbaglio della mente umana”.
Non è mancato, nella lettera di Sanz, un riferimento ai manifesti blasfemi affissi sui muri di Valencia da gruppi omosessuali. Il presule ha rilevato che il clima di anti-clericalismo in Spagna è testimoniato da episodi di tal risma, che purtroppo non sono isolati.
Egli ha citato un’altra espressione di odio verso la fede cattolica che si verificò nel marzo 2011 nella cappella dell’Università Complutense: decine di persone tra cui l’attivista del partito d’estrema sinistra Podemos, Rita Maestre, assaltarono, profanandolo, il luogo sacro.
L’invito di Sanz è però a non disperare. Del resto la Spagna è storicamente un Paese che attira i rancori violenti della sovversione anti-clericale proprio per la robusta fede in Cristo che l’ha sostenuta nel corso dei secoli. E che non è tramontata, come dimostra la fiumana di persone che ha accompagnato la statua della Virgen de los Desamparados per le strade di Valencia. Il card. Cañizares non è solo.
Fonte
 Criticare il gender non è reato: respinta la denuncia al card. Cañizares
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  27 giugno 2016Posted in Cristiani perseguitati   
Papa Francesco torna a denunciare il genocidio degli armeni e lo paragona all’attuale MARTIRIO DEI CRISTIANI: “oggi i cristiani sono perseguitati più che al tempo dei primi martiri”.
Papa Francesco torna a denunciare il genocidio degli armeni e lo paragona all’attuale MARTIRIO DEI CRISTIANI: “oggi i cristiani sono perseguitati più che al tempo dei primi martiri”.   

Il Papa in Armenia per l’omaggio alle vittime del genocidio. Il Papa si è recato alla “Fortezza delle rondini”, il mausoleo del genocidio, il luogo più sacro per gli armeni.
“Qui prego, col dolore nel cuore, perché non vi siano più tragedie come questa, perché l’umanità non dimentichi, sappia vincere con il bene il male. Dio conceda all’amato popolo armeno e al mondo intero pace e consolazione. Dio custodisca la memoria del popolo armeno, la memoria non va annacquata né dimenticata, la memoria è fonte di pace e di futuro”: sono queste le parole vergate di pugno dal Papa sul Libro d’Onore del Memoriale del genocidio armeno. –
http://it.radiovaticana.va/news/2016/06/25/il_papa_al_memoriale_che_ricorda_il_massacro_degli_armeni/1239882
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In Armenia, prima Nazione cristiana, Paese che “conosce la persecuzione” e ha subito il primo “genocidio” del ‘900, papa Francesco, rischiando un incidente diplomatico, torna a denunciare che oggi “i cristiani, come e forse più che al tempo dei primi martiri, sono in alcuni luoghi discriminati e perseguitati per il solo fatto di professare la loro fede”. Parole forti nel Paese che ha vissuto il “Metz Yeghérn”, il “Grande Male”, come gli armeni chiamano la persecuzione turca che tra il 1915 e il 1916 provocò almeno un milione e mezzo di morti.
“Grande male”, che “inaugurò purtroppo il triste elenco delle immani catastrofi del secolo scorso”, evocato oggi dal Papa – che ha parlato di “genocidio”, parola invisa ai turchi – nel discorso che ha rivolto il 24 giugno 2016 alle autorità politiche, ai rappresentanti della società civile e del mondo della cultura e ai membri del corpo diplomatico nel Salone principale del Palazzo presidenziale di Yerevan, presenti circa 250 persone.
Già il 12 aprile 2015 in un saluto speciale rivolto ai fedeli di rito armeno Papa Francesco, richiamando le parole di Giovanni Palo II del 2001, disse che quello subito dal popolo armeno costituiva a tutti gli effetti «il primo genocidio del XX secolo». Questo suo chiaro riferimento causò l’irritata reazione dei turchi che arrivarono perfino a richiamare in patria (“per consultazioni”) il proprio ambasciatore Mehmet Pacaci. In Turchia si parlò di “inaccettabile calunnia”.
L’incidente diplomatico fece sobbalzare qualche sedia in Segreteria di Stato, ma il Papa nell’omelia di Santa Marta del 13 aprile disse chiaramente che «non bisogna avere paura di chiamare le cose con il proprio nome». La cosa poi rientrò, grazie a un paziente lavoro di ricucitura con i turchi, e tutto lasciava presagire che quella parola non si sarebbe più pronunciata. Invece ieri Papa Francesco l’ha pronunciata di nuovo.
La parola non era contenuta nel testo consegnato ai giornalisti e, dunque, nulla lasciava pensare che avrebbe subito affermato che quanto accadde nel 1915, e che solo Papa Benedetto XV aveva avuto il coraggio di denunciare apertamente,era un genocidio.
 «Quella tragedia, quel genocidio – ha aggiunto nel suo discorso davanti al presidente Serzh Sargsyan, alle autorità politiche e diplomatiche dell’Armenia,- inaugurò purtroppo il triste elenco delle immani catastrofi del secolo scorso, rese possibili da aberranti motivazioni razziali, ideologiche o religiose, che ottenebrarono la mente dei carnefici fino al punto di prefiggersi l’intento di annientare interi popoli».
Così il «Grande male», il “Metz Yeghéer” come lo chiamano in Armenia, è stato nuovamente indicato come «genocidio», senza tanti giri di parole. Non solo, Papa Francesco ha fatto anche un’altra sottolineatura a braccio che è molto significativa.
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GENOCIDIO ARMENI
«È tanto triste – ha specificato Papa Francesco- sia in questo armeno come negli altri due (riferendosi al genocidio degli ebrei e quello causato dal comunismo, nda), le grandi potenze internazionali guardavano da un’altra parte».
Qui il Papa ha fatto riferimento esplicito all’attuale persecuzione dei cristiani:
«Oggi, in particolare i cristiani, come e forse più che al tempo dei primi martiri, sono in alcuni luoghi discriminati e perseguitati per il solo fatto di professare la loro fede, mentre troppi conflitti in varie aree del mondo non trovano ancora soluzioni positive, causando lutti, distruzioni e migrazioni forzate di intere popolazioni. È indispensabile perciò che i responsabili delle sorti delle nazioni intraprendano con coraggio e senza indugi iniziative volte a porre termine a queste sofferenze, facendo della ricerca della pace, della difesa e dell’accoglienza di coloro che sono bersaglio di aggressioni e persecuzioni, della promozione della giustizia e di uno sviluppo sostenibile i loro obiettivi primari».
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PAPA FRANCESCO IN ARMENIA CON IL PATRIARCA KAREKIN II
Anche per questo il lavoro ecumenico con la Chiesa Apostolica Armena, una chiesa molto vicina a quella cattolica e antichissima, diventa importante. Lo ha ricordato il Papa durante la visita di preghiera alla cattedrale apostolica, rivolgendosi al Patriarca Karekin II. «Il mondo – ha ricordato ancora Francesco – è purtroppo segnato da divisioni e conflitti, come pure da gravi forme di povertà materiale e spirituale, compreso lo sfruttamento delle persone, persino di bambini e anziani, e attende dai cristiani una testimonianza di reciproca stima e fraterna collaborazione, che faccia risplendere davanti ad ogni coscienza la potenza e la verità della Risurrezione di Cristo».
Questa testimonianza dei cristiani, nella persecuzione che stanno subendo in Medio Oriente, per il Papa prende la forma del «martirio», come aveva ricordato in un recente incontro a Roma incontrando la comunità di Villa Nazareth. Lì aveva specificato che la parola «genocidio» non si addice, appunto, a questa persecuzione che è un «martirio». Mentre, ancora una volta, ha fatto capire che la parola «genocidio» va benissimo quando si tratta delle immani tragedie del secolo scorso.
IL RUOLO FONDAMENTALE DEL VATICANO PER FERMARE IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI: Intervista a Valentina Vartui Karakhanian, che è l’autrice, insieme a Omar Viganò, del volume La Santa Sede e lo sterminio degli armeni nell’impero ottomano” (edizioni Guerini e Associati, pp. 294, euro 25,50, prefazione di Antonia Arslan), che svela i documenti dell’archivio segreto del Vaticano e «il lavoro fondamentale fatto dalla Santa Sede e dal Papa per porre fine al genocidio»

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PAPA BENEDETTO XV
Che contributo dà questo volume nel sottrarre dall’oblio il genocidio armeno?
Tratta di un aspetto specifico della vicenda del genocidio cominciato il 24 aprile del 1915, ossia del ruolo della Santa Sede nel cercare di fermare la strage negli anni della Prima guerra mondiale. Come diplomati alla scuola di archivistica vaticana, io e Omar Viganò, abbiamo tracciato l’operato della diplomazia della Santa Sede, selezionando i principali documenti degli archivi segreti vaticani, da cui emerge la centralità del suo ruolo nel frenare le deportazioni. Il Vaticano lavorò tramite i suoi diplomatici nei vari paesi coinvolti nel conflitto mondiale. Determinante fu poi l’azione di monsignor Angelo Maria Dolci, delegato apostolico della Santa Sede a Costantinopoli. Infine, furono fondamentali gli interventi della Segreteria di Stato e sopratutto di papa Benedetto XV.
Come agì il Papa?
Ci sono tre passaggi fondamentali descritti da tre lettere indirizzate al sultano Mehmet V per supplicarlo di porre fine al genocidio. Sono contenuti nel Libro Bianco della diplomazia vaticana, nel quale esiste un capitolo dedicato all’Armenia. Qui le deportazioni avvenivano in maniera massiccia, sebbene fossero nascoste dalla guerra: si diceva che la gente moriva per il conflitto, mentre era vittima di un accurato progetto di sterminio di massa. Per questo vescovi, sacerdoti, fedeli scrissero al Papa chiedendo aiuto. Papa Benedetto XV disse quindi al sultano che l’urlo di dolore era giunto alle sue orecchie e gli chiese di arrestare le deportazioni in quella che definì una “misera nazione”. Alla terza missiva il Pontefice ottenne quanto aveva domandato.
http://www.30giorni.it/articoli_id_8992_l1.htm
Ieri papa Francesco ha parlato di nuovo di «genocidio». Perché si teme ancora oggi di parlare di questo episodio storico?
Le ragioni sono tante, ma quello che ci tengo a sottolineare ora è che questo popolo chiede giustizia da anni affinché sia riconosciuto quanto ha subìto. Io stessa sono una armena vittima della diaspora e quindi nata e cresciuta in Georgia. E mi sono sempre chiesta perché non avessi potuto vivere nella mia nazione di appartenenza, che per noi è come la terra promessa.
Impressiona che Hitler, quando gli dissero che la Shoah sarebbe stata ricordata, rispose che, al contrario, il genocidio armeno sarebbe caduto nell’oblio della storia. Hitler si ispirò al genocidio degli Armeni per perpetrare quello degli ebrei.
I documenti, anche di fonte turca, in particolare dei primi processi tenuti prima dell’instaurazione del regime nazionalista di Atatürk, e le testimonianze dell’epoca mostrano che non si è trattato affatto di una serie di incidenti e di maltrattamenti più o meno casuali, come sostengono ancora oggi i turchi, ma di un piano deliberato, ben organizzato, con un uso pianificato delle risorse, che aveva lo scopo della distruzione del popolo armeno dalle sue terre d’origine (il Caucaso meridionale, l’Anatolia orientale, il territorio fra la valle dell’Eufrate e la Siria settentrionale) e dal resto dell’impero ottomano. Furono prima eliminati intellettuali e leader politici, poi la popolazione fu rastrellata, in parte uccisa sul posto, in parte distrutta in “marce della morte” verso il deserto, che furono imitate dai nazisti nella fase finale della Shoah.
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Hitler con il Grande Muftì turco 1941
Al genocidio degli armeni parteciparono anche ufficiali tedeschi che utilizzarono l’esperienza venticinque anni dopo contro il popolo ebraico. Fra loro vi era anche il futuro muftì di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, collaboratore attivo dei nazisti e amico personale di Hitler.
Quello che occorre evidenziare è che il Papa ha parlato del genocidio durante le celebrazioni del suo centesimo anniversario, nel 2015, e che anche il Parlamento tedesco lo ha riconosciuto. Occorre continuare per questa via, affinché si comprenda l’origine di quanto è accaduto. Altrimenti la violenza potrebbe ripetersi.
Che speranza nutre per la visita di papa Francesco?
In questo momento quello che mi aspetto come persona e come armena è un incoraggiamento a non disperare, nonostante l’oblio storico, nonostante l’isolamento del nostro paese e nonostante il conflitto con l’Azerbaigian che si è riacceso lo scorso aprile nella zona di Nagorno-Karabakh, a maggioranza armena. Un conflitto che dura da oltre un quarto di secolo e con pochi tentativi di intervento. Ci ha comunque colpito che il Santo Padre abbia detto che verrà come pellegrino nella nostra terra, la prima nazione cristiana del mondo, perché questo è già parte dell’incoraggiamento e della consolazione che attendiamo. Penso che il Papa ci aiuterà a continuare a sperare e a mantenerci fedeli al nostro paese, nonostante tutto.
 Il momento più significativo del viaggio sarà la visita del Papa in un luogo storico religioso importantissimo per gli armeni, il monastero da cui San Gregorio l’illuminatore, liberato dal Re, convertì l’Armenia che nel 301 divenne la prima nazione cristiana. Da questo sito il Pontefice libererà due colombe bianche verso il monte Ararat (citato nella Bibbia e fino a cui arrivò l’Arca di Noè), un tempo nel territorio armeno ma ora parte della Turchia. Un gesto significativo, che vale più di tante parole.
Fonti Viaggio del papa in Armenia | Tempi.it
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/06/25/il-papa-in-armenia-per-lomaggio-alle-vittime-del-genocidio_3aa07b1e-4a68-4292-bf76-b957d0724227.html
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  25 giugno 2016Posted in Cristiani perseguitati   
Superstite della strage di Orlando: “Dio mi ha salvato per miracolo, voglio cambiare la mia vita, tornerò a frequentare la Chiesa”.
Superstite della strage di Orlando: “Dio mi ha salvato per miracolo, voglio cambiare la mia vita, tornerò a frequentare la Chiesa”.   
«Voglio cambiare la mia vita, tornerò a frequentare la chiesa». Così ha dichiarato Ángel Colón, omosessuale e uno dei superstiti della strage di Orlando (Florida), avvenuta qualche settimana fa nella discoteca Pulse. Angel Colon è tra i feriti della strage di Orlando.
In una conferenza stampa presso l’Orlando Regional Medical Center, circondato dalla famiglia, dagli amici e dal personale dell’ospedale, Angel Colon ha fornito una toccante testimonianza di quella notte maledetta. Dopo la prima raffica di mitra tutti hanno iniziato a correre e lui, che era stato colpito alla gamba da tre proiettili, è stato travolto dalla folla. In molti sono riusciti a scappare perché il killer è andato prima in un’altra sala, ma non lui, che è rimasto fermo a terra.
«Sono vivo per miracolo e voglio rendere gloria a Dio …Quando il killer è tornato indietro e ha sparato ai ragazzi già morti per assicurarsi che non fossero più vivi. Quando ha finito la ragazza accanto a me ho pensato ‘sono il prossimo, morirò’…».
A questo punto Omar Mateen, il terrorista islamista, gli ha sparato altre due volte, mirando alla testa ma colpendolo prima alla mano e poi all’anca: «Ho cercato di rimanere immobile, così che non sapesse che ero vivo. Ho continuato a stare fermo, mentre lui sparava a me e per tutto il locale», ha raccontato Angel.
«Ángel ha cantato nel coro della chiesa per molto tempo, prima di abbandonarla», ha detto il padre. «E’ convinto che Dio lo abbia salvato per dargli un’altra possibilità di vita».
La comunità cattolica di Orlando, si legge, è in prima linea nell’aiutare e sostenere le famiglie delle vittime.
Nel frattempo è emerso che l’attentatore, Omar Mateen, era lui stesso omosessuale, frequentava la discoteca da tre anni e un suo presunto amante, che lo avrebbe frequentato per due mesi, ha dichiarato che il motivo della strage è per vendicarsi del modo in cui «si sentiva usato» dagli omosessuali di quel locale. Se lo scopo di Mateen fosse stato quello di uccidere più persone possibile, ha proseguito l’uomo, sarebbe andato al Parliament, un altro locale gay di Orlando che contiene molte più persone del Pulse. L’uomo è stato ascoltato anche dall’FBI.
Comunque sia, il giovane Colón poteva essere una delle vittime, ma nonostante abbia subito sei colpi di pistola è vivo e ricoverato all’Orlando Regional Medical Center. Il padre, che lo assiste in ospedale, ha raccontato alla stampa: «sta abbastanza bene, ha recuperato in fretta e i medici stanno facendo un lavoro enorme. Mio figlio crede che l’essersi salvato abbia uno scopo, ha pregato Dio chiedendogli: “Signore, non lasciare che me ne vada in questa condizione”. Dice che tornerà alla sua vecchia vita, frequentando la chiesa dove era solito cantare».
Tratto da UCCR
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  25 giugno 2016Posted in TESTIMONIANZE   
Russia: arrestati 10 membri della “chiesa di Scientology” per attività illegali
Russia: arrestati 10 membri della “chiesa di Scientology” per attività illegali   
Dieci persone sono state tratte in arresto martedì 21 giugno 2016 dopo che la polizia ha perquisito l’ ufficio dell’organizzazione di Scientology a San Pietroburgo, ha riferito una fonte delle forze dell’ordine non identificata all’agenzia di stampa russa RIA Novosti.
Perquisizioni su larga scala erano state condotte martedì presso le chiese di Scientology a Mosca e San Pietroburgo, come raccontato da un’altra fonte di polizia all’agenzia di stampa russa non governativa Interfax.
Gli agenti hanno bloccato l’ingresso alla Chiesa di Mosca di Scientology, situata su Taganskaya Ulitsa nel centro urbano e a nessuno è stato permesso di entrare o uscire, secondo testimoni oculari.
Si ritiene che le perquisizioni siano collegate a un importante giro di vite contro Scientology in Russia e a un’azione penale avviata contro la Chiesa in relazione ad “attività commerciali illegali” come riferito da Interfax.
La Chiesa non è stata disponibile per un commento quando contattata da The Moscow Times.
Nel novembre dello scorso anno, il Tribunale di Mosca si era espresso in favore del Ministero di Giustizia russo che aveva voluto eliminare una associazione denominata “Chiesa di Scientology di Mosca”, in quanto il suo status religioso era in contrasto con il fatto che il termine “Scientology” risultava registrato come un marchio commerciale di proprietà della statunitense Religious Technology center.
A loro volta, rappresentanti della Chiesa di Scientology, sono ricorsi alla Corte Suprema della Russia, sostenendo che la loro chiusura avrebbe violato i diritti dei credenti.
Diversi microfoni e telecamere installate illegalmente sono state trovate e prelevate dalla chiesa di Scientology a Mosca durante una perquisizione dello scorso agosto.
Nel 2007 il Tribunale di San Pietroburgo aveva soppresso il “Centro per Scientology”che secondo le accuse, raccoglieva informazioni private sulla vita dei cittadini.
La giustizia russa considera “estremiste” numerose pubblicazioni della Chiesa di Scientology e l’organizzazione come una <<setta>>, analogamente a diversi paesi europei.

FONTE: THE MOSCOW TIMES
http://www.themoscowtimes.com/news/article/10-arrested-in-st-petersburg-as-police-search-scientology-churches/573113.html
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  25 giugno 2016Posted in Scientology   
In carcere un famoso pittore e professore di yoga, leader di una setta satanica in Francia
In carcere un famoso pittore e professore di yoga, leader di una setta satanica in Francia   
Christian Ruhaut non è soltanto un famoso pittore che gode di una certa stima dentro e fuori la sua regione d’adozione. E’ anche un esimio professore di yoga. Nel corso degli anni, intorno a questo 68enne amienese, si era riunito un piccolo gruppo di seguaci dediti a pratiche sessuali con animali ed a pratiche violente sadomasochiste, che la giustizia sospetta fortemente di costituire una setta satanica.
Christian Ruhaut e la sua compagna Catherine, 63enne, (anche’ella imputata e attualmente detenuta), si erano stabiliti in un’incantevole dimora a Lizant, a sud del comune francese di Vienne, mentre il gruppo dei fedeli, composto da dirigenti e membri liberi professionisti, si era installato nel comune di Aumagne, tra Saint-Jean-d’Angély e Matha.
E’ là, nel cuore della Saintonge , che il gruppo, lontano da sguardi indiscreti, ha continuato le sue pratiche: scambismo, sistema di punizioni a carattere sovente sessuale, scatologia, (ciò che ha che fare con escrementi) e zoofilia. Stiamo parlando di pratiche con cani, asini e persino con le anguille…
Come spesso accade in ambito settario, è apparentemente per il denaro che il guru è crollato. Nel settembre 2013 un’adepta, ben presto seguita da una seconda, hanno accusato la coppia di aver loro estorto del denaro. Nel 2000 la seguace, avrebbe firmato un impegno iniziatico che la assoggettava alla volontà del guru: i membri del gruppo venivano spinti a sottoporsi a violente punizioni come parte di un rituale, e venivano obbligati a filmarli: lo scopo dei filmati era anche quello di avere prove con cui ricattare i seguaci che volessero eventualmente abbandonare la setta e rivelare gli orrori che avvenivano all’interno. La donna, un medico di una cinquantina d’anni, gli avrebbe consegnato 600mila euro permettendogli di acquistare le proprietà di Lizant e di Aumagne. L’altra querelante, una logopedista, sarebbe stata alleggerita, secondo le sue affermazioni, di 100mila euro.
Dopo una lunga inchiesta condotta dalla polizia, la coppia è stata fermata e il 15 marzo 2016, incriminata e imprigionata. Gli inquirenti dispongono di una notevole quantità di video con le sessioni amorose tra gli adepti, le sanzioni inflitte ai “puniti”…
CONFERMATO L’ARRESTO IN PRIGIONE
Se al momento, la compagna di Christian Ruhaut non ha chiesto il suo rilascio, lui ha iniziato una procedura in tal senso. Un’udienza ha avuto luogo ieri mattina, in assenza del principale interessato, davanti alla camera d’istruzione della Corte d’Appello di Poitiers. Ruhaut ha fatto sapere che nega ogni pressione e ogni violenza sui membri del suo gruppo di yogin. Dice che costoro avrebbero fatto liberamente trasferimenti di fondi e attuato liberamente le pratiche sessuali più perverse e violente…Ma è evidente la totale sudditanza mentale dei seguaci nei confronti del guru ed anche la reticenza ed il clima di paura e soggezione negli adepti. Per questi motivi, l’avvocato generale Jean-Paul Garraud vuole ricercare una nuova prova dell’influenza psicologica esercitata da Christian Ruhaut sui suoi discepoli e ha richiesto il protrarsi della detenzione, seguito dalla corte nelle sue richieste.
Il famoso pittore yogi resta in prigione.
FONTE ORIGINALE: SUD OUEST
http://www.sudouest.fr/2016/06/22/gourou-zoophilie-secte-et-echangisme-2409386-1236.php
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No al satanismo
PER INFORMARSI E DIFENDERSI DAGLI INGANNI DELLE SETTE E DALLE IDEOLOGIE DI ODIO E DISCRIMINAZIONE CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO
Mese: luglio 2016
IL PERDONO DI ASSISI 1/2 agosto: “Fratelli miei, IO VI VOGLIO MANDARE TUTTI IN PARADISO! QUESTA E’ LA PORTA DEL CIELO!” San Francesco
IL PERDONO DI ASSISI 1/2 agosto: “Fratelli miei, IO VI VOGLIO MANDARE TUTTI IN PARADISO! QUESTA E’ LA PORTA DEL CIELO!” San Francesco   
1 /2 AGOSTO IL PERDONO DI ASSISI. Quest’anno si celebra l’ VIII centenario del Perdono di Assisi 1216 / 2016. L’evento del Perdono della Porziuncola resta una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di Francesco d’Assisi.
Da mezzogiorno del 1° agosto e per tutto il 2 agosto, (Festa di S. Maria degli Angeli, titolare della piccola chiesa chiamata “Porziuncola” nella piana di Assisi), IN TUTTE LE CHIESE E’ POSSIBILE OTTENERE IL PERDONO DI ASSISI, cioè è possibile ottenere l’indulgenza plenaria, la liberazione dai propri peccati dal giorno del Battesimo fino a quel momento: è applicabile a se stessi e ai defunti, secondo le consuete indicazioni:
-accostarsi al Sacramento della Confessione (anche nei giorni precedenti o che seguono la festa);
-partecipare alla S. Messa e ricevere la comunione eucaristica;
-visitare nei giorni 1 o 2 agosto una chiesa, parrocchiale o francescana, recitando alcune preghiere quali: il Credo (per dire la nostra identità cristiana), il Padre Nostro e l’Ave Maria secondo le intenzioni del Papa (per affermare la propria appartenenza alla Chiesa, di cui il Papa è fondamento visibile).foto_164_59550
L’aspetto religioso più importante del “Perdono d’Assisi” – e di ogni Indulgenza – è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall’impegno a emendarsi dal proprio male per vivere sempre più la propria vita secondo il Vangelo, così come hanno fatto tutti i santi ed in particolare Francesco e Chiara, a partire proprio dalla Porziuncola.
Illuminanti le parole di Papa Paolo VI: “LE INDULGENZE NON COSTITUISCONO UN ESPEDIENTE FACILE PER EVITARE LA NECESSARIA PENITENZA DEI PECCATI, MA OFFRONO UN CONFORTO che i singoli fedeli, umilmente consci della loro debolezza, trovano nel corpo mistico di Cristo, il quale coopera alla loro conversione con la carità, con l’esempio e la preghiera”.
COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L’INDULGENZA DEL PERDONO
Dobbiamo andare al 1216: un momento non certo felice per la vita di Francesco… Sta scrivendo la Regola, trova le prime difficoltà anche con i frati, perché l’Ordine cresce a dismisura. Una notte, alla Porziuncola, ha una forte tentazione: molto probabilmente la tentazione è quella di abbandonare tutto, abbandonare questa vita… Ma lui sa che questo non può venire da Dio, è una tentazione che viene dal Maligno. Per vincere questa tentazione, esce dalla sua cella e si rotola nudo tra le spine, spine che al contatto con il suo sangue diventano rose senza spine: questo è il Roseto della Porziuncola, che poi la scienza ha battezzato “Rosa Canina Assisiensis” che è questa rosa che cresce nel giardino di Assisi della Porziuncola. Dopo questa esperienza, due Angeli conducono Francesco in Porziuncola e lì, immersi nella luce, l’apparizione di Gesù e Maria, che gli chiedono: “Francesco, tu sei degno di grandi cose: chiedi ciò che vuoi e lo otterrai”.
In quella notte dell’anno del Signore 1216, Francesco vide sopra l’altare Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, IO VI VOGLIO MANDARE TUTTI IN PARADISO! QUESTA E’ LA PORTA DEL CIELO! ” (Da “Il Diploma di Teobaldo”, FF 3391-3397)
PREGHIERA PER IL PERDONO DI ASSISI:
Signore mio Gesù Cristo, prostrato innanzi alla vostra reale presenza nel Santissimo Sacramento, io vi adoro con tutta la sommissione dell’anima mia, e pentito delle mie colpe, vi prego di concedermi la grazia dell’acquisto della Santa indulgenza del Sacro Perdono di Assisi che voi medesimo accordaste al gran Patriarca San Francesco. Intendo poi di pregare secondo l’intenzione della Santa Chiesa per la conversione degli eretici, degli infedeli e di tutti i peccatori, ma in modo speciale per coloro che combattono e perseguitano la vostra Santa Chiesa.
(Cinque Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Tre Ave Maria alla Madonna, un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre a San Francesco).
Conservate il vostro Vicario, il Sommo Pontefice N… (dicasi il nome del Papa) e conservatelo con il pieno trionfo su tutti i suoi nemici. Da ultimo vi raccomando di proteggere e conservare i Vescovi, i Sacerdoti, gli Ordini Religiosi, e tutte le Società cattoliche che con tanto zelo si prestano alla difesa della Santa Fede e della Religione cattolica. E Voi, o Maria santissima Vergine e Madre Immacolata, confortate di vostra protezione la mia preghiera e rendetela accetta al vostro divin Figliolo. San Francesco, mio glorioso Padre e Protettore, voi sì caro a Gesù ed a Maria, presentate loro la mia preghiera; ditegli che io sono vostro figlio e Gesù e Maria mi esaudiranno.
(Cinque Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Tre Ave Maria alla Madonna, un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre a San Francesco).
Fonti
http://www.porziuncola.org/il-perdono-della-porziuncola-15-1.html
http://www.assisiofm.it/viii-centenario-del-perdono-di-assisi-72464-1.html
mariaangelicimabue
SAN FRANCESCO D’ASSISI E SANTA MARIA DEGLI ANGELI, dipinto di Cimabue
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  30 luglio 2016Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi   
Preghiera di liberazione di Padre Gabriele Amorth
Preghiera di liberazione di Padre Gabriele Amorth   
Questa è la più potente Preghiera di Liberazione scritta e consigliata dal sacerdote esorcista Padre Gabriele Amorth. La si può recitare privatamente per se stessi, per qualsiasi nostra necessità e per la Pace nel mondo intero e nelle nostre famiglie. Affinchè questa preghiera sia davvero efficace, è importantissimo che ognuno si impegni di più a vivere in grazia di Dio, frequentando più spesso il Sacramento della Confessione, frequentando più spesso la Santa Messa e ricevendo Gesù Eucaristia, affidando ogni giorno tutta la nostra vita a Dio con umiltà e fiducia. 4027962_2ba6a
Fare il segno della Croce: Nel Nome del Padre del Figlio dello Spirito Santo.
Signore, Dio Onnipotente e Misericordioso, Padre, Figlio e Spirito Santo, espelli da me, dai miei amici e familiari, da coloro che possono aiutarmi economicamente e spiritualmente, e dal mondo intero, ogni influsso diabolico di qualsiasi Spirito Maligno e da ogni Anima Dannata dell’intero Inferno, che ha su di me e su di loro, per il Preziosissimo Sangue del Tuo Figlio Gesù.
Fa che il Sangue Immacolato e Redentore rompa ogni legame sul mio corpo, sulla mia mente, sul mio lavoro, su quanti potrebbero offrire un lavoro e su tutte le cose mie ed altrui e le difficoltà dell’intera vita mia ed altrui.
Oh Santissima Vergine, Maria Immacolata, oh Nove Cori Angelici, oh San Michele Arcangelo, Santi tutti del Paradiso, mi consacro e consacro loro e Vi chiedo l’Intercessione di tutte le Anime del Purgatorio!
Intercedete per noi tutti e venite presto in nostro aiuto e spezzate, da subito, le “ultime zampate” di Lucifero contro i figli della Benedetta Madre, Maria Santissima e della Santissima Trinità.
Ordino, in questo preciso istante, che ogni Demonio ed Anima Dannata non possa avere nessuna influenza su di me, sulle categorie di persone che ho menzionato e sul mondo intero, affinché tutta l’Umanità sia liberata, in questo medesimo istante.
Per la Flagellazione, la Corona di Spine, la Croce, il Sangue e la Risurrezione di Gesù Cristo, per il Dio Vero, per il Dio Santo, per il Dio che tutto può, ordino ad ogni Demonio ed Anima Dannata che non possano avere influenza alcuna su me e sul mondo intero e che si possano spezzare, una volta per tutte e per sempre, tutte le catene create, che si sono verificate, fino ad ora, su di me e sul mondo intero.
Benedite e liberate il vostro servo o serva (si dica il Nome di Battesimo) e benedite questa Immagine (si alzi verso Dio un’Immagine benedetta), che Vi presento e fate sì che questa Immagine benedetta protegga me ed il mondo intero e ci protegga dai Satanisti, dai Massoni, dai Mafiosi, dai Politici corrotti e da ogni altra Infame categoria esistente sulla terra, e nel mondo intero.
Fate sì che, nella mia casa e nelle mie cose e da ogni altra categoria e nelle cose del mondo intero, il Demonio non possa, mai e poi mai, avere più alcuna influenza, anche infinitesimale, nel Nome di Gesù Cristo, Padrone della Storia, nostro Signore e Salvatore.
Così sia.perdonalenostrecolpe
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  30 luglio 2016Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi   
Rituale satanico pubblico in Usa, previsto per il 15 Agosto 2016, Festa Assunzione della Beata Vergine Maria. Petizioni in tutto il mondo contro atto di odio anticristiano, permesso dal governo americano.
Rituale satanico pubblico in Usa, previsto per il 15 Agosto 2016, Festa Assunzione della Beata Vergine Maria. Petizioni in tutto il mondo contro atto di odio anticristiano, permesso dal governo americano.   
VI PREGHIAMO DI PARTECIPARE A QUESTE PETIZIONI. Questa è una causa che riguarda tutti i cristiani. Con analoghe petizioni, siamo riusciti a fermare nel 2014 la celebrazione di una messa nera prevista nell’Università di Harvard. Basta solo inserire proprio nome e email.
https://americaneedsfatima.org/forms/e16541.html?lang=en
http://www.tfpstudentaction.org/stop-black-mass-oklahoma-city.html
Facciamo sentire la nostra protesta e soprattutto la nostra testimonianza in tutto il mondo: si tratta di una pubblica discriminazione anticristiana e profanazione blasfema, per cui chiediamo al governatore dello Stato di Oklahoma di non permettere la “celebrazione” di una messa nera il 15 agosto 2016, nel Centro Civico Music Hall di Oklahoma City, che è un teatro comunale aperto al pubblico, previa vendita biglietti ( la messa nera è una inversione della Messa cattolica, atto blasfemo contro Cristo nella S. Eucaristia).
Nell’evento satanista della setta Chiesa di Ahriman, previsto per il 15 AGOSTO 2016, (solennità cattolica dell’Assunzione della Beata Vergine Maria) che si terrà presso il Centro Civico Music Hall di Oklahoma City, lo “spettacolo” blasfemo sarà diviso in due parti: prima la messa nera, poi saranno utilizzati lo zolfo, il sangue mestruale, il cuore di un maiale che verrà mangiato crudo pubblicamente, per dissacrare una statua di gesso della Vergine Maria. Quest’ultimo rituale è denominato “la consumazione di Maria” (the Consumption of Mary).
L’OFFESA CONTRO UNA FEDE RELIGIOSA, QUELLA CRISTIANA, CON ATTI INTENZIONALMENTE SACRILEGHI E OLTREMODO INCIVILI, NON E’ LIBERTA’ DI ESPRESSIONE, MA E’ VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI.
adam20daniels
SATANISTA ADAM DANIELS e compagna…
Il leader della setta satanista, Adam Daniels, ha pubblicamente affermato che le celebrazioni di quest’anno della sua setta “chiesa di Ahriman”, includono “la consumazione di Maria”, come un modo per illustrare la magia nera e gli insegnamenti della “sua chiesa satanista teista”, per distinguersi dal satanismo ateo razionalista.
Secondo il rituale, i celebranti danzeranno in senso antiorario intorno alla “statua corrotta di Maria”, evocando il demone/dea indù Jai Kali Maa, poi la testa della statua verrà recisa, “per scatenare l’apertura della Bocca dell’Inferno”…A giudicare da come Adam Daniels e la sua compagna si sono ridotti con questi “rituali”, la loro salute mentale lascia molto a desiderare…
All’interno della statua vi è il cuore vero di un maiale, ha declamato Daniels in un’intervista… Dopo che la statua sarà distrutta, una satanista tirerà fuori il cuore di maiale dalle ceneri e lo mangerà, “consumando Maria” e così termina questa pubblica schifezza anticristiana, brutale ed incivile.
Alla fine, tutto questo orribile “show” non fa altro che confermare cosa sia realmente il satanismo, altro che “religione o filosofia”…Adam Daniels ha detto che le pratiche della sua “chiesa satanista”attingono alla magia nera, all’occulto, al Zoroastrismo ed al tantrismo e all’induismo. Daniels ha detto che la magia satanica e i riti tradizionalmente satanisti richiedono sacrifici animali e richiedono anche di mangiare carne umana, (quindi anche sacrifici umani! ndr), ma la sua chiesa ha trovato alternative…Ad esempio, afferma Daniels, “la sua congregazione beve il fluido mestruale umano invece di sangue animale”…
ma che intelligentoni! che brave personcine questi satanisti, ma sono dei “veri cittadini americani” e “non fanno nulla di male” ?!?
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IL SATANISTA ADAM DANIELS SCHEDATO COME ABUSATORE SESSUALE
Il leader della Chiesa satanista di Ahriman, ADAM BRIAN DANIELS, è noto alle forze dell’ordine come ABUSATORE SESSUALE DI MINORENNI, per cui è già stato in carcere ed è schedato….ma l’attuale governo americano (con Obama oggi, e con la Clinton sarà ancora peggio) permette ogni sorta di discriminazione anticristiana, per timore di dover affrontare lunghe e costose cause legali contro i satanisti che si ‘appellano al primo emendamento’, cioè alla “libertà di culto”… nella Costituzione degli Stati Uniti d’America si legge che l’America è una nazione cristiana, come disse il Presidente Abraham Lincoln. Non solo: il governo permette a delinquenti già segnalati di continuare a fare propagande oscene e blasfeme in pubblico…Uno dei legislatori di Oklahoma, membro della Camera dei Rappresentanti, Earl Sears, ha definito la proposta dei satanisti “un affronto a tutte le persone rispettabili del paese.”
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IL SATANISTA ADAM DANIELS, CON TUNICA DA SACERDOTE CATTOLICO, IN SPREGIO ALLA CHIESA CATTOLICA….TIENE UN PUGNALE IN MANO ED IL SIMBOLO DEL SATANISMO, IL BAPHOMET/CAPRONE, ALLE SUE SPALLE.
L’ Arcivescovo Paul Coakley dell’Arcidiocesi di Oklahoma City ha rilasciato una dichiarazione ai media, descrivendo la messa nera, che Adam Daniels e seguaci si appresterebbero a compiere, come una “inversione satanica e una distorsione delle credenze più sacre non solo dei cattolici, ma di tutti i cristiani”.
Già nel 2014 l’Arcivescovo aveva avuto diverse controversie anche legali con i satanisti, che anche nel 2014 avevano sfidato la Chiesa cattolica con una proposta di messa nera pubblica: Daniels e i suoi seguaci satanisti volevano profanare una Santa Ostia consacrata rubata in una Chiesa cattolica, ma l’Arcivescovo Paul Coakley vinse la causa contro i satanisti e l’Ostia rubata venne restituita alla Chiesa cattolica e non venne permessa la profanazione. Quest’anno si aggiunge anche l’atto dissacratorio contro la Vergine Maria.
In principio, la attuale proposta di “rituale pubblico” dei satanisti prevedeva anche la messa al rogo di alcune pagine del Corano, ma sembra che questo atto non sia stato accettato dalle autorità di Oklahoma City: “Si permette l’atto di odio contro la Chiesa cattolica e contro tutti i cristiani, ma se si tratta di un evento di odio antisemita o di atti sacrileghi contro il Corano e contro la religione musulmana, questi non vengono consentiti dal governo: la messa nera E’ un orribile atto di discriminazione anticristiana e deve suscitare l’indignazione pubblica di tutti, credenti o no”, aveva detto l’Arcivescovo Paul Coakley nel 2014.
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L’ARCIVESCOVO PAUL COAKLEY
ODIO ANTICRISTIANO: il governo americano che permette questo atto di discriminazione contro la fede cattolica, sta violando la Costituzione.
Il governo federale riconosce la Chiesa di Ahriman come “organizzazione religiosa legittima”, ha detto Daniels. Quindi, anche se offende tutti i cristiani, il governo americano gli consente di fare questo “rituale” in un teatro aperto al pubblico…
“Non stiamo facendo nulla contro la legge, nulla di male”, ha detto Daniels. “Stiamo facendo un rituale contro il diritto canonico e contro la Chiesa cattolica, questo sì certo “, ammette Daniels.
ARCHBISHOP COAKLEY ELEVATES CHALICE DURING MASS AT BASILICA OF ST. PAUL OUTSIDE THE WALLS IN ROME
ARCIVESCOVO DI OKLAHOMA CITY, PAUL COAKLEY
Che il satanismo sia una falsa “religione o ideologia” basata sull’odio contro Cristo e soprattutto contro la Chiesa cattolica, non è una novità, è un odio antico quanto il mondo, e quello che sta accadendo ne è ulteriore prova. La migliore risposta di fronte a tanto odio è L’UNIONE DI TUTTI I CRISTIANI NELLA PREGHIERA E NELLA TESTIMONIANZA.62c54f7df37e171e0e59aed4109bbb5a Anche stavolta, l’Arcivescovo Paul Coakley e tutta la diocesi di Oklahoma City si stanno attivando per una S.Messa in riparazione ai sacrilegi ed una processione e preghiera pubblica per onorare la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
ISAIA CAPITOLO 5, 20 e seguenti
Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro. Guai a coloro che sono gagliardi nel mescere bevande inebrianti, a coloro che assolvono per regali un colpevole e privano del suo diritto l’innocente. Perciò, come una lingua di fuoco divora la stoppia e una fiamma consuma la paglia, così le loro radici diventeranno un marciume e la loro fioritura volerà via come polvere, perché hanno rigettato la legge del Signore degli eserciti, hanno disprezzato la parola del Santo di Israele.
TUTTE LE CHIESE CATTOLICHE, specialmente quelle dello Stato di Oklahoma, stanno organizzando Messe di riparazione, Veglie di Adorazione Eucaristica, Novene in onore dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, processioni e riunioni di preghiera pubblica del Santo Rosario, anche di fronte all’Oklahoma Civic Center, tutto per riparare agli atti sacrileghi e per protestare pacificamente contro questo vile attacco di odio satanico anticristiano, previsto per il 15 agosto 2016. UNIAMOCI TUTTI SPIRITUALMENTE.
Fonti
http://www.catholic.org/news/hf/faith/story.php?id=68581
https://americaneedsfatima.org/Campaigns/black-mass-in-oklahoma-city-2016.html
AVE MARIA 1

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  30 luglio 2016Posted in Criminologia e sètte, Cristiani perseguitati   
Cattolici e protestanti fermano la “preghiera pubblica” dei satanisti in Usa
Cattolici e protestanti fermano la “preghiera pubblica” dei satanisti in Usa   
L’estate del 2016 verrà ricordata, purtroppo, per l’efferatezza degli attacchi terroristici islamisti che stanno colpendo diverse città in Europa. Questo orrore sta accadendo in molte parti del mondo ormai da tempo, come la sistematica persecuzione dei cristiani; e la scellerata politica delle potenze occidentali si sta dimostrando sempre più fallimentare, abbandonando il popolo inerme di fronte a questi continui bagni di sangue. Mentre a Nizza i terroristi jihadisti perpetravano la terribile strage del 14 luglio, LO STESSO GIORNO I SATANISTI americani della setta The Satanic Temple (Tempio satanico, l’incappucciato nero che vedete IN FOTO), con la stessa sistematica efferatezza, anche se in modo molto più subdolo, stavano pianificando attacchi contro i cristiani in ogni modo: hanno preteso di “fare una preghiera pubblica a satana nel consiglio comunale” in Florida, nella città di Pensacola, con la scusa del “politicamente corretto” e delle pari opportunità (paroline ‘magiche’ molto strumentalizzate!)….
Il governo americano sotto l’egida di Obama e del Partito Democratico si dimostra sempre più anti democratico ed incapace di mantenere l’ordine e di far fede alla Costituzione americana, che è fondata sulla fede cristiana. Ricordiamo infatti che, nel pieno della guerra di Secessione il presidente Lincoln definì gli americani «popolo cristiano». Nel 1892 la Corte suprema degli Stati Uniti ribadì che «questa è una nazione cristiana». Nel 1917 il Congresso istituì una giornata di preghiera a sostegno dello sforzo bellico e per proclamare lo status dell’America come nazione cristiana. Ancora nel 1931 la Corte suprema riaffermò le sue precedenti vedute: «Siamo un popolo cristiano che accorda agli altri un eguale diritto alla libertà religiosa, e riconosce con reverenza il dovere di obbedienza alla volontà di Dio».
Eguale tolleranza non significa perfetta eguaglianza di status!
Invece, i satanisti della setta Tempio satanico in Usa, pur proclamandosi “satanisti razionalisti” cioè ATEI, pretendono di “fare preghiere pubbliche a satana”! Se non credono nell’esistenza di Dio e dato che affermano che per loro “satana è solo un simbolo”, perchè mai pretenderebbero di fare “preghiere pubbliche” a satana? E’ ovvio che l’intento dei satanisti è sempre ispirato da odio anticristiano.
Questo totale NON SENSO è accaduto il 14 luglio 2016 in Florida, a causa dell’ipocrisia politica del governo americano, che “ha concesso” ai satanisti questa orrenda pagliacciata in un consiglio comunale come quello di Pensacola, dove SI ERA DA SEMPRE TENUTA UNA PREGHIERA CRISTIANA, a conclusione delle riunioni. Il presidente del consiglio Charles Bare, per paura di ritorsioni da parte della setta Tempio satanico (molto appoggiata da potenti lobby finanziate da Obama &co) ha dato il permesso ai satanisti di fare la loro “preghiera” , temendo che rifiutare la loro richiesta avrebbe portato a contenziosi legali …LA SETTA TEMPIO SATANICO E’ NOTA IN USA PER LE SUE “BATTAGLIE PRO ABORTO in difesa di Planned Parenthood E PRO MATRIMONI GAY”…vedi nostro dossier sulla setta Tempio satanico: La fine del sogno americano
https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/06/06/6616-oggi-i-satanisti-celebrano-la-fine-del-sogno-americano/
CATTOLICI E PROTESTANTI SI SONO UNITI NELL’OPPOSIZIONEPADRE NOSTRO
Mentre il co-fondatore della setta Tempio satanico, David Suhor, incappucciato con tunica nera, si è avvicinato al podio pronto a procedere con la sua invocazione a satana, prendendo in giro il canto gregoriano, un sacerdote cattolico ed altri fratelli cristiani hanno cominciato a recitare ad alta voce il PADRE NOSTRO.
Il Presidente del Consiglio Charles Bare ha detto alla folla di rimanere in silenzio o altrimenti li avrebbe rimossi dalle autorità locali…Ma molti cristiani tra cui il sacerdote cattolico hanno continuato a pregare il Padre nostro ad alta voce, sollevando in alto i crocifissi e cartelli che riportano la citazione del VANGELO DI MATTEO 6:5-13, in cui GESU’ insegna ai discepoli la preghiera del Padre Nostro.
Il satanista ha ripreso la sua beffarda imitazione del canto gregoriano per cantare un “inno a Lucifero”. Uno dei membri del Consiglio si è alzato in piedi in segno di protesta e ha detto: “Preferiamo essere sbattuti fuori, piuttosto che stare nel buio che regna qua dentro”.
I cittadini si sono avvicinati al podio per esprimere la loro rabbia e frustrazione contro il Consiglio che aveva dato il consenso a David Suhor di evocare satana, una “mossa del tutto anticostituzionale”…oltre che una evidente discriminazione anticristiana.
“Quando si richiama un nome, un altro nome sotto il cielo, che non è il Nome di Nostro Signore Gesù Cristo, si fa il gioco di evocare la maledizione ed il disastro, che ricadono su di voi”, ha detto Vickie Truett al Presidente del Consiglio.
L’invocazione/ pagliacciata satanica fatta da Suhor si è conclusa con la menzione di “dottrine arcane che portano la luce di Lucifero oltre la paura di tempi bui”…Ma le sue parole alla fine si sono udite a malapena, mentre “salutava satana” con il saluto simil nazista “HAIL”.
LO STESSO GIORNO, a Nizza i terroristi di matrice islamica hanno compiuto la strage …e poi ne sono accadute una dietro l’altra, in questa estate bagnata di sangue innocente in Europa e nel mondo.
L’America e l’Europa hanno voltato le spalle al Vero ed Unico Dio e questi sono i risultati. Ma noi non possiamo tacere, ci perseguiteranno sempre ma non ci ridurranno mai al silenzio e pregheremo sempre ad alta voce pubblicamente il PADRE NOSTRO come Nostro Signore Gesù Cristo ci ha insegnato.
VIDEO: CATTOLICI E PROTESTANTI pregano il Padre Nostro e si ribellano al Presidente del Consiglio, mentre il satanista incappucciato si sforza di cantare alla “Pavarotti maniera”…ma sembra solo una macchietta uscita da un film di Halloween…Per gli stomaci deboli, si consiglia di saltare quella parte della pagliacciata canterina del satanista,e di vedere solo l’inizio del video, dove cattolici e protestanti pregano insieme, e poi la parte finale, quando i fratelli cristiani vanno a protestare sul podio: per chi sa l’inglese le loro parole sono molto significative perchè lodano il Nome di Gesù Cristo e svergognano i politici conniventi coi satanisti.
Articolo tratto dalla traduzione dell’ articolo di Richard Ducayne per ChurchMilitant.com.
http://www.churchmilitant.com/news/article/christians-interrupt-satanic-prayer-in-city-council-meeting
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  28 luglio 2016Posted in Aborto "rito sacro" per i satanisti   
Terroristi islamici arrestati nel savonese: scoperto profilo Whatsapp donna con mitra. Espulso un imam jihadista: relazioni pericolose tra Pd e Islam radicale.
Terroristi islamici arrestati nel savonese: scoperto profilo Whatsapp donna con mitra. Espulso un imam jihadista: relazioni pericolose tra Pd e Islam radicale.   
Due marocchini sono stati arrestati dalla polizia nell’ambito di un’indagine collegata al terrorismo. Una terza persona è stata denunciata. I tre, che hanno tra i 27 e i 44 anni e hanno dei precedenti penali, sono tutti residenti nella provincia di Savona e si troverebbero in Italia da anni.
La foto di una donna con il mitra su un profilo di Whatsapp
L’attività di indagine, chiarisce la polizia, diretta dalla Procura Distrettuale Antiterrorismo di Genova, nasce a seguito della segnalazione di una giovane savonese al Commissariato di Polizia online della Polizia Postale e delle Comunicazioni, relativa a un messaggio Whatsapp pervenuto sull’utenza cellulare della ragazza da un contatto non presente nella sua rubrica e originante da un numero del Marocco. Ciò che aveva indotto la giovane a rivolgersi alla Polizia Postale, spiega ancora la Polizia, era l’immagine riprodotta nel profilo Whatsapp: la foto, cioè, di una giovane ragazza con un mitra in mano e in posizione di tiro. La segnalazione veniva subito inviata agli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Imperia che, anche con l’aiuto della ragazza, ricostruivano che «circa tre mesi prima, transitando nei pressi di una struttura data in cessione a profughi provenienti dall’Africa, aveva prestato il proprio cellulare a uno dei marocchini ivi residente, che a suo dire aveva la necessità di contattare dei conoscenti nel Paese d’origine».
I sospetti sui presunti terroristipolizia-rete-11597-ksyb-u10801198515051unh-1024x576lastampa-it
Le successive indagini della Polpost ligure, chiarisce la nota, coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno quindi ricostruito una fitta rete di contatti dai quali emergeva il sospetto di possibile attivismo dei tre indagati nel campo del proselitismo all’autoproclamato Stato Islamico. La complessa attività investigativa, che si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche internazionali e telematiche, nonchè del costante monitoraggio delle navigazioni in Rete, e in particolare sui social network, degli indagati ha evidenziato come i tre marocchini creassero profili Facebook utilizzando numeri di cellulari intestati ad altre persone.
ESPULSO IMAM JIHADISTA…CHE PARTECIPAVA ALLE PRIMARIE DEL PD. Quelle relazioni pericolose tra Pd e Islam radicale
image3Un imam marocchino di 51 anni, Mohammed Madad, residente fino a 6 mesi fa nel Reggiano e di recente nel Vicentino, è stato espulso su provvedimento del ministro dell’Interno per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. Era seguito da tempo dalla Digos della Polizia di Reggio Emilia per il suo atteggiamento radicale, e ultimamente i suoi sermoni a Noventa Vicentina avevano assunto un profilo sempre più antioccidentale. Il sospetto è che potesse anche agevolare il terrorismo internazionale. Proprio in ragione della sua sospetta pericolosità gli è stato inflitto il divieto di rientrare in Italia per i prossimi 15 anni. Madad – che prima di diventare esclusivamente imam aveva fatto l’operaio in una azienda alimentare e poi aveva tentato senza successo di aprire una macelleria islamica – tra le altre cose, in cambio di denaro, faceva anche dei presupposti `rituali magici´. L’uomo aveva chiamato una delle sue figlie “Jihad”.
Eppure a Reggio Emilia, dove Madat risiedeva regolarmente dal 1990 e dove ha guidato la preghiera fino a pochi mesi fa in Appennino, qualcuno si è ricordato che il personaggio era uno di quei classici integrati di prima generazione, un po’ burbero certo, ma comunque bisognoso di aiuto dato che il Comune di Carpineti (in mano al Pd) addirittura si offrì di pagargli l’affitto per molti anni a 220 euro al mese nella casa che un privato aveva messo a disposizione per lui, la moglie e i quattro figli. Figli nei confronti dei quali era molto duro, come riporta la Digos, e che erano già in Marocco quando ieri pomeriggio è sbarcato in patria per rimanervi.
Soltanto il sindaco Bini, parlando con un web journal locale se l’è sentita di raccontare ciò che per molti a queste latitudini è un segreto da tenere ben nascosto. “A me non piaceva quel personaggio – ha confidato il primo cittadino a Reggiosera – ma devo dire che Maioli (l’altro candidato Pd) forse non sapeva che era estremista. Mohammed Madad sosteneva alle primarie proprio lui. Era fuori dal seggio di Felina, organizzava l’afflusso e chiamava i musulmani con il telefonino per farli venire a votare per Maioli. Una volta chiusi i seggi, ho fatto notare, anche a Maioli, che non mi sembrava un comportamento corretto, perché Madad faceva venire a votare per lui gente che non parlava neanche l’italiano e non sapeva quello che faceva”.
Quella lamentela di Bini non piacque al partito. “Non è stata gradita dal Pd locale la mia iniziativa di andare a parlare a Maioli per lamentarmi di quello che era successo. Però mi sembrava importante perché Madad era un personaggio che si rifiutava di incontrare il sindaco di Carpineti, perché era una donna e teneva chiuse in casa le sue donne”.
Nel frattempo la stessa sindaca gli aveva trovato un appartamento dove però il proprietario non riusciva mai a entrare per controllarne lo stato, in ben 8 anni. “Una volta ho cercato di entrare e me lo sono trovato davanti con un’accetta”. Intanto il Comune spendeva per lui perché comunque il principio dell’ospitalità buonista da queste parti è d’obbligo. Anche quando va contro gli interessi della collettività. E’ l’accoglienza tipica della Sinistra radical chic, che mostra la sua faccia elegante, salvo poi dimenticarsi i problemi che covano sotto.
Quando si dice il controllo del territorio senza porsi le domande giuste. Come ad esempio questa: perché Madat organizzava il voto di perfetti non integrati con il solo obiettivo di far eleggere un esponente Pd? Quali rapporti c’erano tra l’imam locale il partito di governo di tutta la provincia di Reggio? Mistero.
Resta l’imbarazzo del Pd che non si aspettava certo di essere tirato dentro una storia di predicazione ad alto tasso di integralismo. Ma non è certo una novità. I rapporti tra il Pd e il mondo musulmano sono spesso improntati all’insegna dell’avventurismo spinto e calcolatore. Ma senza valutare mai le conseguenze. E’ quanto ha sempre sostenuto Valentina Colombo, esperta autorevole di mondo musulmano e corsivista della Nuova BQ che ci spiega come il Pd abbia sempre avuto questa tendenza a frequentare un certo tipo di ambienti, ma non riuscendo a distinguere chi può essere un potenziale elemento di imbarazzo o di pericolo.
PROPAGANDA ISIS: recluta seguaci soprattutto sul web attraverso darknet, fornendo veri e propri manuali di addestramento e preparazione di attentati
http://video.sky.it/news/mondo/terrorismo_su_darknet_le_conversazioni_degli_jihadisti/v294471.vid
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2016/07/27/Terrorismo_arresti_savona.html?ref=libero
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-espulso-limam-che-partecipava-alle-primariequelle-relazioni-pericolose-tra-pd-e-islam-radicale-16927.htm
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  27 luglio 2016Posted in Criminologia e sètte1 commento   
La denuncia di Padre Eid, parroco siriano: “La Francia ha nutrito il mostro jihadista, che ora divora anche i francesi e l’Europa”
La denuncia di Padre Eid, parroco siriano: “La Francia ha nutrito il mostro jihadista, che ora divora anche i francesi e l’Europa”   
IN FOTO Il memoriale per Padre Jacques Hamel all’esterno del Municipio della città di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, Francia. Candele e fiori sono stati depositati davanti al municipio della cittadina, mentre alcune persone hanno lasciato piante e messaggi d’affetto all’esterno dell’abitazione del parroco, Padre Jacques, ucciso nell’attentato rivendicato da ISIS del 26 luglio 2016.
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PADRE EID, PARROCO DI MALOULA IN SIRIA
«La Francia ha nutrito un mostro e ora questo mostro le si ritorce contro, divorando i figli e i cittadini francesi». Così padre Toufic Eid, parroco siriano di Maloula, ha commentato l’attentato di ieri 26 luglio 2016, quando due terroristi islamici hanno fatto irruzione nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray (Normandia), vicino a Rouen, prendendo in ostaggio i fedeli presenti alla Messa del mattino e sgozzando padre Jacques Hamel e un fedele, che ancora è in bilico tra la vita e la morte.
AVEVAMO AVVISATO I FRANCESI. Padre Eid conosce bene il «mostro» che sta devastando di attentati la Francia. Maloula, villaggio siriano di cui è parroco, è stata conquistata dai jihadisti nel 2013 e riconquistata poi dall’esercito di Assad nel 2014. La furia islamista, oltre ad aver distrutto chiese e conventi, ha anche dato vita a tre martiri cristiani, uccisi in odium fidei. «Sono desolato», ha dichiarato in un’intervista a Boulevard Voltaire. «Faccio le mie condoglianze alla Chiesa e a tutti i francesi, sono sconvolto. Noi purtroppo avevamo avvisato i francesi che si sarebbe arrivati a questo punto».
«FEDE E VERITÀ». Il sacerdote accusa infatti da anni i paesi europei, e in particolare la Francia, di aver fatto di tutto per spodestare Bashar al-Assad e lasciare così la Siria in mano a una coalizione di milizie islamiste. Questo intervento non ha fatto che favorire lo Stato islamico e la sua ideologia. «In questo momento», continua, «i cattolici devono restare forti nella fede ma anche nella verità. Devono chiedere allo Stato non solo di abbattere questi terroristi, ma anche di andare alla radice di questo terrorismo».
POLITICA INSENSATA. Per il parroco di Maloula, «la polizia non basta, la politica francese deve fare i conti con se stessa e rivedere tutte le sue azioni degli ultimi anni. Queste hanno portato all’esodo migratorio dei siriani in Europa», che tanto sta mettendo in difficoltà l’Unione Europea. «È una politica che non ha senso, controproducente. I francesi devono ammettere i loro errori e cooperare con il governo siriano. Devono anche rivedere i rapporti con i loro “amici” internazionali che finanziano e sponsorizzano questo terrorismo e questa ideologia».
«RICONOSCERE I PROPRI ERRORI». Ecco perché padre Eid chiede «ai politici francesi di essere sinceri e di riconoscere i propri errori e cambiare di conseguenza le loro politiche. Ai cristiani invece dico che anche noi abbiamo avuto i nostri martiri. La speranza è una sfida per i cristiani. Bisogna pregare molto e lavorare molto, anche politicamente però. Dobbiamo conservare la fede e restare forti nella verità».
PROBLEMI DELL’ISLAM. In questo senso, è utile leggere le affermazioni di un esperto di islam come padre Samir Khalil Samir, gesuita e docente presso il Pontificio istituto orientale di Roma. Ha scritto su AsiaNews: «Ancora oggi la soluzione è l’integrazione, non il rifiuto dei migranti», però bisogna avere il coraggio di dire che «l’islam fa fatica a integrarsi perché ha una cultura in molti punti opposta a quella attuale dell’occidente. Dal punto di vista religioso, sociale, dei rapporti uomo-donna, in rapporto al mangiare… è un sistema completo. Che la religione sia diversa, questo non è un problema. Ma il fatto è che nell’islam la religione è legata a un sistema politico, sociale, culturale, storico, di costume, che influenza tutto».
L’IPOCRISIA DEI POLITICI CHE VOGLIONO RACCOGLIERE VOTI DAGLI IMMIGRATI ISLAMICI. Oggi, continua il gesuita, «l’influsso radicale e islamista rende l’integrazione molto più difficile». E «si deve anche avere il coraggio di dire anche che l’islam ha elementi di violenza nel Corano e nella vita di Maometto. Se invece si continua a dire che “l’islam è una religione di pace”, creiamo solo confusione e mistificazione». Per padre Samir, i politici continuano a fare affermazioni di questo tipo solo «per avere i voti delle comunità islamiche».
«MOSCHEE SALAFITE IN FRANCIA». Questo è vero soprattutto in Francia: «Da alcuni anni in Francia il governo può donare terreni per moschee e centri islamici con affitti gratuiti per 99 anni. Così stanno riempiendo la Francia di moschee finanziate da Paesi che sostengono il terrorismo. Fra i politici c’è una perdita del senso morale, dato che sono disposti a tutto pur di accumulare voti. E c’è anche un pizzico di ignoranza: nessuno direbbe che nel Corano non vi sono versetti violenti! Ignoranza e perdita di senso morale sono una miscela esplosiva».
Attacco alla libertà religiosa. Odio anticristiano. L’Europa rischia l’escalation del Medio Oriente.
Così Alessandro Monteduro, direttore della sezione italiana di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Associazione di Diritto Pontificio, reagisce all’attacco dei terroristi di ISIS nella Chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen in Normandia, in cui è stato ucciso il sacerdote Padre Jacques Hamel, mentre celebrava la S.Messa.
«Oggi si è verificata una vera e propria barbarie, ma non possiamo indignarci soltanto in drammatiche occasioni», continua Monteduro, ricordando come già negli ultimi anni sempre più chiese e simboli cristiani siano stati attaccati, distrutti e profanati in Francia. «Esattamente come in Medio Oriente, alla distruzione dei luoghi di culto seguono crimini violenti ai danni dei sacerdoti e dei fedeli».
«La persecuzione dei cristiani, come abbiamo visto oggi, non è lontana da casa nostra – afferma il direttore di ACS-Italia – Iniziamo a ribellarci, in primis la comunità internazionale, contrastando la decristianizzazione che da tempo dilaga in Europa.
È anche la mancata difesa della nostra fede a renderci maggiormente vulnerabili».
http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/rouen-leuropa-rischia-lescalation-del-medio-oriente/
“Possiamo ascoltare in questo tempo l’invito di Dio a prendere cura di questo mondo, per renderlo, là dove viviamo, più caloroso, più umano, più fraterno”. Quando, all’inizio dell’estate, Padre Jacques Hamel ha lanciato ai suoi fedeli questo appello, di certo non immaginava che sarebbe diventato il suo testamento spirituale.
UN OMAGGIO A PADRE JACQUES, le sue parole alla S.Messa di Natale del 2009: “Gesù è venuto per i deboli e per i poveri. Il Figlio di Dio non ha avuto paura di nascere in una stalla per noi, di farsi piccolo e vulnerabile per noi. Gesù è vicino ai più deboli.”

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  27 luglio 2016Posted in Cristiani perseguitati   
Padre Jacques Hamel, sacerdote martire, ucciso da Isis in Francia, mentre celebrava la Santa Messa
Padre Jacques Hamel, sacerdote martire, ucciso da Isis in Francia, mentre celebrava la Santa Messa   
Padre Jacques Hamel è il primo sacerdote cattolico morto in Europa in odio alla fede cristiana, per mano degli jihadisti dell’Isis. Christine Boutin (partito cristiano democratico francese) ha dichiarato: «Orrore in Francia: un prete sgozzato durante la Messa, delle suore prese in ostaggio. Preghiamo per i primi martiri del XXI secolo in Francia».
180b3d5e981dfc1f7c998e9922efafe5_xlDue terroristi hanno preso in ostaggio questa mattina 26 luglio 2016 quattro persone nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, vicino a Rouen (Normandia, Francia settentrionale) : Padre Jacques il parroco, una suora e tre fedeli, mentre Padre Jacques, 86 anni, stava celebrando la Santa Messa alle ore 9. Secondo fonti della polizia citate dal Figaro, il prete Padre Jacques è stato sgozzato dagli attentatori, che parlavano arabo. Il ministero dell’Interno riporta anche che un fedele è in bilico gravissimo tra la vita e la morte, dopo che i terroristi hanno cercato di tagliargli la gola. Quando la notizia si è diffusa in tutto il mondo e la polizia è intervenuta, era già troppo tardi. I due terroristi sono stati abbattuti dai reparti speciali della polizia francese mentre cercavano di scappare dalla chiesa.
Hanno compiuto il loro barbaro attacco al nome di “Daesh! Daesh!” acronimo arabo dell’Isis, usato come un insulto nel Medio Oriente (tanto è vero che è una parola vietata all’interno del Califfato), ma usato genericamente da chiunque, arabo o francese, islamico o non musulmano che sia, viva in Occidente. L’Isis ha rivendicato l’attentato compiuto da “Due soldati dello Stato Islamico”, come riporta l’agenzia Amaq del Califfato, ma anche se non lo avesse rivendicato, ormai il piano di Isis è evidente (e di chi ha creato Isis, con la complicità di tante potenze mediorientali ed occidentali…).
LA SUORA TESTIMONE: «PARLAVANO ARABO». «Sono entrati bruscamente. Parlavano in arabo. Erano armati di coltelli», ha raccontato la dinamica dell’attentato Suor Danielle che è riuscita a scappare e dare l’allarme. «Hanno fatto una sorta di sermone in arabo, vicino all’altare. È stato orribile». Prima di sgozzare padre Jacques, i due terroristi di Saint Etienne-du-Rouvray lo hanno costretto«a mettersi in ginocchio, lui ha cercato di difendersi e lì è cominciato il dramma. Hanno filmato tutto. Sono scappata nel momento in cui hanno cominciato ad aggredire padre Jacques. Non so neanche se si sono accorti che me ne andavo. Sto aspettando notizie delle mie consorelle». http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/rouen_suora_testimone_isis-1878011.html
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PADRE JACQUES HAMEL
E’ UN ATTACCO A TUTTA LA CRISTIANITA’, che Isis, finanziata da superpotenze mondialiste, sta conducendo da tempo in Medio Oriente, in Nigeria, in Pakistan, perpetrando il genocidio dei cristiani, ma l’Europa inebetita se ne accorge solo oggi! Il martirio di questo ministro di Dio, Padre Jacques, mentre celebrava la Santa Messa, è UNO SCHIAFFO A QUELL’EUROPA CIECA E LAICISTA che ha rinnegato le sue Radici Cristiane e che ora , presa solo dal materialismo dall’edonismo e dall’indifferentismo, si sveglia in un bagno di sangue che sta dilagando per le strade e per le città d’ Europa e dimostra di essere incapace di difendere se stessa.
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CHIESA DI SAINT ETIENNE DU ROUVRAY, vicino a Rouen, dove il sacerdote è stato ucciso
La Normandia e in particolare la Seine-Maritime sono tra le terre più cattoliche di Francia. Il capoluogo infatti, Rouen, situato a pochi chilometri dal luogo dove è avvenuto l’attentato, è soprannominato la città delle 100 campane.
IL PRECEDENTE. Non si tratta del primo attentato a una chiesa in Francia. Il 19 aprile 2015 uno studente 24enne di origine algerina ha cercato di entrare nella chiesa Sainte-Thérèse di Villejuif (Val-de-Marne). Avrebbe fatto sicuramente una strage di cristiani, visto che la chiesa era piena e lui era armato di kalashnikov, se solo non si fosse sparato per sbaglio su un piede prima di entrare. Dopo aver telefonato al 118 di Parigi la polizia l’ha neutralizzato.
Anche stavolta i notiziari in principio hanno parlato di “due squilibrati, depressi”, sempre e solo “squilibrati e depressi o omofobi” sarebbero i terroristi islamisti? Pietose bugie mediatiche: questi mostri sono stati allenati e programmati da tempo a studiare e portare a termine questi attentati. Dopo aver sempre parlato vagamente di “terrorismo”, stavolta il presidente François Hollande ha dichiarato subito che “c’è l’Isis dietro questo assassinio codardo” e la Francia “combatterà l’Isis con ogni mezzo” a sua disposizione….
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FEMEN ASSALTANO LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME
Perchè Hollande non ha il coraggio di ammettere che “questo assassinio codardo” colpisce un sacerdote cattolico e dunque TUTTA LA CRISTIANITA’? …Hollande, il massone, che ha sempre discriminato i cristiani ed ha sempre difeso le Femen “setta anticristiana”, quando seminude invadevano e vandalizzavano la Cattedrale di Notre Dame….il governo francese le fece pure assolvere: anche Hollande è tra le file dei “colpevoli codardi”.
BRACCIALETTO ELETTRONICO. Secondo la Tribune de Genève, uno dei terroristi era un francese di 19 anni, arrestato all’aeroporto di Ginevra il 14 maggio 2015, dopo essere stato respinto dalla Turchia. «A. K. aveva tentato due volte di raggiungere la Siria, prima via Monaco, senza successo, poi via Ginevra. Era stato estradato in Francia e accusato di crimini in vista di preparare atti terroristici». Ritenuto un potenziale jihadista e conosciuto dalle autorità francesi, era stato liberato nel marzo 2016 con il braccialetto elettronico!!! La procura si era appellata alla decisione del giudice, invano. Il giovane viveva a casa dei genitori a Saint-Etienne-du-Rouvray e godeva di un permesso per uscire tutte le mattine tra le 8.30 e le 12.30. Infatti ha colpito proprio nel suo orario di libera uscita. Anche il secondo attentatore era nato a Rouen.
Dopo questo attentato, i servizi segreti francesi saranno almeno costretti a rivedere i loro parametri! Forse…A policeman secures the position in front of the city hall after two assailants had taken five people hostage in the church at Saint-Etienne-du -Rouvray near Rouen in Normandy
Nonostante i due uomini non fossero considerati “all’altezza del compito”, infatti, la scelta del bersaglio rivela il modus operandi dell’Isis. E’ un punto di aggregazione di fedeli cristiani e un bersaglio ad alto impatto mediatico, perché in questo modo tutta la cristianità è stata attaccata. La presa di ostaggi non era volta ad ottenere specifiche concessioni, ma solo a prolungare la crisi, attirando sul posto polizia e soprattutto i media. Attaccando una chiesa di provincia, vicino a casa loro, invece, i terroristi si sono assicurati un bersaglio “morbido”, sicuramente non presidiato, facile da colpire.
UN GRIDO DI TUTTA L’UMANITA’. Monsignor Dominique Lebrun, arcivescovo di Rouen, ha lasciato precipitosamente Cracovia, dove si trovava per la Giornata mondiale della gioventù, per tornare in Francia. Ha dichiarato: “Io grido verso Dio con tutti gli uomini di buona volontà. Oso invitare anche i non credenti a unirsi a questo grido! Sarò da questa sera nella mia diocesi vicino alle famiglie e alla comunità parrocchiale scioccata. La Chiesa cattolica non può prendere altre armi diverse dalla preghiera e dalla fraternità tra gli uomini”.
“È una nuova notizia terribile, che si aggiunge purtroppo ad una serie di violenze che in questi giorni ci hanno già sconvolto, creando immenso dolore e preoccupazione” si legge nella dichiarazione della Santa Sede sui fatti di Rouen. Padre Federico Lombardi sottolinea che il Papa è informato e “partecipa al dolore”: “Il Papa è informato e partecipa al dolore e all’orrore per questa violenza assurda, con la condanna più radicale di ogni forma di odio e la preghiera per le persone colpite. Siamo particolarmente colpiti perché questa violenza orribile è avvenuta in una chiesa, un luogo sacro in cui si annuncia l’amore di Dio, con la barbara uccisione di un sacerdote e il coinvolgimento dei fedeli. Siamo vicini alla Chiesa in Francia, alla Arcidiocesi di Rouen, alla comunità colpita, al popolo francese”.
“Un atto terroristico vile e barbaro contro un sacerdote. Solidarietà ai cristiani”. Con queste durissime parole il Conseil Français du Culte Musulman, l’organo rappresentativo ufficiale delle comunità islamiche francesi, condanna l’attacco alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia.
Padre Jacques Hamel era nato nel 1930 a Darnétal, comune vicino a Saint-Etienne du Rouvray. Ordinato sacerdote nel 1958. Nel 2008 aveva festeggiato i 50 anni di sacerdozio. Aiutava il parroco Auguste Moanda Phauati, e di tanto in tanto celebrava qualche Messa proprio come è accaduto questa mattina quando i due attentatori hanno fatto irruzione nella chiesa vicino a Rouen e lo hanno sgozzato.
«Era un prete coraggioso – lo ricorda Moanda -. I sacerdoti hanno il diritto di andare in pensione a 75 anni, ma lui si sentiva ancora forte. Diceva: “Non ci sono abbastanza preti e, siccome posso ancora essere utile, preferisco continuare a lavorare”».
DIO TI BENEDICA PADRE JACQUES E TI ACCOLGA TRA LE SCHIERE DEGLI ANGELI E DEI SANTI, insieme ai milioni di martiri cristiani dimenticati, sacerdoti suore missionari laici cristiani, uccisi dall’ indifferenza di chi sa e potrebbe prevenire questi attentati e proteggere il popolo inerme, uccisi dall’ antico odio satanico contro il Sacro Corpo Mistico di Cristo. 1877798_jacques_hamel
Fonti: Tempi, La Nuova Bussola Quotidiana, Il Messaggero, Huffington Post, Sir, Avvenire

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  26 luglio 2016Posted in Cristiani perseguitati   
Beato Piergiorgio Frassati e la meglio gioventù che illumina la GMG di Cracovia
Beato Piergiorgio Frassati e la meglio gioventù che illumina la GMG di Cracovia   
5372_foto1-325x217In occasione della 31esima Giornata Mondiale della Gioventù che si apre a Cracovia il 26 luglio fino a domenica 31 luglio 2016, riscopriamo la figura del Beato Pier Giorgio Frassati, che assieme a San Giovanni Paolo II Papa e a Santa Faustina Kowalska, è uno dei protettori dell’evento che radunerà attorno a Papa Francesco quasi 2 milioni di giovani provenienti da tutto il mondo. Frassati è stato scelto da Papa Francesco come modello per i giovani, perché ha saputo interpretare la pienezza del Vangelo nella sua vita di giovane ardente nella fede e nella carità.   
Riportiamo un’ intervista a don Primo Soldi, autore del libro “Pier Giorgio Frassati. L’amico degli ultimi”,blogger-image-673656296 per conoscere meglio un luminoso esempio di giovane santo, che sarà proposto in questi giorni.
“Sei un bigotto?”, chiesero a Pier Giorgio Frassati, un giorno in Università, così come venivano scherniti i cattolici dai massonico-liberali, dai social-comunisti e dai fascisti. La sua risposta fu netta: “No. Sono rimasto cristiano”.
“Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità, non è vivere, ma vivacchiare… Anche attraverso ogni disillusione dobbiamo ricordare che siamo gli unici che possediamo la Verità”.
“Non chi subisce deve temere, ma chi usa la prepotenza. Quando Dio è con noi, non si deve aver paura di nulla e di nessuno… C’è Dio che ci difende e ci dà forza”.
“Ci trattarono male, ma noi abbiamo risposto recitando il S. Rosario… Il mio testamento (il S. Rosario) lo porto sempre con me”.
“Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la fede mi darà la forza sarò sempre allegro. Ogni cattolico non può non essere allegro; la tristezza deve essere bandita dagli animi dei cattolici”.frassati
Frassati (1901-1925) è stato un giovane torinese, appassionato di alpinismo e sci, studente d’ingegneria. È probabilmente visitando i poveri nelle loro abitazioni che Pier Giorgio contrasse una poliomielite fulminante che lo portò repentinamente alla morte in meno di una settimana, dal 29 giugno al 4 luglio, giorno in cui spirò. Le reliquie di Pier Giorgio Frassati, che normalmente riposano nel duomo di Torino, hanno viaggiato a Cracovia, alla Chiesa della Santa Trinità dei Domenicani (Stolarska 12), perché i giovani possano raccogliersi intorno a lui in preghiera. Pier Giorgio fu beatificato da S. Giovanni Paolo II, che lo chiamava “l’uomo delle beatitudini”.
Nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù, indirizzato ai ragazzi che incontrerà a Cracovia, Papa Francesco spiega: “Piergiorgio era un giovane che aveva capito che cosa vuol dire avere un cuore misericordioso, sensibile ai più bisognosi. A loro dava molto più che cose materiali; dava sé stesso, spendeva tempo, parole, capacità di ascolto. Serviva i poveri con grande discrezione, non mettendosi mai in mostra”.
“Pensate che un giorno prima della sua morte, gravemente ammalato, dava disposizioni su come aiutare i suoi amici disagiati —aggiunge il Pontefice—. Ai suoi funerali, i famigliari e gli amici rimasero sbalorditi per la presenza di tanti poveri a loro sconosciuti, che erano stati seguiti e aiutati dal giovane Piergiorgio”.cmiqj2nw8aaqvw5
E’ impressionante leggere la vita del beato Pier Giorgio Frassati e scoprire che la santità non solo non ha nulla di bigotto, ma è un turbinio di vita che non può essere negato a nessuno. Basta sceglierla: «Pier Giorgio aveva un spiritualità cattolica, pregava, si nutriva dell’Eucarestia, viveva intensamente l’amicizia cristiana, si impegnava nella vita politica e sociale, dandosi nello stesso tempo a tutto e tutti, specialmente agli ultimi». Sì, Frassati aveva proprio scelto questa strada, ritenendola migliore di altre che pure erano spianate davanti a lui: «Aveva tutto, intelligenza, simpatia, bellezza e la fama proveniente da una famiglia aristocratica fra le più note di Torino». Ma la sua figura, tratteggiata così da don Primo Soldi, autore della terza edizione integrata di “Pier Giorgio Frassati. L’amico degli ultimi” (edizioni Elledici, pp. 214, euro 9,90), ha «sfaccettature sempre nuove che non finiscono mai di attrarre».
Don Primo, lei ha scritto questo libro innanzitutto per i giovani. Perché?
Sono un sacerdote della diocesi di Torino che anni fa aprì un pensionato universitario dove mi venne a trovare la sorella di Frassati consegnandomi alcuni libri sul fratello. Leggendoli rimasi molto colpito e li proposi agli universitari che seguivo. Da quel momento ho continuato ad approfondire la spiritualità di Pier Giorgio e a scrivere di lui. La prima edizione del mio libro uscì con la prefazione di Giovanni Testori all’inizio degli anni Ottanta, poi la riaggiornai e le scoperte nuove fatte sulla sua vita e la sua anima mi hanno portato a questa nuova edizione. Speriamo sia l’ultima in vista della tanto attesa canonizzazione, dopo la beatificazione avvenuta il 20 maggio 1990.
Questa edizione, però, è particolare: non solo è integrata, ma aiuta i giovani a riflettere.
L’anno scorso, l’arcivescovo di Torino ha deciso di indire un anno “frassatiano”, in cui tutti avrebbero dovuto lavorare sulla biografia di Pier Giorgio. Questo richiamo mi ha colpito e mi ha fatto pensare, fino alla decisione di porre delle domande di riflessione alla fine ogni capitolo. Faccio un esempio con la prima domanda che mi viene in mente: «Da cosa è alimentata ogni giorno la fede di Pier Giorgio?». Credo che oggi sia fondamentale aiutare i giovani a giudicare quanto leggono o ascoltano, altrimenti anche la vita più bella rischia di scivolarti addosso senza che nulla cambi e senza che si comprenda la strada che ci viene proposta.
Pier Giorgio non si risparmiava mai. Come una vita del genere può affascinare i giovani, spesso in difensiva e convinti che dare sia sinonimo di perdere?
I giovani hanno paura ma più ancora hanno bisogno di essere affascinati da una fede gioiosa, da uomini che sanno amare e sfidare tutti. Da persone coerenti con un ideale. Pier Giorgio è uno così, che al Politecnico di Torino, dove si iscrisse nel 1917 alla facoltà di ingegneria, generò intorno a sé una compagnia di amici bellissima, dalla fede radicale, entusiasta. Incentrata sulla preghiera e l’Eucarestia (che riceveva ogni giorno), coinvolgeva tutti e tutto: dai ricchi ai poveri, dallo sport alla politica. Nacque così la “compagnia dei tipi loschi”. Un nome ironico come Pier Giorgio, che non smise mai di fare scherzi di ogni tipo, di prendersi e prendere in giro, tanto che quando arrivava si diceva: “Ecco fracassati”. Virile e carismatico, ripeteva sempre che il cristiano non può che essere gioioso. E pur aristocratico, era anche di un’umiltà impressionante.
Perché l’amicizia per lui era così importante?
Pier Giorgio con i suoi amici andava in montagna, in canoa, studiava, faceva festa e andava a visitare i poveri di Torino. Fra loro i ragazzi scherzavamo e si davano nomignoli (il suo era Robespierre l’incorruttibile). Ma più il tempo passava, più Frassati si accorgeva di desiderare una unione con i suoi amici quasi sponsale: parlava addirittura di un vincolo di amicizia indissolubile. E comprese che questo vincolo era la preghiera che alimentava la comunione fra giovani, spalancandoli al mondo e rendendoli operativi. E non si sbagliava, quel vincolo era così eterno che dura anche oggi. Negli anni ho scoperto che a San Benedetto del Tronto esiste ancora una compagnia che si chiama appunto “compagnia dei tipi loschi“, fondata con il desiderio di imitare la fede di Pier Giorgio, una fede non astratta ma legata alle opere appunto.
Ci parli delle opere di Pier Giorgio allora.
Faccio parlare lui che diceva: «Al mattino Gesù mi fa visita nell’Eucarestia e io lo restituisco come posso visitando i suoi poveri». E con i suoi amici attraversava Torino carico di vestiti e di viveri. Questa fede incarnata, lui che era un aristocratico (figlio del direttore della Stampa, poi ambasciatore a Berlino), la ricevette da piccolo presso le scuole dei gesuiti, dove l’opera di San Vincenzo educava all’aiuto agli ultimi. Ma non solo, Frassati imparò anche a combattere per la verità contro il fascismo e il comunismo entrando nel Partito Popolare di don Sturzo. E a chi gli dava del bigotto rispondeva, prendendolo sul serio e sfidandolo, che lui non era un bigotto, ma era semplicemente rimasto un vero cristiano.
Nulla a che vedere con il buonismo che si attribuisce spesso ai santi.
Cito una sua frase: «Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità non è vivere, ma vivacchiare. Noi non dobbiamo mai vivacchiare…dobbiamo ricordarci che siamo gli unici che possediamo la Verità, abbiamo una fede da sostenere, una speranza da raggiungere». Pier Giorgio era dell’Azione Cattolica, ma la sua spiritualità era eclettica. Oltre all’Opera San Vincenzo era legato alle congregazioni mariane, perché non c’è vero cristianesimo che non sia fondato su una vera devozione alla Madonna, spiega il trattato di san Luigi Maria Grignon de Montfort all’epoca molto conosciuto. Come tutte le persone semplici, Frassati andava a Gesù attraverso Maria. Sua sorella, infatti, raccontò che non lo vide mai coricarsi senza aver recitato il rosario in ginocchio. Non solo, divenne anche terziario domenicano e si legò agli adoratori notturni. Insomma, tutto quello che la Chiesa di allora viveva di bello lui lo seguiva. Quindi si può dire che la spiritualità di Pier Giorgio era davvero cattolica: questo è il percorso che lo ha portato alla santità. Seguire il suo desiderio di verità e bellezza, senza accontentarsi mai e senza schemi.
(tratto da articolo di Benedetta Frigerio)

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  26 luglio 2016Posted in Spiritualità   
Santi Anna e Gioacchino, genitori di Maria Santissima e nonni di Gesù
Santi Anna e Gioacchino, genitori di Maria Santissima e nonni di Gesù   
  S.Gioacchino e S.Anna, memoria liturgica 26 luglio
  http://www.santiebeati.it/dettaglio/23700
 Secondo un’antica tradizione che risale al II secolo, ebbero questo nome i genitori della beata Vergine Maria. È il protovangelo di Giacomo, a darne i nomi. Il culto di sant’Anna esisteva in oriente già nel secolo VI e si diffuse in occidente nel secolo X. Più recente è il culto di san Gioacchino. Dice Gesù nel Vangelo “Dai frutti conoscerete la pianta” e noi conosciamo il fiore e il frutto derivato dalla annosa pianta: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che preservata dal peccato originale doveva diventare il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo.
 Dalla santità del frutto, cioè di Maria, deduciamo la santità dei suoi genitori Anna e Gioacchino.
Dai «Discorsi» di san Giovanni Damasceno, vescovo
Poiché doveva avvenire che la Vergine Madre di Dio nascesse da Anna, la natura non osò precedere il germe della grazia; ma rimase senza il proprio frutto perché la grazia producesse il suo. Doveva nascere infatti quella primogenita dalla quale sarebbe nato il primogenito di ogni creatura «nel quale tutte le cose sussistono» (Col 1, 17). O felice coppia, Gioacchino ed Anna! A voi é debitrice ogni creatura, perché per voi la creatura ha offerto al Creatore il dono più gradito, ossia quella casta madre, che sola era degna del creatore. Rallégrati Anna, «sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia, tu che non hai provato i dolori» (Is 54, 1). Esulta, o Gioacchino, poiché dalla tua figlia é nato per noi un bimbo, ci é stato dato un figlio, e il suo nome sarà Angelo di grande consiglio, di salvezza per tutto il mondo, Dio forte (cfr. Is 9, 6). Questo bambino é Dio.
O Gioacchino ed Anna, coppia beata, veramente senza macchia! Dal frutto del vostro seno voi siete conosciuti, come una volta disse il Signore: «Li conoscerete dai loro frutti» (Mt 7, 16). Voi informaste la condotta della vostra vita in modo gradito a Dio e degno di colei che da voi nacque. Infatti nella vostra casta e santa convivenza avete dato la vita a quella perla di verginità che fu vergine prima del parto, nel parto e dopo il parto. Quella, dico, che sola doveva conservare sempre la verginità e della mente e dell’anima e del corpo.
O Gioacchino ed Anna, coppia castissima! Voi, conservando la castità prescritta dalla legge naturale, avete conseguito, per divina virtù, ciò che supera la natura: avete donato al mondo la madre di Dio che non conobbe uomo. Voi, conducendo una vita pia e santa nella condizione umana, avete dato alla luce una figlia più grande degli angeli ed ora regina degli angeli stessi.
O vergine bellissima e dolcissima! O figlia di Adamo e Madre di Dio. Beato il seno, che ti ha dato la vita! Beate le braccia che ti strinsero e le labbra che ti impressero casti baci, quelle dei tuoi soli genitori, cosicché tu conservassi in tutto la verginità! «Acclami al Signore tutta le terra, gridate, esultate con canti di gioia» (Sal 97, 4). Alzate la vostra voce, gridate, non temete.
Preghiera a S. Anna rivelata a S. Brigidasantanna
Nelle Rivelazioni di S. Brigida (l. VI, e. 104)’ si legge che la Santa ebbe in dono dall’Abate di S. Paolo fuori mura di Roma una reliquia del Braccio di S. Anna che conservasi colà nella ricca cappella delle Reliquie. Ora mentre essa pensava al modo di collocare tali Reliquie della Santa Nonna di Gesù per custodirle ed onorarle nel modo più degno, le apparve S. Anna stessa che le disse: « Io sono Anna, la Patrona di tutti i coniugati che furono prima delle legge di grazia; e sono la Madre di tutti i coniugati cristiani, perchè Dio volle prendere carne dalla mia discendenza, e perciò tu, figlia mia, invocherai il Signore con questa preghiera:
Sii benedetto, o Gesù, Figlio di Dio e della Vergine, che ti degna­sti eleggerti per Madre Colei che fu il frutto del sacro coniugio di Anna e Gioacchino; per le preghiere di entrambi abbi pietà di tutti coloro che vivono nello stato coniugale, affinchè si accre­sca il numero dei glorificatori di Dio. Così sia.
Preghiera a Sant’Anna per la protezione dei figli
Gloriosa Sant’Anna, protettrice delle famiglie cristiane, a te porto i miei figli. So che li ho ricevuti da Dio e che a Dio appartengono. Pertanto ti prego di concedermi la grazia di accettare ciò che la Divina Provvidenza ha disposto per loro.
Benedicili, o misericordiosa Sant’Anna e mettili sotto la tua protezione.
Non ti chiedo per loro privilegi eccezionali. Solamente desidero consacrarti le loro anime e i loro corpi, affinché tu ci possa preservare da ogni male.
A te affido le loro necessità temporali e la loro salvezza eterna. Imprimi nei loro cuori, o mia buona Sant’Anna, l’orrore del peccato, allontanali dal vizio, preservali dalla corruzione, conserva nelle loro anime la Fede, la rettitudine e i sentimenti cristiani ed insegna loro ad amare Dio sopra ogni cosa, come lo hai insegnato alla tua purissima Figlia, l’Immacolata Vergine Maria.
Sant’Anna, tu che sei stata specchio di pazienza, concedimi la virtù di affrontare con pazienza e amore le difficoltà che si presentano nell’educazione dei miei figli. Per loro e per me, chiedo la tua benedizione, o madre celeste piena di bontà. Che ti onoriamo sempre, come Gesù e Maria, che viviamo conformemente alla volontà di Dio e che dopo questa vita incontriamo la beatitudine nell’altra, riunendoci a te nella gloria per tutta l’eternità Così sia.
Preghiera a S. Anna
O benedetta fra le madri, gloriosa Sant’Anna, che aveste per figlia a voi sogget­ta ed obbediente la Madre di Dio,ammiro l’al­tezza della vostra elezione e le grazie di cui vi adornò l’Altissimo!
Mi unisco a Maria Santissima sempre Vergine nell’onorarvi, nel­l’amarvi, nell’affidarmi alla vostra tutela.
A Gesù, a Maria e a Voi, consacro tutta la mia vita, come un’umile offerta della mia devozione.Voi ottenetemi la grazia di essere degno del Paradiso. Così sia.
3 Gloria al Padre… Sant’Anna prega per noi
bacioannagioacchinogiotto
GIOTTO, Santi Gioacchino e Anna
Preghiera a San Gioacchino
O grande e glorioso Patriarca San Gioacchino, quanto sono felice pensando che fosti eletto, fra tutti i Santi a cooperare ai divini misteri e ad arricchire il mondo della Madre di Dio, Maria Santissima!
Per questo singolare privilegio divenisti potentissimo presso la Madre ed il Figlio, per ottenerci le grazie necessarie.
Con tale fiducia ricorro alla tua protezione e Ti raccomando tutte le necessità mie e della mia famiglia, spirituali e temporali; Ti raccomando inoltre, la grazia particolare che desidero e che attendo dalla tua paterna intercessione.
E poiché fosti modello perfetto di vita interiore, ottienimi il raccoglimento e il distacco da tutti i beni passeggeri di questa terra e un amore vivo e perseverante a Gesù e a Maria.
Ti prego di implorare per me all’Eterno Padre, devozione ed obbedienza sincera alla santa Chiesa e al Sommo Pontefice che la governa e ti prego di chiedere al Signore che io possa vivere e morire nella fede, speranza e carità perfetta, invocando i nomi santissimi di Gesù e di Maria, e salvarmi. Amen.
3 Gloria al Padre…
San Gioacchino, felice padre della Madre di Dio prega per noi.segno-croce

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  25 luglio 2016Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi   
San Giacomo apostolo, il «figlio del tuono»
San Giacomo apostolo, il «figlio del tuono»   
Preghiera a san Giacomo il Maggiore, apostolo (festa 25 luglio)
 O parente di Gesù Cristo secondo la carne,
 e molto più secondo lo spirito, Apostolo favorito e famigliare del Signore,
 dal quale fosti chiamato tra i primi e Tu seguisti lasciando
 i Tuoi parenti, tutti i beni e le speranze della terra.
 Per Lui, primo tra gli Apostoli Tu desti la vita, e col Tuo sangue confermasti
 la dottrina del Vangelo che avevi predicato.
 Quante volte, o Apostolo glorioso,
 apparisti sui campi di battaglia ai cristiani,
 lottando con essi contro i nemici di Cristo e della Sua Croce!
 Quante volte li hai sbaragliati e vinti,
 dando miracolosamente la vittoria a coloro che si
 ritenevano già sconfitti!
 O forza dei cristiani!
 O rifugio di coloro che t’invocano e sperano in Te:
 salvaci dai nostri pericoli!
 Il Signore ci dia, per Sua intercessione,
 il Suo santo amore e timore, giustizia, pace e vittoria
 su tutti i nostri nemici visibili ed invisibili,
 e soprattutto ci conceda di poterlo eternamente vedere
 e possedere insieme agli Angeli del Paradiso.
 Amen.
21250SAN GIACOMO Detto il Maggiore (per distinguerlo dall’omonimo apostolo detto il Minore), Giacomo, figlio di Zebedeo e Maria Sàlome e fratello dall’apostolo Giovanni Evangelista, nacque a Betsàida.
Fu presente ai principali miracoli del Signore (Mc 5,37), alla Trasfigurazione di Gesù sul Tabor (Mt 17,1.) e al Getsemani alla vigilia della Passione.
Pronto e impetuoso di carattere, come il fratello, con lui viene soprannominato da Gesù «Boànerghes», cioè“figlio del tuono” (Mc 3,17; Lc 9,52-56).
Primo tra gli apostoli, fu martirizzato con la decapitazione in Gerusalemme verso l’anno 43/44 per ordine di Erode Agrippa.
Il sepolcro contenente le sue spoglie, traslate da Gerusalemme dopo il martirio, sarebbe stato scoperto al tempo di Carlomagno, nel 814. La tomba divenne meta di grandi pellegrinaggi medioevali, tanto che il luogo prese il nome di Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago) e nel 1075 fu iniziata la costruzione della grandiosa basilica a lui dedicata. Nella Penisola Iberica è uno dei Santi più importanti, al punto che gli è stato dato l’epiteto di Matamoros, uccisore dei mori.
Fu la figura che polarizzò le forze degli spagnoli per la liberazione della loro patria dagli arabi “mori” invasori. La base di questo tema è la battaglia di Clavijo combattuta da Ramirez I delle Asturie contro i saraceni verso l’anno 844, liberando Calahorra, ponendo fine al tributo di 100 vergini da consegnare agli Emiri arabi. Le sorti per i cristiani stavano volgendo al peggio quando nella notte San Giacomo apparve al re incoraggiandolo a combattere e promettendogli la vittoria. L’indomani il Santo apparve sul campo di battaglia con le armi di cavaliere sopra un cavallo bianco e, postosi a capo delle schiere cristiane, le portò alla vittoria e da allora il grido di guerra dei combattenti spagnoli per la Reconquista della loro libertà fu Santiago!
Ed ecco che la spada sparisce ai piedi del Santo quale simbolo del suo martirio, sostituita nell’iconografia classica dal bastone simbolo del pellegrinaggio, per riapparire in quella spagnola nella mano destra in segno di incitamento alla battaglia. Nella basilica c’è la famosa statua di “Santiago Matamoros”, un’opera lignea del secolo XVIII che raffigura San Giacomo apostolo su un cavallo bianco, spada in mano e sovrastante un gruppo di terrorizzati arabi e berberi.immagine
Allo stesso modo Ferdinando I re di Castiglia e di Leon combatté i saraceni con l’aiuto del celeste cavaliere conquistando Coimbra nel 1065 entrandovi trionfalmente proprio il 25 luglio.
Il sepolcro dell’Apostolo restava da secoli sconosciuto e abbandonato quando Giacomo, apparendo a Carlo gli dà precise indicazioni per ritrovarlo in Galizia, lo conforta a liberarlo dagli invasori e rendendo sicure le strade che vi conducono, in modo che tutte le genti confluiscano da ogni parte del mondo e vi trovino perdono e salvezza. L’imperatore pone mano alla spedizione, la porta a compimento e fonda la Cattedrale di Santiago.
San Giacomo il Maggiore, 1° martire dei dodici apostoli
Catechesi di Benedetto XVI, papa emerito
sangiacomomaggiore
SAN GIACOMO IL PELLEGRINO
Cari fratelli e sorelle,
proseguendo nella serie di ritratti degli Apostoli scelti direttamente da Gesù durante la sua vita terrena, (…) oggi incontriamo la figura di Giacomo.
Gli elenchi biblici dei Dodici menzionano due persone con questo nome: Giacomo figlio di Zebedeo e Giacomo figlio di Alfeo (cfr Mc 3,17.18; Mt 10,2-3), che vengono comunemente distinti con gli appellativi di Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore. Queste designazioni non vogliono certo misurare la loro santità, ma soltanto prendere atto del diverso rilievo che essi ricevono negli scritti del Nuovo Testamento e, in particolare, nel quadro della vita terrena di Gesù. Oggi dedichiamo la nostra attenzione al primo di questi due personaggi omonimi.
Il nome Giacomo è la traduzione di Iákobos, forma grecizzata del nome del celebre patriarca Giacobbe. L’apostolo così chiamato è fratello di Giovanni, e negli elenchi suddetti occupa il secondo posto subito dopo Pietro, come in Marco (3,17), o il terzo posto dopo Pietro e Andrea nei Vangeli di Matteo (10,2) e di Luca (6,14), mentre negli Atti viene dopo Pietro e Giovanni (1,13). Questo Giacomo appartiene, insieme con Pietro e Giovanni, al gruppo dei tre discepoli privilegiati che sono stati ammessi da Gesù a momenti importanti della sua vita.
(…) Egli ha potuto partecipare, insieme con Pietro e Giovanni, al momento dell’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani e all’evento della Trasfigurazione di Gesù. Si tratta quindi di situazioni molto diverse l’una dall’altra: in un caso, Giacomo con gli altri due Apostoli sperimenta la gloria del Signore, lo vede nel colloquio con Mosé ed Elia, vede trasparire lo splendore divino in Gesù; nell’altro si trova di fronte alla sofferenza e all’umiliazione, vede con i propri occhi come il Figlio di Dio si umilia facendosi obbediente fino alla morte. Certamente la seconda esperienza costituì per lui l’occasione di una maturazione nella fede, per correggere l’interpretazione unilaterale, trionfalista della prima: egli dovette intravedere che il Messia, atteso dal popolo giudaico come un trionfatore, in realtà non era soltanto circonfuso di onore e di gloria, ma anche di patimenti e di debolezza. La gloria di Cristo si realizza proprio nella Croce, nella partecipazione alle nostre sofferenze.
Questa maturazione della fede fu portata a compimento dallo Spirito Santo nella Pentecoste, così che Giacomo, quando venne il momento della suprema testimonianza, non si tirò indietro. All’inizio degli anni 40 del I secolo il re Erode Agrippa, nipote di Erode il Grande, come ci informa Luca, “cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni” (At 12,1-2). La stringatezza della notizia, priva di ogni dettaglio narrativo, rivela, da una parte, quanto fosse normale per i cristiani testimoniare il Signore con la propria vita e, dall’altra, quanto Giacomo avesse una posizione di spicco nella Chiesa di Gerusalemme, anche a motivo del ruolo svolto durante l’esistenza terrena di Gesù. Una tradizione successiva, risalente almeno a Isidoro di Siviglia, racconta di un suo soggiorno in Spagna per evangelizzare quella importante regione dell’impero romano. Secondo un’altra tradizione, sarebbe invece stato il suo corpo ad essere trasportato in Spagna, nella città di Santiago di Compostella. Come tutti sappiamo, quel luogo divenne oggetto di grande venerazione ed è tuttora mèta di numerosi pellegrinaggi, non solo dall’Europa ma da tutto il mondo. (Nel 1989 , S.Giovanni Paolo II, insieme a migliaia di giovani da tutto il mondo, ha fatto il «Cammino di Compostella»). È così che si spiega la rappresentazione iconografica di san Giacomo con in mano il bastone del pellegrino e il rotolo del Vangelo, caratteristiche dell’apostolo itinerante e dedito all’annuncio della “buona notizia”, caratteristiche del pellegrinaggio della vita cristiana.
Da san Giacomo, dunque, possiamo imparare molte cose: la prontezza ad accogliere la chiamata del Signore anche quando ci chiede di lasciare la “barca” delle nostre sicurezze umane, l’entusiasmo nel seguirlo sulle strade che Egli ci indica al di là di ogni nostra illusoria presunzione, la disponibilità a testimoniarlo con coraggio, se necessario, fino al sacrificio supremo della vita. Così Giacomo il Maggiore si pone davanti a noi come esempio eloquente di generosa adesione a Cristo. Egli, che inizialmente aveva chiesto, tramite sua madre, di sedere con il fratello accanto al Maestro nel suo Regno, fu proprio il primo a bere il calice della passione, a condividere con gli Apostoli il martirio.
E alla fine, riassumendo tutto, possiamo dire che il cammino non solo esteriore ma soprattutto interiore, dal monte della Trasfigurazione al monte dell’agonia, simbolizza tutto il pellegrinaggio della vita cristiana, fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, come dice il Concilio Vaticano II. Seguendo Gesù come san Giacomo, sappiamo, anche nelle difficoltà, che andiamo sulla strada giusta.
Significato del nome Giacomo : “che segue Dio” (ebraico).
[Fonte: vatican.va ]