Hamid Bouchouari Árabe

ISraele ] MA, DOVE LONTANO TU CREDI DI POTER ARRIVARE? tra la kabbalah esoterica, il talmud satanico: il sistema massonico SpA bancario, e la stella di Rothschild sulla bandiera? TU SEI GIà ALL'INFERNO!
CINA E RUSSIA ] la MECCA CABA è il luogo, attraverso cui, tutti i demoni dell'inferno, [ che, i sacerdoti di satana della Cia hanno invocato, attraverso bestemmie e sacrifici umani ] possono risalire dall'abisso per infestare il nostro pianeta!
CINA E RUSSIA ] è vero, la WW3, può distruggere ogni forma di vita, su questo pianeta e può durare 10 anni. EPPURE, la WW3 PUò DURARE UN ORA SOLTANTO! se, voi mi DISINTEGRATE LA MECCA CABA? poi, ANCHE OGNI TERRORISMO ISLAMICO FINIRà nel MONDO!
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il tradimento delle religioni ] [ AVERE UN RAPPORTO CON DIO? è FACILISSIMO BASTA SOLTANTO DESIDERARLO! DIO NON è BLOCCATO DAL TUO PECCATO, PERCHé, DIO SA CHE IL TUO PECCATO PUò ESSERE VINTO, SOLTANTO DAL TUO RAPORTO CON LUI! è IMPOSSIBILE: PER UNA qualsiasi religione di questo pianeta, di pensare alla sua relativizzazione, perché, uomini religiosi che, hanno raggiunto il potere religioso di controllo degli uomini, no! non lo vogliono più lasciare questo potere! QUINDI SI ASSOCIANO AL POTERE POLITICO, PER COMMETTERE MAGGIORI DELITTI, ED è IN QUESTO MODO, CHE ABELE ZOROBABELE E GESù DI BETLEMME, loro CONTINUANO A MORIRE MILIONI E MILIONI DI VOLTE! Perché il potere demonico religioso, sempre in conflitto con il potere demonico politico, possano trovare un punto di incontro, dove l'uomo, il profeta, la coscienza libera: può mette il crisi il sistema criminale! ] perché questa è l'unica verità della LEGGE NATURALE, il potere deve servire la felicità dell'uomo, e non si deve servire dell'uomo, facendolo diventare da soggetto un oggetto di sfruttamento, un oggetto strumentalizzato. [ QUINDI, IL DELITTO DI ALTO TRADIMENTO CONTRO IL REGNO DI DIO, CHE OGNI RELIGIONE PUò COMMETTERE, CONSISTE NELLO AFFERMARE: " tu assolvi a questi obblighi, rispetta questi riti, rispetta questi decreti, pribizioni, sacrifici, limitazioni e comandamenti e quindi, e così, che tu sarai salvato!" ma, in realtà questa è la più grande menzogna del diavolo: perché soltanto Dio JHWH può salvare gli uomini! ECCO PERCHé, IL VERO CRISTIANESIMO: PENTECOSTALE, NON POTREBBE MAI ESSERE UNA RELIGIONE, MA SOLTANTO UNA RELAZIONE INTIMA, CONFIDENTE, COLLABORATIVA CON DIO, NoN UNA RELAZIONE DAL CARATTERE ESOTERICO: OCCASIONALE EPISODICA, o soprannaturale, no! MA, QUESTA è UNA RELAZIONE DI TIPO umano e divino: una relazione CONTINUATIVa! QUINDI NOI NON DAREMO ALLA RELIGIONE, A QUALSIASI RELIGIONE UN VALORE MAGGIORE CHE SI DEVE DARE AD UN PEDAGOGO, CHE POI, ANCHE IO, UNIUS REI IO SONO UN PEDAGOGO! Gesù lo ha detto: "quando avrete fatto tutto il vostro dovere, poi dite: "SIAMO SERVI INUTILI, AbBIAMO FATTO SOLTANTO IL NOSTRO DOVERE!"
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farisei salafiti ] ok! [ io credo, che, tra, le molte possibilità, non si dovrebbe escludere l'ipotesi che, Gesù di Betlemme sia stato un ciarlatano e che, sua madre, la umile Maria di Nazareth sia stata la povera vittima di un soldato romano stupratore! CERTO BRAVE PERSONE, NIENTE DA DIRE, MA, SUL PIANO TEOLOGICO, NON DOVREMMO ESCLUDERE CHE IL CRISTIANESIMO POSSA ESSERE STATA UNA TRUFFA! ] e c'è un solo uomo nella storia del Genere UMANO, a cui il Cristo PRESUNTO Messia di Betlemme, è costretto a mostrare il suo potere divino, perché, io sono il Regno di Dio in terra, io sono un potere politico universale! GESù HA DETTO: "MI è STATO DATO OGNI POTERE IN TERRA ED IN CIELO!".. ok! allora se, voi non farete la morte delle bestie? Poi, ISRAELE verrà disintegrato: e le profezie di Dio JHWH su di lui? sono soltanto una favola per bambini!
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dei farisei TALMUD SATANA AGENDA SPA FMI, mi hanno rimproverato perché, io ho messo in relazione la presunta distruzione di ISRAELE, con la presunta verità teologica di Gesù Messia di Betlemme! ma, quando gli scribi farisei sadducei Rothschild Anna Caifa, misero a morte Gesù, poi, furono costretti a maledire, anche, tutto il popolo degli ebrei: perché tutti volevano diventare cristiani. Quindi operarono, distruggendo al popolo, le genealogie paterne: e estromettendo il popolo degli ebrei, in questo modo, dalle alleanze. Quindi, sia il popolo degli EBREI, che la stessa religione ebraica sono soltanto una truffa, quindi, soltanto, i FARISEI SPA potrebbero essere legalmente il Messia: ma loro sono diventati i satanisti usurai massoni, di un popolo ebreo delle Promesse e delle alleanze: di Abramo e Mosé, che non esiste più da 2000 anni, e che loro hanno distrutto per sempre! è QUINDI PATETICA OGNI RIVENDICAZIONE DELLA PALESTINA DA PARTE DEGLI ISRAELIANI!

E SE COLORO CHE POTREBBERO ESSERE LEGALMENTE IL MESSIA, OGGI SONO I SATANISTI MASSoNI: ANTICRISTO USURA DELLA KABBALAH CHE è SEGRETAMENTE MAGIA NERA SATANICA: DI POTERE E CONTROLLO SUL FONDO MONETARIO, tutto nel NUOVO ORDINE MONDIALE, E SE è patetico ogni tentativo di ricostruzione, delle 12 Tribù di Israele, dato che, le promesse che si fondavano sulle genealogie, sono tutte promesse che sono andate distrutte! ECCO CHE, SIA UNA EBRAICITà, che una NAZIONALITà, COME UNA SALVEZZA DI TIPO EBRAICO RELIGIOSO: circa promesse alleanze e genealogie, possono rinascere (sia pure nella loro indipendenza ebraica) SOLTANTO ATTRAVERSO UNA LAICA SPIRITUALITà CRISTIANA! ECCO PERCHé, IO: "lorenzoJHWH" io SONO IN TUTTO IL MONDO, L'UNICO MESSIA umano figlio dell'uomo, l'unico messia EBREO CREDIBILE! Perché io ho il mandato creativo del Regno di Dio, per edificare e demolire.. TUTTO QUELLO CHE IO DECIDO DI FARE, COSì SARà FATTO COME IN CIELO E COSì IN TERRA! SOLTANTO ATTRAVERSO DI ME, PUò RINASCERE SIA L'EBRAISMO, SIA IL TEMPIO EBRAICO, CHE, anche UNA UNITà NAZIONALE DI TUTTI GLI EBREI DEL MONDO!
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il più grande nemico della crescita è l'evasione!" ha detto il vampiro fariseo satanista! MA UN POPOLO SOVRANO CHE NON DEVE COMPRARE IL SUO DENARO, AD INTERESSE, COME UN SCHIAVO? BENE QUESTO POPOLO NON HA BISOGNO DI PAGARE TASSE INDIRETTE!
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SE è INDIPENDENTE LE PRETESE DELLA CINA SONO ASSURDE! PECHINO, 17 DIC - La Cina protesta contro la vendita di armi a Taiwan decisa dal governo di Washington. Il viceministro degli esteri Zheng Zeguang, secondo un comunicato, ha convocato l'incaricato d'affari Usa Kaye Lee per dirgli che Pechino "è fermamente contraria" alla vendita dato che Taiwan è "un territorio inalienabile" della Cina. L'isola è di fatto indipendente dal 1949 ma Pechino la considera una provincia ribelle e minaccia un attacco militare in caso l'indipendenza venga formalmente dichiarata.
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QUELLA DELL'ISLAM è UNA FEDE TOTALIZZANTE SOSTITUTIVA CHE SFOCIA IN DIVERSE FORME DI GENOCIDIO, E FORSE è GIUSTO DIVENTARE TUTTI ISLAMICI, OPPURE, SE è ERRATO, INVECE, è GIUSTO CHE, NOI DOVREMMO STERMINARE LA LEGA ARABA E CONDANNARE QUESTA RELIGIONE A LIVELO MONDIALE! WASHINGTON, 17 DIC - Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik marito e moglie, la coppia che ha compiuto la strage di San Bernardino in California, si scambiavano messaggi sulla jihad già prima di essere sposati. Lo facevano via internet ma in corrispondenza privata, non sui social media. "Dalle indagini risulta che alla fine del 2013, prima che si incontrassero di persona, nelle loro comunicazioni online si faceva riferimento all'impegno per la jihad e il martirio", ha detto il direttore dell'Fbi James Comey.
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IMPERIALISMO SAUDITA TURCA QATAR ISIS SHARIA ] ARABIA SAUDITA STA INVADENDO IL PAKISTAN .. E PENSARE CHE IL PAKISTAN GLI VOLEVA BENE! [ KABUL, 17 DIC - L'Isis ha inaugurato una radio nella provincia afghana di Nangarhar con cui si propone di diffondere il suo messaggio e tenta di consolidare la sua presenza in una area strategica al confine con il Pakistan. Lo riferisce Tolo Tv. L'emittente, denominata 'Voce del Califfato', ha come ulteriore obiettivo quello di facilitare il reclutamento di militanti da impegnare contro le forze di sicurezza del governo di Kabul e contro i talebani che si oppongono alla presenza dell'Isis in Afghanistan.
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NON CREDO CHE UN EVENTO POLITICO E PUBBLICO POSSA ESSERE RITENUTO UN EVENTO PRIVATO! QUESTO è SEMPRE STATO L'ISLAM DA MAOMETTO AD OGGI, E TUTTI LO DEVONO SAPERE! PARIGI, 17 DIC - I genitori del giornalista americano James Foley, decapitato dall'Isis SHARIA, hanno espresso indignazione per la diffusione su Twitter, da parte della presidente del Front National, Marine Le Pen, di una foto del cadavere mutilato del figlio DA SHARIA, e ne hanno chiesto l'immediato ritiro. "Siamo profondamente colpiti dall'uso fatto di Jim a beneficio politico di Le Pen - scrivono John e Diane Foley - e speriamo che la foto di nostro figlio, così come altre due immagini esplicite, vengano subito ritirate".
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CHI è STATO DANNEGGIATO? EUROPA SOLTANTO è STATA DANNEGGIATA! TUTTI CI AHNNO GUADAGNATO, ANCHE USA CI HANNO GUADAGNATO A NOSTRE SPESE! I NOSTRI POLITICI DEVONO ESSERE ARRESTATI! MOSCA, 17 DIC - "L'economia russa sta uscendo dalla crisi, è praticamente superata". Così il presidente Vladimir Putin risponde alla prima domanda della maxi-conferenza stampa. "Si è ridotta la fuga di capitali e il nostro interscambio commerciale è positivo", ha aggiunto. Putin ha ammesso che si dovrà probabilmente rivedere il bilancio statale del 2016 a causa del calo dei prezzi del petrolio. "Molto probabilmente saremo obbligati a cambiare qualcosa", ha detto.
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TEL AVIV, 17 DIC - Un palestinese ha tentato di accoltellare dei soldati israeliani al check point di Huvara non lontano da Nablus in Cisgiordania. Lo dicono i media che citano l'esercito. Il sospetto aggressore - hanno aggiunto - è stato colpito e ucciso dal fuoco dei soldati.
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MOSCA, 17 DIC - La Russia sostiene l'iniziativa degli Stati Uniti per la stesura di una risoluzione Onu sulla Siria. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, aggiungendo che la Russia è soddisfatta e che dopo aver studiato il progetto forse anche il governo e le autorità siriane saranno d'accordo.
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Per il Cremlino “nel mondo è in corso una grande guerra mediatica”. 17.12.2015( Nel mondo è in corso un grande guerra mediatica, ritiene il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov.
"Si svolge da tanto tempo. Non è un grande gioco, ma una grande guerra informativa", — ha detto in un'intervista al canale televisivo "Rossiya 24". Peskov ha osservato che in questa guerra dell'informazione alcuni media "perdono l'aspetto umano e perdono la loro funzione di mezzi di comunicazione." "Vediamo tutti i partecipanti della guerra mediatica, vediamo le informazioni oggettive degli avversari, vediamo i nostri avversari completamente privi di qualsiasi obiettività, e traiamo le dovute conclusioni," — ha aggiunto il portavoce del Cremlino. Secondo Peskov, l'unico mezzo per contrastare questa situazione può essere una linea informativa attiva volta a trasmettere il proprio punto di vista alla comunità internazionale. "Penso che nell'ultimo periodo, negli ultimi anni, il nostro Paese abbia imparato molto e probabilmente è diventato il promotore di alcuni standard elevati in questo contesto", — ha osservato.
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Vladimir Putin
Chi è Putin? La risposta in un libro italiano. 10:33 17.12.2015. Tatiana Santi. Chi è veramente Vladimir Putin? È una domanda che si chiederanno in moltissimi, dai più simpatizzanti del presidente russo ai critici più accaniti. La risposta a questa domanda è una biografia firmata da Gennaro Sangiuliano.
Il libro "Putin. Vita di uno zar" racconta la storia di un personaggio complesso, che troppo spesso è stato banalizzato e ridotto a una serie di stereotipi dai media. La figura di Putin in realtà non può essere estrapolata dalla storia della Russia, dalle trasformazioni che ha vissuto il Paese. Ebbene, in questa biografia originale italiana l'autore ripercorre le avventure di un giovane Volodia cresciuto in "Komunalka", gli appartamenti collettivi in epoca sovietica, passando per la tappa del Vladimir spia al Kgb, fino ad arrivare alla crisi in Siria.
Leader carismatico, pragmatico e sicuro di sé, Putin è anche un personaggio da conoscere meglio. Questo è lo scopo della biografia "Putin. Vita di uno zar", presentato il 14 dicembre a Roma all'Istituto dell'Enciclopedia italiana, edito da Mondadori. Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del TG1, ha gentilmente rilasciato un'intervista a Sputnik Italia in merito al suo libro.
— Non è il suo primo libro su temi russi. Da dove nasce il suo interesse per la Russia?
Vladimir Putin arriva nelle case degli italiani, la vita del presidente su rete 4
— Io molti anni fa ritrovai dei documenti inediti, erano dei rapporti della polizia italiana degli inizi del ‘900, che documentavano la presenza di Lenin a Capri. Decisi allora di fare un libro per raccontare queste presenze di Lenin che ci furono tra il 1908 e il 1910. In quell'occasione cominciai a studiare la storia russa, io di provenienza sono un giurista, non avevo fatto studi letterari. Ho cominciato però a leggere la grande letteratura russa, adesso posso dire di aver letto tutto Dostoevskij, Tolstoj e Pushkin.
— Perché ha deciso di scrivere un libro su Vladimir Putin?
— Facendo poi il giornalista ho continuato a fare attenzione sul personaggio che è Putin. Nelle dialettiche interne di un giornale, io mi sono sempre schierato dalla parte di Putin. Adesso i filoputiniani sono diventati più numerosi. Avevo capito che il personaggio era molto interessante e ho deciso di costruire questa biografia. Credo che la statura del personaggio meriti di essere conosciuta dal grande pubblico, al di là di tanti pregiudizi e luoghi comuni che filtrano di qua e di là sui giornali. Occorreva fare qualcosa di più organico e più complessivo che sfatasse i luoghi comuni e dicesse la verità.
La presentazione del libro su Vladimir Putin
— Al di là dei pregiudizi del mainstream, da parte dei lettori e i cittadini italiani c'è un grandissimo interesse nei confronti di Putin. Perché il presidente russo è più popolare che mai?
— Perché la gente è intelligente e sta cominciando a capire che una serie di fatti storici danno ragione a Putin. Prendiamo la Cecenia: questo fu il primo tentativo si stabilire al mondo un Califfato islamico, che sarebbe stato un califfato molto pericoloso per il Caucaso. I combattenti ceceni ora sono in Siria, Iraq e Libia, sono anche tra i più agguerriti e violenti. Putin ci aveva visto giusto a stroncare il califfato in Cecenia. Lo fece in maniera dura, ma era necessario fare così.
Anche in altri casi la storia gli sta dando ragione, come per esempio per quanto riguarda le vicende economiche e sociali. Io penso che alla fine l'opinione pubblica sia più intelligente di quello che le elite pensino e quindi la gente sta percependo il valore del personaggio.
— Qual è il ruolo della Russia oggi sull'arena internazionale e in Siria a suo avviso?
Raid aereo russo contro Daesh in Siria. Russia, ministero Difesa sottolinea trasparenza informazione su raid in Siria.
— Putin è l'unico che fa veramente la guerra al terrorismo. A me piace un Paese come gli Stati Uniti d'America, ma in Siria gli americani sono stati molto ambigui. Putin ha preso una posizione molto chiara e ben definita, sta facendo veramente la guerra.
Prendiamo per esempio l'ultima lite con la Turchia. Un italiano medio sente molto più vicino un russo che un turco come cultura, stile di vita, dato antropologico. I russi sono dei frequentatori dei nostri Paesi, vengono nelle nostre città, noi andiamo da loro. I turchi sono molto più distanti, al di là del fatto che la Turchia faccia parte della NATO. Credo che la gente lo percepisca bene.
— Si ritornerà a suo avviso a un vero punto di incontro tra la Russia e l'Occidente? Forse la Siria è proprio quest'occasione?
— Credo di sì. Con il tempo credo che quei occidentali che hanno rapporti storici con la Russia, penso ai tedeschi, agli italiani e adesso anche i francesi, premeranno anche sugli Stati Uniti. È molto importante vedere che cosa succede nelle leadership americane. A parte Donald Trump, che ha espresso pubblicamente la sua ammirazione per Putin, anche gli altri Repubblicani, hanno una posizione diversa da quella di Obama.
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Conferenza stampa di fine anno del presidente Putin
© Sputnik. Ramil Sitdikov
Mondo
09:56 17.12.2015(aggiornato 14:33 17.12.2015) URL abbreviato
51966150
Il 17 dicembre il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha tenuto la tradizionale conferenza stampa di fine anno. Ecco la cronaca testuale della conferenza stampa.



Dopo 3 ore 11 minuti si e conlusa la conferenza stampa di Vladimir Putin. E' disposto a cambiare la legge che vieta l'adozione dei bambini russi in alcuni paesi stranieri?
Il governo russo non deve avere fretta di cambiare la legge sull'adozione dei bambini russi all'estero. Il numero dei bambini adottati è più alto di quello dei bambini che necessitano di cure.
Serve in futuro alla Russia una base in Siria?
E' una domanda complessa. Non so se serva davvero. Se dobbiamo colpire qualcuno anche così (senza base) lo colpiamo lo stesso.
La Russia smetterà di fornire il gas all'Ucraina?
Non credo che vada eliminato il transito del gas in Ucraina e neanche che vada posto in competizione con il Nord Stream. Il punto chiave è che ogni gasdotto deve garantire affidabilità, sicurezza e costanza degli approvvigionamenti. Se le autorità ucraine mantengono il loro impegno, non ci sono problemi. Diversamente dovremo rivedere i piani.
Qual'è la sua opinione sull'omicidio Nemtsov?
Ritengo che questo sia un omicidio che vada indagato ed i cui colpevoli debbano essere puniti, chiunque essi siano.
Signor presidente, come stanno le sue figlie?
Per molte ragioni, non ultime quelle di sicurezza non ho mai parlato della vita private delle mie figlie. Io ritengo che ogni persona abbia il diritto di costruirsi il proprio destino. Le mie figlie non sono mai state viziate. Non hanno mai avuto privilegi. Fanno la loro vita e la fanno con dignità. Le mie figlie non fanno politica, non fanno business, lavorano e parlano e usano per lavoro 3 lingue europee.
L'anno prossimo ci saranno le elezioni negli USA. Come vede le prospettive di lavoro con il nuovo presidente statunitense?
Prima bisogna capire chi è. Noi siamo pronti a dialogare. Dopo l'ultimo incontro con Kerry mi è parso che gli USA siano d'accordo con noi. Noi siamo aperti e trasparenti. Sono loro che provano sempre a "suggerirci" cosa fare e come. Se un osservatore straniero in USA alle elezioni si avvicina a più di 5 metri da una coda al seggio lo arrestano. Noi siamo pronti a sederci e parlare con qualunque presidente che venga eletto dal popolo statunitense.
Secondo lei è arrivata l'ora di privatizzare le compagnie statali come Rosneft e Aeroflot, per sostenere l'economia?
Le compagnie statali possono essere parzialmente privatizzate per aumentare l'efficacia del loro operato, non per fare cassa. Lo Stato non
Qual'è lo stato è il futuro delle relazioni con la Georgia?
Noi non siamo la causa di questo deterioramento delle relazioni con la Georgia. Tornando ai fatti del 2008, la colpa storica è loro ed è in pieno sulle loro spalle. La colpa è dell'allora presidente Saakashvili che ha dato il via al processo di divisione del paese.
A Saakashvili hanno dato un visto lavorativo in USA e poi l'anno mandato in Ucraina. E come se gli avessero detto "Non soltanto vi governiamo. Ma vi mandiamo anche chi vi governa, perchè voi non siete in grado di farlo da solo. Su 45 milioni di personi non si riesce a trovare 10/15 persone in grado di governare? Questo è uno sputo in faccia al popolo ucraino.
Il presidente Putin durante la conferenza stampa di fine anno di fronte alla folta platea di giornalisti. Il presidente Putin durante la conferenza stampa di fine anno di fronte alla folta platea di giornalisti
Il 31 dicembre scadranno gli accordi di Minsk, qual'è la vostra posizione sul conflitto in Donbass?
Siamo favorevoli alla risoluzione del conflitto nel sud-est ucraino ma non attraverso l'eliminazione fisica di tutti gli abitanti del Donbass.
Putin invita un giornalista ucraino a fare una domanda: "Date la parola al giornalista ucraino, una repubblica a noi fraterna, non lo stancherò mai di ripetere"
Giornalista: Grazie presidente per la possibilità di farle una domanda anche se noi non siamo turchi, siamo ucraini. Lei ha detto che in Donbass non ci sono militari russi. Eppure ne sono stati catturati due. Li cambierete con tutti gli ucraini detenuti dai filorussi?
Putin: Lei ha nominato due persone e poi ha elencato un elenco lungo di persone con cui li vorreste cambiare. Gli scambi si fanno alla pari. Noi abbiamo detto che in Donbass non ci sono divisioni ufficiali russe. Possono esserci dei cittadini russi coinvolti nell'esecuzione di alcuni compiti militari. Capisca la differenza.
Giornalista: Come cambieranno le vostre relazioni con l'Ucraina dal primo gennaio?
Putin: A livello economico cambieranno in peggio, perchè siamo costretti a escludere l'Ucraina dallo spazio economico comune della CSI.
Lei ha detto che in Turchia abbiamo molti amici a livello di popolazione. Che futuro vede per le relazioni russo turche?
Con i popoli turchi (di etnia e lingua) che ci sono vicini e fanno parte della Russia dobbiamo continuare a dialogare. A livello statale invece non vedo prospettive di creare delle relazioni.
Su Assad la Russia dice che deve decidere il popolo siriano. Gli USA ed i loro alleati dicono che per Assad non c'è futuro politico. Avete discusso di questo con Kerry?
Ne abbiamo parlato con Kerry. La nostra posizione non cambia. Non accettiamo che nessuno dall'esterno imponga alla Siria il suo futuro. Solo il popolo siriano deve scegliere chi e con quale forma dovrà governarlo. Appoggiamo la decisione degli USA di scrivere una relazione al Consiglio di Sicurezza dell'ONU sulla soluzione del conflitto in Siria, per cui il segretario di stato Kerry è venuto in Russia. Questo ci dà l'idea del fatto che USA ed Europa sono seriamente preoccupati di ciò che succede nel medioriente.
Secondo lei c'è uno stato terzo dietro l'abbattimento del SU-24 russo da parte turca?
Capisco il vostro riferimento. Se qualcuno in Turchia ha deciso di leccare gli americani in un determinato posto, non lo so. Riteniamo il gesto turco un gesto nemico. Anche nell'ultimo incontro con le autorità turche ad Ankara ci sono state poste questioni molto importanti per la Turchia. Su questioni sensibili. Noi abbiamo  detto che capiamo e siamo pronti ad aiutare. Era così difficile alzare la cornetta e telefonare. Chiedere di non colpire determinati territori?
Cosa hanno ottenuto? Pensano che fuggiremo? Certamente no. La Russia non è quel tipo di paese. Se la Turchia aveva degli scopi non li ha raggiunti. Anzi ha solo peggiorato la situazione.
E' soddisfatto del lavoro del governo? Potrebbero esserci dei cambiamenti?
In tutti questi anni mi sembra di aver sempre mantenuto una linea equilibrata nei confronti dei membri del governo. Non sono per i cambi in corsa, ancor più radicali. Quasi sempre non portano a nulla. Se invece parliamo di migliorare il lavoro del governo, allora si, c'è questa intenzione, ma non per cambiare qualcuno in particolare, ma migliorare il lavoro del primo organo governativo dello stato.
A causa dei tassi d'interesse alti i nostri imprenditori non possono ricevere crediti. Anche all'estero, per ovvi motivi, non possono. Faremo la fine del Venezuela?
Tutti vorrebbere che il tasso di rifanziamento della Banca Centrale venga rivisto. Sento dire che all'estero i tassi sono più bassi. E' vero. Ma li la struttura dell'economia è un altra. Noi abbiamo la minaccia dell'inflazione, loro quella della deflazione.
Nonostante la crisi in Russia i dati economici mostrano un dato positivo
La disoccupazione è al 5,6%. Nel 2009 era all 8.3%.  Il debito pubblico è sceso al 13%. Si è registrato un trend positivo nell'afflusso di capitali dall'estero: sono sicuro che gli investitori capiscono la realtà della nostra economia e esprimono l'intenzione di entrare nel nostro mercato. Il picco della crisi è già stato toccato. A settembre e ottobre è già stato registrato un aumento della produzione. Soprattutto nell'agricoltura. Per il secondo anno consecutivo il nostro raccolto ha superato quota 100 milioni di tonnellate, 103 milioni.
L'anno scorso preannunciò che entro due anni usciremo dalla crisi. Adesso qual'è il suo pronostico?
Rispondo con un annedoto: "Si trovano due amici e uno chiede all'altro. Come va? Ma guarda, la vita va a momenti. Bianchi e Neri. Adesso è nera. Dopo sei mesi si ritrovano di nuovo e gli fa la stessa domanda. Guarda la so la storia dei momenti. Come va? Guarda adesso è nera, forse prima era bianche". Nel 2014 abbiamo impostato il nostro budget calcolando un prezzo del petrolio di 100 dollari. Per il 2016 di 50 dollari al barile. Adesso costa 38 dollari al barile. Probabilmente dovremo apportare ulteriori modifiche.
Giornalisti da tutta la Russia e dal resto del mondo ] Tradizionalmente alla conferenza stampa di fine anno del presidente Putin prendono parte giornalisti russi e di tutto il mondo. Per attirare l'attenzione del presidente e ricevere il diritto a rivolgere la propria domanda ognuno si ingegna come può. Cartelloni, bandiere, abbigliamenti stravaganti. Anche questo fa parte dell'evento.
Tutto pronto per la conferenza stampa di fine anno di Vladimir Putin
Alle ore 12 russe — 10 italiane — inizierà la conferenza stampa di fine anno del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. L'anno scorso i giornalisti accreditati furono 1348, 78 le domande poste, 4 ore e 40 minuti la durata totale.
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Putin sospende accordo su zona libero scambio tra Russia e Ucraina: http://it.sputniknews.com/mondo/20151217/1742903/putin-conferenza-fine-anno.html#ixzz3ua6qelFB
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    Que celebraremos periódicamente, transmitiéndolos por Internet, con prestigiosos periodistas y relevantes analistas de opinión como invitados, para compartir ideas, críticas, aportaciones sobre la situación social y política y la batalla cultural que libramos
    Siempre serás de los primeros. Podrás probar antes que nadie los nuevos servicios y tecnologías de Actuall y orientarnos sobre su calidad
    Participar en la votación del Premio anual Actuall
    Cada año otorgaremos un Premio Actuall a alguna personalidad destacada que defienda los principios de Actuall. Podrás votar. Y tendrás un precio especial
    En la Gala de los Premios HO en la que se entregará (y en otros actos que organicemos en HO)  Detalle Actuall
    Pues es solo eso, un pequeño detalle, pero te lo enviaremos como ¡bienvenida! por hacerte socio. Es el peor de los tiempos y es el mejor de los tiempos para hacer periodismo sobre la defensa de principios. Es más que evidente que vivimos unos momentos difíciles. Es claro el incremento de la agresividad de los progre-laicistas... como lo es, por lo tanto, la necesidad de una mayor información y movilización de los provida, profamilia y pro-libertad, entre otras cuestiones. En Actuall queremos actuar contigo, construyendo una comunidad informada y activa. Defendiendo, juntos, los valores que te importan.
Es hoy... Es tiempo de cambiar, es tiempo de actuar, es tiempo de Actuall.
Queremos, contigo, informar, reflexionar, actuar.
Creo firmemente que hace falta un periódico online como el nuestro, que defienda la vida, la familia y las libertades, que son las bases de la civilización.
Un periódico para todos, participativo, para ciudadanos activos. Un periódico transparente en permanente diálogo con el ciudadano y sus preocupaciones. Un periódico que pretende, ¡ahí es nada!, algo que en realidad es contradictorio con la naturaleza misma del periodismo: sobrevivir a lo efímero. Actuall ayudará (te ayudará a ti, lorenz) a defender, en el terreno de las ideas y de la acción, los valores que te importan. Es un medio, quiere serlo, para saber y actuar, para haceroír tu voz.  [ Independiente. ] [ Decimos, sin falsas retóricas, que Actuall es independiente, esto es, que sus verdaderos propietarios son sus lectores. Para construir Actuall necesitamos, ahora, tu apoyo y tu concurso.  ¿Puedes convertirte ahora en socio de Actuall con una contribución mensual de 35, 50 o incluso 100 euros (o cualquier otra cantidad —mayor o menor— que te parezca oportuna)? (puedes modificar o cancelar esa aportación mensual en cualquier momento). https://colabora.actuall.com/hazte-socio-de-actuall
Millones de ciudadanos necesitan (necesitamos y demandamos) un medio de comunicación moderno que haga frente al pensamiento izquierdista dominante (a las dentelladas de una suerte de Leviathan, que acosa las más elementales libertades) creando opinión, ofreciendo argumentos, influyendo en los centros de poder y defendiendo las convicciones que nos hacen ser comunidad y que tú y yo sabemos que son buenas imprescindibles para mejorar la sociedad.
Actuall es eso... En Actuall queremos atenernos a los hechos, dudar de los paraísos en la Tierra, reírnos de los emperadores desnudos, atizar dialécticamente a los tiranos, y dejar en evidencia a sus bufones y corifeos. Y, como el viejo maestro Montanelli, estamos dispuestos a hacerlo con (absoluta) independencia «a prueba de censores, dictadores y balas». Porque creemos, como él, que «El periodismo no es un oficio, es una misión».
Eso tiene un precio. La libertad y la independencia, siempre tienen un precio...
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Actuall es gratuito. No tenemos ánimo de lucro pero, como es obvio, sí tenemos gastos...
Para afrontarlos con una mínima estabilidad; para tener la seguridad de que podremos hacer nuestro trabajo (contigo), el que de alguna manera nos has encomendado y en el que, sin duda, participas; para poder seguir adelante, te necesito. Necesito que des ese paso adelante y te conviertas ahora en socia/o de Actuall. Ojalá te animes a hacerlo. Estoy convencido de que, como intentamos de todo corazón (contigo y para ti), con Actuall... Es posible cambiar el mundo y si no (de forma inmediata) el mundo, sí el rumbo de la política y de las ideas, dando voz a quienes aún creen en los valores de la libertad, el dinamismo de la sociedad civil, y en la dignidad inviolable de la persona. Y, como Buckley, gigante del periodismo que en la segunda mitad del siglo XX, obró el milagro de sacar al conservadurismo norteamericano de la postración, librarlo de sus complejos y arrebatarle a la izquierda el monopolio cultural e incluso político, hacerlo con glamour y sin perder la sonrisa. Un fuerte abrazo, mil gracias por estar ahí.
Alfonso Basallo, director y todo el equipo de Actuall
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è sceso all'inferno il massone, soltanto, un altro massone che Satana partorì con Rothschild ] [ Licio Gelli, la P2 perde il suo maestro. Nato a Pistoia il 21 Aprile 1919 si è spento nella sua storica “Villa Wanda” (dal nome della prima moglie) il 15 dicembre 2015. Il quadro clinico, data anche la veneranda età, si era aggravato irrimediabilmente sino a spirare silenziosamente. Condannato per innumerevoli capi d’imputazione, come:  Procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato; Calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola; Calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna - vicenda per cui è stato condannato a 10 anni; Bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano). Dal 2001 scontava una pena detentiva di 12 anni nella sua residenza affermando di sé nel 2003: “Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: Ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa.”
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IL REGNO DI DIO NON SCENDERà A PATTI CON TE PER SALVARE LA TUA ANIMA! ] L’aborto non dà pace. La confessione di due uomini. E una donna, dopo 30 anni, chiede perdono per il voto pro-choice al referendum. Ora è volontaria al Centro di aiuto alla vita. 16 dicembre 2015. SEMPLICEMENTE AVERE APPROVATO LA LEGGE SULL'ABORTO, SEMPLICEMENTE QUESTO ASSENSO, TI PORTERà ALL'INFERNO! TU DEVI PENTIRTI DI GNI TUO PECCATO! IL REGNO DI DIO NON SCENDERà A PATTI CON TE PER SALVARE LA TUA ANIMA! ] Chi l’ha detto che l’aborto è una questione “da donne”? Sono certamente loro a pagarne le conseguenze più dirette, spesso lasciate sole a portare il peso di una decisione, spesso proprio perché lasciate sole spinte a scegliere questa strada. Eppure quello dell’aborto è anche e soprattutto un affare “da uomini”. Come racconta don Luigi, parroco alle porte di Milano. Da quando il Papa – con l’occasione del Giubileo della Misericordia – ha esteso a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere il peccato dell’aborto, da lui si sono presentati due uomini. Entrambi si erano già confessati in passato, ma a distanza di tempo dai fatti (30-40 anni) ancora non si sentono in pace. Il primo è un signore di 65 anni: lui e la moglie hanno deciso di abortire quando lei è rimasta incinta del terzo figlio. Pensavano di non farcela. Il secondo ha circa 50 anni: aveva 18 anni quando la sua ragazza è rimasta incinta e hanno deciso di abortire. Nessuno ha mai saputo, neanche i genitori, ma quel fatto ha lasciato in lui una impronta indelebile. E l’aborto è un affare “da donne”, non nel senso dispregiativo di una debolezza, ma in quello pieno di dignità e coraggio, di vita. Una di loro, Rosella (leggi qui la sua storia), ha deciso di confessarsi per qualcosa a cui molti nemmeno penserebbero: il voto a favore dell’aborto nel referendum del 1981. Non ci aveva più pensato, né ha mai dovuto affrontare il problema. A più di 30 anni di distanza, mentre scriveva il suo libro “Un’anima sola” in cui racconta la storia della sua conversione dopo la morte dell’unica figlia, un’amica le ha proposto di devolvere il guadagno al Centro di Aiuto alla vita (Cav) della clinica Mangiagalli, a sostegno delle gravidanze difficili. “In quel momento ho cominciato a riflettere: Signore, cosa mi stai dicendo? Da lì poi ho devoluto tutto al Cav… e mi sono confessata”. Cosa è successo? “Che Dio è vita, e se credo in Dio credo nella vita, e non ho nessun diritto di decidere per vita di un altro bambino”. Adesso Rosella sostiene come volontaria il Cav, è vicina ad alcune mamme. E ha trasformato anche la camera di sua figlia in una specie di nursery: “In genere le camere dei figli che se ne sono andati rimangono intatte…il letto rifatto, gli armadi con tutta la roba dentro. La camera di mia figlia è completamente diversa, perché io raccolgo le cose per i bambini: ci sono ciucci, biberon, abitini, il mio computer per scrivere. È una stanza che ha preso vita. I figli ci sono ma non sono più lì. È un cammino”.
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Dear Mr mESSIAH, An Open Doors safe house can be a lifeline to a pastor or evangelist. Especially ones who are standing firm against persecution, but trying to save their families from threats, arrest and imprisonment. Others need a safe house so they themselves can escape arrest – and be there for their families in times of need.
Your Gift of Hope helps provide vital aid and temporary safe houses for Christians who are under attack – offering their whole families the protection and courage they need to stand firm as a witness for Christ! Thank you for giving generously.
Together in His service, Jan Gouws. Executive Director, Open Doors Southern Africa
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Costco employee hurls anti-Semitic abuse Click here to watch: Costco smoothie demonstrator hurls anti-Semitic abuse at shopper. A Jewish shopper at a Costco store in the San Francisco Bay Area has uploaded footage of an extremely anti-Semitic rant tirade he was subjected to by a woman giving a smoothie demonstration at the store. According to the Coordination Forum for Countering Antisemitism, he said the woman began her rant by interrupting him during a conversation with another Jewish man. "I struck up a conversation with a Jewish guy in Costco in front of the Vitamox Blender Demonstration, when an employee interrupted to tell us that Jews need to go back where they came from. I asked her how that would be possible after what happened in WWII. She responded that Hitler never did anything wrong to the Jews and that they brought it on themselves," he said.
Watch Here. In the video - originally posted on the Live Leak video sharing site - the woman can indeed be heard claiming that the Jews were not persecuted by the Nazis, while simultaneously admitting something bad may have happened to them but that they "brought it on themselves." "They had a chance to go ahead and get $500 for their freedom," she bizarrely asserted. Prior to that, she could be heard saying that Jews should leave Israel and "go back to Europe", because it is "Palestinian land." The clip ends with the victim owing to report her to her managers. "You're gonna be fired today." Source: Arutz Sheva
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Donald Trump è il nostro candidato! Putin, 'endorsement' a Trump: 'E' vivace e talentuoso' Putin entra a gamba tesa nella campagna elettorale Usa: "E' una persona vivace e talentuosa".
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Erdogan, si è inventato questa: "lotta contro Pkk che continuerà", perché il genocidio è la sua soluzione.. Nel sud-est Turchia "finché non sarà garantita la tranquillità" già la tranquillità del cimitero degli armeni uccisi a tradimento, perché i turchi islamisti sono degli spergiuri e traditori!
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io sono indignato per questo atto di violenza! MA IL SISTEMA MASSONICO LA DEVE SMETTERE DI FARE VIOLENZA ALLE MINORANZE! Spagna: il premier Mariano Rajoy colpito da un pugno
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MALEDETTI DISGRAZIATI MAOMETTANI SHARIA! quello che non deve essere dimenticato, è che le fosse comuni dei martiri cristiani, la profanazione di tutte le Chiese, ecc..., del genocidio dei cristiani siriani e iracheni, sono stati i salafiti: finanziati dalla CIA, tutto l'esercito libero siriano di OBAMA, di liberi terroristi moderati turchi sauditi: jihadisti, internazionale islamica: sharia LEGA ARABA, che lo hanno fatto! ] NON RIUSCIRETE CON LE VOSTRE MENZOGNE A CAMBIARE LA STORIA, PERCHé IO HO VISSUTO QUESTA TRAGEDIA PERSONALMENTE E LA HO DOCUMENTATA GIORNO PER GIORNO, SUI MIEI 110 BLOG! [ BEIRUT, 17 DIC - Una fossa comune con almeno dieci cadaveri è stata rinvenuta nella regione orientale siriana di Dayr az Zor controllata dall'Isis. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani secondo cui il gruppo jihadista ha ammesso di fronte ai parenti delle vittime di aver ucciso le persone seppellite nella fossa. Sin da quando l'Isis ha preso il controllo delle regioni orientali della Siria nel 2013 ha commesso numerosi massacri, in particolare ai danni di membri di influenti tribù locali.
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questo discorso DI Michael Moore: è perfetto anche per Donald TRUMP, noi contestiamo la sharia AL COGLIONE CANCEROGENO Michael Moore, perché quando, i musulmani faranno la richiesta della sharia? TU DEVI MORIRE CON TUTTE LE TUE IDEE DEMOCRATICHE: PERCHé NULLA DI QUESTO, discorso, CHE VIENE AFFERMATO ADESSO, in questo articolo, è PRESENTE NELLA LEGA ARABA senza reciprocità!!  NEW YORK, 17 DIC - Michael Moore scende in campo contro Donald Trump: il regista si e' fatto fotografare davanti alla Trump Tower con un cartello e la scritta "siamo tutti musulmani" per protestare contro l'idea del re del mattone di vietare l'ingresso negli Usa a tutte le persone di fede islamica. "Siamo tutti musulmani, cosi' come siamo tutti messicani, cattolici ed ebrei, bianchi, neri e tutte le sfumature intermedie", ha aggiunto Moore in un post sulla sua pagina Facebook.
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come non posso riconoscere nessun diritto ai musulmani, PALESTINESI, ecc.. finché la LEGA ARABA non condanna la sharia, così, io non posso riconoscere nessun diritto ai GAY finché non viene condannata la ideologia GENDER, per tutti è SODOMA educativi antiomofobi! ANZI VOI SIETE SCESI SUL CAMPO DELLA BATTAGLIA CONTRO il REGNO DI DIO CHE IO SONO!  STRASBURGO, 17 DIC - Forte sostegno alle nozze gay, viste anche come presupposto per una maggiore tutela dei diritti delle persone. E netta bocciatura della pratica della maternità surrogata, il cosiddetto 'utero in affitto' perche' "compromette la dignità umana della donna dal momento in cui il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usati come una merce". E' quanto si legge nel rapporto annuale sui diritti umani nel 2014, un testo di oltre trenta pagine, approvato dalla Plenaria di Strasburgo.
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 TEL AVIV, 17 DIC. IO MANDERò MIEI MISSILI BALISTICI, SU TUTTA A LEGA ARABA SHARIA PER QUESTA AGGRESSIONE! Un razzo SHARIA lanciato da Gaza è caduto in un'area aperta del sud di Israele dove poco prima sono risuonate le sirene di allarme. Lo dice il portavoce militare israeliano secondo cui non sono segnalate vittime.
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NON ESISTE UNO STUPIDO, IN TUTTO IL MONDO, CHE LUI POSSA PENSARE CHE GLI USA O LA NATO SIANO SERI NELL'EVITARE LA GUERRA MONDIALE, CHE INVECE, è PROPRIO IL LORO VERO OBIETTIVO! 17.12.2015. COME SE, QUESTE ARMI POSSANO RAPPRESENTARE UN OSTACOLO PER LA CINA SE DECIDESSE DI FARE UNA INVASIONE! GLI USA, E I LORO MASSONI LOCALI NEL LORO CINISMO, HANNO DECISO DI AMMAZZARE QUESTE PERSONE DI TAIWAN! Il ministero degli Esteri cinese richiama l’ambasciata Usa: “Taiwan è parte inalienabile del territorio cinese”. Il ministero degli Esteri cinese ha convocato l'incaricato d'Affari dell'ambasciata statunitense per protestare contro la decisione dell'amministrazione Obama di autorizzare la vendita di armamenti a Taiwan per un valore di 1,83 miliardi di dollari. Minacciate anche sanzioni contro le aziende che parteciperanno all'iniziativa. Come rilanciato dall'agenzia Xinhua, per il vice ministro degli Esteri cinese, Zheng Zeguang, "Taiwan è parte inalienabile del territorio cinese" e la vendita di armi non solo andrebbe contro il diritto e i rapporti internazionali, ma minaccerebbe "pesantemente" la sicurezza e la sovranità nazionale della Cina. Oggetto della disputa la vendita di due fregate della classe Perry a Taiwan e di missili anticarro, veicoli anfibi d'assalto, sistemi elettronici di puntamento, missili terra-aria Stinger.
http://it.sputniknews.com/mondo/20151217/1748347/usa-cina-taiwan-armi.html#ixzz3ubEtEl8E
L'UNICO MOTIVO DI QUESTE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA, è PERCHé, sia LA NATO che, LA CIA HANNO FATTO UN GOLPE ED UN POGROM IN UCRAINA: contro i russofoni! ] [ Ue rinnova le sanzioni alla Russia. 17.12.2015. e dopo CHE FARISEI SALAFITI MASSONI LEGA ARABA HANNO INVASO LA SIRIA CON I JIHADISTI: LA GUERRA MONDIALE TOTALE NUCLEARE, è SOLTANTO UN EVENTO TEMPORALE, CHE LA MOLTO SOFISTICATA DIPLOMAZIA RUSSA PUò SOLTANTO POSTICIPARE! Le sanzioni verso Mosca, che scadono il 31 gennaio prossimo, saranno prorogate da Bruxelles senza discussione al vertice dell’Unione Europea. Non ci sarà alcuna discussione sul tema del rinnovo delle sanzioni economiche contro la Russia al vertice dell'Unione Europea del 17 e 18 dicembre. La Cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha chiuso bruscamente la discussione. Evidentemente le pressioni americane sono state molto forti. Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, a sua volta, ha precisato che l'Italia non ha chiesto alcun rinvio sulle sanzioni alla Russia e ha confermato che la decisione del vertice europeo sarà comune, senza alcun dibattito. "Politicamente parlando, la valutazione generale è andata chiaramente nella direzione di un rinnovo delle sanzioni" alla Russia ha precisato alla stampa l'Alto Rappresentante per la politica Estera dell'Ue, Federica Mogherini. Tutti i ministri degli esteri dei Paesi aderenti all'Ue, ha proseguito Lady Pesc, "hanno indicato che stiamo andando nella giusta direzione sulla messa in atto dell' accordo di Minsk ma siamo ancora lontani da una piena messa in atto e così hanno dato l'indicazione che abbiamo bisogno di un rinnovo delle sanzioni per un ulteriore periodo di tempo".
Correlati:
Poroshenko: ricevute rassicurazioni da Bruxelles su estensione sanzioni vs Russia
Matteo Salvini torna a Mosca, "no alle sanzioni": http://it.sputniknews.com/politica/20151217/1748667/ue-russia-sanzioni.html#ixzz3ubGLVBYG
Shalom lorenzojhwh, As the boycotts against Israel continue to increase, it becomes even more important to BREAK the boycotts by purchasing products from Israel. Although Israel is under the constant threat of Palestinian terror, suffers from rampant anti-Israel media bias and increasing boycotts, the People of Israel are blessed to live in their ancient homeland with a thriving economy. Our reaction to the Boycotts, Divestment and Sanctions (BDS) against Israel should be very simple: Just BUY more. Turn the boycotts into BUYcotts! Click Here to Buy Your Gifts from Israel. The European Union supports labeling Israeli products from Judea and Samaria. This hurts Arabs as much as Jews. Thousands of Arabs are employed by Israeli companies in Judea and Samaria. Boycotting these goods means Arab workers will lose their jobs. Israel is the best country in the region for Arabs to live. Yet it is also the ONLY country whose products are labeled and boycotted. Show Support by Buying Gift Items from Israel. For those of you who love Israel - and want to share the beautiful blessings of Israel with your family and friends - please consider buying your gifts from Israel. Not only will you and your loved ones cherish having a piece of Israel in your home, you are helping the effort to defeat the anti-Israel boycotts, So this year, please buy as much as you can from Israel... Shop Israel and Break the Boycotts! Thank you for standing united with the People, Country and Land of Israel. With Blessings from Israel! IMPORTANT NOTICE: The 25% off sale on ALL Israeli gift items from the Israel Boutique has been extended, but only through the weekend. Use discount code ISRAEL25. Take advantage of this great opportunity to help Israel, break the boycotts and share in the blessings! Click Here to Buy Beautiful Gifts from Israel.
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QUESTO è L'INCUBO DELLA TEOSOFIA SATANICA GENDER I MASSONI FARISEI COMUNISTI BILDENBERG. PRESTO VEDREMO LA GUERRA CIVILE! SE AVESSERO FATTO QUESTA VIOLENZA A ME: IO MI SAREI FATTO GIUSTIZIA DA SOLO! Siete «cristiani radicali». E gli allontanano i cinque figli. L'incredibile storia di una coppia in Norvegia. Che ora cerca giustizia e vuole dimostrare l'abuso subito. 15 dicembre 2015. Sono stati arrestati, interrogati e subito rilasciati dai servizi sociali norvegesi mentre i figli venivano allontanati da loro, per giorni e senza alcuna spiegazione. Ma questo è solo l’inizio dell’incredibile storia che ha coinvolto i due coniugi Marius e Ruth Bodnariu, lui romeno e lei norvegese, residenti a Bergen, in Norvegia, di cui ora si inizia a sapere qualcosa tramite la voce del loro legale. Per ora, le notizie sono abbastanza frammentate e molti rimangono i punti oscuri (Tempi.it, 14 dicembre). SOLO PER L’ALLATTAMENTO. La storia è stata resa pubblica dalla stampa rumena intorno al 20 novembre, ma solo questa settimana sono emerse le motivazioni per cui, da oltre un mese, non è permesso alla coppia di vedere i cinque figli, se non per l’allattamento del più piccolo da parte di Ruth. Nei documenti che l’avvocato difensore ha finalmente ottenuto dai servizi sociali, si legge che Marius e Ruth sono «cristiani radicali che stavano indottrinando i loro figli» (RomaniaTv.net, 20 novembre). ESAMI MEDICI. Bodnariu, fratello di Marius e pastore cristiano, ha detto di essersi messo in contatto con l’avvocato della famiglia ha appreso sugli interrogatori ai nipoti e ha scritto on line il resoconto del colloquio avuto con il legale. I bambini sono stati sottoposti a diversi esami medici da cui emerso che non vi è alcun segno di abusi fisici. Nonostante questo è stato domandato loro se fosse vero che ricevevano punizioni. LA VERSIONE DELL’ACCUSA. A parte sculacciate o tirate d’orecchi, non hanno raccontato di punizioni violente e pericolose e non sono affatto spaventati all’idea di tornare a casa. In particolare gli psicologi hanno puntato l’indice su presunte percosse ricevute, come sottolinea ancora Tempi.it. Una delle figlie avrebbe detto che il padre una volta aveva «scosso come un tappeto» il figlio minore perché si era aggrappato ai suoi occhiali.
LA VERSIONE DEI GENITORI. La verità è però molto diversa. «Marius – ha continuato il fratello – mi ha spiegato che era semplicemente felice per il fatto che per la prima volta il figlio (di tre mesi) era riuscito ad afferrare qualcosa» e che quindi gli aveva fatto fare un balzo. Il timore del pastore è che gli assistenti sociali stiano cercando di far dire ai bambini quello che vogliono loro. “MAI SUBITO ABUSI”. «Hanno anche provato a far da dire a Ruth, nei primi interrogatori, che il marito abusAva di lei fisicamente», denuncia Bodnariu. «Ma Ruth ha risposto che non poteva, perché è una bugia». I bambini avrebbero scritto anche delle lettere a mamma e papà, che però non sono mai state consegnate. I servizi sociali hanno invece dichiarato che non esistono lettere e che ai bambini non mancano i genitori. I CANTI CRISTIANI. Sul web è scattata una petizione a sostegno della famiglia mentre Bodnariu parla di «attacco demoniaco» alla famiglia e di problemi pregressi tra Marius e la preside della scuola perché l’uomo insegnerebbe agli scolari canzoni cristiane. «Sono accecati dal male – conclude il pastore – con la preghiera lo abbatteremo» (rodiagnusdei.wordpress.com, 20 novembre).
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LA CONSAPEVOLEZZA DELLA INTRINSECA PECCAMINOSITà DELLA NATURA UMANA, è IL PRIMO LIVELLO DI AUTOCONSAPEVOLEZZA, PER AVERE UN RAPPORTO CON DIO, E DIO NON TI CHIEDERà MAI DI ODIARE O DISPREZZARE TE STESSO, MA, TI CHIEDERà DI INCOMINCIARE UN COMBATTIMENTO SPIRITUALE, CHE NASCE DAL RICONOSCERE LA PROPRIA CONDIZIONE DI PECCATO, DAVANTI ALLA PAROLA DI DIO! ] SE IO NON AVESSI QUESTO MINISTERO POLITICO UNIVERSALE, IO ACCOGLIEREI ED AIUTEREI TUTTE LE PERSONE CHE HANNO IL CUORE SPEZZATO DELLA MIA SOCIETà: INTORNO ALLA PAROLA DI DIO, LI RACCOGLIEREI! [ Preghiera e castità non sono una “terapia ripartiva” per gli omosessuali. Monta la polemica sul metodo Courage dopo un'inchiesta de L'Espresso. Molly Holzschlag 15 dicembre 2015. Omosessualità e preghiera: l’inchiesta del settimanale L’Espresso (6 dicembre) ha provato ad alzare un polverone intorno alle attività di Courage Italia. Courage è nata a New York nel 1980 e si è diffusa nel mondo, arrivando anche nel nostro Paese con l’apertura di circoli autorizzati dal Pontificio consiglio per la famiglia. Il servizio che si offre alle persone omosessuali è un “accompagnamento spirituale”, con l’obiettivo di incoraggiare la castità e seguire l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità. LA RICOSTRUZIONE DE L’ESPRESSO. Secondo L’Espresso, quelli di Courage sono «circoli di pochi, convinti ultracattolici che con la guida di un prete messo a disposizione dalla Curia si convincono che possono “guarire” e tornare eterosessuali». Un giornalista del settimanale che ha partecipato ad uno degli incontri dell’associazione scrive: «Nel solco della dottrina cattolica intende l’uomo unicamente come peccatore. L’unico modo di essere accettato agli occhi del Signore per chi è lesbica, gay, bisessuale o transgender e allo stesso tempo credente. Nessuna indicazione concreta per chi soffre e reprime i propri istinti. Per chi cerca parole di conforto, amore e compagnia».
UNA SERATA A “COURAGE”. La serata con i membri di Courage a cui ha partecipato il giornalista «si chiude con una preghiera comune mano nella mano. Le dinamiche sono simili a quelle delle sette. Nei giorni successivi scatta un bombardamento continuo di sms, telefonate e inviti per non mollare il gruppo».
POLEMICHE A REGGIO EMILIA. L’11 dicembre, scrive la Gazzetta di Reggio, «l’arrivo a Reggio Emilia dell’associazione Courage, il movimento internazionale di orientamento ultracattolico che organizza gruppi di auto-aiuto che servirebbero a “guarire” dalle pulsioni omosessuali, ha scatenato una grossa polemica. E non solo nella città emiliana».
COSA E’ REALMENTE COURAGE. Prova a far chiarezza sulla vicenda Courage, il quotidiano dei vescovi italiani Avvenire (12 dicembre): «L’Apostolato Courage – fondato nel 1980 dal servo di Dio Terence Cooke, arcivescovo di New York, per aiutare chi è attratto da persone dello stesso sesso a vivere la propria condizione in modo coerente con gli insegnamenti della Chiesa – ha organizzato nei giorni alcuni momenti di preghiera a Reggio Emilia, Torino e Roma». SESSUALITA’ E PAROLA DI DIO. Si tratta di iniziative «che fanno parte di un percorso, liberamente proposto e altrettanto liberamente accolto da chi decide di aderirvi, fondato su due obiettivi: la riflessione sulla propria sessualità e l’accoglienza della Parola di Dio come regola in base alla quale organizzare la propria vita». NESSUNA “TERAPIA RIPARATIVA”
Difficile cogliere in questo programma spirituale «un’offesa alle condizioni delle persone omosessuali e, soprattutto, la volontà di proporre una ‘terapia riparativa’. Pratica psicoterapeutica ormai desueta e che vuol dire tutto e niente, ma che per le lobby gay si è trasformata in una parola d’ordine per una sorta di indignazione a comando».
CASTITA’ COME SCELTA DI VITA. Sul caso si è registrato anche l’intervento diretto di Courage Italia che in un comunicato sottolinea come «molte persone ritengono legittima e attraente una proposta di vita affettiva in armonia con l’antropologia cristiana». Inoltre, si fa notare, «la castità non è un ‘obbligo’ ma viene vissuta come scelta di amore per Dio e per gli altri». Scelta che merita rispetto «indipendentemente dall’orientamento sessuale». Respinta con molta fermezza l’accusa di praticare terapie di guarigione: «Ogni uomo o donna che partecipa liberamente alle attività di Courage sa che lì può trovare aiuto spirituale, accoglienza e amicizia, ma non una terapia medica, come viene ricordato all’inizio di ogni incontro».
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LA LEGA ARABA CON LA SHARIA STA MINACCIANDO IL GENERE UMANO DI STERMINIO, MA, QUESTA VOLTA NELL'ERA DEI SATANISTI MASSONI FARISEI: PER L'ISLAM FINIRà IN TRAGEDIA! MA QUESTA è UNA TRAGEDIA DEFINITIVA SENZA RIMEDIO! I cristiani possono professare la fede nell’islam per salvarsi la vita? Rinnegare la propria fede è una cosa seria, ma non a tutti è dato il dono del martirio. 15 dicembre 2015. Padre Elias Mallon. I cristiani possono professare la Shahada islamica, il credo o professione di fede dei musulmani, per salvarsi la vita? La questione è stata sollevata di recente da un docente di Storia e Teologia della St. Paul’s University di Limuru e Nairobi, in Kenya. Di primo acchito la domanda sembra semplice, pressante e molto attuale, soprattutto considerando i recenti massacri di cristiani da parte degli estremisti islamici in Kenya. A una lettura più approfondita, però, la questione non è poi così semplice. L’autore menziona i leader cristiani in Kenya, che hanno detto che per salvarsi la vita i cristiani possono recitare la Shahada. L’autore dell’articolo è fortemente in disaccordo. È chiaro, quindi, che la domanda non è solamente teologica, ad esempio sul fatto che la Shahada contenga qualcosa di diametralmente opposto alla fede cristiana. La risposta è sia sì che no. La prima parte della Shahada, “non c’è dio all’infuori di Dio”, non è più problematica per un cristiano dello Shemà degli ebrei, “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo” (Deuteronomio 6, 4). I cattolici romani e molti altri cristiani, ebrei e musulmani credono nello stesso Dio (cfr. Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, par. 16). La seconda parte della Shahada, “e Maometto è il messaggero di Dio”, è per i cristiani molto più problematica. Ad ogni modo, non è questo il fulcro della questione, che sembra riguardare piuttosto il permesso. La posizione dell’autore al riguardo è chiara. Parla di recitare la Shahada per salvarsi la vita come “scegliere di rinnegare Cristo per il bene della preservazione di sé”. Recitare la Shahada per salvarsi la vita comunica che “la mia fede in Cristo è una fede di convenienza”, e i cristiani che la pensano così sono “concentrati su se stessi” e “un giorno lodano il Signore e quello dopo recitano il credo musulmano solo per uscire dalla sofferenza”. La persecuzione tira fuori il meglio e il peggio della cristianità, e a volte il peggio viene da settori inaspettati. Nei primi cinque secoli della Chiesa ci sono stati due movimenti importanti (dichiarati eresie) che avevano a che fare con cristiani la cui fede non era abbastanza forte da morire per lei. Questi movimenti erano il novazianesimo (III secolo) e il donatismo (IV secolo). Entrambi i movimenti erano quello che si descrive come “rigoristi”. Per i novaziani, i cristiani che “sbagliavano” (lapsi) non avrebbero mai potuto essere riaccolti nella comunione con la Chiesa. I donatisti, pur se meno estremi dei novaziani, erano ad ogni modo molto rigidi nei confronti dei cristiani che avevano sbagliato ma poi si erano pentiti. Quello che avevano in comune i due movimenti era il concetto della Chiesa come “Chiesa di santi, ad esclusione dei peccatori”. In entrambi i casi, la Chiesa non era d’accordo. È interessante e ironico che una discussione analoga stia avendo luogo nell’islam. Come quella nel cristianesimo, la discussione nell’islam risale a molti secoli fa. Nell’islam, la questione riguarda l’apostasia. La domanda è fondamentalmente questa: la fede è solo una questione di cuore o è una questione di osservanza esteriore? Se una persona non rinnega davvero la fede, anche se non vive affatto i suoi precetti, quella persona è un’infedele (kāfir) condannata all’inferno? I Murjiʽiti, che risalgono alla prima generazione dell’islam, e i seguaci della scuola di giurisprudenza Ashʽari non ritengono questi atti un’apostasia. I musulmani sciiti hanno la categoria della taqiyya, “dissimulazione, prudenza”, che permette ai credenti di rinnegare la propria fede sotto minacce estreme. Alcune scuole di pensiero islamiche sunnite come i Kharijiti, tuttavia, si sono affrettate a considerare questi musulmani infedeli e meritevoli di morte e dannazione. È interessante che l’ultima scuola di pensiero rigorista sia stata scelta da molti musulmani salafiti-jihadisti contemporanei e portata all’estremo dall’ISIS. E così, in un esempio ironico degli opposti che si incontrano, la posizione rigorista nella cristianità trova delle analogie nella posizione estremista contemporanea nell’islam.
Alla fin fine, ad ogni modo, la questione dev’essere trattata come questione pastorale. Come tutta la ricerca medica mira alla guarigione, tutta la teologia, indipendentemente da quanto possa essere astratta, deve tendere alla pratica pastorale. È anche una questione di ecclesiologia o teologia della Chiesa. Se la Chiesa è esclusivamente la comunità dei santi, dei puri e degli eroici, allora non c’è posto per chi ha sbagliato o per chi è debole. Se invece la Chiesa è la comunità dei santi e dei peccatori, degli eroici e dei deboli, se la Chiesa è – come la definisce papa Francesco – l’ospedale da campo dopo una battaglia, allora c’è posto per tutti. Il Nuovo Testamento descrive Gesù come una persona venuta non per i giusti ma per i peccatori (Luca 5, 32), non per i sani ma per i malati (Marco 2, 17) e come colui che richiede misericordia, non sacrificio (Matteo 9, 13). I cristiani stanno subendo persecuzioni terribili in molte parti del mondo. Non parliamo della discriminazione o della perdita di prestigio, ma della perdita di proprietà, famiglia e vita. Se dobbiamo essere onesti, nessuno di noi sa come reagirebbe di fronte alla minaccia di una morte violenta. Sono certo che quei “leader e accademici cristiani… che dicono che si può recitare la Shahada islamica” non stanno dicendo semplicemente che va bene, come se fosse una possibilità tra le tante (uguali?) sono pienamente consapevoli del tipo di situazione in cui una persona si dovrebbe trovare per avere questo dilemma. Il mio sospetto è che qualcuno possa aver usato l’antico ragionalmento morale del “male minore”. In ogni caso, indipendentemente da come venga posta la domanda, il problema è profondo a livello pastorale, riguardando nella fattispecie come ci rapportiamo alle persone che non hanno scelto il martirio. Quasi fin dall’inizio, i cristiani hanno parlato del martirio come di un dono. Se il martirio è un dono, allora potremmo dover affrontare il fatto che è un dono non dato necessariamente a chiunque. Come la storia della Chiesa ha mostrato ripetutamente, l’ideale e la realtà di una fede eroica fino alla morte sono sempre stati due cose diverse. Ci sono stati coloro che sono morti piuttosto che rinnegare la propria fede e quelli che non l’hanno fatto. Rinnegare la propria fede è sicuramente una cosa molto seria. Spesso nei Vangeli Gesù parla di rinnegare chi lo rinnega (Matteo 10, 31 segg; Marco 8, 38; Luca 12, 9). Quello stesso Gesù, tuttavia, dice a Pietro che deve perdonare non 7 ma 77 volte (Matteo 18, 22). Dubito davvero che Gesù abbia stabilito uno standard più elevato per gli uomini che per Dio. Il reverendo Elias D. Mallon è membro dei Frati Francescani dell’Atonement. Ha conseguito una licenza in Antico Testamento e un dottorato in Lingue Mediorientali presso la Catholic University of America. I suoi articoli appaiono regolarmente sulle riviste America e ONE. Elias è responsabile per le relazioni esterne della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), che sostiene progetti caritatevoli, educativi, sanitari e di sviluppo in Medio Oriente, Etiopia, Europa orientale e India meridionale. Rappresenta la CNEWA alle Nazioni Unite.
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QUESTI CRIMINALI IDEOLOGICI SONO UNA TEOSOFIA SATANICA CHE ABBATTE LA LEGGE NATURALE, E CHE ABBATTE LA SAPENZA ED UN AMORE: NATURALE CREATIVO ED INFINITO, MA, IL CREATORE ONNIPOTENTE, SARà COSTRETTO AD ABBATTERE TUTTI LORO, IN UNA DISPERAZIONE INFINITA! PERCHé QUESTI PERVERTITI HANNO DISTRUTTO IL CONCETTO DI MORALITà E DI ETICA, PERCHé, HANNO SCARDINATO LA VITA, E I SIGNIFICATI SEMANTICI, I CONCETTI FONDATIVI DI DEFINIZIONE DEL BENE E DEL MALE? DA LORO SONO STATI PERVERTITI! Michela Marzano usa anche Papa Francesco per promuovere il gender. Chris Maxwell. Unione Cristiani Cattolici Razionali. 15 dicembre 2015. BOLOGNA, ITALY - NOVEMBER 08: Italian authoress Michela Marzano attends the presentation of her book 'Love is everything: that's all that I know about Love' (L'Amore e tutto: e tutto cio che so dell'Amore) at Ambasciatori book shop on November 8, 2013 in Bologna, Italy. (Photo by Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images) Sono almeno quattro i diretti interventi di Papa Francesco nel solo 2015 contro il gender, la teoria secondo la quale l’essere uomini e donne sarebbe una costruzione sociale e non derivata necessariamente dall’essere nati come maschi e femmine. Come abbiamo documentato nel nostro dossier apposito, a gennaio Francesco ha rivelato di essere stato un testimoni oculare del tentativo di introdurre il gender nelle scuole: «Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender […]. Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo con un’idea che niente ha da fare col popolo […] e colonizzano il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso […] pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo». Ha poi ripreso l’episodio nel marzo successivo: «Sono stato testimone di un caso di questo tipo con una ministro dell’educazione riguardo l’insegnamento della teoria del “gender” che è una cosa che sta atomizzando la famiglia. Questa colonizzazione ideologica distrugge la famiglia». Sempre nello stesso mese ha parlato di «quello sbaglio della mente umana che è la teoria del gender, che crea tanta confusione. Così la famiglia è sotto attacco», mentre nell’Udienza generale di aprile ha valorizzato la differenza tra uomo e donna, dicendo anche: «io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa». Davanti a questi durissimi interventi, il fatto che la filosofa Michela Marzano citi il Pontefice nei suoi quotidiani spot pro-gender è ancora di più deleterio e significativo della cattolicità autodichiarata dalla parlamentare Pd. Invitata recentemente anche a Tv2000, la televisione della CEI, il giorno prima di Costanza Miriano: una scelta poco felice (non è la prima da quando l’ex Iena Alessandro Sortino è diventato vicedirettore), dando spazio (senza contraddittorio) in buona fede e in nome di un giornalismo etico e obiettivo a chi spazio ne ha già a sufficienza (anzi, sui grandi media si sente la carenza delle voci contrarie) e in buona fede non lo è affatto. Lo ha dimostrato proprio la Marzano quando ha strumentalizzato Francesco in una recenteintervista a Il Mattino, sostenendo che anche il Papa sarebbe a favore dei ripensamenti dei ruoli di genere per promuovere l’uguaglianza. La filosofa è autrice del recente libro “Papà, mamma e Gender” (Utet 2015), scritto frettolosamente per smentire l’esistenza della famosa teoria ma, attraverso il quale, ne ha riproposto i contenuti, come abbiamo già evidenziato. E’ infatti molto più facile introdurre queste “colonizzazioni” nelle scuole senza dare ad esse un’etichetta ben precisa, facilmente accusabile e confutabile.
Anche recentemente la Marzano ha scritto: «paternità e maternità sono caratteristiche che appartengono a ognuno di noi, indipendentemente dalla propria identità di genere». Questa è esattamente l’ideologia gender: la mamma può essere chiunque si percepisce come donna, indipendentemente dal fatto che sia nato come maschio o femmina, e viceversa. Questo per la Marzano significa “ripensare” i ruoli di genere, tirando dalla sua parte il Pontefice. Nella stessa intervista al quotidiano campano la Marzano ha ancor meglio precisato: «Quando si parla di “sesso” ci si riferisce all’insieme delle caratteristiche fisiche, biologiche, cromosomiche e genetiche che distinguono i maschi dalle femmine. Quando si parla di “genere”, invece, si fa riferimento al processo di costruzione sociale e culturale sulla base di caratteristiche e di comportamenti, impliciti o espliciti, associati agli uomini e alle donne». Sarebbe quindi da promuovere come normale il percepirsi come maschi-donne e femmine-uomini nel caso in cui sesso e genere non coincidano, alla faccia delle rassicurazioni sul fatto che si vuole soltanto insegnare il rispetto. Ecco la colonizzazione ideologica contro cui sta combattendo Papa Francesco.
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QUESTI CRIMINALI IDEOLOGICI SONO UNA TEOSOFIA SATANICA CHE ABBATTE LA LEGGE NATURALE, E CHE ABBATTE LA SAPENZA ED UN AMORE: NATURALE CREATIVO ED INFINITO, MA, IL CREATORE ONNIPOTENTE, SARà COSTRETTO AD ABBATTERE TUTTI LORO, IN UNA DISPERAZIONE INFINITA! PERCHé QUESTI PERVERTITI HANNO DISTRUTTO IL CONCETTO DI MORALITà E DI ETICA, PERCHé, HANNO SCARDINATO LA VITA, E I SIGNIFICATI SEMANTICI, I CONCETTI FONDATIVI DI DEFINIZIONE DEL BENE E DEL MALE? DA LORO SONO STATI PERVERTITI! Educazione. “Educazione moderna”, il video che critica con tanto umorismo l’ideologia di genere che fa paura. 15 dicembre 2015. Che cos’è il politically correct? Dire le cose senza offendere nessuno o dire bugie? Poco tempo fa leggevamo la notizia del divieto del Padre Nostro in un cinema e pochi giorni fa una mostra sacrilega di ostie consacrate veniva chiamata arte. Entrambe le proposte in onore dell’esercizio del diritto di dire quello che voglio e del mondo di tollerarlo. Conceptional Media ci presenta esattamente questo fenomeno. Il video Educazione moderna può sembrare a molti simpatico o esagerato, ma in realtà è un video da incubo. La storia ci mostra una lezione di matematica in cui il linguaggio è stato completamente modificato, e quindi la matematica non ha più il significato reale. Il “nuovo” alunno, che potrebbe essere chiunque di noi, non capisce cosa succede. Le sue parole e i suoi atteggiamenti hanno un significato del tutto diverso per il resto della classe. Questa sala non si allontana dal mondo moderno in cui tutto è relativo, tutto è permesso e ciò che è anormale diventa normale e dev’essere non solo accettato ma celebrato, mentre ciò che è naturale viene sminuito. Tutto questo accade semplicemente modificando il linguaggio. Suona familiare? Non siamo molto lontani dal trasformarci in questa classe. Lasciarci trascinare da questa “modernità” ci toglie il senso autentico e libero di essere persone. È come se all’improvviso non avessimo più il diritto di avere un’opinione formata e obiettiva riguardo al mondo. Come se la ricerca del bene e la verità fossero proibite, o peggio ancora non esistessero. Questa ideologia ci sta privando del nostro diritto di essere persone! Ci sta allontanando da ciò che è buono per tutti e sta evitando che il mondo sia migliore. Una società felice è impossibile in queste circostanze. Il bene, il buono, è l’unica cosa che ci può legare armoniosamente come società. Senza il bene e senza la verità, la libertà scompare e con questo noi come persone rimaniamo vuote, tradendo il nostro fine, che è donarci e incontrare gli altri. Quante volte vi siete trovati nella situazione in cui dovevate tenere per voi le cose o modificare il vostro linguaggio non solo per non offendere o discriminare, ma per proteggervi? Essere cattolici, avere una famiglia numerosa, essere a favore della vita, difendere il matrimonio ed essere eterosessuali è aggressivo. Come può essere possibile che si debba tenere per sé la verità e non si diffonda il bene per paura? Forse anche voi non avete il diritto di essere tollerati e rispettati? E al di sopra di questo, forse il mondo può perdere l’opportunità di essere migliore? Come ha detto papa Francesco nel suo discorso ai vescovi dell’Asia nell’agosto 2014, “(…) l’abbaglio ingannevole del relativismo, che oscura lo splendore della verità e, scuotendo la terra sotto i nostri piedi, ci spinge verso sabbie mobili, le sabbie mobili della confusione e della disperazione. È una tentazione che nel mondo di oggi colpisce anche le comunità cristiane, portando la gente a dimenticare che ‘al di là di tutto ciò che muta stanno realtà immutabili; esse trovano il loro ultimo fondamento in Cristo, che è sempre lo stesso: ieri, oggi e nei secoli’ (Gaudium et spes, 10; cfr Eb 13,8)”. Non parlo qui del relativismo inteso solamente come un sistema di pensiero, ma di quel relativismo pratico quotidiano che, in maniera quasi impercettibile, indebolisce qualsiasi identità. Modern Educayshun ITA - Nelle Note Multimedia. https://www.youtube.com/watch?v=z72jtR_om98 Nelle Note multimedia. Published on Dec 16, 2015. The follow up to #Equality, Modern Educayshun delves into the potential dangers of our increasingly reactionary culture bred by social media and political correctness. Written and Directed by Neel Kolhatkar
Instagram & Twitter @neelkolhatkar https://youtu.be/z72jtR_om98
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What Do Palestinians Think about the Holocaust? https://youtu.be/7TJzclHiQIY Have you ever wondered what the average Palestinian knows or thinks about the Holocaust? The answers provided in this video are shocking. https://www.youtube.com/watch?v=7TJzclHiQIY Palestinians: What do you know about the Holocaust? Corey Gil-Shuster. Published on Aug 31, 2014 Please donate to the project so I can travel further and more often: http://www.gofundme.com/Ask-Project Want to know what Israelis and Palestinians in the Middle East really think about the conflict? Ask a question and I will get answers. Want to contribute? Go to http://www.gofundme.com/Ask-Project People ask Israeli Jews questions. I go out and ask random people to answer. Canadian-Israeli filmmaker Cory Gil-Shuster set out last summer, during Operation Protective Edge, to find out what the Palestinians on the street have to say about the Holocaust. The answers from our Palestinians neighbors presented in the video below are very interesting, to put it mildly. This film is a must-watch and SHARE…    http://unitedwithisrael.org/watch-what-do-palestinians-say-about-the-holocaust
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ONU HA SMESSO DI ESSERE IL TESTIMONE DEI DIRITTI UMANI, ECCO PERCHé, LO STERMINIO, IL GENOCIDIO, SONO DELLE LOGICHE DELLA GEOPOLITICA USA NATO LEGA ARABA! ECCO PERCHé, LA GUERRA MONDIALE PUò ESSERE SOLTANTO UN FATTO, UN EVENTO INEVITABILE, DA DECIDERE SOLTANTO SU SCALA TEMPORALE! http://unitedwithisrael.org/watch-its-so-easy-to-blame-israel/ Has anyone noticed that the Palestinians have never compromised on ANY issue, yet Israel is to blamed for literally EVERYTHING? This video is a bit funny but dead serious. Its message is extremely relevant and must be seen by all. WATCH: It’s So Easy to Blame Israel. https://www.youtube.com/watch?v=MhrJAZHHSIg Blame Israel! https://youtu.be/MhrJAZHHSIg thelandofisrael, Uploaded on Nov 1, 2011
TheLandofIsrael.com has done it again! In this new, entertaining approach to sticking up for the Jewish People, Ari & Jeremy put the blame where it belongs! UNESCO has accepted the Palestinian Authority (PA) as an official member. Pressure on Israel is mounting, fingers are pointing at the Jewish State, and the layers of the blame are those who should be our greatest allies. Wach this video to decide for yourself who's to blame in the Middle East conflict. Israelis and the Palestinians have been embroiled in negotiations for years. Some of Israel's most hard line leaders have made unprecedented sacrifices for peace, while throughout the entire process, the Arab leadership in Gaza, Judea & Samaria (the West Bank) and Jerusalem have never compromised on any issue. With regards to israel, The differences between Hamas, Fatah (PLO), Islamic Jihad and Hezbollah have become nuanced at best. Can any rational person blame Israel for the lack of peace when their so called "partner" in negotiation has never made even one concession or compromise?   
Secretary of State John Kerry just recently blamed Israel (again) for the lack of peace with the Palestinians. United with Israel is often bombarded with messages from people urging us to just “make peace” and “stop killing” the Palestinians. What nobody seems to realize is that the blame is being placed on the wrong side. Who is responsible for the lack of peace? Here comes the answer!
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NON è GIUSTO CHE, IO DEVO FARE MORIRE GLI ISRAELIANI, PER DISTRUGGERE LA LEGA ARABA E SALVARE IL GENERE UMANO! NO NON è GIUSTO! PRESTO VERRANNO A SGOZZARE ANCHE VOI! IO SONO SCANDALIZZATO DELLA COMPLICITà DI TUTTE LE NAZIONI CON IL PIù BRUTALE NAZISMO SHARIA DI ASSASSINI SERIALI MANIACI DELLA STORIA DEL GENERE UMANO!
http://unitedwithisrael.org/watch-palestinian-lies-kill/ WATCH: How Palestinian Lies Literally Kill. Palestinian lies are constantly spread, inciting the masses to violence and terrorism, and innocent civilians have died as a result. Incitement kills. Words kill. Lies kill.
The Palestinian “lie machine” is in full effect, urging Palestinian civilians to give up their lives so they can become martyrs. The lie that Israel is trying to change the status quo of the Temple Mount is still being spread. In fact, this particular lie has been spread since 1929! And yet, Israel has never attempted to damage or destroy the Al-Aqsa Mosque. It stands today as it has for centuries. What we see clearly is that Palestinian incitement and lies really do kill. Please help Israel and SHARE this video. Published on Dec 15, 2015
https://youtu.be/JAndoxXUNtI As Israeli civilians are being butchered by Palestinian terrorists, it's evident that Palestinian lies kill. The Biggest Palestinian lie is that Israel is trying to change the status-quo on the Temple Mount, while in fact Israel is determined to maintain the status-quo. Palestinian Lies Kill
Israel's Foreign Affairs Min. https://www.youtube.com/watch?v=JAndoxXUNtI
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IL TERRORISMO ISLAMICO SHARIA è CONCESSO, PERMESSO, FINANZIATO, DIFFUSO, DALLA GALASSIA JIHADISTA TURCO SHARIA SAUDITA, IN TUTTO IL MONDO, MA, NON è MAI CONDANNATO, ALMENO IPOCRITAMENTE, FORMALMENTE, SOLTANTO, IN ISRAELE! IN ISRAELE OGNI TERRORISMO è LEGITTIMO! MA, SE LA SHARIA DELLA LEGA ARABA, NON FOSSE DIETRO, A TUTTO IL TERRORISMO MONDIALE? POI, IL TERRORISMO MONDIALE SECCHEREBBE SUBITO! IO FARò DEL MALE A TUTTE LE NAZIONI DEL MONDO PER QUESTO MOTIVO! Defense Minister Moshe Ya’alon responded to US Secretary of State John Kerry’s accusations that Israel is responsible for stalled peace talks, charging that Kerry’s plans for Israel would endanger its security and were impracticable. In an interview with the The New Yorker magazine this month, US Secretary of State John Kerry expressed frustration with the stalled Israeli-Palestinian peace process and placed the blame on Israel. “We know exactly what we are doing,” Ya’alon told Israel’s IDF Radio on Tuesday. “I will say this clearly: we do not want to rule over them [the Palestinians] and it is good that they have political independence and that they vote for their own parliament. Between this and [Israel] leaving Judea and Samaria – then what? It [the Palestinian entity] will be vital – financially, with infrastructure and even security? If we[the IDF] would not be operating [against Palestinian terrorism] in Jenin and Shechem, Abu Mazen [Palestinian Authority head Mahmoud Abbas] would cease do to so as well.” “It’s no secret we don’t agree [with the Americans] on everything,” he added. “If we would have implemented Kerry’s plans for security, which he passed on to us over a year ago – then there would be mortar shells falling on Ben Gurion Airport today.” Minister of Internal Security Gilad Erdan blasted Kerry for his lack criticism of the Palestinians for their refusal to negotiate and their terrorism. “I deeply regret Kerry’s remarks,” he stated. “I will not begin to ask similar questions about other conflicts occurring across the globe. I think that Kerry would have done better if, instead of making those statements, he put pressure on the side that actually refuses to enter a diplomatic process.” By: Max Gelber, United with Israel
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LE NAZIONI DEL MONDO NON ASCOLTANO LA DISPERAZIONE DEI MARTIRI CRISTIANI ED ARRIVERà IL GIORNO, CHE IO NON ASCOLTERò PIù LA DISPERAZIONE DEL MONDO! Kenya: non solo Garissa. Sintesi: il Kenya sale nella nostra WWList a causa di una forte islamizzazione di certe aree del paese e di conseguenti tensioni derivanti da frange radicali. L'attentato di Garissa di aprile è solo il più eclatante, ma si susseguono da tempo aggressioni, minacce e discriminazioni a danno dei cristiani locali. Il pastore Abramo ci accoglie sorridente: "Siamo felici di ricevervi. Grazie per essere venuti da molto lontano per incoraggiarci”. La sua comunità è una delle tante che la nostra missione aiuta in Kenya, paese profondamente cristiano, ma che in alcune regioni sta vivendo fortissime tensioni per un'islamizzazione crescente e l'arrivo di frange estremiste che seminano il terrore. In Italia si parlò molto della strage dell'università di Garissa, dove ad aprile di quest'anno i terroristi islamici di Al-Shabaab fecero irruzione separando gli studenti cristiani dai musulmani e assassinando brutalmente 143 di loro (più alcune guardie e decine di feriti). Quell'università deve ancora riaprire, il trauma di quell'evento ha avuto profonde ripercussioni nelle famiglie delle vittime, nei sopravvissuti, nello staff dell'università e nell'intera comunità cristiana di Garissa. Confidano e lavorano affinché a breve possa riaprire. Il pastore Abramo guida una chiesa di almeno 100 membri in un'area fortemente islamizzata e dove la tensione è palpabile: "Non molto tempo fa, ci stavamo riposando dopo una riunione di preghiera tenutasi nel nostro locale quando fecero irruzione 2 uomini armati, gridando Allah è grande. Era notte e ci sorpresero, mi alzai di scatto, sentii le esplosioni e una forte spinta e fitta al petto: caddi tra le sedie rovinosamente e capii che mi avevano sparato”, racconta il pastore. In quell'attentato avvenuto ben prima di quello dell'università di Garissa, persero la vita due membri di chiesa presenti, mentre la pallottola che colpì al petto il pastore passò a un paio di centimetri dal cuore per uscire da dietro la spalla. "Quando riaprii gli occhi, non c'erano più. Pensavo di essere morto, ma il dolore mi ricordò immediatamente che ero vivo. Mi guardai attorno e vidi la confusione e i corpi dei miei fratelli a terra. Poi arrivarono gli aiuti”. Garissa non è un caso isolato, è solo uno dei più eclatanti di queste zone del Kenya. Si registra infatti un aumento di aggressioni, minacce, discriminazioni a danno delle comunità cristiane in particolare in aree come quelle al confine con la Somalia. Di fatto il pastore Abramo e i leader delle altre chiese della zona, da tempo non possono tenere incontri serali (di preghiera, di studio o altro) per ordine delle autorità. Iniziano a sperimentarsi ostacoli nell'apertura di nuove chiese in alcune specifiche aree fortemente islamizzate, per via del fatto che le autorità preferiscono "non alimentare tensioni”: ebbene una chiesa in queste aree evidentemente è considerata fonte di tensioni. E' per questa ragione che il Kenya sta guadagnando posizioni nella nostra WWList.
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ISraele ] MA, DOVE LONTANO TU CREDI DI POTER ARRIVARE? tra la kabbalah esoterica, il talmud satanico: il sistema massonico SpA bancario, e la stella di rothschild sulla bandiera? TU SEI GIà ALL'INFERNO!
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ma, la aggressione letale contro la RUSSIA? è soltanto, la storia della morte [ NATO ], che cerca a sua occasione! Russia, Medvedev: con abbattimento Su-24 Turchia ha dato motivo per scoppio guerra ] e gli islamici non giudicano negativamente un evento di guerra mondiale, anzi, perché nella storia gli islamici hanno sempre giocato d'azzardo! e grazie a tutti i genocidi che hanno fatto? dobbiamo dire che gli è sempre andata bene! [ 09.12.2015( Con l'abbattimento dell'aereo russo Su-24 Ankara ha creato un motivo per far scoppiare una guerra, ma le autorità russe non hanno risposto simmetricamente, ha dichiarato il primo ministro Dmitry Medvedev rispondendo alle domande dei giornalisti dei canali televisivi russi nel programma tradizionale "Conversazione con il primo ministro." "Nel 20° secolo come agivano solitamente i Paesi a casi simili? Iniziavano una guerra," — ha detto Medvedev. Medvedev ha sottolineato che Mosca non intende avviare azioni militari di risposta, tuttavia vuole dimostrare alla Turchia la durezza della sua posizione. Medvedev: giusto aumento spese difesa, senza buon esercito Stato russo non esisterebbe
Medvedev accusa Turchia: difende ISIS
Putin sull'abbattimento Su-24: "Perchè lo hanno fatto? Lo sa solo Allah"
Lavrov su abbattimento Su-24: qualcuno vorrebbe far saltare i negoziati di pace su Siria: http://it.sputniknews.com/politica/20151209/1691011/Siria-Aviazione.html#ixzz3ubzMMYT7


  • Two African Christians Jailed in Jeddah

    Two African men jailed in Saudi Arabia’s port city of Jeddah for “Christian activities” are slated ...



  • Last Two Christian Prisoners Deported

    An Ethiopian and Filipino Christian jailed since last summer in the Saudi Arabian port city of ...


  • Saudi Red Tape Delays Foreign Christians' Release

    Six of 14 foreign Christians slated fordeportation from Saudi Arabia have been released for return ...


  • Foreign Christians Still Locked Up in Jeddah

    More than a dozen foreign Christians remain jailed in the Saudi Arabian city of Jeddah, where local ...


  • Consular Access Requests Ignored

    At least 12 foreign Christians jailed months ago in the port city of Jeddah remain under arrest in ...


  • Jeddah Officials Pressed Regarding Christian Detainees

    Nigerian Christian Afobunor Okey Buliamin, 40, was arrested without explanation on August 19. ...


  • Police Holding 13 Foreign Christians

    At least 13 foreign Christians have been arrested since mid July in Jeddah, where Saudi Arabia’s ...


  • Four Christians Mark A Month under Saudi Arrest

    Four Filipino Christians arrested on January 7 remained jailed a month later in the capital of ...


  • Christian Engineer Still under Arrest

    Filipino Christian Edmar Romero is still awaiting release six weeks after Saudi’s religious police ...


  • Riyadh Police Break up Christian Worship Service

    Saudi Arabia’s vigilante religious police raided a private Christian worship service in Riyadh on ...


  • Hamid Al Bouchouari https://www.facebook.com/hamid.albouchouari i demoni: impediscono a tutti i musulmani del mondo, di vedere la realtà, Al Cairo, nella Capitale, 25 anni fa, gli islamici hanno lanciato, sotto gli occhi, terrorizzati, dei loro genitori, i bambini dal 5 piano, mentre le polizia si godeva lo spettacolo in mezzo alla strada! ecco perché, i Copti in Egitto sono diventati il 5%, quale, ragazza musulmana, può essere sposata, da un ragazzo cristiano, in tutta la LEGA ARABA, della shariah del demonio?.. è perché la tua anima è corrotta, che, tu non potrai mai entrare in Paradiso!


    allGiacintoAuriti

    Hamid Al Bouchouari que pertenezco al centro del martirio de los cristianos,
     y sin dejar de mencionar: el reciente genocidio, de todos los cristianos de: Irak, Siria, Kosovo, Nigeria, son asesinados en promedio, 300 inocentes Christian martyrs, diariamente en la Liga Árabe, hace más de 25 años:... No apruebo ningún delito, cualquier crimen... pero el crimen más grande: es eso: que una corporación de Mafia Estados: como la Liga Árabe: puede hacer... para establecer el estado Nazi por motivos religiosos y bases... a cualquiera de mis anteriores preguntas que has respondido, para declarar y socialmente peligrosos criminales todos los musulmanes del mundo... y es la verdad! hasta que los musulmanes condenan la ley cherámica es la negación de los derechos humanos y la legitimidad de todo genocidios, crímenes, tráfico de esclavos, racismo, violación, depredación, etc... de hecho, todos los cristianos han desaparecido de la Liga Árabe... porque eres caníbales, que hemos comido!... usted es cáncer, que no sobreviva mucho tiempo, el cuerpo de la humanidad.



    allGiacintoAuriti

    Hamid Al Bouchouari io appartengo all'Osservatorio del Martirio dei Cristiani,
    [ members. xoom. virgilio. it ] web. tiscali. it /martiri/intervista. htm ] [ webalice. it/looooo/ ] e senza contare: i recenti genocidi, di tutti i cristiani del: Cosovo, Iraq, Siria, Nigeria, vengono uccisi mediamente, 300 martiri cristiani innocenti, ogni giorno nella LEGA ARABA, da oltre: 25 anni ad oggi.. io non giustifico nessun delitto, di nessun criminale... ma, il delitto più grande: è quello: che una corporazione di Stati mafiosi: come la LEGA ARABA: può fare.. per impostare lo Stato su basi religiose naziste, e non su basi laiche... a nessuna delle mie domande precedenti, tu hai risposto, per dichiarare criminali e socialmente pericolosi tutti i musulmani del mondo... ed è questa la verità! finché, i musulmani non condanneranno la shariah che, è la negazione, di ogni diritto umano, e la legittimazione di tutti i vostri genocidi, delitti, razzismi, commercio di schiavi, stupri, predazione: ecc.. infatti, sono spariti tutti i cristiani dalla LEGA ARABA... perché, voi siete i cannibali, che, ve li siete mangiati!... voi siete il cancro, che, non sopravviverà ancora a lungo, nell'organismo del genere umano!


    allGiacintoAuriti

    è chiaro il sistema massonico dei Bush Rothschild è contro Israele ] certo, se, l'Islam fosse scollegato dalla Shariah, sarebbe una ottima religione, e, non una minaccia, contro, tutto il genere umano, un nazismo spietato, una negazione di ogni diritto umano fondamentale! DA QUESTO PUNTO DI VISTA, è LEGITTIMO DEPORTARE: TUTTI I PALESTINESI: E PORRE UN FREMO DRASTICO: AD OGNI ALTRA IMMIGRAZIONE ISLAMICA... ANCHE PERCHé: AI CATTOLICI, CHE: FANNO 1,3 FIGLIO PER COPPIA, IL PAPA FRANCESCO HA DETTO: DI NON FARE FIGLI COME CONIGLI... MENTRE, BISOGNA INCORAGGIARE I MUSULMANI: PERCHé: I LORO 8 FIGLI, PER COPPIA: SONO POCHI! TRA 20 ANNI LA FRANCIA SARà UN CALIFFATO ISLAMICO, ED ESPLODERANNO LE AUTO-BOMBE COME IN IRAQ! iN REALTà, NON ESISTE una xenofobia, che, non sia quella dei Bildenberg e della Chiesa: contro: Israele, e contro: tutti i martiri cristiani: che: io rappresento politicamente! Nessuno, poi, osa protestrare contro, la LEGA ARABA: perché, loro hanno il diritto: dei satanisti della CIA 322 Bush di poter uccidere per apostasia e blasfemia: tutti i cristiani che vogliono! ] [ Sospeso prete legato a destra anti-Islam, Era intervenuto a raduno di gruppo tedesco vicino a Pegida.
    21 gennaio 2015. BERLINO, 21 GEN - Un prete cattolico è stato sospeso in Germania dopo avere parlato nel corso di una protesta anti-Islam. Padre Paul Spaetling, della diocesi di Munster, aveva partecipato, lunedì a Duisburg, a un raduno promosso da un gruppo vicino a Pegida, la controversa organizzazione di destra "Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'occidente" condannato dalla Chiesa tedesca come xenofobo. La sospensione del religioso dal suo ministero è stata decisa dalla diocesi di Munster.

    Hamid Al Bouchouari https://www.facebook.com/hamid.albouchouari tutta la LEGA ARABA, con la sua shariah: è un genocidio legalizzato, dei dhimmi schiavi, senza reale cittadinanza (non possono appartenere alla polizia, ecc.. nesun cristiano può sposare una musulmana, ma, le raagazze cristiane possono essere rapite, stuprate: e costrette alla conversione islamica), perché, soltanto il musulmano è il cittadino, in questa LEGA ARABA: senza reciprocità? perché: c'è: questa religione: del medio-evo, che è un sistema politico nazista, senza libertà di coscienza? chi è il responsabile di questo crimine internazionale? soltanto Rothscihld: Spa Banca Mondiale, e il satanista 322 Bush, potevano fare tutto questo male al genere umano

    Hamas da Gaza ha definito l'attacco di Tel Aviv "eroico e coraggioso". ] quindi, per UE Bildenberg, uccidere dei civili indifesi è "eroico e coraggioso", dato che, il terrorista: jihadista shariah, Hamas è il Governo di Palestina, che: è sostenuto dalla LEGA ARABA ONU OIC..


    allGiacintoAuriti

    La Parola del Dio Vivente Il giovane ricco [ Quando si ha un mandato, e si segue Gesu`, non bisogna avere RICCHEZZE TERRENE. Non vuol dire che se hai una sola casa devi venderla, o sei un lavoro devi lasciarlo. NON DEVI AVERE PROPRIETA` MATERIALI. Il ricavato della vendita di questo superfluo, dev'essere messo a disposizione per i poveri.
    Per cui, sono io che devo donare e non chiedere. Quando si ha bisogno, ci si ricorda della decima. Per pagare le bollette e l'affitto. Per i poveri, la decima, fa parte della legge ed e` cosa antica. CON QUALE CORAGGIO PUBBLICATE I DIECI COMANDAMENTI, E RENDETE CULTO A DOMENICA.
    CON QUALE CORAGGIO LODATE DIO, E NON OSSERVATE NIENTE DI QUELLO CHE STA SCRITTO NELLA PAROLA.
    Ma voi continuate a fare orecchie da mercante mi raccomando. SE E` PIU` FACILE CHE UN CAMMELLO PASSI DALLA CRUNA DI UN AGO , CHE UN RICCO NEL REGNO DEI CIELI, TANTO PIU` I BUGIARDI, I FALSI TESTIMONI, E TRASGRESSORI!
    Unius REI: "prima di farti uscire dal gruppo ti ho ringraziato pubblicamente
    Anna: "Grazie mille.
    Unius REI: " grazie a te.. sei un tesoro
    Anna: "Lorenzo e solo il fatto che non capisco nulla.
    Unius REI: " l'umiltà è l'inizio della sapienza... mentre, il genere umano è immerso nelle tenebre della presunzione... lo Spirito Santo ti impedisce di capire cose che, ti farebbero troppo soffrire, ma ringrazia lo Spirito Santo per la sua protezione su di te!... a leggere i miei commenti? molti criminali hanno perso l'equilibrio mentale!
    Anna: "E su questo ci sto. Ma solo con la preghiera si possono ottenere le cose. è DIO che provede. non credi?
    Unius REI: " certo... tutto è dono di Dio, e lui ha previsto ogni cosa, da prima che il tempo fosse
    Anna: "Amen gloria a Dio. Io pregherò. Per te. e DIO PROVEDERA. AMEN. Amen. Dio ti protegga grandemente da ogni male.
    Unius REI: " la Gloria di Dio: spende eternamente su di noi! soltanto, del Vivente di Israele è tutta la gloria!
    Anna: "Amen gloria a Dio. Ciao Lorenzo. Pace.
    Unius REI: " grazie per la tua preghiera


    allGiacintoAuriti

    ¿Hamid Al Bouchouari offerdere Dios, vamos a juzgar a los muertos, que él ya ha juzgado? No es una religión, eres un imperialismo el crimen organizado. el peor nazismo: genocidio: la historia de la humanidad... Yo, tú, nosotros no somos responsables por los crímenes que se cometieron en el pasado por otros, pero estamos resposanbili de nuestros tiempos. la Sharía es hoy en día, un proyecto imperialista: sin derechos humanos, que no dejará ninguna esperanza a la humanidad para escapar de la guerra mundial. Usted es de los peores demonios de la religión en la historia de la humanidad, tiene diarrea del infierno, como estás hipócritas, creen que los Santos y aberrantes crímenes... claro, serán castigados junto con todos sus demonios religiosos! Es sólo a través de la falla de la ley cherámica, terrorismo que no puedo reconocer los palestinos: ninguno de sus derechos legítimos muchos!


    allGiacintoAuriti

    Hamid Al Bouchouari vogliamo offerdere Dio, per giudicare i morti, che, lui ha già giudicato? voi non siete una religione, voi siete un imperialismo crimine organizzato.. il peggiore nazismo: genocidio: della storia del Genere umano.. io, tu, noi non siamo responsabile dei crimini, che, sono stati commessi in passato, da altri, ma, noi siamo resposanbili del nostro tempo.. la shariah è oggi, un progetto imperialistico: senza diritti umani, che non lascerà nessuna speranza al genere umano di poter sfuggire alla guerra mondiale! voi siete i peggiori demoni di religione della storia del GENERE umano, siete la diarrea dell'inferno, per quanto siete ipocriti, vi credete santi e fate delitti aberranti... certo, tu sarai punito insieme a tutti i tuoi demoni di religione! è soltanto per colpa del terrorismo della shariah, che, io non posso riconoscere ai palestinesi: nessuno, dei loro tanti legittimi diritti!


    allGiacintoAuriti

    l'unica speranza che: Grecia, Francia, Spagna, Italia, ecc.. hanno di non diventare un califfato ottomano, è quella di chiedere alla Russia ed alla Cina, di aprire sul loro territorio delle basi militari

    sono disgustato da tutta questa ipocrisia che farisei e salafiti hanno diffuso per il mondo


    allGiacintoAuriti

    Hay una fe que mueve montañas! C'è una fede che muove le montagne!


    allGiacintoAuriti

    certo, se, l'Islam fosse scollegato dalla Shariah, sarebbe una ottima religione, e, non una minaccia, contro, tutto il genere umano, un nazismo spietato, una negazione di ogni diritto umano fondamentale! DA QUESTO PUNTO DI VISTA, è LEGITTIMO DEPORTARE: TUTTI I PALESTINESI: E PORRE UN FREMO DRASTICO: AD OGNI ALTRA IMMIGRAZIONE ISLAMICA... ANCHE PERCHé: AI CATTOLICI, CHE: FANNO 1,3 FIGLIO PER COPPIA, IL PAPA FRANCESCO HA DETTO: DI NON FARE FIGLI COME CONIGLI... MENTRE, BISOGNA INCORAGGIARE I MUSULMANI: PERCHé: I LORO 8 FIGLI, PER COPPIA: SONO POCHI! TRA 20 ANNI LA FRANCIA SARà UN CALIFFATO ISLAMICO, ED ESPLODERANNO LE AUTO-BOMBE COME IN IRAQ! iN REALTà, NON ESISTE una xenofobia, che, non sia quella dei Bildenberg e della Chiesa: contro: Israele, e contro: tutti i martiri cristiani: che: io rappresento politicamente! Nessuno, poi, osa protestrare contro, la LEGA ARABA: perché, loro hanno il diritto: dei satanisti della CIA 322 Bush di poter uccidere per apostasia e blasfemia: tutti i cristiani che vogliono! ] [ Sospeso prete legato a destra anti-Islam, Era intervenuto a raduno di gruppo tedesco vicino a Pegida.
    21 gennaio 2015. BERLINO, 21 GEN - Un prete cattolico è stato sospeso in Germania dopo avere parlato nel corso di una protesta anti-Islam. Padre Paul Spaetling, della diocesi di Munster, aveva partecipato, lunedì a Duisburg, a un raduno promosso da un gruppo vicino a Pegida, la controversa organizzazione di destra "Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'occidente" condannato dalla Chiesa tedesca come xenofobo. La sospensione del religioso dal suo ministero è stata decisa dalla diocesi di Munster.


    allGiacintoAuriti

    certo, se, l'Islam fosse scollegato dalla Shariah, sarebbe una ottima religione, e, non una minaccia, contro, tutto il genere umano, un nazismo spietato, una negazione di ogni diritto umano fondamentale! DA QUESTO PUNTO DI VISTA, è LEGITTIMO DEPORTARE: TUTTI I PALESTINESI: E PORRE UN FREMO DRASTICO: AD OGNI ALTRA IMMIGRAZIONE ISLAMICA... ANCHE PERCHé: AI CATTOLICI, CHE: FANNO 1,3 FIGLIO PER COPPIA, IL PAPA FRANCESCO HA DETTO: DI NON FARE FIGLI COME CONIGLI... MENTRE, BISOGNA INCORAGGIARE I MUSULMANI: PERCHé: I LORO 8 FIGLI, PER COPPIA: SONO POCHI! TRA 20 ANNI LA FRANCIA SARà UN CALIFFATO ISLAMICO, ED ESPLODERANNO LE AUTO-BOMBE COME IN IRAQ! iN REALTà, NON ESISTE una xenofobia, che, non sia quella dei Bildenberg e della Chiesa: contro: Israele, e contro: tutti i martiri cristiani: che: io rappresento politicamente! Nessuno, poi, osa protestrare contro, la LEGA ARABA: perché, loro hanno il diritto: dei satanisti della CIA 322 Bush di poter uccidere per apostasia e blasfemia: tutti i cristiani che vogliono! ] [ Sospeso prete legato a destra anti-Islam, Era intervenuto a raduno di gruppo tedesco vicino a Pegida.
    21 gennaio 2015. BERLINO, 21 GEN - Un prete cattolico è stato sospeso in Germania dopo avere parlato nel corso di una protesta anti-Islam. Padre Paul Spaetling, della diocesi di Munster, aveva partecipato, lunedì a Duisburg, a un raduno promosso da un gruppo vicino a Pegida, la controversa organizzazione di destra "Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'occidente" condannato dalla Chiesa tedesca come xenofobo. La sospensione del religioso dal suo ministero è stata decisa dalla diocesi di Munster.


    uniusrei lorenzojhwh

    satana bestia -- tu hai perso il bue (il Paradiso) ed ora, tu vai cercando le corna? (cioè, hai fatto riempire di aghi, spilli voodoo il mio cuore ) [ CRETINO ] CON ME, NON FUNZIONA, IO SONO IMMORTALE!


    allGiacintoAuriti

    questo ministero politico universale di Unius REI, è una unzione divina per me.. non mi posso più fermare! perché è in gioco il futuro del genere umano! Este Ministerio político universal Unius REI, es una divina unción para mí... Ya no puedo parar! Porque lo que está en juego es el futuro de la humanidad. ma, Dio è stato sempre con me, contro tutti i satanisti cannibali della CIA.. certo non mi mancherà mai la sua protezione in futuro. in realtà io ho rischiato la vita ogni giorno contro il NWO... ed io ho imposto il rispetto di me, alle agenzie governative.. non si commettono crimini contro il regno di Dio.. perché io Unius REI io rappresento la forma politica del Regno di Dio Este Ministerio político universal Unius REI, es una divina unción para mí... Ya no puedo parar! Porque lo que está en juego es el futuro de la humanidad.
    ermano! Soy una política universal de fraternidad universal.. no cometen crímenes contra el Reino de Dios. Porque me REI Unius represento la forma política del Reino de Dios.. io sono un politico universale per la fratellanza universale



    uniusrei lorenzojhwh

    per colpa di usurai troika Bildenberg, sistema massonico, Fmi SPa, ci hanno rubato la nostra sovranità monetaria! -- [ questa è una tragedia infinita ] Casa: in aumento condomini morosi, uno su 4 non paga rate..
    E' in deciso aumento la quota di condomini morosi: uno su 4 non paga le rate del condominio. Nel 2009, evidenzia un monitoraggio dell'Anammi, i condòmini inadempienti erano in Italia il 20%, oggi tale percentuale sale al 25%.


    allGiacintoAuriti

    @Cristina Kirchner, ] tutti i sentimenti dei popoli islamici: sono per ISIS Califfato: quindi: tutti i salafiti nella LEGA ARABA sono: un unico: e solo: alto tradimento: contro la comunità internzionale [ TU prendi un ramo di ulivo, e vai in Israele, come mia ambasciatrice, a salvare il genere umano! ] [ 1. la shariah, è il progetto di genocidio del genere umano (perché, l'Islam: è: un totalitarismo POLITICO di teologia della sostituzione); come potrebbere esistere un futuro per gli israeliani? 2. la LEGA ARABA, 322, Nwo Bildenberg CIA 666: ha preparato bene il suo ruolo IMPERIALISTICO, di annessione: lottizzazione islamica: del mediterraneo: ed Erdogan si sente già un imperatore: prima della guerra mondiale: per disintegrare il cattolicesimo! [ ma, questa è la nostra proposta ] io Unius REI: io distruggo Israele e la shariah, per fare il Regno di Palestina: una confederazione di città Stato: ad autonomia speciale! Ecco perché, io pretendo il ritorno: di tutti gli ebrei del mondo nel deserto Saudita ed Egiziano... infatti, la soluzione dei due Stati: la storia ha dimostrato che: non potrebbe mai funzionare: ecco perché: si deve dare tutto a tutti! ] VOGLIO CHE, si SAPPIA UFFICIALMENTE, DI CHI è LA COLPA DELLA GUERRA MONDIALE!
    Hamas da Gaza ha definito l'attacco di Tel Aviv "eroico e coraggioso". ] quindi, per UE Bildenberg, tutti: Al-Nursa sponsor, uccidere dei civili indifesi è "eroico e coraggioso", dato che, il terrorista: jihadista shariah, ONU Hamas è il Governo di Palestina, che: è sostenuto dalla LEGA ARABA ONU OIC.. ovviamente: una sola shariah terrorismo!
    https://www.youtube.com/user/allGiacintoAuriti/discussion
    DONBASS LIBERO ] Il tuo blog è stato contrassegnato come spam dal nostro sistema di classificazione automatica. [ non può pretendere la unità costituzionale, Colui che con i cecchini della CIA, ha tradito la Costituzione: ed ha realizzato un golpe a tradimento, soltanto perché: la NATO è un traditore: di satanista massone fariseo salafita: per il Califfato nazista shariah, uno spergiuro, egi disse: che, non ci sarebbero, mai state basi della NATO, oltre la "cortina di ferro"... ma, nessuno si aspetta: verità e lealtà, da un massone di satanista come lui!


    allGiacintoAuriti

    Roy Keane https://www.facebook.com/roy.keane.56679 noi sappiamo PERché, tu sei sei un DISGRAZIATO,... ED IO PREFERISCO FARE SCHIFO INSIEME AGLI ISRAELIANI, E NON ESSERE: un SIMPATICO, che, è MORTO, già al cimitero, insieme: CON TUTTI I CRISTIANI CHE SONO SPARITI NELLA LEGA ARABA shariah SOTTO, UN DESTINO DI INELLUTTABILE GENOCIDIO PER COLPA del TUo sistema massonico Bildenberg!


    die SAUDI ARABIA

    [ dove la LEGA ARABA fa il genocidio Sharia, sotto la protezione di: ONU NATO UE USA, di martiri cristiani innocenti in modo plateale! ]
    Attacchi Boko Haram in Nigeria, 19 morti. Colpita anche una scuola, uccisi sei insegnanti e rapite donne [ cioè, le bambine per i pedofili come Maometto? ] Redazione ANSA. 12 aprile 2014 KANO (NIGERIA), Presunti membri del gruppo islamista Boko Haram hanno ucciso diciannove persone, tra cui sei insegnanti, in tre diversi attacchi nello Stato del Borno, una delle regioni del nordest della Nigeria in preda a sanguinosi scontri ( non è vero, non ci sono scontri, ma, solo attacchi terroristici islamici contro persone innocenti! ). Lo hanno denunciato alcuni testimoni, residenti e viaggiatori. Gli attacchi si sarebbero verificati tra giovedì e venerdì nelle città di Dikwa e Kala-Balge e vicino al villaggio di Dalwa. Dall'inizio del 2014 sono morte nelle violenze 1.500 persone.


    allGiacintoAuriti

    Giorgia Meloni Silvio Berlusconi e Angelino Alfano parlano della possibilità di proporre come centrodestra un Presidente della Repubblica espressione del Partito Popolare Europeo. Esattamente il contrario di quello che credo io: serve un Capo dello Stato in discontinuità con Napolitano, che non voglia più prendere ordini dalla Troika e dalle burocrazie europee e che voglia invece finalmente fare gli interessi del popolo italiano. MA, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano parlano della possibilità di proporre come centrodestra un Presidente della Repubblica espressione del Partito Popolare Europeo. Esattamente il contrario di quello che credo io: serve un Capo dello Stato in discontinuità con Napolitano, che non voglia più prendere ordini dalla Troika e dalle burocrazie europee e che voglia invece finalmente fare gli interessi del popolo italiano. Lorenzo Scarola NON CI DEVONO MALEDIRE, CON QUANCHE MASSONE DI TRADITORE DEI BILDENBERG, Belgio, è boom di giubbotti antiproietti, MA, IL PASSAGGIO ALLE MUTANDE DI FERRO PER LE DONNE? è SOLTANTO PER LA FASE SUCCESSIVA!


    lorenzojhwh UniusREI

    @Rothschild, king Saudi Arabia -- Dio mi ha dato, in modo esclusivo, ed assoluto, la facoltà, di perdonare, e quindi, di salvare dalla disintegrazione, le anime perdute nell'inferno (circa, il 65% di tutte le persone, della storia del genere umano), e questo potrebbe avvenire, nel giorno del giudizio universale.. ma, diversi cabalisti, islamisti, comunisti, ecc.. tutte persone che, in vita, si sono resi responsabili, complici, della morte, di tante, tante, tante, troppe, persone innocenti. cioè, anche, i vostri parenti. molti di loro, si sono fatti avanti, alla mia anima, in modo penoso, pietoso, e supplichevole... ma, io non le voglio perdonare, perché, io non trovo, una qualche giustizia, in questa operazione, cioè, di concedere, almeno, il paradiso terrestre, a dei pezzi di merda come voi!.. o per lo meno, voi potreste aiutare me, a capire, a comprendere, almeno, un solo motivo, per cui, i dovrei perdonare a tutti loro?


    allGiacintoAuriti7 mesi fa

    Synnek1 [ex-Direttore di youtube, sacerdote di satana DATAGATE, A.I. tecnologia aliena] 2 anni fa: Why do mention user "SYNNEK1"? [[ANSWER ] allGiacintoAuriti in risposta a Synnek1
    you are in the government of youtube sharia shocking video Muslims enlightened criminal Internet oggi non è soltanto una esperienza tecnologica: INTERNET è INTELLIGENTE: è UN SOLO CORPO SIMBIOTICO GIGANTE COLLETTIVO: GESTITO DA ALIENI, QUESTA è LA INTELLIGENZA ARTIFICIALE, DEGLI AMERICANI I SATANISTI, per, la BIOLOGIA SINTETICA GMOS! SONO LORO CHE STANNO PORTANDO TUTTO VERSO IL PEGGIO, IN TUTTO IL MONDO. IN TUTTO IL MONDO è MINACCIATO L'UMANESIMO!


    lorenzojhwh UniusREI

     [satan's synagogue, Tower of Babylon, NWO, it is here] 322, IMF, 666, owl god, Baal, JaBullOn, at Bohemian Grove, masonic system 322, [how to hide a scam (which conveys the Satanic religion, for destroy human goyim, animal evolved, to exploit, all of them until death), which, is to be repeated, in new monetary cycle, for his needs, of a destructive world war? ] That, the criminals pharisees, Introduced. after have killed Jesus Christ.. is a real success for the Pharisees, Enlightened, loan sharks, who, politicians have become, all Masons [because of the theft of monetary sovereignty, all religions, all institutions, all governments are delegitimized, the people are prisoners of a Masonic conspiracy, whose real motive, is Satanism occult and real]


    allGiacintoAuriti7 mesi fa

    che cosa è tutta questa merda di notizie clonate?
    da posizione, non domestica,
    1. non era possibile vedere: nessuno dei miei commenti!
    2. io non potevo entrare nel mio facebook, mentre un amico poteva entrare!
    3. le lucertole di alieni demoni con corpo OGM? loro lo sanno, che non devono giocare con me!
    =========================
    che cosa è tutta questa merda di notizie clonate?
     03 novembre 201404:06
    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2014/11/03/ricoverata-cristina-kirchner-per-febbre-infettiva_021cc7e2-b790-493d-ac0e-cfd354682130.html

    che cosa è tutta questa merda di notizie clonate?
    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2014/11/06/kirchner-ancora-malata-non-andra-al-g20_47014897-9741-47d9-b2d2-ddcca1b6cf92.html
    06 novembre 201415:07 News

    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2014/11/03/febbre-infettivakirchner-ricoverata_9f7cb37c-d365-4249-b5a8-e06096367807.html
     03 novembre 201403:59

    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2014/11/06/kirchner-ancora-malata-non-andra-al-g20_96badeea-12a1-4d6f-bf72-0c4d97d58f6b.html
    06 novembre 201415:07 News


    lorenzojhwh UniusREI

    chi osa giudare Unius REI, è un meschino senza speranza di redenzione! perché Unius REI è il decalogo di Mosé, è la legge naturale, fatta persona.. unis REI, è il padre dei popoli


    allGiacintoAuriti

    ABUJA, 14 APR - Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha promesso che il suo Paese sconfiggerà la sanguinosa insurrezione degli integralisti dei Boko Haram, infatti, I BOKO HARAM HANNO REALIZZATO IL CALIFFATO, ED UN POCO DI SCHIAVE SESSUALI SONO SEMPRE PRONTE ANCHE PER LUI, E PER TUTTI GLI AMICI SHARIAH DELLA LEGA ARABA: TUTTI I NAZISTI ONU SENZA SOVRANITà MONETARIA: PER SERVIRE AL SATANA DI BUSH E ROTHSCHILD, NEL NUOVO ORDINE MONDIALE! gruppo jihadista collegato ad al-Qaida. Jonathan ne ha parlato visitando la stazione dei bus di Abuja dove oggi un duplice attentato ha causato oltre 70 morti e più di 120 feriti. "Boko Haram - ha denunciato - è una pagina vile della storia del nostro sviluppo... ma é un problema temporaneo... ne verremo a capo".


    lorenzojhwh UniusREI

    PALESTINA OCCUPATA - L'esercito israeliano ha ucciso giovani palestinesi per prelevarne gli organi, lungo un periodo di molti anni: questo lo scoop dell'agosto scorso del giornale svedese Aftonbladet. [ Domenica, 03 Gennaio 2010 09:47
    Traffico d'organi palestinesi, IsrAele ammette ] http://italian.irib.ir/analisi/commenti/item/75559-traffico-dorgani-palestinesi-isrele-ammette


    allGiacintoAuriti

    https://www.youtube.com/user/YouTube/discussion questo articolo? è già stato letto su ANSA! a che cosa tu mi servi più? lol. io farò, con te, come i mariti bastardi, che, lasciano la moglie vecchia per prendersi una moglie più giovane!.. ma, quel bastardo, predone, ladro, pedofilo di Maometto? Lui ha trovato una soluzione più poligamo-funzionale! Maometto? è troppo divertente per i satanisti americani, cioè, osservato dal loro punto di vista! ] [ E CHE IMPORTA ALLA Unione europea: Bildenberg, la sinagoga rothschild di satana, COMPLICE DEI NAZISTI DELLA LEGA ARABA, SHARIAH SENZA DIRITTI UMANI E SENZA RECIPROCITà? NON SONO MICA LORO LA PROSSIMA SHOAH2! condanna la costruzione di 2610 nuove abitazioni, in un quartiere ebraico a Gerusalemme Est, avvertendo, che, le prospettive delle sue relazioni con Israele dipenderanno dal suo impegno per la pace. "Questo è un nuovo passo molto dannoso, che, mina la prospettiva di una soluzione a due stati ( CHE, ENTRAMBI I POPOLI, NON ACCETTERANNO MAI! NESSUNO ACCETTERà, CHE UN INQUILINO ABUSIVO SI PRENDA UN % DEL PROPRIO APPARTAMENTO ) e mette in dubbio l'impegno di Israele per una soluzione pacifica e negoziata con i palestinesi" CHE è IMPOSSIBILE DA OTTENERE, CON LA SHARIAH NAZI, ha detto il servizio diplomatico UE in un comunicato. SE LA SHARIAH VERRà ABOLITA, E SE ISRAELE NON SARà PIù UNO STATO MASSONICO, SENZA SOVRANITà MONETARIA, POI, POTRANNO VIVERE INSIEME COME FRATELLI IN UNA SOLA TERRA! CONTRARIAMENTE, ISRAELE E LEGA ARABA SONO STATI PROGRAMMATI DAI FARISEI ANGLO-AMERICANI ILLUMINATI A DISTRUGGERSI RECIPROCAMENTE!
     


    allGiacintoAuriti

    Belgio, è boom di giubbotti antiproietti, MA, IL PASSAGGIO ALLE MUTANDE DI FERRO PER LE DONNE? è SOLTANTO PER LA FASE SUCCESSIVA!


    allGiacintoAuriti10 mesi fa

    usurocrazia mondiale di farisei talmud, e la apoteosi del sistema massonico Bildenberg, sorge l'era di satana GENDER -- dice: uniusrei lorenzojhwh [3 mesi fa ] satana bestia -- tu hai perso il bue (il Paradiso) ed ora, tu vai cercando le corna? (cioè, hai fatto riempire di aghi, spilli voodoo il mio cuore ) [ CRETINO ] CON ME, NON FUNZIONA, IO SONO IMMORTALE!
    per colpa di usurai troika Bildenberg, sistema massonico, Fmi SPa, ci hanno rubato la nostra sovranità monetaria! -- [ questa è una tragedia infinita ] Casa: in aumento condomini morosi, uno su 4 non paga rate..
    E' in deciso aumento la quota di condomini morosi: uno su 4 non paga le rate del condominio. Nel 2009, evidenzia un monitoraggio dell'Anammi, i condòmini inadempienti erano in Italia il 20%, oggi tale percentuale sale al 25%. ] https://www.youtube.com/user/allGiacintoAuriti/discussion


    allGiacintoAuriti10 mesi fa

    ‎Benjamin Netanyahu - בנימין נתניהו‎ --- così, la NATO è andata in Kossovo, per proteggere i musulmani, dal genocidio dei serbi (ottimo intervento), ma, di fatto, poi, è arrivata la internazionale islamica, della Galassia Jihadista, che, hanno fatto il genocidio di tutti i serbi, quindi, hanno realizzato la pulizia etnica, distruggendo: 3000 Chiese, monasteri, cimiteri, poi, hanno ucciso oltre, 50 militari della NATO, e di tutto questo genocidio: ONU OIC LEGA ARABA, e loro servizi segreti, il monopolio ebraico Hollywood, di tutti media: Tv satellite Network monopolio ebraico hanno taciuto, e di questo genocidio ONU, nessuno sa niente, ancora! ALLORA NOI SAPPIAMO, COME, [[ I SATANISTI 322 USA CIA 666 FMI NWO GMOS, BIOLOGIA SINTETICA, A.I.]], TRA LA LEGA ARABA ED ISRAELE? NON AVRANNO IL MINIMO DUBBIO A SILURARE, disintegrare: poi, fare ISRAELE, CHE, è POI, PROPRIO QUELLO CHE STANNO FACENDO IN QUESTI GIORNI! Israele distruggendo la LEGA ARABA con armi nucleari, salverà il genere umano dalla terzz guerra mondiale, e per questa operazione: di attacco nucleare preventivo, Cina e Russia, dovrebbero lastricare una strado d'oro, in favore di Israele!
    BUSH 322 ROTHSCHILD 666 -- POICHé, voi NON AVETE IL CORAGGIO DI UCCIDERE ME, IL RE UNIUS REI, in Israele, poi, voi vi dovete dimettere, e dovete passare a me, le consegne del Nuovo Ordine Mondiale! PERCHé, VOI NON RIUSCIREte, A FARE IL GENOCIDIO DI TUTTO IL GENERE UMANO, POI, TUTTO QUESTO DISASTRO VI CADRà ADDOSSO STRITOLANDOVI! E, poiché, io sono Re in Israele, in nome di una giustizia universale ed ETERNA, io non sono programmato per essere fazioso, e per aiutare un popolo, e, poi, per danneggiare un altro popolo, io sono contro i criminali, soltanto, perché la giustizia è universale ed indefettibile! A quale casa, Nazione, ha diritto un nazi terrorista islamico sharia di apostasia blasfemia? NESSUNO NELLA LEGA ARABA MERITA DI SOPRAVVIVERE PER COLPA DELLA SHARIA! Se tutti i Palestinesi non verranno deportati, poi, tutta la LEGA ARABA deve essere disintegrata!
    https://www.youtube.com/user/allGiacintoAuriti/discussion


    allGiacintoAuriti9 mesi fa

    Rivendicazione per violazione del copyright] Rivendicazione ritirata: "Rabbi Weiss e la verità su Israele e sul satanismo" ‏
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    18:35

    A: lorenzojhwh

    Gentile lorenzojhwh, Buone notizie. El Mehwar Satellite Channels and Media ha appena ritirato la rivendicazione per violazione del copyright sul tuo video di YouTube. Titolo del video: "Rabbi Weiss e




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    Data invio:
    sabato 23 agosto 2014 18:35:19
    A:
    lorenzojhwh (lorenzojhwh-3450@pages.plusgoogle.com)


    [Rivendicazione per violazione del copyright] Rivendicazione ritirata: "Rabbi Weiss e la verità su Israele e sul satanismo"





    Gentile lorenzojhwh,
    Buone notizie. El Mehwar Satellite Channels and Media ha appena ritirato la rivendicazione per violazione del copyright sul tuo video di YouTube.
    Titolo del video: "Rabbi Weiss e la verità su Israele e sul satanismo"


    allGiacintoAuriti

    Beppe Grillo Valentino Rossi paolo iovino
    http://www.youtube.com/profile_redirector/112851991138505639819 Che uomo inutile. [[ Beppe Grillo, Valentino Rossi ]] Valentino Rossi è un bravo sportivo, ma, è Beppe Grillo un politico fallito perché ha fatto di se stesso il complice del signoraggio bancario ed ha tradito Giacinto Auriti! /watch?v=co0S0ftP_NU&feature=gp-n-y


    allGiacintoAuriti

    io ho trovato una persona che ha espresso questo concetto: "ma, se, ISIS shariah, non usa questa brutalità: genocidio, decapitazioni, STUPRI, poi, la sua azione disperata, contro, il potere usurocratico rothschild, non potrebbe mai avere una ripercussione mediatica!". continua. "in realtà, nel loro cuore, tutti i musulmani sono con ISIS shariah, perché, non potrebbe mai esistere un musulmano, che, è felice di essere sfruttato, come uno schiavo, dai satanisti americani usura rothschild Spa, e dai loro complici, tutti i falsi e cortesi: della LEGA ARABA shariah nazi!
    POI è NORMALE CHE ALL'IMPERIALISMO DEI SAtaNISTI FACCIA DA CONTRAPPESO IL SATaNISMO, DEGLI ISLAMICI, PER IL CALIFFATO MONDIALE, INFATTI, FIGLIANDO, figliando, COME CONIGLI PEDOFILI POLIGAMI, E AMMAZZANDO AMMAZZANDO, CAZZO STIAMO PER SUPERARE I 2MILIARDI, HA DETTO IL MIO AMICO: KING dell'Arabia Saudita Abdullah


    allGiacintoAuriti

    Hamid Al Bouchouari https://www.facebook.com/hamid.albouchouari tutta la LEGA ARABA, con la sua shariah: è un genocidio legalizzato, dei dhimmi schiavi, senza reale cittadinanza (non possono appartenere alla polizia, ecc.. nesun cristiano può sposare una musulmana, ma, le raagazze cristiane possono essere rapite, stuprate: e costrette alla conversione islamica), perché, soltanto il musulmano è il cittadino, in questa LEGA ARABA: senza reciprocità? perché: c'è: questa religione: del medio-evo, che è un sistema politico nazista, senza libertà di coscienza? chi è il responsabile di questo crimine internazionale? soltanto Rothscihld: Spa Banca Mondiale, e il satanista 322 Bush, potevano fare tutto questo male al genere umano TEL AVIV, 21 GEN - Sono nove in tutto le persone ferite a pugnalate da "un terrorista palestinese" su un autobus nel centro di Tel Aviv. Lo ha detto il portavoce della polizia Micky Rosenfeld secondo cui cinque di queste sono in condizioni serie mentre altre quattro in forma più lieve. L'aggressore - che sarebbe di Tulkarm, in Cisgiordania - è stato colpito dalla polizia alle gambe e arrestato. Le forze di sicurezza stanno controllando l'intera zona a caccia di possibili complici. Hamas da Gaza ha definito l'attacco di Tel Aviv "eroico e coraggioso". Lo riportano i media israeliani.

    "L'attacco di Tel Aviv è la diretta conseguenza della velenosa campagna di incitamento del presidente Abu Mazen contro gli ebrei e il loro Stato", ha detto il premier Benjamin Netanyahu.


    allGiacintoAuriti

    thinkagain777. hi, do u have a facebook page? i would like to talk with you about morgellons curen
    allGiacintoAuriti ANSWER --- i not have a facebook page! Bible said all, in holy spirit, iam not! but, for the treatment Morgellons, you can search for a rabbi!


    allGiacintoAuriti

    RENDIMENTO DI GRAZIE. PREGHIERA DEL SIGNORE, IMPOSIZIONE DELLE MANI! EFFUSIONE DELLO SPIRITO SANTO! NOI L'ESERCITO DIO, PER LA MISERICORDIA DEL DIO VIVENTE DI ISRAELE, NOI INVOCHIAMO L'ESERCITO CELESTE, NEL NOME DI GESù NOSTRO Dio: Avvenuta la liberazione del fedele tormentato dal Maligno, l' esorcista e tutti gli astanti recitano un cantico evangelico: CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA Lc l, 46-55 L'anima mia magnifica il Signore *
    e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote.
    Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia,
    come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
    Gloria al Padre. Come era nel principio. CANTICO DI ZACCARIA Lc l, 68-79 Benedetto il Signore Dio d'Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso *
    per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo; salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
    e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
    di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
    per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre. AL FIGLIO ED ALLO SPIRITO SANTO, Come era nel principio. ORA E SEMPRE, ALLELUIA! 64. Quindi l'esorcista dice la seguente orazione: Dio, creatore e salvatore del genere umano, tu hai accolto con misericordia questo tuo amato figlio [questa tua amata figlia]: la tua provvidenza lo [la] custodisca nella libertà che il Figlio tuo gli [le] ha donato. Mai più abbia potere su di lui [lei] lo spirito maligno. Fa' che prendano dimora in lui [lei] la bontà e la pace dello Spirito Santo ed egli [ella] non abbia più timore del Maligno, perché Gesù Cristo nostro Signore è con noi. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Tutti: Amen.


    allGiacintoAuriti

    ASPERSIONE DELL' ACQUA BENEDETTA. 44. A questo punto, l' esorcista asperge con l'acqua benedetta il fedele tormentato dal Maligno, i presenti e il luogo dove si svolge il rito dicendo: Ecco l'acqua benedetta: porti a tutti noi vita e salvezza,
    nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Tutti: Amen. Oppure: Quest'acqua benedetta richiami il Battesimo ricevuto e ravvivi in noi il ricordo di Cristo,
    che ci ha redenti con la sua Passione e Risurrezione. Tutti: Amen. LITANIE DEI SANTI, 45. L'esorcista si rivolge ai presenti con queste parole o altre simili, invitandoli a pregare: Invochiamo, fratelli carissimi, la misericordia di Dio onnipotente
    perché, per l'intercessione di tutti i Santi, esaudisca la voce della Chiesa che prega per questo nostro fratello [questa nostra sorella] N., provato [provata] da tanta afflizione.
    46. L'esorcista può mettersi in ginocchio. Lo stesso faranno tutti i presenti. Quindi, lui stesso, o un altro dei presenti, intona le litanie. Si possono inserire, nei rispettivi luoghi, alcuni nomi di Santi (ad esempio: del Patrono, del Santo di cui il fedele tormentato dal Maligno porta il nome, ecc.), oppure alcune intenzioni più adatte alla circostanza. I presenti risponderanno: prega per noi, oppure prega per lui [lei]; liberaci oppure liberalo [liberala], o Signore; abbi pietà di noi oppure di lui [lei].


    allGiacintoAuriti

    holy my JHWH -- cosa è: questo solletico, che, io sento al cuore? lol. satanisti voodoo non si arrendono mai!.. si vede che sono disperati! [ amen ]
    C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti
    Croce del Santo Padre Benedetto, C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux
    Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux
    Che il dragone non sia il mio duce, V. R. S. Vadre Retro satana brucia! Allontanati satana! [ drink your poison made by yourself! ] N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana
    Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas
    Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni
    ESORCISMO : (Al segno + ci si fa il segno della croce)
    + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto
       Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen! Ricorda : L'esorcismo può essere compiuto SOLO SE SI E' IN GRAZIA DI DIO; ovvero se ci si è confessati e non si è già caduti in peccato mortale.
    Ricorda: L'esorcismo può essere praticato anche da un semplice laico, purché sia fatto SOLAMENTE come Preghiera Privata e non solenne.
    N.B.: Un'indulgenza plenaria in punto di morte verrà concessa a tutti coloro che porteranno devotamente la medaglia di San Benedetto o anche il Crocifisso della Buona Morte (che reca incastonala al suo centro una Medaglia di San Benedetto), entrambi opportunamente benedetti, alle seguenti condizioni:


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    First Publish: 5/2/2014, [[ Iran ha ragione quando dice: " il terrorista non sono soltanto io.. io uccido Israele soltanto, mentre, l'Arabia SAUDITA uccidere tutti, in tutto il mondo galassia jihadisti, Boko Haram, Talebani, ecc.. ecc.. perché, voi vedete soltanto i miei crimini sharia nazi?, ma, voi non vedete anche i crimini sharia nazi Onu dhimmi schiavi della Arabia SAUDITA? io uccido troppo poco in confronto dei salafiti"] ecco perché, io credo che, debbano essere uccisi entrambi! ] Iran Angry Over State Department's Terrorism Report Iran blasts U.S. for naming it a state sponsor of terrorism in annual report. By Elad Benari. Iran on Thursday rejected an annual United States report that keeps Tehran on a list of state sponsors of terrorism as reflecting double standards, AFP reported. The Iranian foreign ministry was reacting to a State Department report released Wednesday that kept Cuba, Iran, Syria and Sudan on its list of so-called state sponsors of terrorism. The report also highlighted what it said was Iran's role in supporting and funding the regime of President Bashar Al-Assad in its fight against Syrian rebels.
    "Accusing Iran of supporting terrorism is politicized and based on double standards," ministry spokeswoman Marzieh Afkham said in a statement reported by the official IRNA news agency.


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    322 UE Herman Van Rompuy 322 CIA IMF Troika -- tu sei il demonio! ed in ogni modo non c'è un futuro per te!


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    USA, il tribunale ha vietato a Lockheed e Boeing di comprare motori russi 13:20

    Estonia, caccia della NATO pattugliano i cieli sopra i Paesi Baltici 12:59


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    SE DIO NON ESISTESSE, TUTTO SAREBBE CENERE, INUTILITà VANITà, INSIGNIFICANZA!.. LOL. MA, POI, ANCHE LA CENERE NON POTREBBE ESISTERE! LOL. UNIUS REI ALLELUIA


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    Research Studies on Persecution Issues
    A Biblical Theology of Persecution
    An introduction to Rev. Glenn Penner's In the Shadow of the Cross: A Biblical Theology of Persecution and Discipleship, providing an overview of the Bible's teaching on persecution. The teaching that God’s purposes of reconciling the world to Himself will be accomplished in a context of suffering and sacrifice, in shame and in weakness, is more prevalent in Scripture than many of us realize. (67 KB)


    Why Are Christians Persecuted?
    A study of the various biblical reasons why Christians are persecuted around the world. (31 KB)


    Is the Blood of the Martyrs Really the Seed of the Church?
    An examination of this well-known saying from a biblical perspective. (33 KB)


    Christians and Civil Disobedience
    This background paper by the Religious Liberty Commission of The Evangelical Fellowship of Canada provides a reasoned Christian discussion on the issue Christians and civil disobedience. How should Christians respond when civil authorities require believers to choose between obedience to God or to the state? (61 KB)


    Dependency: When Good Intentions Aren't Enough
    Western missionaries, though well-intentioned, often unwittingly create unhealthy situations in local churches when faced with the desperate needs in other countries. Their ready access to cash and resources often promise to deliver their brothers and sisters from perceived and expressed hardships. Unfortunately, in the long run, such practices create circumstances where indigenous churches and ministries become dependent upon outside funding to survive. This paper examines the issue of dependency from both a biblical and missiological perspective and suggests way that missions and foreign missionaries can avoid creating unhealthy dependency. (60 KB)


    Islam and Society
    Includes significant discussions of such topics as: Is Islam a religion of peace? How do Muslims view Christians? What is a Fatwa? Islamic “Mission” (Da’wa). Apostasy and Shariah. The significance of Islamic tradition. Women in Islam. Differences within Islam. Suicide, martyrdom and jihad. Honour killings and ideas of honour. (1.1 MB)


    Are Judaism and Christianity as Violent as Islam?
    “There is far more violence in the Bible than in the Qur’an.” So goes the argument when it is suggested that violence and intolerance is unique to Islam. Instead, it is suggested, Jews and Christians should remember that those who live in glass houses should not be hurling stones. But is this true? Are Judaism and Christianity as violent as Islam? See this 2009 article by Raymond Ibrahim for Middle East Quarterly for an honest and detailed response. (242 KB)


    Human Rights, Apologetics and Persecution
    Many evangelicals see “human rights” as a strictly secular concept with no redemptive value. This essay argues that Christians need to reclaim human rights as having originated from a biblical world view and that the defence of religious liberty is not only a Christian privilege but an obligation. (18 KB)


    What About "Bible Smuggling"?
    A discussion of the ethics and biblical basis for Bible smuggling into restricted nations by Tom White, director of The Voice of the Martyrs in the United States. (24 KB)


    Being Christians in a Pluralistic Society
    A discussion paper by the Social Action Committee of The Evangelical Fellowship of Canada. (76 KB)


    Human Rights - A Christian Primer
    A Christian Primer by Thomas K. Johnson
    This 2008 publication is a helpful introduction to human rights from a Christian perspective. Carefully written, the author reflects on why Christians should talk about human rights, what human rights really are, the need to understand human dignity and fallenness and how we, as believers, can protect the rights of others. (1 MB)


    In the Shadow of the Cross - Chinese Edition
    A vital reference work from The Voice of the Martyrs that explores suffering and persecution through the entire Bible. Chinese only. (7.2 MB)


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    [ Iran sta preparando i suoi studenti a costruire le bombe atomice, fuori del territorio nazionale! quindi con i droni si potrebbe colpire ogni parte del mono.. ] NORVEGIA. Arrestati 64 studenti iraniani sospettati di apprendere tecniche per costruire armi. apr 12th, 2014 | di Ehsan Soltani. Le autorità norvegesi hanno arrestato negli ultimi giorni 64 studenti iraniani sospettati di essere stati inviati dalla Repubblica islamica nel paese europeo al fine di apprendere le tecniche per la costruzione di armi di distruzione di massa, fra le quali ordigni nucleari. A darne notizia è TV2 (vedi), uno dei principali canali televisivi norvegesi, dove Arne Christian Haugstøyl, uno dei responsabili del PST (Norwegian Police Security Service) ha spiegato che “sono oltre 300 gli studenti pervenuto dall’Iran” e che alla base degli arresti vi è il fatto che viene ritenuto illegale l’invio di giovani nel regno per apprendere tecniche che possano essere impiegate per la costruzione di armi di distruzione di massa. “Da qualche tempo abbiamo notato un crescente invio di studenti – ha aggiunto Haugstøyl – interessati allo studio della fisica nucleare, della meccanica e dell’elettronica”. Il ministero dell’Interno ha intanto emesso una circolare ai college ed alle università del paese per ricordare che essi hanno il dovere di impedire l’esportazione di conoscenze tecniche all’estero.


    allGiacintoAuriti

    322 sharia 666 -- è inutile che, voi protestate.. i Governatori degli Stati del Nord della Nigeria, nella Moschea della Capitale, hanno comprato con troppi soldi, le conversione dal cristianesimo, all'Islam, di alcuni scellerati, che, hanno sputato sul sangue dei martiri cristiani!.. quindi non potete dire, noi siamo innocenti di quello che i Boko Haram stanno facendo, perché, questo vostro gesto criminale: di comprare le conversioni in Nigeria, utilizzando, i Governatori delle regioni del Nord, è la prova, che, esiste un solo raccordo mondiale, tra, i terroristi jiadista della galassia al-Qaeda, e la LEGA ARaBA! c'è una sola sharia, per satana sinagoga talmud, perché, l'odio del razzismo non ha importanza, se, si chiama, dhimmi dalit o goym, quello che è importante, è, che, voi siete un solo regno di satana, sotto la potestà autorità, sempre agli ordini dei farisei massoni Illuminati Spa FMI scam Spa! [ la mattanza della LEGA ARABA sharia, che, l'Occidente non vuole vedere, perché, ha deciso di uccidere Israele e la civiltà ebraico-cristiana! ]


    allGiacintoAuriti

    la mattanza della LEGA ARABA sharia, che, l'Occidente non vuole vedere, perché, ha deciso di uccidere Israele e la civiltà ebraico-cristiana! ] http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=39981
    NIGERIA. Boko Haram: 19 vittime in tre attentati
    apr 12th, 2014 | By redazione 1 | Category: Qui Africa Subsahariana, Ultimissime
    di Giacomo Dolzani -
    È di 19 morti il bilancio di tre distinti attacchi, avvenuti tra giovedì e venerdì nello stato nigeriano del Borno, situato nella parte nordorientale del paese africano, al confine con Chad, Camerun e Niger; non è ancora giunta alcuna rivendicazione riguardante l’accaduto ma, con tutta probabilità, i responsabili sono i guerriglieri del gruppo qaedista Boko Haram, resosi protagonista di recente di altre azioni analoghe.
    Nella città di Dikwa testimoni hanno riferito che un gruppo di guerriglieri ha assaltato una scuola, uccidendo sei insegnanti, due membri della sicurezza e rapendo successivamente diverse donne.
    Vicino al villaggio di Dalwa e, in seguito, nella città di Kala-Balge, una dozzina di miliziani avrebbero dato fuoco a diverse case, bloccando le strade e sparando sulla folla.
    Per contrastare questa sempre più intensa ondata di violenza il governo di Abuja ha dato il via ad un’operazione su vasta scala con il fine, se non di sconfiggere, almeno di indebolire il gruppo jihadista e riprendere il controllo sul nord del paese.
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    allGiacintoAuriti

    Tutto quello che è bene sapere sui Marò (e che i media spesso non dicono… e che l'India non potrebbe mai ammettere..quindi non sono gli assassini, cioè, la polizia del Kerala, che può giudicare se stessa! ) apr 9th, 2014 | By redazione | Category: L'Analisi, Qui Oriente di Lorenzo Nicolao - http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=39891
    Correva l’anno 2012, più precisamente il 15 febbraio. E’ brutto parlare come in un amarcord, ma il caso dei fucilieri di Marina italiana Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, chiamato anche crisi diplomatica Italia-India, è andato oltre ogni aspettativa iniziale e si sta tutt’ora prolungando per i continui rinvii e slittamenti da parte degli organi di giustizia. Omesso volutamente agli organi di giustizia il termine “competenti” perché rappresenta ancora un ostico nodo da sciogliere, se si tratterà di arbitrato internazionale, Corte suprema indiana, tribunale indiano o speciale tribunale internazionale appositamente costituito, occorre tornare al febbraio 2012 per comprendere per lo meno i fatti, al di là di sentenze che tutti aspettano con ansia e timore.
    L’Aframax Enrica Lexie è una petroliera che batte bandiera italiana e navigava nel mar arabico per alcune operazioni commerciali lungo la penisola indiana prima di rientrare verso il Golfo Persico. E’ risaputo che l’Oceano Indiano sia pieno di pirati, per lo più vicino le coste somale e comunque desiderosi di intercettare le rotte mercantili straniere in cerca di bottini e guadagni. Ogni nave che attraversa le acque più pericolose della terra si adegua con un proprio servizio di sicurezza e le navi italiane sono solite avvalersi di membri dell’esercito nazionale rispetto ai cugini europei che utilizzano mercenari armati. Salvatore e Massimiliano nulla hanno raccontato di quel giorno, né al presidente italiano della commissione affari esteri Pier Ferdinando Casini né ai diversi ministri della Farnesina che hanno seguito il caso, da Giulio Terzi di Sant’Agata passando per Emma Bonino, fino all’attuale Federica Mogherini del primo governo Renzi. Saggiamente niente da dire, soprattutto con un processo in vista e la delicata posizione di uomini di Stato. Un solo cenno, quello al capitano della petroliera italiana Carlo Noviello, prezioso testimone dei fatti e libero di parlare esprimendo le proprie opinioni.
    “Riascoltatevi Carlo Noviello, andate a risentire le sue interviste” hanno detto i soldati del reggimento San Marco ai politici che si sono recati nel sud-ovest del Deccan, nel Kerala, questo significa infatti la parola “Marò” per chi se lo fosse chiesto in questi due anni, “Membri del reggimento San Marco”. Noviello è un uomo di poche ma chiare parole, senza sofismi e senza ipocrisie. “I nostri Marò hanno seguito i protocolli. Se una barchetta non identificata viene contro la nostra traiettoria senza battere la bandiera di uno Stato, senza rallentare o cambiare direzione, tu la devi avvertire, prima con segnali luminosi, poi con spari in aria, poi con proiettili in acqua, poi se l’impatto risulta imminente la devi abbattere. E’ il protocollo antipirateria del diritto del mare, le sue convenzioni, come Montego Bay, lo disciplinano. La pirateria è inoltre uno dei pochi reati internazionalmente riconosciuti sul quale tutti gli stati mantengono la medesima opinione”. Il racconto non termina qui. “Dopo gli spari la barca è fuggita e non era più a portata di visuale. Circa un’ora dopo è giunta una telefonata da Kochi. Parlavano indiano e ho passato loro il sottoufficiale che conosceva la lingua meglio di me. Come avevo presupposto chiedevano una testimonianza sulla barca non identificata e mi è sembrato giusto sul momento rientrare verso Kochi. In fondo eravamo di strada e il nostro obiettivo era poi proseguire per il Golfo Persico. Giunti al porto sono iniziate le indagini, volevano Salvatore e Massimiliano per delle domande, da quel momento non li ho più visti e avendoci ritirato i documenti di circolazione non potevamo ripartire. Gli interrogatori sono durati più del previsto, tanto che ne parliamo ancora oggi, i giornali hanno trovato la loro storia da seguire sugli esteri e c’è poco altro di certo da aggiungere.”
    Per il momento sarebbe infatti inutile procedere con i dettagli di questi due anni, ma qualche particolare può sicuramente chiarire la vicenda, o almeno sperare di farlo.
    In India siamo in piena campagna elettorale per le politiche 2014 che dovrebbero svolgersi questa primavera. Da anni è in corso una campagna di diffamazione contro i reati di corruzione e i processi della Famiglia Gandhi, della leader Sonia e di suo genero prossimo candidato alle elezioni.
    Gran parte del paese non vede di buon occhio il potere da loro raccolto e le origini italiane della stessa Sonia Gandhi non sono ben viste


    allGiacintoAuriti

    KING SAUDI ARABIA [ noi non giudicheremo la ipocrisia e l'opportunismo politico dei Palestinesi, dal fatto, che loro domani vanno tutti i chiesa a mettere i fiori alla Madonna ] noi giudicheremo i palestinesi, non, da quello che loro fingere di fare per opportunismo e tatticismo.. noi giudicheremo loro, guardando quando tu puoi essere il criminale che con i tuoi servizi segreti alimenti la galassia jihadista, inn Siria e in tutto il mondo.. e dicendo, a tutti che:,"Unius REi ha ragione, quando lui dice, che, io sono un criminale! ". ok? allora, questo soltanto potrebbe salvare la tua vita!.. ed onestamente, non è importante, per me, la tua vita, in realtà, io non voglio, che, l'Islam vada perduto per colpa tua! infatti, chi ha rovinato l'Islam? quello sei stato soltanto tu!


    allGiacintoAuriti

    2014-04-12 [ dopo i farisei Illuminati, gli islamici, in assoluto, sono i più ipocriti e assassini seriali! ma, se, proprio i palestinesi hanno cacciato, e sterminato i cristiani, come, loro possono dire: "noi rispettiamo i diritti umani di Hitler nella sharia, per i dhimmi schiavi, e poi, condanniamo a morte, tutti i diversi da noi, o per blasfemia, o per apostasia? io vorrei dire delle parole molto volgari, adesso.. ma, per rispetto degli angeli? non le dirò! ] Firma storica dell'Autorità palestinese alle quattro Convenzioni di Ginevra. La Palestina ha ratificato ufficialmente le Quattro convenzioni di Ginevra e il Protocollo addizionale considerati testi fondamentali del diritto umanitario internazionale. La Svizzera, Paese depositario dei trattati - riferisce l'agenzia Misna - ha registrato l’adesione della Palestina il 10 aprile scorso, un passo definito “storico per il popolo palestinese” dal Presidente Mahmoud Abbas. L’adesione, dall’alto valore politico e simbolico a livello internazionale è tanto più importante tenuto conto che la IV Convenzione – spesso citata dall’Anp nei confronti di Israele – sancisce gli obblighi sulla protezione dei civili in caso di occupazione e dà basi legali alla loro opposizione alle colonie ebraiche nei Territori occupati. Tra i trattati siglati ci sono la convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e consolari, quella sui diritti del fanciullo, la Convenzione contro la tortura e una contro la corruzione. (R.P.)
    Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/12/firma_storica_dellautorit%C3%A0_palestinese_alle_quattro_convenzioni_di/it1-790170
    del sito Radio Vaticana


    allGiacintoAuriti

    KING SAUDI ARABIA [ lol. perché, tu sei arrabbiato contro di me? lol. ] anche, io credo come, i Boko Haram, che, la cultura Occidentale è un grande peccato.. non solo, io sono anche la MONARCHIA Teocratica! no! figurati! lol. tu hai visto, come, il vento ha alzato la gonna di Michela, la moglie di Obama?.. no! io ho avuto paura di guardare, ed infatti, i satanisti della CIA, che, hanno il controllo del mio computer, loro ti possono dire che, io non ho guardato! ma, come, se, lei aveva il vestito dell'India (in India fanno i vestiti più eleganti del mondo! ), come, poteva accadere, un simile incidente? [ ma, non è quello della gonna, l'incidente più brutto, no! ] ma, è vedere tutti questi giornalisti maniaci sessuali, pervertiti.. che, è soltanto, una vergogna considerare, la cultura Occidentale!


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    ma, è arrivato il momento che tutta la LEGA ARABA, faccia un processo contro se stessa, e si condanni a morte la sua sharia! contrariamente, la loro morte sarà più spietata di quella i Hitler.. questo è quello che i padroni del mondo talmud kabbalah hanno studiato, e progettato contro tutti loro! [ come, islamici non riescono a capire, che, loro stanno lavorando: per fare da: trampolico di lancio: ai satanisti americani Cia FMI 322 Spa, talmud kabbalh? ] Pakistan. Caso di Asia Bibi: è probabile che l’udienza salti ancora. E’ molto probabile che la nuova udienza per il processo di appello di Asia Bibi – la donna cristiana condannata a morte per blasfemia – che è fissata per lunedì 14 aprile, slitti nuovamente. Si tratterebbe dell’ennesimo rinvio, questa volta “per ragioni amministrative interne alla Corte”. Lo riferisce all’agenzia Fides l’avvocato difensore della donna, Naeem Shakir, spiegando: “Il primo collegio...»
    


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    UCRAINA -- l'unica possibilità per impedire la annessione delle popolazioni russofone, alla Russia, è quello di impedire: lo smembramento della Nazione?, è quello di diventare una Nazione cuscinetto, imparziale, neutrale e realizzare un governo federale, con regioni ad autonomia speciale.. questa è la soluzione politica, che, io ti posso consigliare! in questo modo, tu potrai godere dei contributi economici di entrambi!


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    soltanto, gli atti terroristici di: USA UE NATO, Turchia LEGA ARABA, in tutto il mondo, sono diventati: atti di prezioso patriottismo e virtù! la loro verità stuprata, è la puttana di Rothschild SS.nazi, Imf Spa.. quello che dice la Polonia è stupido, se si rompe il vaso di Pandora?, nessun americano potrà salvare la loro vita! ] Russia's Jittery Neighbors Call for NATO Support. move comes as Foreign Minister calls on Russia to end 'provocative actions' after gunmen seize more buildings in eastern Ukraine. By Ari Soffer
    First Publish: 4/12/2014, Pro-Russian militiaman behind a barricade at occupied gov't building in Donetsk
    Pro-Russian militiaman behind a barricade at occupied gov't building in Donetsk. Reuters
    Ukraine's interim government has accused Russia of orchestrating unrest in the country, after gunmen seized several further government buildings in eastern Ukraine.
    It comes just days after government buildings in Donetsk were seized by protesters in the majority Russian-speaking east of the country, who are demanding a union with Russia.
    On Saturday, pro-Russian militiamen stormed a security services headquarters and a police station in the town of Sloviansk, and other seizures of government buildings were reported in Druzhkovka.
    A regional police spokesman said armed men were bussed to the town's police station.
    "Six or seven unknown persons got out. They fired several shots in the air and attempted to storm the police department," he said, according to the BBC.
    Responding to the fresh violence, Ukrainian interim Foreign Minister Andrei Deshchytsia called on the Kremlin to end "provocative" actions by its agents.
    Ukrainian officials have previously accused Russian military and intelligence officials of direct participation in unrest in the Crimea, which Russia formally annexed last month.
    For its part, Russia has denied any involvement in the unrest. But Ukraine and western government alike have expressed concern over the 40,000 Russian troops amassed along near the Ukrainian border, raising concerns of another de facto military invasion in Ukraine - particularly amid calls by some pro-Russian protesters for Moscow to do just that. But Russia's Foreign Ministry insisted Wednesday that there is "no reason for concern" about the presence of Russian forces, which it claims are merely in the midst of training exercises. "Russia has repeatedly stated that it does not conduct unusual or unplanned activities which are militarily significant on its territory near the border with Ukraine," the Foreign Ministry said, calling accusations of a planned attack "groundless." Calling for NATO help Meanwhile, Russia and Ukraine's jittery Eastern European neighbors have urged NATO to provide ground troops and other forms of military support as a means of deterring Russia from seizing territory in regions with Russian-speaking majorities.
    Estonia, Latvia, Lithuania, Poland and Romania have all turned to the western alliance in moves which hark back to the Cold War era.
    Estonian Defense Minister Sven Mikser is set to meet NATO chief Fogh Rasmussen in Brussels on Monday, and said talks were already underway "about having NATO rotating land units in our region", according to AFP.
    Lithuanian Defense Minister Juozas Olekas said a NATO presence in his country "could take various forms - from instructors to permanently deployed land, naval, special operation or air forces."
    And Poland's opposition leader has suggested that only installing US military bases in his country would deter Moscow's “expansionist ambitions”.


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    Malaysia Pilot Attempted to Make Call Before Plane Disappeared [ l'unica verità possibile, è che, i satanisti CIA, sono diventati una struttura mondiale del NWO, con strutture deviate dello Esercito che non obbeiscono più ai loro Governi! tutte le vite del genere umano, ora sono, sotto una estrema minaccia! ] 'Unidentified sources' claim co-pilot tried to make a desperate call just before the plane disappeared on radar. But is it true? Little progress has been made in the official investigation over Malaysia Airlines Flight 370, which disappeared en route from Kuala Lumpiur to Beijing on March 8.
     But critics have accused at earlier stages of the investigation that the Malaysian government has been slow - or secretive - about progress in the search for the missing plane. To add to the confusion, a separate source told the New Straits Times Saturday that another possibility remains: that the phone was turned on - but a call was never made. The news is the latest in the Malaysia Airlines Flight 370 case, which has been the subject of international attention after it disappeared without a trace last month.
    An extensive search across the massive Indian Ocean has produced mixed messages from government officials, as bereaved families are fed hope on the one hand, and told the flight has not yet been found on another.


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    king Saudi Arabia --- ovviamente, Unius REI è la morte di ogni Stato massonico, senza sovranità monetaria.. quindi, sarebbe la fine, anche, per Israele anche!.. e questo si può fare, perché, gli israeliani sono troppo codardi, per carbonizzare tutta la LEGA ARABA!


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    io non sono un codardo di ipocrita, come gli israeliani! ] There Has Never Been a Palestinian State! è una truffa della Arabia Saudita, Lega ARABA, per realizzare il Califfato mondiale e fare il genocidio del genere umano, questo significa jihad UMMA aumma aumma! [ ma, questa visione storica, non è un motivo importante per me! io sarei felice con tutti i paestinsi del mondo, se, Arabia Saudita mi da il deserto della Madiana, e se, viene condannata la sharia. in tutto il mondo. contrariamente, tutti i palestinesi,(come tutti i musulmani: sono i terroristi sharia! ) quindi, devono essere deportati in Siria tutti.. e questo deve essere fatto immediatamente! ] That's a Lie'. In an animated CNN interview, Jewish Home head Naftali Bennett reiterates his calls for a 'new approach', rejects 'two-state solution'.
    By Ari Soffer. First Publish: 4/10/2014,
    Economics Minister and Jewish Home party leader Naftali Bennett has continued his calls to annex parts of Judea and Samaria, in response to the repeated failure of peace talks with the Palestinian Authority. Following a letter yesterday to Prime Minister Netanyahu, in which he urged the PM to implement his "Plan B" alternative to a "two-state solution" with the PA, Bennett took his message to the international media last night, in an interview with CNN. Dismissing suggestions that Israel was responsible for the collapse of peace talks by building homes in Jerusalem, Bennett pointed out that the talks had already ground to a halt after PA leader Mahmoud Abbas refused to even recognize Israel's existence as the nation-state of the Jewish people, while simultaneously demanding Israeli recognition of a "Palestinian homeland." "The reality... is that the era of these negotiations is over - it's time for plan B... a new approach," he said. "The approach that we've been applying for 20 years now clearly has reached its end." Bennett rejected out of hand calls for Israel to freeze construction in Jewish neighborhoods in Jerusalem, as part of proposals to eventually partition the city between the Jewish state and a future "Palestinian state". "Jerusalem has been the Jewish capital for just about 3,000 years, and just like I would never suggest to freeze building in London, where you're sitting" Israel should not be expected to "freeze our own building in our own state", he said. Responding to his interviewer's claim that "there has been Palestinian life in Jerusalem for thousands of years," he retorted: "You're talking about a Palestinian presence? Has there ever been a Palestinian state? Show me what its flag was, show me what its anthem was, show me who its leader is - show me anything that mentions the word 'Palestinians' more than 65 or 80 years ago.
    "There has never been 'Palestinian state' - that's one of the big lies that they've managed to press forward. The reality is that it's been the Jewish land for 3,000 years, it's still our land." Unlike initiatives until now, his "new approach" would be achieved "from the bottom up" - most crucially by investing on the ground in initiatives to improve the quality of life for Jews and Arabs alike in Judea and Samaria - he explained.
    Under the plan, which Bennett has advocated for since his entrance into politics, Israel would annex "Area C", where all Jewish communities are located, but only a small number of Arab towns and villages.
    those roughly 40,000 Palestinian Arabs living in Area C would be offered Israeli citizenship, while Areas A and B would be granted full autonomy from Israel.
    Area C refers to the portions of Judea and Samaria under full Israeli control, whereas Areas A and B are under full or partial PA control respectively.


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    Psalm 74 ] [ fuck you , goat Saudi Salafi wahhabita, with all your false allies Satanists bush kerry 322 , to which you are preparing for World War II, on a silver platter! stop a fare usare le armi chimice in Syria! ] 1. The choir. On "Do not forget."
    Psalm. Asaph. Canto. 2. We give you thanks , O God , we thank :
    in your name , tell your wonders.
    3. During the time I have established
    I will judge uprightly. 4. He shakes the earth , with its inhabitants,
    I hold firm its pillars. 5. Dico who boasts : " Do not boast."
    And to the wicked, 'Do not raise your head. "
    6. Did not raise your head against the sky,
    do not say insults to God
    7. Not from the east , not west,
    not from the desert, from the mountains
    8. , But by God, the judgment :
    is he, who , down one , and exalts another.
    9. Since , in the hand of the Lord is a cup
    full of drugged wine. He pours : to the dregs , they will have to put up with ,
    they shall drink, and all the wicked of the earth.
    10. Instead I will rejoice , forever,
    sing praises to the God of Jacob.
    11. Will crush all the arrogance of the wicked ,
    then, you will raise the power of the righteous.


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    Salmi 74 ] [ fottiti, caprone saudita salafita, con tutti i tuoi falsi alleati satanisti bush 322 kerry, a cui tu stai preparando la guerra mondiale, su un piatto d'argento! ]
    1. Al maestro del coro. Su «Non dimenticare».
    Salmo. Di Asaf. Canto.
    2. Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie:
    invocando il tuo nome, raccontiamo le tue meraviglie.
    3. Nel tempo che avrò stabilito
    io giudicherò con rettitudine.
    4. Si scuota la terra, con, i suoi abitanti,
    io tengo salde le sue colonne.
    5. Dico a chi si vanta: «Non vantatevi».
    E agli empi: «Non alzate la testa!».
    6. Non alzate la testa, contro, il cielo,
    non dite insulti a Dio.
    7. Non dall'oriente, non dall'occidente,
    non dal deserto, non dalle montagne
    8. ma, da Dio, viene il giudizio:
    è lui, che, abbatte l'uno, e, innalza l'altro.
    9. Poiché, nella mano del Signore è un calice
    ricolmo di vino drogato.
    Egli ne versa:
    fino alla feccia, ne dovranno sorbire,
    ne berranno, tutti gli empi della terra.
    10. Io invece esulterò, per sempre,
    canterò inni al Dio di Giacobbe.
    11. Annienterò tutta l'arroganza degli empi,
    allora, si alzerà la potenza dei giusti.


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    Una repubblica basata sulla fede che reprime i fedeli ] mostri islamici in ONU USA UE NATO, per soffocare Israele, ed il genere umano! ] ]. [ I figli di Adamo sono membra dello stesso corpo Perché nella creazione ricevono tutti l’identica natura Quando sventura getta un membro nel dolore alle altre membra non resta più riposo Oh tu che non ti curi del dolore altrui Certo non meriti d’esser chiamato Uomo! Saadi (12001292)
    ] La legittimità della Repubblica Islamica viene dalla fede. Il paese ha come religione di stato e fonte delle proprie leggi la fede sciita duodecimana. Si potrebbe pensare che in uno stato che trae la propria legittimità dalla fede, ci sia posto e rispetto per le altre fedi, o almeno per le religioni abramitiche. Non è precisamente così. In Iran sono poco tollerati anche i sunniti, pur essendo la corrente maggioritaria dell’islam, e così i seguaci delle varie scuole mistiche e sufi, anche loro musulmani. Questo, per non parlare degli ebrei, dei cristiani e degli zoroastriani, seguaci dell’antica religione dei persiani. Questi fedeli, pur appartenendo a religioni ufficiali e avendo diritto anche ad alcuni seggi nel Majlis, il Parlamento, sono soggetti a forti restrizioni e notevoli discriminazioni. Di fatto, il sistema politico della Repubblica Islamica riconosce la fede sciita duodecimana come quella “giusta”, le altre religioni sono considerate “sbagliate”. Questo per non parlare di altre fedi, come per esempio la religione Baha’i o il buddismo che sono dichiarate fuorilegge nella Repubblica Islamica. Sfogliando le sentenze di condanna di molti oppositori, soprattutto militanti curdi o beluci, incontriamo spesso la parola mohareb, che tradotta letteralmente significa “nemico di Dio”. La condanna prevista per questo reato è la pena capitale. Un’altra accusa che fa tremare i dissidenti, è quella di essere considerati mortad, cioè apostata. Anche qui la pena prevista è quella capitale. è stato definito mortad un pastore evangelico di nome Yousef Nedarkhani, che attende in carcere l’impiccagione. è un mortad anche il rapper Shahin Najafi, che per sua fortuna vive protetto dalla polizia tedesca in Germania. La colpa del pastore Nedarkhani è quella di essere nato in una famiglia musulmana che ha deciso di cambiare fede e abbracciare quella cristiana. Shahin Najafi ha invece scritto una canzone nella quale, con un linguaggio satirico, parla con il decimo imam degli sciiti, Ali al Hadi al Naghi. Secondo le relazioni annuali che vengono diffuse sulle discriminazioni religiose nel mondo, la situazione nella Repubblica Islamica è peggiorata notevolmente negli ultimi tre anni e le minoranze religiose in Iran subiscono maggiori pressioni rispetto agli anni precedenti. Nell’ultimo rapporto annuale dell’organizzazione Open Doors, che esamina la situazione dei cristiani nel mondo, l’Iran è collocato al quinto posto nell’elenco dei paesi dove i diritti delle minoranze religiose non sono rispettati. Prima dell’Iran, in ordine, si trovano la Corea del Nord, l’Afghanistan, l’Arabia Saudita e la Somalia. Secondo la Ong iraniana Human Rights News Agency, il 2011 è stato un anno particolarmente duro per le minoranze religiose: 378 appartenenti alle fedi non sciite sono stati arrestati; 116 di loro sono stati condannati a 3.776 anni di carcere e a 250 colpi di frustate. Di questi, circa 260 erano musulmani che hanno aderito a varie chiese cristiane. In Iran la repressione colpisce soprattutto le chiese cristiane non etniche. I cristiani armeni e assiri godono di una maggiore libertà di azione, anzitutto perché difficilmente accettano conversioni, poi perché le loro cerimonie e la loro letteratura religiosa non è in lingua farsi, ma in armeno o assiro. Al contrario della chiesa cattolica assira o di quella ortodossa armena, le chiese evangeliche, presbiteriane, pentecostali e altre sono nel mirino perché formate quasi esclusivamente dai convertiti e perché praticano le loro cerimonie religiose in farsi e sono aperte a tutti, anche ai non cristiani. Si calcola che negli ultimi dieci anni, il numero dei convertiti a queste chiese abbia raggiunto il mezzo milione di persone. Quelli più duramente colpiti rimangono senza dubbio i seguaci della fede Baha’i. Dall’agosto del 2004 a oggi, secondo quanto riportato dal relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran, sono finiti in carcere 474 seguaci della fede Baha’i, 112 dei quali sono ancora detenuti. Nei 33 anni della Repubblica Islamica oltre 200 Baha’i sono stati fucilati. I seguaci di questa fede non possono frequentare le università né accedere a molte professioni. Da cinque anni i sette componenti del coordinamento delle associazioni dei Baha’i (tre donne e quattro uomini) si trovano in carcere. Devono scontare una pena di 20 anni. Un altro caso di cui si è occupata molto la stampa negli ultimi anni è quello dell’ayatollah Seyyed Mohammad Hossein Kazemeini Borujerdi, un esponente del clero sciita che predica la separazione della fede dallo stato e si è sempre espresso contro il concetto di velayat faghih (Guida Suprema). Borujerdi si trova in carcere dal 2006 per scontare una condanna a 11 anni. L’ayatollah Borujerdi, che ha seguaci in tutto il paese e anche all’estero, secondo quanto affermano le organizzazioni che si occupano dei diritti umani, è stato torturato in più occasioni e sottoposto a forti pressioni per pentirsi e riconoscere l’autorità dell’ayatollah Khamenei.
    http://www.unacitta.it/flip/iran/index.html#/31/zoomed
    Quaderno della Fondazione Alexander Langer Stiftung, Onlus ottobre 2012 Responsabile: Enzo Nicolodi Hanno collaborato: Nina Sadeghi, Mohsen Farsad, Sabri Najafi, Serena Rauzi, Edi Rabini Opera di copertina dell’artista iraniana Parastou Forouhar Fotoreportage di Enzo Nicolodi Poesie selezionate da Nina Sadeghi Grafica, impaginazione e realizzazione: Una Città soc. coop. – Forlì (www.unacitta.it) Stampa: Galeati, Imola (BO) Fondazione Alexander Langer Stiftung, Onlus – via Bottai/Bindergasse, 5 – (I) 39100 Bolzano/Bozen C.F. 94069920216 St. Nr. Tel. e Fax 39 0471 977691 info@alexanderlanger.net www.alexanderlanger.org Cassa di Risparmio/Südtiroler Sparkasse IBAN: IT91S0604511613000000555000 BIC: CRBZIT2B059 Realizzato con il contributo della Presidenza della Provincia di Bolzano – Ufficio Affari di Gabinetto
    http://veromedioriente.altervista.org/esempi_sharia.htm
    Qualche esempio della legge islamica Sharia Parte 1
    Tante e tali scelleratezze non sono follie o perversioni individuali. Non sono gesti scomposti messi a segno da menti malate. Sono l’applicazione pratica di un’ideologia religiosa priva di pietà, di un credo senza scale di grigio avvitato in una spirale di violenza che non prevede null’altro se non la difesa dei propri simili e l’odio per tutti gli altri. >>
    Come premessa bisogna dire che l'Islam non è una religione come il cristianesimo, né ha una storia o una ideologia paragonabile. Nell'Islam non c'è alcuna differenza tra Stato e religione, quindi ogni paese a maggioranza islamica diventa una teocrazia, cioè un paese governato dalle leggi islamiche, che si chiamano Sharia e sono qualcosa di completamente diverso dalle leggi dei Paesi Europei o Americani. Lo scopo dell'Islam è sempre stato lo stesso: conquistare il mondo e sottometterlo alla Sharia, e tuttora viene perseguito con molto impegno, usando anche l'arma dell'immigrazione. Alla Sharia devono sottomettersi tutti, anche le persone di altra religione come i cristiani.
    Come spiegato qui, nel Cristianesimo ci sono due autorità, Dio e Cesare, la Chiesa e lo Stato. Nell'Islam fino a poco tempo fa non c'era distinzione tra le due istituzioni. In arabo non esistono le parole "laico" ed "ecclesiastico", "sacro" e "profano", "spirituale" e "temporale" perché, spiega Lewis, la dicotomia che esprimono, profondamente radicata nel pensiero cristiano, è rimasta sconosciuta fino a tempi relativamente recenti e ci è arrivata come prodotto di un'influenza esterna.
    L'ebraismo si fonda su Mosè che ha liberato il suo popolo, ma il profeta non è riuscito a entrare nella Terra promessa. Cristo è morto sulla Croce e i suoi seguaci sono stati perseguitati per secoli fino alla conversione di un imperatore romano. Maometto, invece, profeta e fondatore dell'Islam, è morto da generale vittorioso e da capo di uno stato che in poco tempo si è trasformato in un impero. Da comandante in capo del mondo islamico, Maometto guidava eserciti, dichiarava le guerre e siglava la pace, imponeva le tasse e raccoglieva le imposte, stabiliva le leggi e le faceva applicare. Nella tradizione islamica, religione e stato sono la stessa identica cosa. Potere e fede non sono scindibili, a differenza delle altre religioni abramitiche.
    Il Cristianesimo è cresciuto nel momento del crollo di un impero. La Chiesa ha dovuto creare le sue istituzioni per far fronte al declino di Roma. L'Islam, invece, è prosperato come collante e base di un vasto impero fondato sui suoi principi. Nel mondo cristiano il potere di governo proviene dal popolo o, nel caso delle monarchie, dal legame dinastico. Nell'Islam arriva direttamente da Dio. Il capo di governo nel mondo islamico è anche l'autorità religiosa. Le leggi sono volontà di Dio. Rispettarle diventa un obbligo religioso. La disobbedienza è un peccato, non solo un crimine.
    I fondamentalisti islamici non esistono, spiega Lewis. Il concetto di fondamentalismo è cristiano. È un concetto nato negli Stati Uniti per definire le chiese che si differenziavano dal mainstream protestante per una maggiore obbedienza alla letteralità dei testi sacri, senza la mediazione di una casta ecclesiastica. Nell'Islam su questo non c'è discussione: tutti, moderati ed estremisti, credono, praticano e accettano la divinità del testo coranico. Il Corano è la parola di Dio, è stato scritto direttamente da Maometto su dettatura di Allah. In alcuni stati islamici, come Arabia Saudita, Kuwait, Bahrain, Yemen e Emirati, la sharia è la fonte primaria delle leggi. In altri paesi musulmani è vietato approvare leggi contrarie ai principi fondamentali dell'Islam. In Iran, una bambina di 9 anni può essere data in sposa. Nove anni. Non è stupro, perché è l'età di Aisha quando sposò il cinquantenne Maometto.
    La visione della Sharia diffusa tra i non mussulmani è qualcosa di fortemente distorto, sembra quasi che la gente la equipari alle leggi delle democrazie occidentali, finendo così completamente al di fuori dalla realtà. Pertanto, qui di seguito si faranno degli esempi pratici della legge islamica Sharia.
    Forse l’occidente dovrebbe capire che un islamista è un islamista e che una mente libera e rispettosa della libertà è tutt’altra cosa. Non esiste l'Islam moderato, l'estremismo islamico, l'Islam politico, l'Islam radicale, l'Islam militante, ecc.: sono tutti termini inventati dall'Occidente per restare nel politicamente corretto tanto caro alla cultura moderna. È vero che esistono musulmani che si dichiarano sinceramente moderati, dice Wilders, che lo siano veramente a lui va bene, ma l’islam in sé non lo è per niente. L'Europa e l'Italia in un futuro prossimo dovranno fare i conti con gruppi numerosi che vorranno imporre leggi che consentiranno cose come le seguenti.
    Nota: nelle pagine successive sono disponibili ulteriori approfondimenti.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41615
    Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 28/09/2011, a pag. 23, l'articolo di Cecilia Zecchinelli dal titolo " Guidava l'auto, 'multata' con dieci colpi di frusta ". Da LIBERO, a pag. 19, l'articolo dal titolo "Perseguitata a 13 anni per un errore a scuola". Da REPUBBLICA, a pag. 19, l'articolo di Vincenzo Nigro dal titolo " Impiccate quel pastore cristiano ". Ecco i pezzi: CORRIERE della SERA Cecilia Zecchinelli : " Guidava l'auto, 'multata' con dieci colpi di frusta "
    «Siamo sorprese, scioccate, furiose. Non hanno voluto che la nostra gioia durasse più di un giorno, è una notizia terribile per noi saudite e per tutti gli uomini che appoggiano la lotta per arrivare alla parità». Najla Haddad, capo della campagna Biladi (mio Paese) per il diritto al voto delle donne in Arabia, al telefono da Gedda commenta a caldo l'ultima notizia: la condanna a dieci frustate di una giovane donna, Shayma Ghassaniya, per aver guidato in luglio nel Regno. Una cosa mai successa nel solo Paese al mondo che proibisce alle sue cittadine di prendere il volante, nonostante non esistano leggi in proposito, solo un vago editto religioso e il rifiuto delle autorità di rilasciare loro patenti. Una doccia fredda dopo l'annuncio di re Abdullah, domenica, che le saudite potranno votare e candidarsi alle amministrative nel 2015, concessione che la stessa Najla aveva salutato come un «primo passo» nonostante per molti (e molte) sia troppo poco e lontana nel tempo. «Il giudice di Gedda che ha condannato Shayma alla frusta ha lanciato un chiaro messaggio: voi donne siete sempre sotto il nostro controllo, non illudetevi. Ma è inaccettabile, come lo è il fatto che altre due guidatrici, Najla Hariri e un'altra, rischino ora la stessa condanna», continua Haddad, per la quale poco cambia che Shayma sia ricorsa in appello e la pena per il momento non venga inflitta. Finora, come per gli uomini sorpresi a guidare senza patente, la polizia si limitava a multare le saudite che osavano sfidare il divieto, per altro tutte in possesso (come Shayma) di patente internazionale. Lo scorso 17 giugno erano state più di 200 a farlo: oltre alla multa, se fermate, avevano dovuto firmare un impegno a «non farlo mai più», i mariti (o padri) erano stati convocati in commissariato, qualcuna aveva passato un po' di giorni in cella. Ma nessun caso era finito in tribunale. E le frustate, previste dalla sharia solo per delitti gravi, non erano state nemmeno immaginate, anche se accanto al fiorire di pagine Facebook delle attiviste, negli ultimi mesi altre ne sono state create dai (tanti) sostenitori delle punizioni corporali per mogli o sorelle dai comportamenti «indecenti», guida compresa. Proprio su Facebook, Twitter e via sms, la rabbia ieri è esplosa in Arabia. Intanto Mohammad Al Qathani, capo dell'Associazione per i diritti civili, da Riad denunciava l'arresto di un'altra guidatrice e la repressione di una miniprotesta di donne davanti al ministero dell'Istruzione, pure questo un inedito o quasi. «Ma molte di noi, e io concordo, preferiscono non sfidare apertamente il governo, la forza serve poco in questo Paese — sostiene Haddad —. Il che non significa rassegnarsi, anzi: stiamo mandando una petizione a re Abdullah perché intervenga nel caso di Shayma e ne eviti altri, lavoriamo su una nuova campagna. E visto che il diritto al voto è previsto solo per il 2015 abbiamo chiesto al sovrano che parte dei consiglieri che spetterà a lui nominare nei nuovi consigli comunali, già nei prossimi giorni, siano donne. Stiamo aspettando la sua risposta».


    allGiacintoAuriti

    i mostri islamici in ONU USA UE NATO, per soffocare Israele, ed il genere umano! ] http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=32956
    Riportiamo dal FOGLIO di oggi 20/01/2010, a pag. 3, l'analisi di Carlo Panella dal titolo " Che cosa ci dicono queste terribili 48 ore di notizie dalla sharia ".
    E’impressionante la serie di notizie che il mondo della sharia ci ha riversato nelle ultime 48 ore. Nella città di Jos in Nigeria è stato imposto il coprifuoco dopo gli incidenti tra musulmani e cristiani che hanno fatto 26 morti e 300 feriti, 3.000 abitanti sono stati trasferiti per ragioni di sicurezza. A Mosul, in Iraq, è stato trucidato a colpi di pistola il sirocristiano Youssif Joris, in concomitanza con i festeggiamenti per l’insediamento del vescovo caldeo; è la quinta vittima cristiana in 30 giorni nella città. In Pakistan, il tribunale di Faisalabad ha condannato all’ergastolo a causa della “legge sulla blasfemia” il giovane cristiano Imran Masih, accusato di avere bruciato versetti del Corano “per offendere i sentimenti dei musulmani”; a oggi, mille sono i cristiani incriminati sulla base di questa legge e 33 sono i cristiani uccisi da singoli musulmani o linciati da folle inferocite per blasfemia. In Iran, il procuratore di Teheran ha chiesto al tribunale la condanna a morte per cinque manifestanti, arrestati durante gli incidenti dell’Ashura, contestandogli il reato di Moharebeh (essere nemici di Dio), segnando così una svolta drammatica: chiunque manifesti contro il regime può essere condannato a morte. In Italia è stato arrestato ieri a Fano, con la moglie, il pachistano Aktar Mhamoo, che lunedì aveva rapito la figlia per imporle di seguire la sharia e non i “costumi corrotti”; la ragazza era in precedenza stata assegnata dal tribunale a un centro di assistenza in seguito alle percosse subìte dal padre. A questa serie va poi aggiunta la fatwà emessa sei giorni fa in Yemen dallo sheikh Abdelmajid Zendani e dai principali ulema con cui si proclama il jihad contro ogni prospettiva di intervento militare nel paese degli Usa – o di “stranieri” – per contrastare al Qaida (come prospettato imprudentemente per giorni da fonti della Casa Bianca).
    Come si può constatare, è impossibile separare le iniziative dei terroristi islamici da quelle di folle islamiche, da quelle di tribunali islamici di paesi “moderati”, da quelle della giustizia islamica di paesi “fondamentalisti”, dalle convinzioni di un normale emigrato, che lavora da anni in Italia, ben inserito, che ritiene di dovere imporre l’“autorità tutoria” che la più diffusa sharia gli riconosce su una figlia.
    E’ evidente la radice comune di queste tragedie, che riportano a un nodo unico: i modelli di riferimento del terrorismo islamico sono inscindibili con quello di tutte le componenti maggioritarie dell’islam e hanno nella sharia ortodossa la loro forza generante. Solo la chiesa, con la svolta impressa ieri dal sinodo dei vescovi per il medio oriente, ha colto e denunciato questo nesso, segnando un superamento netto di 40 e più anni di sterile “dialogo interreligioso: “La crescita dell’islam politico nelle società musulmane a partire dagli anni 70 ha prodotto correnti estremiste che rappresentano una minaccia per tutti, cristiani e musulmani, e noi dobbiamo affrontarle insieme”.
    Questa definizione di “islam politico” non è casuale: permette ai vescovi cattolici di evocare uno scontro frontale interconfessionale, ma si riferisce al nodo shariatico. Purtroppo, però, l’impostazione seguita da Obama nel discorso del Cairo del 4 giugno scorso nega qualsiasi nesso tra qualsiasi componente islamica e i nodi di crisi disseminati in medio oriente, laddove – sia pure solo in nuce – i riferimenti di George W. Bush all’Asse del male indicavano tutt’altro percorso.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=31623
    Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 17/10/2009, a pag. 2, l'articolo di Giulio Meotti dal titolo " Mai più Sanaa. Ecco il bollettino di guerra sulla sharia in Italia ".
    Roma. Le donne come “l’altro” per antonomasia, da sottomettere in tutto e per tutto per ricostruire dalle fondamenta una società assolutamente conforme alla sharia, la legge islamica che deve essere imposta con ogni mezzo. Anche per quest’anno il telefono verde “Mai più sola” ha raccolto, sette giorni su sette e 24 ore su 24, il grido delle donne musulmane che vivono in Italia e che sono state vittime di violenza legata alla sharia.
    Un progetto da cui emerge un mattinale di agonia che si perde nella cronaca delle nostre province. Dal 1 novembre 2008 al 31 agosto 2009, le telefonate ricevute dal numero verde hanno raggiunto quota 5.478 (provenienti per la maggior parte dal Nord Italia). Dietro c’è l’idea che il miglioramento della condizione femminile è il punto di partenza e di arrivo per un futuro di reale integrazione dell’islam in Italia. Tra le motivazioni principali delle telefonate ci sono i costumi barbari del ripudio, della poligamia e dell’escissione. Pochi sanno, oppure lo sanno ma lo ignorano, che in Italia, nonostante una legge del gennaio 2006 protegga la donna da simili pratiche, ci sono tra le trenta e le cinquantamila donne che hanno subito la mutilazione genitale.
    Donne costrette sotto minaccia ad accettare la presenza di una o più mogli sotto lo stesso tetto coniugale, nell’Italia dove la poligamia è reato. Le minacce spesso si concretizzano in un rimpatrio forzato della legittima consorte nel paese d’origine per far posto alla nuova moglie. Ragazze musulmane picchiate, umiliate, segregate in casa, punite con violenza fisica e psicologica solo per aver desiderato di innamorarsi di un compagno di classe, di indossare jeans aderenti, di andare al cinema, di frequentare amici cristiani, di convertirsi a un’altra fede, di avere un tono troppo aperto nel parlare, di voler studiare, di cercare il divorzio o di non abbassare lo sguardo. Poi c’è il vero e proprio bollettino di guerra. “Di loro rimane solo una ferita nel nostro tempo, nella società sorda in cui hanno vissuto”, dice la deputata Souad Sbai che ha forgiato l’iniziativa con l’Associazione delle Donne Marocchine in Italia. Sono le ragazze morte ammazzate.
    Ricordano quasi tutte Neda Soltan, la ragazzaicona della rivolta in Iran. Una guerra combattuta a fari spenti dall’islamismo più oscurantista e troppo spesso da noi occultata dietro alla ben più addomesticabile “violenza familiare”. Decine i casi che vale la pena ricordare. Bouchra, 24 anni, uccisa a Verona, a coltellate, dal marito perché si rifiutava di portare il velo e viveva “da occidentale”. Kabira, 28 anni, accoltellata a morte dal marito, esibiva abiti occidentali e “offendeva l’islam”. Darin Omar, uccisa dal marito perché si era fatta assumere in un call center. Hina Salem, soffocata con un sacchetto di plastica dai suoi familiari, infine decapitata e sepolta con la testa rivolta verso la Mecca perché frequentava un ragazzo italiano e rifiutava il matrimonio forzato impostole.
    Fatima Saamali, uccisa in una statale presso Aosta, perché poco prima aveva denunciato alla polizia i continui maltrattamenti del marito. Malka, 29 anni, strangolata dal marito per i suoi atteggiamenti “occidentali”. Fatima Ksis, 20 anni, uccisa a coltellate dal fidanzato per averlo disonorato con il suo comportamento “troppo indipendente”. Sobia, avvelenata dai familiari, perché non si dimostrava “sufficientemente sottomessa”. Naima, accoltellata dal marito perché voleva riprendere con sé i figli sequestrati in Marocco. Fouzia, strangolata dal marito sotto gli occhi della figlia di tre anni, il corpo abbandonato in un giardino pubblico, considerata “infedele” perché aveva cominciato a seguire uno stile di vita moderno. Sanaa Dafani, sgozzata dal padre a Pordenone per la scandalosa relazione con un ragazzo italiano. Queste maschere mortuarie occidentali confutano chi tenta di negare che vi sia una connessione tra i delitti d’onore e l’islam.
    Conoscere le loro storie potrebbe essere un buon inizio per decostruire il fanatismo che ha spento le loro vite e minaccia le nostre più preziose libertà. Leggiamo stupefatti di come i Talebani armati di pistola ad acqua carica di acido solforico vadano in giro per Kabul a sfregiare il volto delle studentesse. In Italia una ragazza di nome Amal, 26 anni, è stata investita dal marito semplicemente perché voleva andare dal parrucchiere. Se siamo in Afghanistan per combattere l’oscurantismo di chi vorrebbe tornare a riempire gli stadi di donne da lapidare, è anche per queste ragazze musulmane uccise nelle nostre città. E’ la stessa ferocia che fa razzia di ogni diritto e bellezza.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=31163
    LIBERO Carlo Panella : " Sgozzava in nome di Allah e poteva essere italiano "
    Carlo Panella. Sanaa Dafani è stata sgozzata nel nome dell’islam, non di tradizioni antiche, non del codice d’onore. Un islam retrivo che proibisce in nome di Allah il matrimonio (e men che meno i rapporti sessuali) tra una donna musulmana e un cristiano, o un ebreo, o un agnostico. Un Islam anche “moderato” che non punisce con la morte questa grave violazione della sharia –in questo, l’atrocità è tutta del padre ma che la considera peccato grave, e quindi un reato penale. Un Islam che permette al maschio di sposare una cristiana, perché i suoi precetti esaltano una famiglia – e quindi la società basata su un rapporto di violenza del maschio sulla femmina, eterna minorenne, destinata alla “tutela” dei parenti uomini e che quindi diventerebbe “apostata” se sposasse un cristiano.
    Sbaglia dunque colpevolmente, chi attribuisce questo delitto alla tradizione del “delitto d’onore”, facendo finta di non sapere che il padre musulmano ha sgozzato Sanaa non obbedendo a modo suo a un codice ancestrale, ma a una precisa disposizione della sharia. Una disposizione coranica predicata in tutte le moschee italiane gestite dall’Ucoii e che è legge nei codici saudita, iraniano, algerino, egiziano e anche marocchino.
    Per il padre, Sanaa, commetteva non solo un peccato, ma anche un reato: questo ha armato la sua rabbia barbara. E’ incredibile che Jean Léonard Touadi, deputato del Pd, eviti, come tutti i deputati del Pd, di riconoscere la matrice islamica –sia pur deviata in questo assassinio e sostenga che “l’integrazione è la via maestra per evitare conflitti culturali che, in alcuni casi, possono portare ad eventi delittuosi. Sanaa non è “vittima di un “conflitto culturale”, ma di un “conflitto religioso”, radicato in tutta Europa.
    Tutti sappiamo di Hina Salem –uccisa a freddo, a Brescia dopo un consiglio di famiglia ma non sappiamo di Busra, sgozzata nel giugno 2009 in Germania dal padre con un coltello di cucina, per la stessa violazione della sharia; né di Hatum, massacrata nel febbraio 2005 dal padre e da tre fratelli a Berlino; né di tante altre ragazze –migliaia che in tutta Europa sono state massacrate di botte e segregate perché osavano amare un “cristiano” e quindi violavano la sharia. Se si continua a ignorare questa realtà, se si continua a pensare come fa la senatrice Vittoria Franco, del Pd, che il comportamento del padre di Sanaa è fuori dalla storia” e non si comprende che invece è tutto dentro la storia del fondamentalismo islamico e anche di tanto islam moderato, questa tragedia si ripeterà. E’ dunque indispensabile che venga affrontata in sede politica e legislativa per quello che è smettendo di rifugiarsi in ipocriti appelli all’integrazione. Un esempio: applicando la legge marocchina –che pure è la migliore di tutto il mondo islamico (con quella tunisina e turca) molti funzionari dei consolati del Marocco in Italia, rifiutano alle donne marocchine i certificati anagrafici per sposare un italiano. Si parta da qui, si tratti col Marocco, si imponga una radicale modifica di queste disposizioni. Si introduca un’aggravante per le motivazioni religiose di assassinii come questi.
    Si aggiorni la definizione legislativa della poligamia. In raccordo con il Consiglio della moschea di Roma che rappresenta tutti i paesi islamici, il governo apra un dossier che affronti con moderazione, ma anche totale fermezza nella difesa dei diritti umani, tutti i problemi che la sharia, quella fondamentalista, ma anche quella “moderata”, pone alla convivenza civile in Italia. Solo così si può definire cosa vuol dire integrazione.


    allGiacintoAuriti

    PREGHIERA DEL SIGNORE, IMPOSIZIONE DELLE MANI! EFFUSIONE DELLO SPIRITO SANTO! NOI L'ESERCITO DIO, PER LA MISERICORDIA DEL DIO VIVENTE DI ISRAELE, NOI INVOCHIAMO L'ESERCITO CELESTE, NEL NOME DI GESù! Dio, creatore e difesa del genere umano, volgi il tuo sguardo su questo tuo servo [questa tua serva] N., che hai plasmato [plasmata] a tua immagine e chiamato[ [chiamata] a condividere la tua gloria: l'antico avversario lo [la] tormenta crudelmente, lo [la] opprime con aspra violenza e lo [la] riempie di angoscia e di terrore. Manda su di lui [lei] il tuo Santo Spirito perché lo [la] rafforzi nella lotta, gli [la] insegni a pregare nella tribolazione e lo [la] circondi con la sua efficace protezione. Ascolta, Padre santo, il gemito della tua Chiesa in preghiera: non permettere che questo tuo figlio [questa tua figlia] sia posseduto [posseduta] dal padre della menzogna, né che questo tuo servo [questa tua serva], redento [redenta] dal sangue di Cristo, sia tenuto [tenuta] in schiavitù dal diavolo.
    Non tollerare che il tempio del tuo Spirito, sia dimora di uno spirito immondo. Ascolta, Dio misericordioso, la preghiera della beata Vergine Maria: il Figlio Gesù, morendo sulla croce, ha schiacciato il capo dell'antico serpente e ha affidato alla Madre tutti gli uomini come figli. Risplenda in questo tuo servo [questa tua serva] la luce della tua verità e dimori in lui [lei] la gioia della tua pace. Lo Spirito di santità ne prenda possesso
    e con la sua presenza gli [le] restituisca innocenza e serenità. Ascolta, o Padre, la preghiera dell' Arcangelo san Michele e di tutti gli Angeli, ministri della tua gloria. Tu che sei il Dio delle schiere celesti, respingi la violenza del diavolo. Dio di verità e di misericordia, rendi vane tutte le sue insidie. Dio di libertà e di grazia,
    spezza le catene della sua malvagità. Tu che ami la salvezza dell'uomo, ascolta la voce degli apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, che, per tua grazia, hanno riportato vittoria sul Maligno. Libera questo tuo servo [questa tua serva] da ogni oppressione diabolica
    e custodiscilo [custodiscila] indenne perché restituito [restituita] alla serenità di figlio [figlia] ti ami di tutto cuore, ti serva operando il bene,
    ti renda onore e gloria, e tutta la sua vita sia un canto di lode a te.
    Per Cristo nostro Signore. Tutti Amen.


    allGiacintoAuriti

    tutta la violazione dei diritti umani sharia, SOTTO PROTEZIONE ONU Amnesty i mostri ]
    Il FOGLIO Giulio Meotti : " Hina e le altre ragazze uccise in nome della sharia. Boom di delitti d’onore " Giulio Meotti
    Roma. Avevano appena iniziato a vivere, i familiari le hanno uccise. Hina Saleem venne sgozzata e sepolta nell’orto di casa, presso Brescia. Con la testa rivolta verso la Mecca e il corpo avvolto in un sudario. Hina aveva rifiutato un matrimonio forzato voluto dal padre. L’altroieri, a Pordenone, Sanaa Dafani è stata accoltellata a morte dal padre in un bosco, mentre era in compagnia del fidanzato, un italiano. Una relazione bandita dai suoi genitori di origini marocchine. Non si sa nemmeno quanti siano esattamente i delitti d’onore in Europa. In gergo islamico si chiama “Jarimat al Sharaf”. Spesso queste esecuzioni religiose vengono derubricate sotto la voce “violenza domestica”. Nella moderna Istanbul, che preme per entrare in Europa, si conta un delitto d’onore a settimana. A Gaza dall’inizio dell’anno dieci donne sono state uccise in nome della sharia (una palestinese è stata sepolta viva dal padre). Accade anche in mezzo a noi, a Milano, a Parigi, a Berlino, a Londra. Il settimanale tedesco Der Spiegel scrive che almeno cinquanta donne musulmane in Germania sono state vittime di un delitto d’onore. A Londra almeno dodici ogni anno. A queste vanno aggiunte le “vergini suicide”, le ragazze che si tolgono la vita per sfuggire a un matrimonio forzato. A Derya, 17 anni, la sentenza di morte è arrivata via sms: “Hai infangato il nostro nome, ora o ti uccidi o ti ammazziamo noi”. In Europa risultano “scomparse” migliaia di ragazze musulmane, spesso cittadine europee.
    Ne spariscono decine al mese, tutte allo stesso modo: partono per un viaggio all’estero e sui banchi di scuola o sul posto di lavoro non tornano più. Downing Street stima che ogni anno avvengono tremila matrimoni forzati. In Francia 60mila adolescenti sono minacciate dai matrimoni forzati. Un recente rapporto compilato dal Consiglio d’Europa e redatto dal parlamentare inglese John Austin avverte che “l’uccisione di donne da parte dei membri della famiglia per proteggere il loro ‘onore’ è più esteso in Europa di quanto si pensi”. Sono tante le “colpe” delle vittime dei delitti d’onore: il rifiuto di indossare il velo islamico, l’inclinazione a vestire all’occidentale, a frequentare amici cristiani (fino a convertirsi a un’altra fede) o avere amici non musulmani, la volontà di studiare o leggere libri “impuri”, di cercare il divorzio, di essere troppo “indipendente” o moderna. In Inghilterra Rukhsana Naz è stata uccisa perché aveva rifiutato un matrimonio combinato.
    In Svezia Fadime Sahindal è stata uccisa a colpi di pistola perché si era avvicinata alla cultura occidentale. All’inglese Heshu Yones hanno tagliato la gola perché aveva un fidanzato cristiano. “Troppo occidentale”, avevano detto della francese Sohane Benziane. E’ stata torturata e bruciata viva. Stessa fine per l’olandese Maja Bradaric, perché flirtava con un ragazzo su Internet. Una ventina di coltellate hanno spezzato la vita di Sahjda Bibi, anche lei aveva rifiutato un matrimonio forzato. In Germania Hatin Surucu è stata giustiziata con un colpo alla nuca perché si rifiutava di indossare il velo.
    Un’altra tedesca, Morsal Obeidi, di appena sedici anni, è stata uccisa perché “voleva essere troppo libera”. Lo scorso luglio, nel cuore di Londra, c’è stato uno dei più feroci delitti d’onore. Alle due del mattino un gruppo di musulmani trascina per strada un ragazzo di origine asiatica proveniente dalla Danimarca. Lo pugnalano due volte alla schiena, lo colpiscono alla testa con dei mattoni, gli versano acido solforico sul corpo e in gola. La sua “colpa” era stata quella di frequentare una coetanea britannica di origini pachistane e di religione musulmana.
    La polizia ha evitato per miracolo che la ragazza subisse la stessa sorte. La stessa polizia che ogni anno tratta la “scomparsa” e la morte, in circostanze simili, di un centinaio di ragazze di religione islamica. Due anni fa, sempre a Londra, Mohammed Riaz, di origini pachistane, bruciò vive la moglie e le sue quattro figlie dopo averle chiuse in casa. Riaz trovava ripugnante il fatto che la figlia volesse diplomarsi o potesse rifiutare il matrimonio combinato. Ciò che lo spinse ad appiccare l’incendio, scrive il Telegraph, fu soprattutto il fatto che le donne avevano servito alcolici durante una festa per il figlio, malato di cancro terminale. E’ in questo mondo di sottomissione e fanatismo domestico, segnato spesso dall’escissione del clitoride, che germina l’odio islamista. Singolare che le vite di queste ragazze ci interessino quando è già troppo tardi.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=31154
    Dovreste essere contenti, fra un po' la sharia arriverà anche da noi, gli immigrati ci civilizzeranno
    L'avete letto ieri su un articolo del Corriere riportato da IC, ma ve lo riporto per comodità. Se siete di Aceh, Indonesia, ci sono alcune novità legali, per quanto riguarda la vostra vita privata. Prendete nota, per favore
    Pene: Chi fa sesso prima del matrimonio, 100 frustate con la canna.Chi commette atti deliberati di lesbismo o omosessualità, 100 frustate e una multa di 1000 grammi d'oro o 100 mesi di prigione. Stupro, da 100 a 200 frustate o da 100 a 200 mesi in prigione. Pedofilia, come lo stupro, ma in più la multa. Adulterio, morte per lapidazione.
    Obblighi: il velo. Pregare 5 volte al giorno.
    Divieti: alcol e scommesse.
    Sto parlando del medioevo? dell'Arabia saudita? No, è oggi e l'Islam "moderato" dell'Indonesia. Si tratta della nuova legge fatta passare al parlamento regionale di Aceh da un partito che giustamente si chiama Prosperità e giustizia.
    Siete un po' spaventati? E' la sharia, bambola. Dovreste essere contenti, fra un po' arriverà anche da noi, gli immigrati ci civilizzeranno. In Gran Bretagna ci sono già 80 corti che applicano la giustizia islamica, finora a casi civili e poco gravi, ma presto si estenderanno fino a occuparsi delle cose serie.
    A proposito, sul "Corriere", da dove ho tratto la notizia, si specifica che "la lapidazione deve avvenire con sassi di 'media grandezza' né troppo grandi da causare la morte istantanea né troppo piccoli e inoffensivi." E' adottata, sempre secondo il "Corriere" nei seguenti paesi: Afganistan, Iran, Pakistan, Sudan, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e parti della Nigeria." Ma non affrettatevi a comprare i biglietti. Con l'aiuto del Cielo e la collaborazione di Eurabia, ci arriveranno in casa loro. Presto. Ugo Volli
    Post scriptum. Altre delizie sessuali dell'Islam. Sono materiali che mi ha mandato una gentile lettrice, quattro bambine vilolentate "sposate", morte di parto:
    http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo460097.shtml?refresh_cens&fontsize=medium
    Child Marriage in Afghanistan: 7-y-old bride, 17-y-old groom
    12-y-old girl in Afghanistan victim of violence by husband
    7 year old girl - victim of tribal Pashtun-Taliban Justice
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=22673
    Dal GIORNALE del 23 novembre 2007, un articolo di Alessandro M. Veronese sulla sharia nei paesi islamici:
    Nazanin aveva sedici anni quando fu aggredita. Attraversava il parco pubblico di Karaj, non lontano da Teheran, aveva appena incontrato le amiche, scambiato qualche confidenza, tra quei sorrisi complici che illuminano a primavera il viso delle ragazzine di quell’età. Ad aggredirla sono stati tre soldati, l’hanno aspettata in un angolo vicino all’uscita, erano sicuri di farla franca, nessuno avrebbe ascoltato di certo le grida di aiuto di una ragazzina. Invece lei sotto il vestito non aveva niente. Aveva un coltello, che entrò senza fatica nel cuore del suo stupratore. Sentenza facile: condanna a morte. Per Nazanin. Colpevole di essersi difesa da chi la voleva morta. L’ha salvata una sollevazione internazionale, niente pena capitale, ma carcere duro e dovrà pagare i danni alla famiglia di chi ha cercato di stuprarla senza riuscirci. La sharia è così: non ha pietà per le donne, ovunque vai, dalle parti dell’Islam, se sei femmina il tuo destino è segnato, spesso dalle frustate. Nel mondo sono più di quaranta i Paesi che hanno adottato la legge musulmana come legge di Stato. E la fantasia nel colpire le donne non manca mai.
    In Iran per le adultere c’è la pena di morte, preferibilmente attraverso la lapidazione. Con una precisazione però: «Le pietre non devono essere tanto grosse da uccidere il condannato al primo o secondo colpo, né tanto piccole da non poter essere definite vere e proprie pietre». Non si muore facile, non si muore subito. E se non porti il velo o se non ti vesti come si deve consolati: c’è la pubblica frusta. In Siria chi uccide la moglie adultera non viene punito, chi uccide il marito adultero invece fa la sua stessa fine. In Pakistan chi denuncia il proprio violentatore senza prove rischia la flagellazione. Ma la rischia lo stesso anche se non lo denuncia o se resta incinta. E a volte può capitare di essere violentate dai poliziotti un momento dopo aver presentato la denuncia.
    La vita però a volte è più dura della morte. In Sudan quattro bambine su dieci sono costrette a svolgere lavori pesanti, in Indonesia, oltre a ricevere la metà della paga degli uomini, lavorano più ore, in condizioni più dure e se restano incinte vengono licenziate. Aver commesso reato oppure no in fondo conta poco. È essere donna che è un reato.
    Un articolo di Fausto Biloslavo su un'incredibile sentenza emessa in Arabia Saudita:
    Se vieni stuprata in Arabia Saudita, da una banda di sette delinquenti, ma eri in compagnia di un uomo che non è tuo marito o un familiare il giudice ti condanna a 90 frustate. Se ti lamenti e chiedi l’appello spifferando tutto ai media la pena raddoppia a 200 frustate e sei mesi di carcere, sempre in nome del Corano. Non è un incubo, ma l’incredibile storia di una ragazza di 19 anni rea di essersi appartata con un suo coetaneo e poi sorpresa dagli stupratori che hanno violentato entrambi. Ieri sono scesi in campo i pezzi da novanta della corsa alle presidenziali americane. A cominciare da Hillary Clinton, che ha rivolto un vibrante appello all’inquilino della Casa Bianca, George W. Bush, per salvare la ragazza saudita dall’incredibile ingiustizia.
    «Invito urgentemente il presidente a chiamare re Abdullah (il sovrano saudita, ndr) chiedendogli di cancellare tutte le accuse contro la donna», ha dichiarato la moglie di Clinton. Il nome della vittima non è mai stato rivelato, ma sui giornali l’hanno ribattezzata la “ragazza di Qatif”, un sobborgo sciita dove è avvenuta la violenza di gruppo.
    Anche l’altro candidato di punta dei democratici, Barak Obama, si è mosso per la giovane saudita con una lettera al segretario di Stato Condoleezza Rice. Le chiede di condannare apertamente l’assurda sentenza.
    Nonostante le proteste, l’inesorabile “giustizia” saudita fa il suo corso. Il fattaccio è accaduto un anno e mezzo fa. La ragazza era appartata in un’auto con un suo coetaneo, quando sono stati sorpresi da una banda. In sette l’hanno violentata per 14 volte. Gli stupratori sono stati arrestati e condannati a pene che variano da uno a cinque anni. Anche loro rischiano il raddoppio della pena e forse la condanna a morte.
    Il problema è che in gattabuia è finita anche la vittima, accusata di aver violato il rigido codice islamico, applicato in Arabia Saudita, che sancisce l’assoluta separazione fra uomini e donne prima del matrimonio. La ragazza di Qatif non si è data per vinta e, attraverso il suo avvocato, ha reso nota la vicenda alla stampa. La notizia ha fatto il giro del mondo infastidendo i magistrati sauditi che dovevano giudicarla.
    Prima dell’appello, la giovane si è sposata, ma non è servito. L’inflessibile corte ha raddoppiato il numero di frustate a 200 e condannato la poveretta a sei mesi di galera, in nome della sharia, la legge islamica. Il ministro saudita della Giustizia ha difeso la sentenza mettendo in guardia contro i tentativi «di agitazione attraverso i media».
    Non solo: Abdel Rahman al Lahem, l’avvocato che aveva difeso la donna, si è visto sospendere la licenza: «La mia cliente è vittima di un orribile crimine. Penso che la sentenza contravvenga alla legge islamica e violi le convenzioni internazionali. La Corte – ha coraggiosamente denunciato il legale – avrebbe dovuto trattare la ragazza come vittima e non come colpevole». www.faustobiloslavo.com


    allGiacintoAuriti

    Kiev, no debiti se Mosca alza prezzo gas [ NON ESISTE UN VALORE UFFICIALE PER IL PREZZO DEL GAS? è QUELLO, CHE VOI DOVETE PAGARE! VOI AVETE SCELTO DI RICEVERE LE AGEVOLAZIONI DELLA UE, ORA NON VI POTETE LAMENTARE ] in nessun modo avendo ottenuto un Golpe con la violenza del Popolo, in nessun modo, voi potete reprimere il popolo con la violenza.. quindi dovrete trovare una soluzione politica!


    allGiacintoAuriti

    schiavitù nel mondo islamico: SOTTO PROTEZIONE ONU ] [ Da LIBERO, un articolo sulla schiavitù nel mondo islamico: La tratta degli schiavi non è mai finita. Almeno nel mondo islamico; ancora oggi diversi stati africani islamici la praticano. Tra questi, la Mauritania, il Sudan, il Mali, il Burkina Faso, il Benin, il Gabon e la Costa d'Avorio che inviano ogni anno in Arabia Saudita, nello Yemen e, sembra, in alcuni emirati del Golfo, centinaia di "collaboratori domestici". Nonostante i governi di Riyadh, nel '62, e di Nouakchott (nell '81) abbiano abolito ufficialmente tale pratica, questa continua a prosperare. Non a caso, in Arabia Saudita lavorano 250mila schiavi de facto, cioè cristiani africani e cristiani filippini che in cambio di basse paghe vivono in una condizione di costrizione e mancanza di libertà pressoché totale (ai cristiani filippini è proibito portare il crocifisso al collo). In questo Paese, da decenni, moltissimi bambini africani, ma anche mediorientali e pakistani vengono impiegati come fantini negli ippodromi e, soprattutto, nelle corse di dromedari. Detto questo, si è dovuto attendere il giugno 2003 per vedere stilato dalla Commission on Human Rights dell'Onu uno specifico e pubblico rapporto sulla questione: denuncia che in ogni caso è servita a ben poco. Sempre nel 2003, la AntiSlavery Society e la Africa Watch, hanno compiuto un'indagine che ha portato alla scoperta in Mauritania di decine di «centri di smistamento schiavi», di almeno 100mila lavoratori non pagati e di 300mila semischiavi neri, i cosiddetti haratine, destinati, in buona misura, ad essere utilizzati dall'esercito o venduti in Medio Oriente o in Brunei. Contrariamente allo schiavismo occidentale, che durò poco più di 300 anni (più o meno dalla metà del XVI a poco oltre la metà del XIX secolo) e che comportò la tratta di circa 12 milioni di africani, quello di matrice islamica ancora praticato, come vedremo, in diversi Stati africani e mediorientali andò avanti per ben 1.400 anni, cioè dal VIII al XX secolo. A questo proposito, si calcola che nell'arco di 14 secoli i mercanti musulmani abbiano messo in catene oltre 100 milioni di neri. Come è noto, il Corano non soltanto ammette l'esistenza della schiavitù come un fatto scontato, ma ne detta anche le regole. D'altra parte, la legge islamica riconosce di fatto l'ineguaglianza tra gli uomini appartenenti a diverse religioni e, di conseguenza, quella tra padrone e schiavo (Corano, 16:71; 30:28). In pratica, il Corano assicura ai suoi fedeli il diritto di possedere servi (per l'esattezza di "possedere i loro colli") sia attraverso la contrattazione di mercato, sia come bottino di guerra o di rapina.
    Non a caso, lo stesso Maometto ebbe dozzine di schiavi. «L'acquisizione dei servi è regolata dalla legge ed è possibile per il mussulmano uccidere un infedele o metterlo in catene, assicurandosi la proprietà legale dei suoi discendenti nati in cattività» (trascrizione dall'opera prima del teologo Ibn Timiyya, Vol. 32, p. 89). Al contrario, nessun musulmano potrà mai detenere schiavi della sua stessa religione, «poiché quella islamica è la più nobile e superiore delle razze» (Ibn Timiyya).
    Secondo l'Islam, «esistono due esseri umani le cui preghiere non saranno mai accettate, né i loro meriti riconosciuti nell'altra vita: lo schiavo che fugge e la donna che non fa felice il proprio marito» (Miskat alMasabih Libro I, Hadith, 74). Nel '99, anche in Sudan il fenomeno dello schiavismo ha ripreso quota ai danni delle minoranze nere animiste e cristiane del sud del paese. Una escalation che ha costretto l'allora vice Segretario di Stato americano per gli Affari Africani, Susan Rice a redigere un rapporto per l'Onu e per la presidenza degli Stati Uniti.
    Sembra tuttavia che, verso la fine del suo secondo mandato, Clinton abbia voluto archiviare tale rapporto onde evitare attriti con il Sudan. «Con il preciso scopo di sbarazzarsi della popolazione del sud riferiva il rapporto Rice il governo di Khartoum ha incarcerato e poi venduto migliaia di neri in Arabia e in altri emirati della penisola». Secondo le stime di Amnesty International, nel 2002 le ragazze nubiane tra i 15 e i 17 anni venivano piazzate sul mercato internazionale ad un prezzo oscillante tra gli 80 e i 100 dollari, a seconda del fatto che esse «siano vergini, o abbiano un particolare colore degli occhi o della pelle».
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41635
    Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 29/09/2011, in prima pagina, l'articolo dal titolo " Ventiquattr’ore di tempo per salvare dal cappio dell’Iran il prete apostata". Dal CORRIERE della SERA, a pag. 18, la breve dal titolo " Condannata a undici anni di carcere l'assistente del premio Nobel Ebadi ".
    Ecco i due pezzi:
    Il FOGLIO " Ventiquattr’ore di tempo per salvare dal cappio dell’Iran il prete apostata"
    Roma. “Ventiquattr’ore per salvare la vita di Yosef Nadarkhani”, recita un banner sul sito di Christian Solidarity Worldwide, la ong inglese che difende il pastore cristiano condannato a morte in Iran. Il Washington Post scrive che “c’è ancora tempo per salvargli la vita”, ma anche che l’esecuzione potrebbe scattare nella mattinata di oggi. Il “prete apostata” è in carcere dall’ottobre 2009, inizialmente accusato di aver protestato contro l’obbligo per tutti gli alunni di leggere il Corano, poi sotto processo per “apostasia” e per aver cercato di “evangelizzare i musulmani”.
    La condanna a morte è del settembre 2010 e lo scorso luglio la corte ha confermato la sentenza. Altre ong dubitano che l’Iran voglia imbastire un simile spettacolo d’odio. Ma al Foglio spiegano gli attivisti di Christian Solidarity Worldwide: “Ieri Nadarkhani era di nuovo in tribunale e si è rifiutato ancora di convertirsi all’islam. Aspettiamo la decisione”. C’è il timore che gli ayatollah possano eseguire la sentenza dopo la legge ratificata dal Parlamento che inasprisce la pena per apostasia.
    L’ultimo cristiano giustiziato per legge fu nel 1990, quando venne impiccato Hossein Soodmand (ora suo fratello Ramtin è in carcere per la stessa accusa). Nadarkhani ha respinto la richiesta di “pentimento” avanzata dal giudice del tribunale di Gilan per la terza volta in una settimana.
    Secondo il giudice, il religioso cristiano ha “antenati islamici” e per questo motivo “deve abiurare la sua fede in Gesù Cristo”. “Pentirsi significa tornare indietro, verso cosa dovrei ritornare? Alla blasfemia in cui ero prima di trovare la fede in Cristo?”, così avrebbe risposto Nadarkhani al giudice. Nadarkhani è un famoso religioso delle “chiese domestiche”, la rete di comunità cristiane più represse dagli ayatollah. Sono discendenti di musulmani convertiti al cristianesimo durante l’occupazione britannica della Persia.
    Nel 2011 finora sono stati trecento i cristiani arrestati dal regime. Cristiani “impuri” perché non musulmani, a proposito dei quali Khomeini metteva in guardia gli iraniani con suggerimenti del tipo “non toccate i loro oggetti” e “non mangiate con loro”. La legge elenca due tipi di apostasia: innata o parentale. Nel primo caso, l’apostata ha genitori musulmani, si dichiara musulmano e da adulto abbandona la fede di origine; nel secondo, l’apostata ha genitori non musulmani, diventa musulmano da adulto e poi abbandona la fede.
    La legge stabilisce che “la punizione nel caso di apostasia innata è la morte”, mentre “la punizione nel caso parentale è la morte, tuttavia dopo la sentenza finale, per tre giorni il condannato sarà invitato a tornare sulla retta via ed incoraggiato a ritrattare. In caso di rifiuto, la condanna a morte verrà eseguita”.
    Quattro mullah appena giunti in Vaticano
    Secondo la ong Open Doors, che stila la celebre World Watch List, il secondo paese al mondo più pericoloso per i cristiani è l’Iran. Le stime danno un totale di centomila cristiani in Iran: armeni, assirocaldei cattolici e ortodossi, protestanti, latini e armenocattolici. Tanti i pastori assassinati in esecuzioni extragiudiziali. Il primo nel 1979, un anglicano a cui fu tagliata la gola. Nel 1980 fu la volta di Bahram DeghaniTafti, Hossein Soodman nel 1990, Mehdi Dibaj nel 1994, Haik Hovsepian venne ucciso e sepolto in una fossa comune con un musulmano convertito al cristianesimo e Mohammad Bagheri Yousefi fu trovato impiccato a un albero nel 1996.
    Da allora migliaia di cristiani sono stati arrestati. Molti osservatori di vicende iraniane parlano della “fase più oscurantista dei rapporti fra il cristianesimo e la Rivoluzione islamica”, da quando nel 1979 l’ayatollah Khomeini chiese la chiusura immediata delle scuole cattoliche e concesse a tutti i sacerdoti, religiosi e religiose cattolici stranieri, un mese di tempo per lasciare il paese.
    E, come allora, molte chiese oggi sono state chiuse, decine di giovani iraniani, gran parte convertiti dall’islam, sono stati torturati così come molti pastori sono finiti sotto sorveglianza. Intanto da Teheran sono arrivati in Vaticano quattro religiosi, membri del Giureconsulto islamico. La visita di cinque giorni è il prosieguo di una politica di avvicinamento all’Iran avviata dalla Segreteria di stato vaticana. Un anno fa il cardinale Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, venne ospitato a Teheran dal presidente Mahmoud Ahmadinejad. A giugno la Santa Sede ha spedito Edmond Farhat a Teheran per una conferenza “contro il terrorismo”. La nuova visita iraniana in Vaticano non è passata inosservata all’ambasciata d’Israele presso la Santa Sede.
    CORRIERE della SERA " Condannata a undici anni di carcere l'assistente del premio Nobel Ebadi "
    TEHERAN — Undici anni di carcere per aver lavorato per la premio nobel per la pace Shirin Ebadi. Su Narges Mohammadi, 38 anni, instancabile e coraggiosa attivista umanitaria, martedì scorso si è abbattuta la mannaia del regime. Neanche le sue gravi condizioni di salute hanno fermato le autorità di Teheran. Cinque anni di carcere le sono stati comminati per appartenere al Centro per i difensori dei diritti umani, cinque per aver tenuto incontri contro la sicurezza dell'Iran e uno per propaganda contro il sistema.
    La donna era stata arrestata l'11 giugno 2010, alla vigilia del primo anniversario delle contestate elezioni del 12 giugno 2009, nella sua abitazione davanti ai figli, due gemelli di tre anni. Rilasciata dopo qualche settimana, era stata poi ricoverata in ospedale. In carcere aveva cominciato a soffrire di paralisi temporanee in varie parti del corpo e non era in grado di parlare. Secondo Amnesty International la sentenza «rappresenta l'ennesimo vergognoso tentativo delle autorità iraniane di stroncare l'azione delle organizzazioni per i diritti umani. Se finirà in carcere la adotteremo come prigioniera di coscienza».
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=278&sez=120&id=41673
    Riprendiamo da MIDDLE EAST FORUM l'articolo di Raymond Ibrahim dal titolo "Running for Their Lives".
    Dall'inizio della 'primavera araba' sono fuggiti circa 100.000 cristiani copti dall'Egitto. Stando a quanto denuncia la Ong EUHRO (Egyptian Union of Human Rights Organizations) sarebbe un numero maggiore non fosse che molti non hanno i mezzi per emigrare.
    Dedichiamo questo articolo agli 'indignados' statunitensi che vorrebbero una democrazia sullo stampo di quella di piazza Tahrir. Una 'democrazia' che non consentirebbe loro nè di protestare nè di professare una religione diversa da quella islamica senza venire vessati, considerati cittadini di serie b e costretti a pagare una tassa supplementare.
    Dedichiamo il pezzo anche alle Chiese cristiane e chiediamo loro come mai non ci siano state proteste al riguardo. La situazione dei copti in Egitto e dei cristiani in tutti gli altri Paesi islamici peggiora di giorno in giorno, ma non si registrano commenti nè proteste. Come mai?
    Ecco l'articolo:
    Historically, nonMuslims whose lands were seized by the jihad had three choices: conversion, dhimmitude, or death. Today, however, they have a fourth option largely unavailable to their forbears: quit their lands of origin—emigrate—the latest testimony to the nature of Islam.
    A recent report indicates that unprecedented numbers of Copts, Egypt's indigenous Christian population, are emigrating from their homeland in response to the socalled "Arab spring":
    The Egyptian Union of Human Rights Organizations (EUHRO) published a report today on emigration of Christians from Egypt, saying that nearly 100,000 Christians have emigrated since March 2011. The report, which was sent to the Egyptian cabinet and the Supreme Council of the Armed Forces (SCAF), warned that this emigration has been prompted by the escalating intimidation and attacks on Christians by Islamists. "Copts are not emigrating abroad voluntarily," said Naguib Gabriell, the director EUHRO, "they are coerced into that by threats and intimidation by hard line Salafists, and the lack of protection they are getting from the Egyptian regime."
    The report goes on to list a number of attacks on Copts and churches—including the killing of Coptic youth in Moqattam, the Imbaba and other church attacks—adding "Salafist clerics, who gained political influence after the January 25 Revolution, have become emboldened, calling Copts Dhimmis who have to pay the jizya (tax paid by nonMuslims to the state) because they are not first class citizens and can never enjoy full citizenship rights, or obtain sensitive posts."
    Indeed, this boldness is a harbinger of things to come—and Copts know it, hence the emigration. Wagdi Ghoneim, a popular cleric and former imam in California, recently called Copts "Crusaders" on Al Jazeera—about the worst thing to call someone in the Muslim world—insisting that they do not deserve equal rights with Muslims in Egypt, because they are infidel dhimmis. Likewise, Abu Shadi, a top representative of the Salafis, told Tahrir News that the Copts must either convert to Islam, pay jizya and assume inferior status, or die. These are just a couple of examples of the countless Muslim leaders openly hostile to Egypt's native population.
    Nor is this phenomenon limited to the Copts of Egypt:
    Gabriel sees a parallel with the Christian emigration from Iraq, Palestine and Lebanon. "After the massacre of the congregation of Our Lady of Deliverance Church on October 31, 2010, and other attacks in Iraq, the ratio of Iraqi Christians went down from 8% to 2%; in Palestine to just.5%, and in Lebanon from 75% to 32%. If emigration of Christians, who constitute nearly 16% of the Egyptian population, continues at the present rate, it may reach 250,000 by the end of 2011, and within ten years a third of the Coptic population of Egypt would be gone."
    Bear in mind these large numbers are not simply indicative of those who want to emigrate, but those who simply can: not only does it take years to work out the legalities of emigrating, but many simply cannot afford it. In other words, if emigration was a simple thing, the number of Christian emigrants from the Muslim world would be even higher.
    As professor Habib Malik confirms, "It is principally the violence visited sporadically upon these Christian communities in their native towns and villages across the Middle East, and the absence of any reliable means of protection in a region seething with religious fanaticism and despotic forms of rule, which impels Christians to flee and not return" (Islamism and the Future of the Christians of the Middle East, pgs. 3637).
    But it's more than this; in fact, we are witnessing another manifestation of history—witnessing firsthand how formerly nonMuslim lands become Muslim. For just as conversion to Islam (out of force, out of necessity, out of cynicism) and the outright killing of nonMuslims saw the ranks of Islam grow, so too does emigration fit in this same paradigm of Islamization.
    Beyond the authoritative primary sources which unequivocally demonstrate the violent nature of Islam—including history and theology texts—which many prefer to dismiss as "dead books," here, then, is yet another live example. And yet the West's leaders, from academics to politicians, will continue insisting that Islam is the "religion of peace"—testimony to the endemic blindness inflicting this age.
    Raymond Ibrahim, an Islamspecialist, is a Shillman Fellow at the David Horowitz Freedom Center and an Associate Fellow at the Middle East Forum.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41690


    allGiacintoAuriti

    [ ECCO PERCHé ISRAELE NON HA NESSUNA SPERANZA DI POTER SOPRAVVIVERE! ] Sulla fuga dei cristiani copti dall'Egitto, IC ne aveva dato notizia ieri. Oggi, 04/10/2011, viene ripresa da alcuni quotidiani, che mettono in risalto il vero volto della 'primavera' egiziana, o, almeno, quello che è diventata. Un destino facilmente individuabile sin dall'inizio. Su LIBERO, Carlo Panella, sulla STAMPA Giacomo Galeazzi, entrambi gli articoli mettono in evidenza cronache e analisi diverse, ugualmente interessanti Libero Carlo Panella: " I cristiani in fuga dall'Egitto " Centomila cristiani copti sono fuggiti dall’Egitto verso gli Stati Uniti, Canada, Australia ed Europa da marzo a oggi per timore delle violenze degli islamisti. La notizia proviene dall’Unione egiziana per i Diritti umani, ed è attendibile, anche se va verificata e anche se sicuramente tra le motivazioni di questa migrazione conta molto il fattore economico: la primavera di piazza Tharir ha provocato una spaventosa flessione del turismo (meno 28% presenze), e in generale un netto peggioramento di un quadro economico già difficile. Ma, al di là dei numeri, è fuori discussione che il quadro politico egiziano è ben poco rassicurante per questa grande minoranza religiosa che conta tra gli 8 e i 10 milioni di adepti su una popolazione di 80 milioni. Naguib Gabriel, direttore dell’organizzazione che ha denunciato la diaspora cristiana sostiene infatti che «i copti non stanno abbandonando l’Egitto volontariamente, ma vengono costretti a fuggire dai salafiti con tattiche aggressive». Il fatto è che la giunta militare del feldmaresciallo Hussein Tantawi, oggi al potere al Cairo, è composta dai generali che fedelissimi a Hosni Mubarak, salvo poi voltargli le spalle all’ultimo minuto, e si mostra molto sensibile alla pressione crescente degli islamisti. Lo scambio offerto dai generali ai Fratelli Musulmani punta ad assorbire le loro richieste islamizzazione della società egiziana, in cambio di un colpo di spugna sul loro passato di complici di Mubarak. Beninteso, i copti in Egitto erano perseguitati anche sotto il regime precedente, tanto è vero che l’attentato kamikaze contro la chiesa dei Santi di Alessandria durante la messa di mezzanotte del 1 gennaio 2011, che fece ben 21 vittime, è avvenuto quando Mubarak sembrava ancora regnare senza problemi, così come centinaia erano stati i copti morti al Cairo e nel sud del Paese durante scontri confessionali negli ultimi decenni. Non solo, il grande Imam della moschea di al Azhar, massima autorità religiosa sunnita, il 3 gennaio, ebbe parole durissime e ruppe ogni dialogo religioso col Vaticano, per protestare contro le inesistenti “in gerenze” di Benedetto XVI che si era solo limitato, con parole di pace, a chiedere garanzie di libertà religiosa per i cristiani in Egitto. Un episodio odioso, indicativo di un clima di intolleranza musulmana che ha radici secolari, ma che ora, in un quadro politico incerto e burrascoso, non trova nessun bilanciamento nel governo. I copti in Egitto, peraltro, non sono mai stati coinvolti nella gestione del regime (come lo erano stati ampiamente nell’Iraq di Saddam Hussein e lo sono oggi nella Siria di Bashar al Assad) e quindi la persecuzione nei loro confronti non ha nessuna implicazione politica, ma è motivata solo dalla più classica intolleranza musulmana. Il dramma però è che queste campagne d’odio settario non solo non vengonocontrastate dai “nuovi” regimi che si sono sostituiti – con troppi elementi di continuità – a quelli caduti con la “primave ra araba”, ma vengono ignorati anche dall’Occidente. Nel vertice G8 del maggio scorso in Francia, su impulso di Nicolas Sarkozy e Barack Obama, è stato infatti deciso un fumoso “Piano Marshall” di ben 40 miliardi per i Paesi della “primavera araba” di cui ben 20 destinati a Egitto e Tunisia, purtroppo, senza condizioni, senza chiari e specifici vincoli di garanzia di una effettiva libertà religiosa. La classica elargizione “politically correct” di consistenti finanziamenti non finalizzati a costruire democrazia, che finiranno per perpetuare le peggiori storture delle società musulmane. La StampaGiacomo Galeazzi: " Cristiani in fuga dall'incubo di un Egitto islamico" L’ Egitto non è un Paese per cristiani. O almeno rischia di non esserlo più visto il potere sempre più forte delle correnti salafite salite alla ribalta dopo l’uscita di scena di Mubarak, in febbraio. Secondo l’Unione egiziana delle organizzazioni per i diritti umani, l’aumento delle tensioni religiose ha portato oltre 100 mila cristiani a lasciare il Paese. Una fugaesodo che potrebbe portare a modificare gli equilibri demografici interni e la stabilità economica. «La comunità internazionale non può assistere in silenzio a un dramma di queste proporzioni», è l’appello della Segreteria di Stato vaticana. Di fronte a «intolleranze fondate su pregiudizi»e a «strumentalizzazioni della fede per giustificare la violenza» in Curia si ribadisce che «la libertà religiosa è un diritto fondamentale da rispettare». Secondo gli analisti, la fuga dal Paese è «conseguenza delle rivolte della primavera araba iniziate nel dicembre 2010» che avrebbero aumentato il potere della componente islamica della società. In un documento inviato al governo del Cairo e al Consiglio supremo delle Forze Armate, l’Unione egiziana afferma che «i copti rappresentano un forte pilastro dell’economia» e che se stanno lasciando la loro terra natale «non lo fanno per necessità di lavoro, dal momento che costituiscono la classe imprenditoriale e professionale del Paese, ma per paura della linea dura adottata dai salafiti». Il documento ricorda l’escalation di violenze contro la comunità copta. Tra quelli più recenti, l’uccisione di nove cristiani all’inizio di settembre nel distretto di Mokatam Hills sopra al Cairo, la bomba alla chiesa copta di Alessandria a Capodanno e il taglio delle orecchie a un anziano copto a Qena. Una situazione più volte denunciata dai cristiani, che in maggio hanno manifestato a piazza Martin al Cairo per ribellarsi alle violenze. Molti di loro non hanno dubbi nel far coincidere la deposizione di Mubarak con l’aumento dell’intolleranza religiosa nei confronti dei cristiani. Dall’Egitto, la maggior parte di copti cerca rifugio negli Stati Uniti. Emigrare è difficile, ma la comunità vive con «il terrore che la corrente islamista si rafforzi e prenda di mira i copti», commenta lo scrittore Adel Girgis: «Ora in Egitto vi sono molte mani che agiscono per sfruttare il caos a loro vantaggio». Una situazione che Girgis riassume ricordando una precedente sommossa, quando «dopo il colpo di Stato del 1952 che vide l’ascesa al potere di Nasser seguirono tensioni con la comunità copta». Ad alimentare i dissidi sono spesso i matrimoni interreligiosi e soprattutto la nuova legge sui luoghi di culto approvata dal Consiglio supremo delle forze armate. La riforma è stata osteggiata dalle Chiese copte, anglicane e cattoliche che contestano le regole sulla grandezza e la distanza tra i luoghi di culto: non devono superare i mille metri quadrati e devono sorgere a una distanza di un chilometro l’uno dall’altro.
    Sul numero dei cristiani egiziani le cifre sono diverse. Secondo il governo sarebbero 67 milioni, quasi il doppio ne contano i leader copti. Fonti indipendenti ritengono che i cristiani siano circa 89 milioni, circa il 10% della popolazione totale. La maggior parte di loro aderisce alla Chiesa coptoortodossa di Alessandria.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41759
    Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 10/10/2011, a pag. 14, l'articolo di Francesca Paci dal titolo " Scontri tra copti e polizia Al Cairo, ventidue morti "..
    Ameno di due mesi dalle prime elezioni dell’Egitto postMubarak, il Cairo assiste smarrito agli scontri di piazza più violenti dai giorni della rivoluzione. Per ore, ieri, davanti al palazzo della televisione di Stato, militari in assetto bellico hanno fronteggiato migliaia di copti che chiedevano giustizia per la chiesa incendiata la scorsa settimana dagli islamisti nella provincia di Assuan. Il bilancio provvisorio è di 174 feriti e almeno 23 morti (di cui 18 tra le fila dei manifestanti): quello definitivo potrebbe assestare un colpo durissimo al fragile equilibrio interreligioso del Paese. «Siamo stati attaccati» ripete al telefono un attivista copto che da settimane denuncia le pressioni crescenti da parte dei gruppi islamici più radicali e la corrispettiva strisciante nostalgia della sua comunità per il regime di Mubarak. Come altri testimoni, racconta che la protesta è iniziata nel quartiere copto di Shubra e che mentre il corteo si dirigeva verso palazzo Maspero, la sede della tv pubblica a un paio d’isolati da piazza Tahrir, sarebbe stato attaccato con bottiglie molotov, pietre e forse armi. Solo a quel punto i dimostranti avrebbero reagito alla provocazione dei «teppisti al soldo dei controrivoluzionari» per finire nel giro di poco tempo circondati dalle forze dell’ordine e bersagliati di lacrimogeni. Diversa la versione dell’esercito, da nove mesi alla guida provvisoria del Paese: mentre i soldati sparavano in aria per disperdere la folla qualcuno avrebbe aperto il fuoco contro di loro utilizzando, probabilmente, le munizioni recuperate nel blindato della polizia nel frattempo dato alle fiamme. «Non li colpiremmo mai, sono egiziani come noi, l’esercito ha dato prova di patriottismo sostenendo la rivoluzione» spiega concitatamente una fonte militare, confutando non solo la ricostruzione della giornata ma la sempre più diffusa diffidenza popolare verso l’operato degli ex eroi in uniforme. In serata il premier, Essam Sharaf, ha invitato la minoranza cristiana e i musulmani a «non cedere agli appelli alla sedizione», perchè quello «è un fuoco che brucia tutto e non fa differenze tra di noi».
    I copti rappresentano circa il 10 per cento della popolazione egiziana e da anni puntano inascoltati l’indice contro la discriminazione da parte della maggioranza musulmana. A fine gennaio, dopo un inizio d’anno funestato dall’attentato alla chiesa ortodossa di Alessandria, si erano uniti con entusiasmo alla piazza che avrebbe poi defenestrato Mubarak scommettendo sull’unità nazionale. Allora insieme alle tshirt con la parola hurrya (in arabo «libertà») andava per la maggiore la bandiera con la croce copta incrociata alla mezzaluna islamica, simbolo d’una intesa assai più profonda del nome dato a Dio. Invece, così come le speranze dei liberali e dei laici, quelle dei copti sono andate pian piano a cozzare con l’agenda dei partiti religiosi tradizionali, leali compagni di strada fino al crollo del regime e poi dichiarati avversari politici e sociali. Senza contare il risveglio salafita, la corrente più estrema dell’islam alla destra dei Fratelli dei Musulmani, rinvigorita dallo sdoganamento assicurato dall’Egitto liberato e ossessionata dalla messa al bando degli infedeli. Pur condannando la timidezza sospetta dell’esercito nel reprimere le sempre più numerose schermaglie interreligiose, gli egiziani che il 17 febbraio scorso hanno brindato al nuovo corso del Paese continuano a scommettere sulla via democratica, come dimostrano i circa tremila tra musulmani e cristiani che ieri sera, alla notizia degli scontri, si sono radunati in piazza Abdel Moei Ryad, nei pressi del museo egizio, per scandire slogan sull’amicizia tra le due religioni tipo «Musulmani e copti, una sola mano». Ma a tarda sera, vicino all’ospedale, si registravano di nuovo violenze tra i due gruppi. La paura, oggi dilagante, è che l’esercito giochi su più tavoli e usi il pugno di ferro contro chi insiste ad opporsi alla restaurazione, laici, partiti di sinistra o all'occorrenza copti. http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41826


    allGiacintoAuriti

    [ ECCO PERCHé ISRAELE NON HA NESSUNA SPERANZA DI POTER SOPRAVVIVERE! ] GIORNALE Fiamma Nirenstein : " Cristiani cacciati dal Medio Oriente. Europa e Usa scelgono di lasciar fare " [ ECCO PERCHé ISRAELE NON HA NESSUNA SPERANZA DI POTER SOPRAVVIVERE! ]
    Si disegna all'orizzonte il tramonto della bimillenaria presenza cristiana in Medio Oriente, così come il 1948 segnò la cacciata degli ebrei da tutti i Paesi arabi. La Chiesa, l'Europa, chi se non noi, sodali e fratelli nella civiltà giudaico cristiana, dovremmo avere il buon senso di difenderla, di porre condizioni d'acciaio alle famose primavere arabe: se volete fiorire, non lo farete col nostro aiuto se continuate a perseguitare e uccidere i cristiani. Perché questa è una tendenza per niente episodica ma strutturale, che ha già cambiato la faccia dei Paesi arabi. Il Papa dette segno di averlo capito bene quando invitò alla tolleranza e alla razionalità all'Università di Regensburg nel 2006. Poi però la Chiesa non ha resistito alle pressioni, l'Europa si è scansata, gli Stati Uniti sono stati presi nella fallace politica di Obama. Tutti abbiamo visto le scene del Cairo che hanno fatto circa 40 morti e più di 200 feriti, quasi tutti copti. È triste che il primo ministro Essam Sharaf abbia commentato: «Qui ci sono mani straniere coinvolte». Un complotto sionista naturalmente. E quell'auto dell'esercito che passando sulla testa di un copto gliel'ha ridotta a poltiglia, quel militare che ha gridato entusiasta «Ho sparato nel petto a un copto», e il suo compagno che entusiasta gli rispondeva «Per Dio, tu sì che sei un uomo» parlano di disprezzo razzista , di pericolo imminente per gli otto milioni di copti. E poiché essi hanno ormai capito che la rivoluzione ha liberato forze autocratiche ed estremiste, se ne andranno per quanto possono.
    Non saranno i primi cristiani che lasciano i musulmani, antichissimi coinquilini: al tempo dell'indipendenza del Libano dalla Francia, nel '46, i cristiani erano la maggioranza, ora sono meno del 30 per cento. In Siria erano metà della popolazione, ora sono il 4 per cento; in Giordania, venticinque anni fa, erano il 18 per cento, ora solo il due. I Paesi musulmani, per la maggioranza, non vogliono i cristiani, o sono preda di chi non li vuole: in Arabia Saudita il cristianesimo è proibito, in Iraq l'anno scorso proprio in questo mese 58 cattolici furono sterminati in una chiesa, dieci anni fa c'erano 800mila cristiani, oggi sono 150mila. In Iran, sotto lo Scià la vita era possibile, poi i cristiani sono stati dichiarati, con i bahai, gli ebrei e chiunque non sia sciita «in guerra contro Dio» e sono soggetti a arresti, torture, morte. Solo dal giugno 2010 sono stati arrestati 250 cristiani. A Betlemme i cristiani da quando nel '94 l'Autorità Palestinese governa, dall'80 per cento sono scesi al 20. A Gaza dove sono solo 3000, ci sono omicidi, i luoghi di culto vengono bruciati, la persecuzione è piena. Un po' più lontano in Pakistan i cristiani vengono aggrediti ogni giorno. Come reagiamo noi europei? Malissimo se si pensa che il patriarca maronita cattolico Bechara Rai, recatosi da Sarkozy per dire di essere preoccupato per i cristiani di Siria nel caso Assad venga deposto (non è una difesa del rais, ma l'annuncio di una presenza islamista attiva sul campo) è stato trattato come un paria e quando è andato in America Obama non l'ha ricevuto. L'Europa, gli Usa dove sono?
    Le seguenti due news vogliono ricordare le persecuzioni dei cristiani in Pakistan.
    http://www.asianews.it/notizieit/OttocristianiarsivivinelPunjab15943.html
    Otto cristiani arsi vivi nel Punjab (02/09/2009) Uno di loro è un bambino di 7 anni. Fra i morti vi sono 4 donne. Personalità religiose islamiche e militanti fondamentalisti hanno aizzato la folla. Il combustibile è lo stesso di quello usato nelle distruzioni di Shanti Nagar (1997); Sangla Hill (2005) e Koriyan, un giorno prima. La polizia accusata di negligenza. Gojra (AsiaNews) – Truppe speciali pakistane hanno preso controllo della città di Gojra (Punjab) dopo il sanguinoso incidente avvenuto ieri in cui almeno 8 persone fra cui 4 donne e un bambino di 7 anni – sono state bruciate vive e 20 altre sono rimaste ferite. Almeno 50 case di cristiani sono state bruciate e distrutte e migliaia di fedeli son fuggiti per scampare alle esecuzioni. I familiari delle vittime si rifiutano di prendersi cura dei corpi morti e non vogliono fare funerali fino a che i colpevoli non sono arrestati. Alcuni degli uccisi sono stati identificati: Hamed Masih, 50 anni; Asia Bibi, 20; Asifa Bibi, 19; Imamia Bibi, 22; Musa 7; Akhlas Masih, 40; Parveen, 50 anni.
    Almeno 3 mila musulmani, dopo essere stati aizzati dalle autorità religiose del luogo, hanno marciato a Gojra al villaggio cristiano fondato almeno 50 anni fa. Gruppi di giovani islamici – forse del gruppo sunnita SipaheSahabaha con il volto coperto hanno cominciato a sparare all’impazzata. Gli abitanti del villaggio sono fuggiti, ma alcuni sono stati intrappolati e hanno trovato la morte nell’incendio scatenato dalla folla inferocita.
    Per bruciare le case, i militanti hanno usato un particolare combustibile, difficile da spegnere. Secondo testimoni, lo stesso combustibile è stato usato nel villaggio di Shanti Nagar, bruciato nel febbraio 1997; nella distruzione del villaggio di Sangla Hill (2005); nell’incendio delle 50 case dei cristiani e delle due chiese la sera del 30 luglio a Koriyan, vicino a Gojra.
    Tutto è cominciato giorni fa con l’accusa di blasfemia contro Talib Masih, che avrebbe bruciato alcune pagine del Corano durante una cerimonia di matrimonio lo scorso 29 luglio a Koriyan.
    Il 30 luglio centinaia di militanti islamici hanno assaltato e dato alle fiamme le case dei cristiani di Koriyan e hanno bruciato due chiese protestanti, della Church of Pakistan e della Nuova Chiesa apostolica. Secondo la polizia alcuni cristiani hanno sparato colpi di armi da fuoco contro i militanti, ciò che ha accresciuto la risposta violenta.
    Il ministro delle minoranze, il cattolico Shahbaz Batti accusa la polizia di negligenza. Anche i cristiani locali affermano che essi hanno chiesto da giorni la protezione delle forze dell’ordine perché la situazione era tesa, ma non sono stati ascoltati. Alcuni cristiani affermano che sebbene la polizia fosse presente durante l’attacco a Gojra, i malviventi non sono stati fermati. Altri testimoni dicono che dopo un po’ di tempo la polizia ha cercato di fermarli, ma i militanti hanno attaccato anche le forze dell’ordine ferendone alcuni.
    Ieri, mentre si diffondevano le notizie degli assalti contro i cristiani, a Lahore vi è stata una manifestazione per chiedere garanzie di libertà per i cristiani.
    http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2010/3/25/PERSECUZIONIArshadMasihbruciatovivoquandodireCristocostalavita/75103/ PERSECUZIONI/ Arshad Masih bruciato vivo: quando dire Cristo costa la vita
    Lui bruciato vivo perché non rinunciava a Cristo per Allah. Lei violentata dai poliziotti davanti ai suoi tre figli per aver tentato di denunciare gli assassini del marito. La storia è abominevole, ma esemplare. Illuminante per comprendere l’atroce follia del Pakistan, il paese dove una legislazione, ispirata al Corano, permette di uccidere e perseguitare i cristiani o chiunque pratichi una fede diversa dall’Islam.
    Certo per capirlo non servivano il rogo assassino di Arshad Masih, il cristiano 38enne bruciato vivo lo scorso fine settimana da un gruppo di estremisti islamici. Non servivano le sevizie inferte alla moglie Martha Bibi tra le mura di un posto di polizia. Le cronache delle violenze sopportate dai cristiani del Pakistan erano già troppo lunghe, già drammaticamente chiare. Sei di loro, tra cui quattro donne e un bambino, bruciati vivi ad agosto dello scorso anno nella cittadina di Gojra con l’accusa di aver insultato il Corano.
    Una coppia di missionari trucidata a colpi di kalashnikov ad Islamabad nell’agosto 2007 perché sospettata di voler convertire i musulmani. Nel 2006 un muratore aggredito e quasi linciato da una folla al grido di “Uccidi il cane cristiano” per essersi dissetato ad una fontana inquinando con la sua bocca impura l’acqua riservata ai musulmani. Per non ricordare le stragi del 2002, quando 21 cristiani vengono uccisi a colpi di bombe e armi automatiche durante vari attacchi a scuole, chiese, istituti religiosi. O il massacro dell’ottobre 2001, quando un gruppo di estremisti in moto abbatte a colpi di mitra 18 persone riunite davanti ad una congregazione protestante.
    Quel che più colpisce in questi episodi non sono i numeri o la frequenza, ma la sensazione d’impunità di chi li commette, la convinzione che uccidere un infedele non sia né un peccato, né un reato. A garantire questa scriteriata, spietata certezza ci pensa la legge sulla blasfemia varata nel 1986 dal generale golpista Zia Ul Haq.
    Quella legge grazie all’abbinamento con la “sharia” impone la condanna a morte per chiunque sia ritenuto colpevole di aver insultato il Corano, Maometto e la fede islamica. Quel che la rende veramente abominevole, al di là della severità della pena, è la faziosità e l’improbabilità del procedimento adottato per applicarla. L’apertura di un procedimento per blasfemia non richiede né testimoni, né prove. Per trascinare in giudizio un sospetto basta la parola di un altro uomo. Poi se l’accusatore è musulmano e l’altro cristiano, o comunque infedele, peggio ancora. A quel punto la condanna è quasi scontata.
    Anche perché provare l’inesistenza di un addebito inventato è più complesso che discolparsi da un reato autentico. Per capirlo basta ricordare le tragiche vicende del 1998 quando un tribunale condanna a morte, in primo grado, il cristiano Ayub Masih. A trascinarlo in giudizio è stato un vicino di casa pronto a giurare di averlo sentito difendere lo scrittore Salman Rushdie, l’autore dei Versi Satanici vittima di una “fatwa” emessa dall’ayatollah Khomeini.
    Per molti mesi la sorte di Ayub sembra segnata e lo sdegno per quel processo iniquo spinge il vescovo cattolico di Faisalabad John Josef ad un clamoroso gesto di protesta. «In Pakistan scrive il vescovo disperato i non musulmani non sono considerati cittadini del loro paese... è venuto il momento di sacrificare le nostre stesse vite perché il nostro stesso paese ci nega la sicurezza».
    Pochi giorni dopo aver scritto quelle parole il vescovo si spara un colpo alla testa davanti al tribunale che ha comminato la sentenza di morte contro Ayub. La reazione eccessiva ma esemplare di quel vescovo esasperato salva la vita di Ayub.
    Pochi mesi dopo un altro tribunale accoglie le tesi della difesa e cancella la condanna. Le accuse, conferma la corte, erano il frutto dell’avidità e della fantasia del vicino convinto di poter costringere Ayub a cedergli un terreno. Ma quell’assoluzione e l’eco di quella vicenda non bastano a cancellare la vergogna delle “Sezioni 295 A e B” del codice penale, meglio conosciute come legge sulla blasfemia.
    Quella legge assassina capace di cancellare una vita sulla base di una semplice parola continua, ancora oggi, a discriminare tra i fedeli dell’Islam a cui tutto è permesso e gli infedeli a cui non neppure consentito difendersi. La chiamano legge di Dio, ma è la legge dell’inferno terreno, la legge capace di trasmettere la certezza dell’impunità a chi nel nome di un aberrante e cieco fanatismo s’arroga il diritto di sterminare i fedeli di un’altra religione.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41849
    Il GiornaleFausto Biloslavo: " Così l'Iran spegna gli artisti ribelli. Al regista film vietati per 20 anni" Jafar Panahi, uno dei più noti registi iraniani a livello internazionale, marcirà in galera per sei anni reo di non essere allineato con gli ayatollah. Lo ha confermato ieri la corte di appello di Teheran. Pochi giorni fa un’attrice iraniana è stata condannata a 90 frustate per aver recitato in un film controcorrente.
    Restano ancora in carcere tre dei sei cineasti che stavano girando un documentario, proprio su Panahi, per la Bbc.
    In questo clima è attesa a Teheran, dal 31 ottobre al 4 novembre, una delegazione del parlamento europeo. La missione sarebbe la prima dell’attuale assemblea di Strasburgo, dopo che per tre volte era saltata. Panahi è stato arrestato nel marzo 2010 con l’accusa di girare, senza permesso, un film sulle proteste dell’Onda verde contro l’elezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. La sentenza di appello ha confermato anche il divieto di girare film e di espatrio per i prossimi 20 anni. Panahi è stato riconosciuto colpevole «di aver messo a repentaglio la sicurezza nazionale e fatto propaganda » contro la Repubblica Islamica. La polizia lo aveva fermato la prima volta quando aveva partecipato alla commemorazione di Neda AghaSoltan uccisa durante una manifestazione. Lunedì scorso l’attrice iraniana Marzieh Vafamehr è stata condannata ad un anno di carcere e 90 frustate. La sua colpa è aver recitato in un film che denuncia le difficoltà di espressione degli artisti nella Repubblica islamica. La pellicola, la «Mia Teheran in vendita», è stata girata da Granaz Moussavi, una regista che il regime ha messo al bando. Non solo: tre cineasti di origine iraniana su sei sono ancora in carcere dopo essere stati arrestati il 17 settembre perché stavano realizzando un documentario su Panahi. Il ministro dell’intelligence Heidar Moslehi, ha spiegato che la Bbc «non è un organo di informazione, ma un’organizzazione di ispirazione sionista» che fa spionaggio politico.
    La visita degli europarlamentari di fine ottobre rischia di far da foglia di fico all’isolato regime iraniano. I fautori dell’iniziativa sono l’ex presidente della commissione europea che si occupa di Iran, Barbara Lochbihler, ed il vice, Kurt Lechner. La prima è una pasionaria dei Verdi tedeschi, che ha sempre spinto per una linea più morbida con gli ayatollah. Il vicepresidente fa parte del Ppe, ma tiene conto degli interessi commerciali tedeschi in Iran.Con una lettera del 22 settembre la strana coppia ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione dalla presidenza del parlamento europeo per inviare una delegazione di 5 membri a Teheran. Secondo i documenti in possesso de Il Giornale i paletti nei confronti degli ayatollah sono deboli.
    La delegazione dovrà «sollevare il caso della signora Asthiani come prioritario » è il messaggio più forte. Stiamo parlando di Sakineh, l’adultera condannata alla lapidazione, che, come conferma l’ambasciata polacca a Teheran, «rimane nel braccio della morte».Tre europarlamentari italiani Marco Scurria, Potito Salatto e Salvatore Tatarella chiedono «in una lettera inviata al Presidente (del parlamento europeo nda) Buzek di annullare l’ipotesi che una delegazione europea si rechi in un paese, l’Iran, che non offre garanzie in tema di rispetto della legalità e della democrazia ». Giovedì verrà presa una decisione finale sulla missione.
    La delegazione europea arriverebbe a Teheran dopo il revival di impiccagioni che contraddistinguono la fine del Ramadan. Secondo Iran human rights almeno 50 persone sono state giustiziate dall’inizio di settembre, compreso un minorenne. Non solo: è finita nella mani della Guida Suprema, l’ayatollah Alì Khamenei, la sorte del pastore cristiano iraniano, Youcef Nadarkhani, condannato a morte e accusato di apostasia.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=42101
    Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 03/11/2011, a pag. 2, l'articolo di Giulio Meotti dal titolo "Satira sull’islam, brucia Charlie Hebdo.Westergaard: E’ terrore ovunque".
    La sede del settimanale Charlie Hebdo è stata data alle fiamme da fondamentalisti islamici per via della copertina che i lettori possono vedere riprodotta in questa pagina di IC.
    Questa è solo l'ennesima dimostrazione di come non ci sia spazio per la satira per l'islam. Stupisce il commento di Massimo Nava sul Corriere della Sera che, fra le righe, sostiene che quella di Charlie Hebdo sia stata un'inutile provocazione. Se è provocazione significa che se la sono cercata? Magari la sede del settimanale s'è meritata la rappresaglia?
    A questo è arrivato l'Occidente prostrato di fronte a Eurabia, che se un settimanale pubblica una vignetta su Maometto nessuno trova 'strano' che la sua sede sia data alle fiamme?
    Roma. E’ “un’aggressione contro la Francia” scrive Ivan Rioufol sul Figaro. La notte tra martedì e mercoledì un incendio, causato da bombe molotov, ha distrutto la sede parigina del settimanale Charlie Hebdo, storico giornale satirico francese, libertario e di sinistra. L’attentato è avvenuto poche ore prima della pubblicazione di un numero dedicato alla primavera araba. Il giornale, che per l’occasione era stato ribattezzato “Sharia Hebdo”, aveva deciso di nominare il profeta Maometto “direttore” per “festeggiare la vittoria” del partito islamico Ennahda in Tunisia. Nella vignetta in apertura il profeta dice: “100 frustate, se non morite di risate”. Sin da subito l’intelligence francese aveva fatto sapere che il giornale rischiava grosso.
    Su Twitter, su Facebook e via telefono, il giornale ha poi ricevuto minacce di morte. Anche il sito del giornale è stato preso di mira da pirati informatici, che hanno lasciato in homepage una foto della Mecca. Charlie Hebdo è detto anche la “Bête Noire”, la bestia nera dei fondamentalisti islamici. “L’onore della Francia è stato salvato da Charlie Hebdo”, aveva scritto Bernard Henri Lévy nel 2006 quando il settimanale satirico ripubblicò le vignette danesi su Maometto.
    In quell’occasione il Consiglio francese musulmano aveva chiesto il ritiro delle copie, ma un tribunale ha poi scagionato la rivista. Philippe Val, allora direttore della rivista, firmò un manifesto contro l’islamismo assieme a Salman Rushdie, Taslima Nasreen, Ibn Warraq e Ayaan Hirsi Ali. Val fu anche uno dei pochi intellettuali, assieme a Claude Lanzmann e André Glucksmann, che difese il filosofo Robert Redeker dalla fatwa che lo aveva colpito in seguito alla pubblicazione di un testo critico sull’islam nel quotidiano Figaro.
    Parliamo dell’attacco a Charlie Hebdo con Kurt Westergaard, il famoso vignettista danese all’origine della vicenda, in quanto autore della celebre caricatura di Maometto col turbante dinamitardo. Da allora, Westergaard vive minacciato di morte ed è anche scampato a un assalto dentro la propria abitazione, ad Aarhus. “Da Parigi a Copenaghen, ovunque oggi c’è un clima di terrore”, dice l’anziano artista al Foglio.
    “Pochi giorni fa la polizia ha scoperto una cellula terroristica pronta a colpire il mio giornale, il Jyllands Posten, che oggi è protetto come un bunker. Anche casa mia ha una rete sofisticata di protezione e quando esco ho sempre delle guardie del corpo. La cosa triste e assurda è che in Danimarca non ci sono moschee da proteggere, ma io devo vivere nascosto. A Oslo poco tempo fa dovevo presentare un libro.
    Ma la polizia un giorno prima ci chiese di lasciare il paese a causa del rischio attentati. Ci ha anche invitato a dire ai giornali che avevo avuto un attacco di cuore, per evitare il panico. L’Europa vive nella totale negazione del problema e oggi dobbiamo riflettere bene prima di usare la libertà di parola sull’islam. Siamo vittime dell’autocensura”.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=42240
    Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 11/11/2011, a pag. 3, l'editoriale dal titolo "Storia di un martirio copto".
    La notizia esce in ritardo e non è stata rilanciata dai grandi media, ma vale la pena riprenderla. Un ragazzino egiziano di sedici anni è stato picchiato a morte dai suoi compagni di classe perché era cristiano. E’ successo il 16 ottobre scorso, una settimana dopo la strage di Maspero – ventotto manifestanti copti uccisi dall’esercito davanti alla sede della tv di stato – quando l’ondata di violenza religiosa era al suo massimo e al Cairo era sufficiente avere una croce sul cruscotto della macchina per rischiare di trovare il parabrezza sfondato.
    Il delitto era stato classificato all’inizio come un episodio di bullismo finito malissimo, un litigio per un posto a sedere, ma il racconto che sta venendo fuori non lascia dubbi: il professore ha preso per la gola il ragazzo, Ayman Nabil Labib, “e l’ha quasi soffocato”, perché prima s’era rifiutato di coprire una croce tatuata sul polso – com’è comune fra i copti – e poi aveva tirato fuori da sotto la maglietta anche quella che portava al collo. Alcuni compagni si sono uniti al professore nel pestaggio e poi, quando Ayman è scappato dalla classe, l’hanno rincorso nei bagni e l’hanno ammazzato di botte.
    Due di loro ora sono stati arrestati e, due settimane dopo la morte, il padre ha accettato di raccontare la storia. Il professore, che si è rivolto alla classe dicendo “Che cosa facciamo ora con lui?”, assieme a due bidelli che hanno indicato ai ragazzi dove andare a finire Ayman, non sono stati arrestati e nel frattempo sono scomparsi. E’ questa differenza di trattamento da parte dello stato che fa esasperare i copti.
    Gli aggressori agiscono su uno strato sicuro di impunità garantita che parte dai litigi di cortile e sale fino alle massime autorità, che hanno platealmente mentito sulla strage di Maspero addossandone la colpa alle vittime e falsificando i dati. I copti si stanno organizzando per ottenere rappresentanza politica con le prossime elezioni, ma alcuni si trattengono, dicono che non va bene votare secondo il credo religioso, si finisce per isolarsi maggiormente dalla comunità. Toccherebbe ai militari proteggere le minoranze, ma per ora il sospetto è che vedano questi scontri come un altro pretesto per legittimare la propria permanenza al potere.


    allGiacintoAuriti

    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=4&sez=120&id=42252
    Riportiamo dal REPUBBLICA di oggi, 12/11/2011, a pag. 21, l'articolo di Giampaolo Cadalanu dal titolo " Afghanistan, il martirio delle donne: madre e figlia lapidate per immoralità ". Dedichiamo questo articolo alle femministe occidentali, sempre zitte di fronte alle discriminazioni subite dalle donne nei Paesi islamici e troppo occupate a difendere la presunta libertà di nascondersi sotto a un burqa nei Paesi occidentali.
    Ecco il pezzo: Sono seduti ai tavoli per le trattative di pace, con gli emissari dell´Occidente rivendicano un ruolo per contribuire a un Afghanistan "nuovo", con i giornalisti propongono un profilo moderato. Ma il volto feroce dei Taliban resta sempre lo stesso: gli attentati nel centro di Kabul, le lapidazioni, la giustizia sommaria. Quello che è successo giovedì a Ghazni, in una provincia controllata per gran parte dagli studenti coranici, sembra confermare che a dieci danni dalla sconfitta del regime guidato dal mullah Omar per le donne nulla è cambiato.
    Una vedova e sua figlia sono state massacrate a colpi di pietre e poi finite con una pallottola in testa, perché ritenute «colpevoli di deviazione morale ed adulterio». Secondo la ricostruzione della polizia locale, gli assalitori hanno fatto irruzione di notte nella casa delle donne e le hanno uccise. Non è ben chiaro se ci sia stata una sorta di processo, alcune fonti dicono che sono state portate fuori con la forza, altre che sono state uccise in casa. Ma l´esame dei corpi ha confermato che prima di essere giustiziate le donne sono state colpite da sassi.
    Il governatore di Ghazni, Musa Khan Ahmadzai, sostiene che a condannare le due donne sarebbe stata una sentenza del locale mullah, il quale le ha ritenute colpevoli di adulterio e prostituzione. Anche un vicino ha raccontato all´Agence France Presse che le due erano accusate di attività immorale, senza però precisare "da chi". E chissà se l´interrogatorio di due uomini fermati dopo il delitto potrà chiarire le reali responsabilità.
    Ghazni, a metà strada fra Kabul e Kandahar, sembra essere un laboratorio per il ritorno al passato: i mullah chiedono apertamente ai fedeli di denunciare i casi di adulterio, le donne non escono di casa se non coperte dal burqa, le ragazze non vanno a scuola, persino ai matrimoni la sposa è separata dallo sposo perché il rumore dei tacchi femminili "turba" gli invitati uomini. È una regione che le forze Isaf dovrebbero passare ai governativi in tempi abbastanza brevi: ma sarebbe illusorio pensare che la giustizia islamica imposta dai Taliban possa essere sostituita in tempi rapidi da codici basati sulla certezza del diritto e sul rispetto dei diritti umani.
    Anche se una rivendicazione esplicita dei Taliban per il delitto non c´è, a Ghazni come in altre zone controllate dagli studenti coranici la cultura integralista si consolida. Il "nodo" dei comportamenti inadeguati alle norme islamiche, da sempre un punto dolente nella cultura afgana, continua a causare l´uccisione o comunque la violenza su donne sospettate di adulterio: nel secondo trimestre di quest´anno sono stati 1026 gli episodi registrati dalla Commissione indipendente per i diritti umani, contro i 2700 di tutto l´anno scorso (e naturalmente i casi denunciati sono solo una parte). A volte sono gli stessi familiari o i vicini di casa a commettere i delitti, a volte sono bande di guerriglieri oi Taliban veri e propri.
    In genere le esecuzioni ordinate dai gruppi di integralisti devono avere un valore "esemplare": è il caso di due donne che lavoravano in una base americana, uccise con l´accusa di prostituzione e abbandonate davanti all´ingresso della base due anni fa. Gli studenti coranici negano invece ogni responsabilità per la vedova incinta frustata e uccisa l´anno scorso nella provincia di Badghis. Accusano i media afgani di «voler solo diffamare il movimento». Ma al di là dei casi specifici, è chiaro che la cultura da cui nasce questa violenza è ben lontana dall´essere vinta.
    Qualche esempio della legge islamica Sharia Parte 3
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=42267
    Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 14/11/2011, a pag. 21, l'articolo dal titolo " Iran, le donne non possono sciare da sole ". Dal GIORNALE, a pag. 17, l'articolo di Francesco De Remigis dal titolo " La crociata islamica per spegnere la musica ". Da LIBERO, a pag. 19, la breve dal titolo " Giornalista donna intervista un salafita però deve farlo da un’altra stanza ". Ecco i pezzi:
    La REPUBBLICA " Iran, le donne non possono sciare da sole "
    TEHERAN Sciare era una delle poche cose che le iraniane potevano ancora fare ufficialmente da sole, ma è stato improvvisamente proibito. Le sciatrici di Teheran l´hanno scoperto in questi giorni, arrivando ai campi vicini alla capitale, da poco ricoperti da una precoce nevicata, come segnalano i siti di Etedal Daily e Tabnak. Un avviso delle autorità appeso alle cabine delle sciovie spiega che nessuna donna può avvicinarsi alle piste se non accompagnata da un ghayem, una "guardia" o custode, ovvero l´uomo della famiglia, che sia padre, fratello, marito o un altro parente maschio.
    Un rappresentante delle forze dell´ordine ha spiegato a Etedal Daily che l´avviso è stato appeso in tutte le stazioni sciistiche iraniane su ordine dei vertici della polizia. Scompare così un´altra piccola "libertà segreta" delle iraniane, che in cima alle piste, spesso, si permettevano di liberarsi il capo per godersi il vento e il sole. Tabnak, sito vicino ai conservatori moderati, critica la misura definendola un elemento che dà «un´immagine buia» dell´Iran e che è «insultante» per le donne, dato che impone una discriminazione in base al sesso.
    Il sito arriva a dichiarare che con ciò si priva dei diritti civili metà della popolazione, chiedendo di ricordare come in Iran «milioni di donne sono istruite» e come siano di genere femminile due studenti universitari su tre. Insieme a quello dei campi da sci, il sito ha scoperto anche un altro nuovo divieto: le donne non possono più partecipare non accompagnate neppure alle visite turistiche del deserto di Maranjab.
    Sono state alcune turiste a denunciarlo dopo essersi viste negare l´iscrizione al classico giro. Le nuove proibizioni si aggiungono a quella di andare in bicicletta, di fare sport non perfettamente coperte e in generale di uscire senza autorizzazione maschile. Tabnak conclude l´intervento critico in maniera religiosamente irreprensibile e provocatoria: «Se proprio si vuole prevenire la corruzione nei costumi, perché devono subìre restrizioni solo le donne e non anche gli uomini corrotti?».
    Il GIORNALE Francesco De Remigis : " La crociata islamica per spegnere la musica "
    La musica come incarnazione suprema del male, predicata da poche correnti estremiste dell’islam, ci ha fatto scandalizzare lo scorso dicembre, quando a Reggello, borgo della Toscana, si è scoperto che un imam chiedeva alla figlia di tapparsi le orecchie durante le lezioni di musica. Materia proibita dal padre, ma non dall’islam. Eppure,nell’arco di un anno, i casi si sono moltiplicati in molte città d’Europa. Dalla Spagna alla Gran Bretagna, dal Belgio alla Germania. Le correnti salafite incardinate nelle comunità islamiche stanno mettendo in circolo proprio il seguente divieto: studiare musica nelle scuole. Come se ciò che esce dal pentagramma fosse davvero materia del maligno.
    L’ultimo caso arriva dalla Spagna, raccontato ieri dal Paìs, parla di una delle enclave più critiche del paese: Melilla. In una scuola media, trenta bambini suonano il flauto, uno no. Il motivo? L’imam della sua comunità lo vieta. La corrente che porta avanti questa «non pratica», è quella salafita che, nelle comunità marocchine, come Melilla, è cresciuta a vista d’occhio negli ultimi tre anni e mezzo. Come spiega Abdullah Mechnoune, imam di Torino, membro del comitato per l’islam italiano del Viminale e presidente dell’organizzazione islamica del mondo arabo europea “i nostri figlio devono convivere e imparare ciò che insegnano nelle scuole”.
    La musica, in Europa, è materia obbligatoria quasi dappertutto. L’imam Mechnoune sottolinea che «in questi casi non si parla ad esempio di saltare l’ora della religione cattolica, ma quella di musica, che fa bene: imparare le note non significa che tu sei credente o non credente. Anzi, nell’islam c’è anche la musica,c’è l’arte».Eppure il trend salafita sta invadendo le comunità marocchine.
    In Gran Bretagna sono arrivati perfino agli esposti diversi gruppi di genitori inglesi. Perché l’imam di Birmingham aveva vietato la musica nella comunità. L’inchiesta si poi allargata, portata avanti dalla Bbc, ed ha rivelato che ad esempio anche a moltissimi bambini somali, che studiavano presso scuole elementari inglesi, era impossibile partecipare alle lezioni di musica per “motivi religiosi”.
    Mechnoune spiega che purtroppo «alcuni integralisti, nella loro ignoranza del Corano e delle regole della convivenza, impediscono l’integrazione in Europa,anche attraverso questi atti di discriminazione ». Altri casi si sono verificati in Germania durante le lezioni canto nelle scuole elementari di berlino e Amburgo.«Ma nel Corano c’è la musica, lo cantiamo: perché vietare». Il caso belga, dello scorso anno, è più o meno simile. E segue la scia delle imposizioni del 2009 di un imam di Anversa che, iniziando dal velo, è arrivato alla musica.
    LIBERO " Giornalista donna intervista un salafita però deve farlo da un’altra stanza "
    Prove di informazione islamicamente corretta al Cairo: un candidato salafita, ultraconservatore, aveva posto come condizione per una intervista televisiva che la giornalista, che non porta il velo, fosse in un’altra stanza. Si è visto anche questo sabato sera alla tv egiziana: Abdel Madel della Jamaa al Islamiya ha acconsentito a rispondere a una delle star dell’emittente di Stato, Hala Sarhan, nel suo talk show a patto che la giornalista fosse in un’altra stanza. In caso contrario, l’integralista islamico aveva annunciato che avrebbe partecipato alla trasmissione solo telefonicamente. La giornalista infatti era in uno studio insieme agli altri ospiti della serata mentre l’esponente islamista si trovava collegato da un’altra stanza allestita apposta per lui.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=16&sez=120&id=42313
    Riportiamo da LIBERO di oggi, 17/11/2011, a pag. 21, l'articolo di Alessandro Carlini dal titolo " L’Europa non vuol denunciare le violenze sulle donne ".
    Ogni anno l’Unione europea spende milioni per sponsorizzare progetti di sviluppo nei Paesi africani e asiatici. Fiumi di soldi che finiscono spesso in iniziative inutili e di dubbio valore. Tranne in questo caso, in cui Bruxelles ha finanziato ma non distribuito un film sulla terribile condizione delle donne afgane imprigionate per i cosiddetti «crimini morali», come ad esempio l’adulterio o l’abban dono del tetto coniugale. Non molto è cambiato infatti dai tempi dei talebani. Ma all’Ue, che si definisce difensore dei diritti umani in tutto il mondo, questo non importa molto.
    Per evitare ogni tipo di conseguenza col governo di Hamid Karzai, che continua da anni a guidare l’Afghani stan, ha preferito liberarsi del documentario, adducendo una serie di scuse. Il film in questione si chiama “InJustice: The Story of Afghan Women in Jail”, ed era stato espressamente commissionato dai burocrati di Bruxelles, che però quando hanno ascoltato le terribili esperienze delle due donne intervistate hanno preferito fare marcia indietro. Dicono che hanno scelto questa linea per evitare che le protagoniste siano oggetto di qualche forma di ritorsione da parte delle autorità afgane. In realtà si vuole censurare la terribile condizione che vivono centinaia di donne dietro le sbarre per «crimini» assurdi: si tratta della metà delle 300400 detenute nel Paese asiatico.
    La storia più toccante è quella di una 19enne che è stata stuprata e messa incinta da un cugino. Non era sposata e così è stata condannata a 12 anni di carcere per sesso al di fuori del matrimonio, illegale in Afghanistan. Al suo stupratore non è stato fatto nulla. Il giudice ha proposto alla ragazza di uscire di prigione ma solo dopo aver sposato il cugino. Lei ha rifiutato. Così è ancora dietro le sbarre e sta allevando la figlia che è nata nel frattempo.
    Fatti come questo accadono ogni giorno in Afghanistan e, secondo molti esperti di diritti umani, le condizioni delle donne non sono molto cambiate rispetto al passato. La società resta fortemente maschilista: c’è una vera e propria compravendita di spose e quei pochi diritti affermati dalle leggi vengono violati dall’integralismo islamico.
    L’Europa se ne sta a guardare, anzi adotta una sorta di censura preventiva, per evitare che i suoi soldi vengano usati in modo utile. Regge ben poco anche la scusa di Bruxelles, riguardante la sicurezza delle intervistate. Anche perché le ragazze avevano dato la loro completa autorizzazione alla distribuzione del filmato al fuori dal Paese. Ma questo all’Ue non è bastato. In un’intervista concessa all’Associated Press, la 19enne stuprata ha detto che anzi sperava che si parlasse di lei e del suo caso nel resto del mondo e che ora sta perdendo ogni speranza di poter uscire di galera.
    L’unica soluzione che le rimane è il matrimonio forzato col suo aguzzino. Basterebbe ben poco all’Ue per fare qualche seria pressione sul governo di Kabul, che riceve miliardi di aiuti internazionali, mentre i soldati della Nato, compresi quelli italiani, tentano di portare un po’ di pace al popolo afghano.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=42348
    Si estendono quelle piccole macchie di libertà (libertà dalla libertà, naturalmente), che si definiscono "zone controllate dalla shaaria". L'inizio è stato a Londra, ve lo ricordate, e ancora le zone dove le donne devono girare velate, gli infedeli e i rompiscatole della polizia o del parlamento non sono ammessi, la giustizia viene amministrata dagli imam, si estendono lentamente, ma con sicurezza: a Birmingham, Bradford, Derby, Dewsbury, Leeds, Leicester, Liverpool, Luton, Manchester, Sheffield, come pure a Waltham Forest (periferia nordorientale di Londra) e Tower Hamlets e Newham a est della capitale (http://www.melaniephillips.com/anothernogoareainlondonistan).
    Adesso però è venuta la volta della Danimarca; ad Anversa in Belgio, dove è nata una corte coranica. Lo stesso è accaduto in Catalogna, dove una donna è stata rapita e condannata a morte a Reus per adulterio e a Terragona, dove un fedele di origini marocchine è stato disgraziatamente arrestato per aver fatto il suo dovere, cioè obbligato con la forza una donna a indossare il velo. (http://www.hudsonny.org/2530/denmarkshariahezbollah).
    Sempre in Gran Bretagna, in Olanda e in Finlandia stanno andando avanti delle iniziative popolari per impedire la macellazione rituale e soprattutto la circoncisione dei bambini, con il risultato pratico che presto anche questi bellissimi stati potrebbero finalmente diventare judenrein, prive di ebrei, dato che senza circoncisione non vi possono nascere (http://jssnews.com/2011/11/07/lesjuifsdegrandebretagnedehollandeetdefinlandepourraientperdreleurjudaite/).


    allGiacintoAuriti

    i farisei anglo-americani prendono ordini dagli jihadisti sauditi salafiti, la unica teocrazia, della sinagoga di satana, Onu accoglie domande adesione palestinesi a 13 trattati. contro Israele e La cacciata dei cristiani dai territori palestinesi, sempre, sotto egida ONU e di AGENDA KABBALAH TAMUD, FMI SPA NWO FED BCE, GMOS, SPA PER DISTRUGGERE ISRAELE, L ASCESA DEL SATANISMO.. E LA DISTRUZIONE DEL GENERE UMANO! ]
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=41139
    I Fratelli musulmani sono “più pericolosi di Bin Laden”, almeno secondo l’iperbole della nota dissidente islamica Ayaan Hirsi Ali. Più pericolosi nel senso che stanno costruendo in politica e nel sociale quel sogno islamico totalitario che al Qaida non ha raggiunto con la guerra santa. Cl dovrebbe inoltre conoscere la prassi e la retorica anticristiana e antiebraica della più antica scuola islamica del mondo, è il suo core business. Un testo scolastico di questa università, dal titolo “al Iqna”, dice che se un musulmano uccide un musulmano merita la morte, ma se un musulmano uccide un cristiano la pena deve essere inferiore perché il superiore non può essere privato della vita per aver ucciso l’inferiore.
    L’attuale imam di al Azhar, distinto per quanto possibile dal rettore “laico”, non fa segreto di giustificare contro Israele la “proliferazione degli attacchi suicidi che diffondono terrore nel cuore dei nemici di Allah”. Ne abbiamo avuto una prova la scorsa settimana: sette civili israeliani falcidiati a colpi di mitra da terroristi provenienti dall’Egitto. Nel 2009 una fatwa di al Azhar proibì la costruzione di nuove chiese, definite “peccato”. E un eminente accademico di al Azhar, Muhammad Imarah, ha pubblicato “Contro i cristiani”, libro che i copti hanno cercato di portare in tribunale.
    Gli imam di al Azhar sono gli stessi, assieme ai Fratelli musulmani, che hanno reso fertile il terreno per la pugnalata all’apostata Naguib Mahfouz, Nobel per la Letteratura, e per l’uccisione di Farag Foda, raro liberale arabo. Suad Saleh, preside della facoltà di Studi islamici e arabi di al Azhar, ha legittimato la condanna a morte di chi abbandona l’islam per abbracciare il cristianesimo. Un certo cinismo è essenziale al dialogo religioso come al giornalismo. Ma c’è sempre il rischio della smemoratezza verso chi predica odio e rovina contro ebrei, cristiani e “infedeli” occidentali.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=42503
    Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 05/12/2011, a pag. 14, l'articolo di Magdi Cristiano Allam dal titolo " L'Occidente impari dall'Egitto: con l'islam non c'è democrazia ". Da LIBERO, a pag. 17, l'articolo di Carlo Panella dal titolo " Spiagge separate e legge del taglione. In Egitto gli islamisti sono al 65% e si sente".
    Ecco i pezzi:
    Il GIORNALE Magdi C. Allam : " L'Occidente impari dall'Egitto: con l'islam non c'è democrazia "
    Ora basta! Dopo la Tunisia, la Libia e il Marocco, gli integralisti e gli estremisti islamici sono al potere anche in Egitto. Lancio una supplica ai giornalisti: non chiamatela più «Primavera araba! Prendete atto che non si è trattato di una rivolta popolare perla libertà e la democrazia, che non è affatto nata dallo slancio spontaneo delle masse e che sarebbe stata successivamente tradita dalla ferocia dell'esercito e dalla spregiudicatezza degli islamici.
    E una supplica ai politologi: non perdete altro tempo a fare paragoni con il nostro Risorgimento o il crollo del Muro di Berlino, rassegnatevi al fatto che la nostra Democrazia Cristiana non ha nulla a che fare coni movimenti islamici che fondandosi sui dogmi non interpretabili, assoluti, universali ed eterni del Corano e sul pensiero non criticabile di Maometto sono inequivocabilmente incompatibili conia democrazia sostanziale e con i diritti fondamentali della persona.
    E una supplica al Vaticano e alle altre Chiese cristiane: se credete nella verità unica di Gesù smettetela di legittimare l'islam come religione di pari valore e dignità dell'ebraismo e del cristianesimo, mettete al bando la litania delle tre grandi religioni monoteiste, rivelate e abramitiche che pregherebbero lo stesso Dio e amerebbero in ugual modo il prossimo. E una supplica ai politici al governo dell' Occidente: affrancatevi dalla logica del male minore, non scommettete sui Fratelli Musulmani che sono i terroristi islamici taglialingua per liberarvi di Al Qaeda che sono i terroristi islamici taglialingua; non date in pasto alla Turchia di Erdogan e a un nuovo califfato ottomano le sorti dei popoli sulle sponde meridionale e orientale del Mediterraneo, sostenendo che Erdogan che nel 1998 fu arrestato e incarcerato per incitamento all'odio religioso dopo aver letto in pubblico una poesia che recita «i minareti sono le nostre baionette, le cupole sono i nostri elmetti, le moschee sono le nostre caserme», sarebbe laico, democratico e amico dell'Occidente.
    Ora basta! Evidentemente la storia non ci ha insegnato nulla, ci siamo rapidamente dimenticati che anche Hitler, Mussolini, Khomeini e i despoti della nostra era contemporanea sono arrivati al potere attraverso il rito delle elezioni, imponendo subito dopo la loro dittatura. Non abbiamo compreso chele elezioni non sostanziano e non esauriscono la democrazia ma sono soltanto uno strumento della democrazia che si prestano ad essere strumentalizzate dai nemici della democrazia per legittimare la dittatura.
    Ora basta! Rendiamoci conto che ovunque attorno a noi gli integralisti egli estremisti islamici islamici stanno conquistando il potere: Siria e Yemen stanno per capitolare, la Giordania è a rischio, il Libano è nella morsa del Hezbollah, i Territori palestinesi vivono sotto la scacco di Hamas, l'Arabia Saudita è una teocrazia islamica, l'Iraq è in balia di Al Qaeda, l'Afghanistan assiste al ritorno del potere dei Taliban, il Pakistan nucleare è preda dei fanatici di Allah e l'Iran naziislamico è a un passo dal possesso dell'atomica.
    Ma soprattutto rendiamoci conto che nel nostro mondo globalizzato quest'islam integralista ed estremista è già dentro casa nostra. Ora basta! Se proprio a causa della nostra sottomissione al dio denaro e all'ideologia del relativismo non riusciamo a percepire cosa significhi ridursi a schiavi degli adoratori del dio islamico Allah, consideriamo attentamente le conseguenze deleterie che stanno subendo la popolazione cristiana autoctona, Israele e le donne musulmane. La subordinazione della donna come essere inferiore all'uomo è prescritta dal Corano, al pari della discriminazione degli ebrei e dei cristiani di cui si legittima l'uccisione unitamente agli apostati e agli infedeli. E
    cco perché I'islam essendo dogmaticamente maschilista, misogino, intollerante e violento, viola i valori non negoziabili della sacralità della vita di tutti, della pari dignità delle persone e della libertà di scelta, risultando incompatibile con la democrazia. Ed ecco perché i musulmani che credono nei valori non negoziabili e anelano alla democrazia si trovano costretti ad affrancarsi dalla prescrizione del Corano e dall'esempio di Maometto. Ora basta, basta, basta!
    LIBERO Carlo Panella : " Spiagge separate e legge del taglione. In Egitto gli islamisti sono al 65% e si sente" Peggio di così non poteva andare: non solo e non tanto per la prevista vittoria dei Fratelli Musulmani di Libertà e Giustizia che totalizzano il 36,62% dei voti, ma soprattutto per un inaspettato 24,36% agli integralisti salafiti di AlNur del partito della Costruzione e dello Sviluppo (che vuole spiagge separate, tagliare le mani ai ladri e pure la distruzione dei monumenti dei faraoni), più una serie di partiti minori che portano il totale degli islamisti addirittura al 65%. Questo, solo nelle grandi città del nord, Cairo, Alessandria e Delta del Nilo, in cui maggiore è l’influenza dei partiti laici.
    Quando si voterà nelle regioni del sud, èdunque certoche ilquadro saràancorapiù grave. Il secondo dato, indica che la coalizione dei partiti laici, assemblata dal Partito degli Egiziani Liberi del tycoon copto Neguib Sawaris (proprietario in Italia del portale Libero.it) totalizza solo il 13,5% dei suffragi. Disastroso il risultato di al Adl, il partito che segna la continuità col disciolto Pnd di Mubarak, a dimostrazione che i generali egiziani, che continuano a detenere tutto il potere, in continuità sostanziale col regime di cui erano l’asse portante, non hanno nessuna capacità di attirare consensi.
    Il farraginoso processo elettorale egiziano con tre turni elettorali distanziati, permetterà di comprendere solo tra mesi quale coalizione governerà il paese, ma alcuni elementi balzano già agli occhi. Il primo è che è bastato un finanziamento di poche decine di milioni di dollari da parte dei settori più retrivi dell’Arabia Saudita e dell’onnipresente emiro del Qatar per permettere agli islamisti oltranzisti di al Nur di conquistarsi un quarto dei suffragi. Voti che non permetteranno ad al Nur di giocare il suo peso nella coalizione di governo, perché la Fratellanza Musulmana ha tutto l’interesse di emarginarlo all’opposizione, ma che comunque avranno un peso specifico enorme.
    Il secondo elemento è che il pur scarso risultato dei partiti laici dimostra che comunque un leader illuminato quale è Sawiris, è in grado di costruire nel paese arabo più importante un presidio tutt’altro che disprezzabile di democrazia e di liberalismo, ma che pesa su questo progetto il totale, assoluto disinteresse dell’Europa e degli Usa. A fronte dei milioni di dollari provenienti dai paesi arabi andati agli islamisti (che spesso hanno letteralmente comprato il voto con pane e carne distribuita nei quartieri più miseri), assolutamente nulla, né in termini di finanziamento, né di legittimazione politica è venuto ai liberali egiziani dall’Occidente.
    Peggio ancora: da quando è presidente, Barack Obama ha decimato gli aiuti che George W. Bush versava alle organizzazioni politiche liberali egiziane. Il risultato è sconfortante ed è molto più grave in Egitto di quanto non lo sia stato in Tunisia, dove Ennhada, il partito dei Fratelli Musulmani, ha sì conquistato un quarto dei seggi, ma è stata contenuta dall’insie me dei partiti laici che, pur divisi, hanno comunque conquistato nell’insieme la maggioranza assoluta dei seggi.
    Un quadro commentato con sconforto dal presidente di Israele Shimon Peres: «Religiosi esaltati, fanatici e violenti cercano di bloccare la primavera araba, e di sventare la realizzazione delle speranze dei giovani; come al solito essi ricorrono all’odio verso Israele come scusa per le loro manchevolezze, come se quanto è accaduto in Tunisia, in Siria, in Libia o nelle Yemen avesse un legame qualsiasi con Israele». L’unica speranza residua è che i trionfatori di questo voto, i Fratelli musulmani, subiscano come è possibile l’egemonia del premier turco Tayyp Erdogan che li ha fortemente esortati nel suo viaggio al Cairo “a costruire uno stato laico e non confessionale”. In caso contrario, la sponda sud del Mediterraneo sarà fonte di tensioni e guerre di portata difficilmente immaginabile.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=42654
    Cari amici, non sarete mica di quelli che vanno in giro dicendo "Buon Natale", spero... Non sapete che è proibito? "Peggio che la fornicazione, bere alcool, uccidere qualcuno"? Che ci crediate o meno, che siate cristiani, o ebrei o musulmani o qualcos'altro o non abbiate nessuna religione, mi raccomando, non dite queste paroline, "buon Natale", happy Christmas", "feliz Natividad" eccetera. Voi pensate che sia un semplice atto di cortesia, se ci credete la gioia sincera di un evento religioso, se non ci credete un partecipare benevolmente alla gioia dell'altro, comunque una civile consuetudine di augurare agli altri il bene. E invece no, vi sbagliate, è una bestemmia, uno schifo, un insulto al cielo. Chi lo dice? Un giovane ma dotto e pio dottore della legge islamica, che fa di nome Abu Mussab Wajdi Akkari, un libanese che è tornato all'Islam dalle perversioni dell'influenza occidentale, come spiega qui ( http://islamevents.com/speakers/speaker_detail.php?spid=32 ), insomma un missionario in quel mondo non islamico che molto gentilmente i musulmani chiamano dār alharb ("Dimora della guerra"), comunque una colonna delle Legge. Vi prego, guardatelo in questo breve video ( "Saying Merry Christmas is worst than fornication or killing someone" Islamic scholar ), godetevi la sua saggia eloquenza, solo così potrete capire la misericordia e la tolleranza dell'Islam.
    Anche se non siete tanto convinti (colpa vostra, se uno non capisce il teorema di Pitagora o gli insegnamenti dell'Islam vuol dire che non è solo un po' stupido, ma anche ostinato), fate attenzione. Perché a giocare con gli idoli e la magia, tipo "buon Natale", si rischia grosso, almeno nei paesi veramente fedeli. Per esempio possedere dei libri di magia (chessò, le vite dei santi o un manuale di astrologia) in Arabia saudita può costare la vita: è appena accaduto a una signora (che dico, a un'orribile strega) di nome Amina bin Salem Nasser nella città di Qurayat in Arabia Saudita, che è stata giustamente decapitata ( http://elderofziyon.blogspot.com/2011/12/saudiwomanexecutedforwitchcraft.html ), non sappiamo se per aver preparato un minestrone che al marito è sembrato fatto con rospi e sangue mestruale, se per aver fatto visita ai vicini mascherata da Grande Cocomero con una zucca per Halloween, per aver fatto i tarocchi alle amiche o se per aver detto buon Natale a qualcuno che le ha fatto la spia ( http://www.newser.com/story/135321/amnestyinternationalcondemnsbeheadingofwomaninsaudiarabiaaccusedofbeingawitch.html ). Fatto sta che, anche se non credete all'ottimo dottor Abu Mussab Wajdi Akkari, fate attenzione, questi sono giorni pericolosi, volete dire a qualcuno "buon nome", augurandogli di avere buona fama, o "buon Napoli", augurandogli il successo della sua squadra di calcio, fate a tempo a pronunciare due o tre sillabe, e subito qualcuno vi decapita alle spalle. E come dargli torto? Colpirne uno per educarne cento, come dicevano le Brigate Rosse – che nel frattempo fanno il tifo per l'Islam, il quale, come sostiene il professor Toni Negri, è anch'esso "moltitudine" per di più antiamericana e antisemita, dunque rivoluzionaria per definizione.


    allGiacintoAuriti

    i farisei anglo-americani prendono ordini dagli jihadisti sauditi salafiti, la unica teocrazia, della sinagoga di satana, Onu accoglie domande adesione palestinesi a 13 trattati. contro Israele e La cacciata dei cristiani dai territori palestinesi, sempre, sotto egida ONU e di AGENDA KABBALAH TAMUD, FMI SPA NWO FED BCE, GMOS, SPA PER DISTRUGGERE ISRAELE, L ASCESA DEL SATANISMO.. E LA DISTRUZIONE DEL GENERE UMANO! ] http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=42695
    La cacciata dei cristiani dai territori palestinesi
    Manfred Gerstenfeld intervista Justus Reid Weiner
    “ I territori contesi in Giudea e Samaria e nella Striscia di Gaza sono stati amministrati dall’Autorità Palestinese e, negli ultimi anni, parzialmente, da Hamas. Sotto questi regimi, la popolazione cristiana è stata vittima di violazioni dei diritti umani, tra i quali intimidazioni, aggressioni, furto di proprietà, attacchi armati contro chiese e altre istituzioni cristiane, disoccupazione, boicottaggio economico, torture, rapimenti, matrimoni forzati, violenze sessuali e ricatti".
    “ I musulmani che si sono convertiti al cristianesimo sono i più esposti al pericolo, lasciati senza alcuna difesa di fronte alla crudeltà dei fondamentalisti musulmani. I dirigenti dell’Autorità palestinese e Hamas sono i diretti responsabili di molte di queste violenze. Gli arabi cristiani sono le vittime del regime semianarchico che li caratterizza".
    Justus Reid Weiner è un avvocato che si occupa di diritti umani a livello internazionale ed è membro della Associazione Avvocati di New York e Israele. Suoi contributi sono pubblicati sulle riviste legali più importanti. Tiene abitualmente conferenze anche in Israele, dove insegna diritto internazionale all’Università ebraica di Gerusalemme.
    Weiner ritiene che i crimini commessi contro gli arabi cristiani abbiano origine sin dalla nascita dell’islam.
    ” Cristiani ed ebrei hanno sempre dovuto sottostare a uno status di inferiorità, conosciuto con il nome di Dhimmitudine, che ha influenzato sino ad oggi l’attitudine delle società islamiche nei loro confronti. Ne è prova la persecuzione dei cristiani che vivono nei paesi musulmani.(1)
    “ Israele è l’unica eccezione nel Medio Oriente dove la popolazione cristiana sin dal 1948 ha continuato a crescere, più del 400%. Inclusi anche cristiani non arabi, come i russi, che sono arrivati perché erano parte di famiglie miste ebraicocristiane.
    “ In quanto Dhimmi, i cristiani che vivono nei territori controllati dai palestinesi subiscono restrizioni legali, politiche , culturali e religiose. Gruppi musulmani come Hamas e Jihad islamica hanno costruito una società basata sull’odio che già era un fondamento della società islamica da sempre. In più, l’Autorità palestinese ha adottato la legge islamica nella propria costituzione.
    “ In simili condizioni, gli arabi cristiani sono diventati vittime di pregiudizi e atti criminali. Decine di migliaia di cristiani palestinesi hanno abbandonato le loro case per emigrare, non importa verso quale paese, l’importante era ottenere un visto di ingresso.
    “ I dati demografici sono cambiati drasticamente. A Betlemme, la popolazione cristiana era l’80% nel 1950, Oggi è scesa al 15% ! Numeri che vengono tenuti accuratamente nascosti dall’Autorità palestinese. Nell’eventualità diventassero di dominio pubblico, sarebbero obbligati a spiegare il motivo di questo declino“.
    Weiner spiega poi come sia stata la politica di Yasser Arafat a determinare questo calo demografico. “ Dopo che ottenne il controllo su Betlemme, vennero ridefiniti i confini municipali della città. Lo stesso Arafat ruppe con la tradizione affidando la carica di governatore a un musulmano. Il municipio di Betlemme, che secondo la legge deve avere una maggioranza cristiana, è caduto nella mani dei musulmani. Otto seggi su quindici del consiglio comunale sono ancora riservati ai cristiani , ma è Hamas che controlla il comune grazia alla alleanza con alcuni cristiani. Arafat coronò i suoi sforzi quando trasformò il monastero greco ortodosso accanto alla Chiesa della Natività nella sua residenza ufficiale a Betlemme. (2)
    “ I problemi dei cristiani sono gli stessi in tutto il Medio Oriente. Nella società palestinese, gli arabi cristiani non hanno né voce né protezione. Non stupisce che cerchino di andarsene. A causa dell’emigrazione, che continua ormai da due o tre generazioni, il 70% dei cristiani che vivevano nel West bank o a Gaza, oggi vivono all’estero. Decine di migliaia a Sidney, Berlino, Santiago, Detroit e Toronto. L’emigrazione dei cristiani arabi è moltiplicata nell’ultimo decennio e non accenna a diminuire.
    “ Si calcola che a Gaza vivano solo 1.500/3.000 cristiani su una popolazione di un milione e duecentomila musulmani. Forse meno di cinquantamila ne rimangono in tutto a Gerusalemme est, nel West Bank e a Gaza “.
    Weiner conclude “ I crimini contro gli arabi cristiani nei territori contesi sono commessi da musulmani. Eppure molti leader cristiani palestinesi accusano Israele per questi crimini al posto ci chi li ha commessi. Patriarchi e arcivescovi di estrazione araba, per interessi personali o a causa di intimidazioni, nascondendo la verità mettono in pericolo la loro gente. Il loro comportamento è stato accettato da molti leader cristiani nel mondo occidentale. Altri, che invece conoscono i responsabili di questi crimini, hanno scelto di tacere “.
    1) Paul Marshall and Lela Gilbert, Their Blood Cries Out (Nashville, TN: Thomas Nelson, 2007); Nina Shea, In the Lion's Den: A Shocking Account of Persecuted and Martyrdom of Christians Today and How We Should Respond (Nashville, TN: Broadman & Holman, 2007).
    2 )Aaron Klein, "Media's TwoFaced Christmas Coverage: Muslims Driving Christians out of Bethlehem, but Media Outlets Choose to Blame Israel," Ynetnews, 24 December 2007, www.ynetnews.com/articles/0,7340,L3486144,00.html.
    Manfred Gerstenfeld è Presidente del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta.
    Il suo libro “Behind the Humanitarian Mask: The Nordic Countries, Israel and the Jews,” può essere scaricato gratuitamente da: http://www.jcpa.org/JCPA/Templates/showpage.asp?DBID=1&LNGID=1&TMID=84&FID=726&PID=0
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=9&sez=120&id=42743
    Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 27/12/2011, a pag. 15, l'articolo di Fiamma Nirenstein dal titolo " Ecco gli sterminatori di cristiani ".
    La verità è che non lo vogliamo sapere, che per noi la guerra è stata cancellata dalla storia dai nostri pentimenti: la mente occidentale respinge con orrore particolare la guerra di religione, quella che mette in crisi il principio stesso della libertà di opinione. E non ne vuole sentire parlare anche quando la dichiarazione di guerra è patente, è larga come il globo terracqueo e sventola senza pudore lo stendardo della strage degli innocenti, del terrorismo contro gli oranti, una delle peggiori forme di violenza. Perché quando l'uomo prega è sacro nella tradizione universale, perché le case di Dio sono nella letteratura, nella storia il rifugio ultimo della creatura inerme. Delle guerre di religione l'Occidente ha remoto ricordo, quello ormai esecrato delle crociate medievali. Più avanti, travestiti da guerre di religione, troviamo scontri di potere fra reami e dinastie, razzismi esecrabili, avidità di ricchezza e territorio, ma né i cristiani né gli ebrei possono ammettere che al giorno d'oggi, proprio questo Natale, qualcuno si organizzi per fare più di cento morti in chiese come quella di Santa Teresa a Madalia nel Niger, a 45 chilometri dalla capitale Abuja, e a Jos capoluogo di Plateau, e nei giorni precedenti un po' in tutto il Paese. Attacchi analoghi, quasi in tutto il mondo, sono cronaca corrente, quotidiana (Etiopia, Egitto, Indonesia, Turchia, Palestina, Iran, Irak, Kashmir, Algeria, Kenya, Afghanistan...) Insieme con la cronaca nigeriana, ecco ieri quella di una strage afghana a un funerale a Taloqan dove, fra i venti uccisi, l'obiettivo principale era Mutalin Bik, un comandante della polizia anti Talibano, e quindi anti estremismo religioso. Ma la cronaca degli ultimi anni ci conduce sulle tracce di una guerra frontale, contro la quale la Chiesa non osa protestare con determinazione, perché ciò risulta lesivo dei rapporti con l'Islam: quando un micidiale attacco contro i Copti che in Egitto fece decine di morti durante il Natale 2010, il Papa si fece avanti per difendere pacatamente la comunità cristiana, e l'Università di Al Azhar ruppe ogni rapporto col Vaticano definendole «un insulto», mentre i politici le giudicarono un'indebita intromissione. Le accuse di islamofobia fioccano ogni volta che si osa denunciare la pura cronaca: è la parte propagandistica della guerra che impone il silenzio sulle notizie che impacciano le operazioni. Ma è ormai sotto gli occhi di tutti che una sfida mortale è in atto fra l'Islam estremo e le altre religioni. In Nigeria si chiama Boko Haram, che vuol dire in lingua Hausa «l' educazione occidentale è peccaminosa ».
    Ma tanti altri sono i gruppi che vogliono battere cristianità ed ebraismo per istituire il califfato universale di sette secoli or sono, e poi, di nuovo, ai loro occhi, vivo fino alla fine della prima guerra mondiale con l'Impero Ottomano. L'uso della violenza è considerato una indispensabile necessità, la jihad non esita a usarla contro gli infedeli, contro i convertiti, contro le donne che non adottano la sharia, «contro i crociati e gli ebrei».
    Questa formula la usò come manifesto politico Osama Bin Laden per la prima volta nel '98 dichiarando loro guerra. Allora sembrò una definizione infantile, mentre le sue profondità hanno afferrato l'anima sia sunnita (cui Bin Laden apparteneva) che Shiita (basta pensare ai continui richiami alla inimicizia intrinseca con l'occidente di Ahmadinejad): essa sparge sangue a fiumi fino ad oggi, non si placherà, non ascolterà né proposte né adulazioni.
    Il dettato è radicato nelle scritture e nei discorsi degli imam estremisti, cui si oppongono talora coraggiosi moderati: «I cristiani sono infedeli, nemici di Allah...», «Fai loro la guerra finché non esisterà più l'idolatria e la religione di Allah regnerà suprema», «Allah umilierà i non credenti», «Quando si concluderanno i mesi sacri, uccidi gli idolatri ovunque li troverai. Arrestali, assediali, tendi loro agguati ovunque potrai».
    Ci sono parecchi comandamenti assai peggiori, li lasciamo da parte. Essi sono quelli che hanno spinto Laskar Jihad a chiamare «maiali » i diecimila cristiani uccisi in Indonesia fra il 2000 e il 2002, quelli che conducono Hamas a scrivere nel loro statuto che ogni albero e masso chiamerà il credente per uccidere l'ebreo che si nasconde dietro di loro. È un grande esercito, che ha fatto fuggire dal Medio Oriente quasi tutti i cristiani, che rende un inferno persino il Natale dei cristiani in tutto il mondo, che dichiara guerra. http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=42850
    Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 03/01/2011, a pag. 113, l'articolo di Massimo Alberizzi dal titolo "Ultimatum ai cristiani". In Nigeria ultimatum ai cristiani: «Via tutti entro tre giorni o morirete». La minaccia viene dagli integralisti legati
    ad Al Qaeda dopo la strage di Natale nelle chiese del Paese. Ultimatum degli estremisti islamici di Boko Haram alla comunità cristiana che vive nel nord della Nigeria: «Avete tre giorni per andare via, altrimenti ne subirete le conseguenze». Abdul Qada, portavoce della setta, ha parlato con i giornalisti al telefono; una veloce conferenza stampa in lingua hausa, la più diffusa nelle zone settentrionali del Paese, per annunciare la decisione degli estremisti. Qada ha anche sostenuto che i militanti attaccheranno l'esercito e la polizia, incaricati dal presidente nigeriano Goodluck Jonathan di rafforzare lo stato di emergenza proclamato sabato scorso in 4 stati a maggioranza musulmana. «I soldati — è la tesi di Qada — uccidono solo gli innocenti musulmani. Loro proteggono i cristiani e noi dobbiamo difendere i nostri fratelli».
    Il giorno di Natale i terroristi hanno fatto saltare diverse autobomba vicino a chiese cristiane provocando 49 morti e decine di feriti. «Goodluck Jonathan — ha sottolineato Qada — sabato è andato a visitare una chiesa cristiana vicino Abuja (la capitale della Nigeria, ndr), ma mai è andato in una moschea, dopo i massacri di musulmani avvenuti durante le violenze postelettorali dell'anno scorso».
    Ma il capo terrorista sa bene che contro i suoi fratelli correligionari c'è il rischio di rappresaglie e vendette e sa benissimo che si potrebbe innescare una corsa alla violenza con conseguenze imprevedibili. Ecco perché, forse, ha concluso così: «Consigliamo a tutti i musulmani che vivono nel Sud di tornare a casa. Sappiamo che potrebbero essere attaccati e subire violenze». Le forze di sicurezza che operano nei quattro Stati, dove è stata proclamata l'emergenza, Borno, Plateau, Niger e Yobe, hanno visto accresciuti i loro poteri. Possono arrestare chi vogliono e entrare in qualunque casa senza mandato.
    L'obbiettivo è schiacciare i terroristi di Boko Haram, ma sinora i risultati sono stati piuttosto deludenti. Dopo i sanguinosi attentati di Natale, centinaia di persone sono finite in manette ma gli organizzatori degli attacchi non sono stati presi e neppure identificati. Gli analisti sostengono che Boko Haram sia legato ad Al Qaeda o per lo meno ai grupAttacchi I terroristi hanno anche sostenuto che i militanti attaccheranno l'esercito e la polizia perché «difendono i cristiani» pi sovversivi che operano a cavallo del Sahara, come Al Qaeda per un Maghreb islamico. Ma le posizioni delle varie organizzazioni sono assai differenti: i membri della setta nigeriana sono fanatici che negano la scienza e ritengono che Bibbia e Corano siano i testi di riferimento cui affidare la propria conoscenza: credono, ad esempio, che la terra sia piatta e che la pioggia non sia dovuta alla condensa che si aggrega nelle nuvole, ma un dono divino.
    I terroristi che operano invece nel deserto (in questo momento tengono in ostaggio due donne italiane, Rossella Urru, rapita il 23 ottobre, e Maria Sandra Mariani, sequestrata il 2 febbraio 2011) hanno un'agenda più criminale che politica. Le violenze di Boko Haram, il cui nome in lingua hausa vuol dire «Vietata l'educazione occidentale», non risparmiano comunque neppure i musulmani considerati troppo morbidi e peccatori impenitenti. In una società multietnica come quella nigeriana, per esempio, gli alcolici sono di libera vendita e di largo consumo. La povertà poi induce molte giovani, anche devote ad Allah, a prostituirsi e guadagnare così qualche soldo. Pratiche considerate in effetti sacrileghe dagli invasati di Boko Haram. Molti leader musulmani hanno preso le distanze dal gruppo estremista anche se, a questo punto, anche loro rischiano rappresaglie perché considerati traditori. Alhaji Lai Mohammed, segretario dell' Action Congress of Nigeria, ha sostenuto che lo stato d'emergenza non serve a nulla, se non è sostenuto da tutta la società civile nigeriana, di ogni fede, politica e religiosa: «Se falliamo nella guerra contro il terrorismo, dovremo pagarne le conseguenze che potrebbero portare alla disintegrazione del Paese». Boko Haram è attiva in Nigeria dal 2009. Si calcola che nel 2011 i suoi militanti abbiano ammazzato non meno di 500 persone.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=42934
    ho pensato di fare un'appendice con le più belle fatwe del 2011, che ho ricavato da una pagina apposita, che vi invito a leggere evitando ogni sospetto di islamofobia, perché è stata pubblicata da un signore che si chiama Guevara Abu Daka sulla televisione satellitare Al Arabiya (http://english.alarabiya.net/articles/2011/12/30/185341.html). Una fatwa, lo sapete, è un giudizio islamico, che vincola i fedeli a certi comportamenti o ne proibisce degli altri. Queste sono tesori di spiritualità, che ci insegnano come dev'essere superiore la vita di un autentico credente. La prima fatwa è stata emessa da un predicatore anonimo in Europa, ma si è fatta strada qualche settimana fa fin sulle pagine dei giornali. Sappiate dunque che alle signore è rigorosamente proibito, dal punto di vista della morale islamica, mangiare verdura dalla forma fallica, come banane cetrioli e carote. Moralità o invidia? A voi decidere
    Ci sarebbe poi la decisione di un certo imam marocchino, capo dell'associazione per la ricerca giuridica di quel fortunato paese, il quale ha stabilito che gli uomini possono benissimo fare sesso con le loro mogli appena defunte, non si capisce bene se per consolarsi o per sentirsi in un film di Bunuel. La ragione giuridica è incontestabile: non esiste nulla nel corano che proibisca il sesso coi cadaveri.
    Da notare anche la proibizione emessa dal movimento somalo alShabaab alMujahedin contro il consumo di certi dolcetti tradizionali ripieni di carne chiamati sambousak : il fatto è che hanno forma triangolare e coi loro tre lati richiamano pericolosamente la Trinità. In Egitto, lo Sheikh Amr Sotouhi, capo del comitato della preghiera islamica dell'Università Al Ahzar, ha stabilito che non ci si può sposare con figlie di esponenti del passato regime, perché sono portatrici di corruzione. Consolante invece che sempre in Egitto il predicatore islamico Mohamed alZoghb abbia stabilito che ai fedeli islamici è permesso cibarsi di carne di jinn, cioè più o meno di diavoli e altri esseri soprannaturali (http://it.wikipedia.org/wiki/Jinn). Purché non siano messi in tramezzini triangolari, ovviamente. Il che certamente è un bel vantaggio, con la crisi alimentare ed economica di quei paesi. Come vedete la giurisprudenza islamica, oltre che fantasiosa, è anche tollerante e piena di misericordia.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=43209
    Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 31/01/2012, a pag. 21, l'articolo di Guido Olimpio dal titolo " Canada, afghano uccide le tre figlie 'per onore' ". Dalla STAMPA, a pag. 19, l'articolo dal titolo " Partoriva solo femmine. Strangolata dal marito ".
    CORRIERE della SERA Guido Olimpio : " Canada, afghano uccide le tre figlie 'per onore' " WASHINGTON — Nella famiglia Shafia ognuno aveva un ruolo. Dettato da un codice feroce. Un codice «d'onore» (perdonateci la parola), basato sul credo del capo, Muhammad, un commerciante d'origine afghana trasferitosi in Canada. Lui era il padrepadrone. Il figlio Hamed faceva la sentinella dei costumi. La madre Tooba, la guardiana. Poi c'erano la «schiava», la prima moglie Rona, e le vittime, le figlie Zainab, 19 anni, Sahar, 17, Geeti, 13. Volevano una vita normale, con le piccole e grandi libertà rivendicate dai giovani. Frequentare ragazzi, andare alle feste, potersi scegliere le amicizie. Uno stile occidentale sgradito al patriarca, il severo Muhammad. Che, davanti a quella che riteneva una mancanza di rispetto e una sfida insolente, ha deciso una punizione estrema. Senza appello.
    I corpi delle tre figlie e della prima moglie sono stati trovati, il 30 giugno 2009, all'interno della loro auto. La vettura era finita in un canale a Kingston, Ontario. «Un incidente — hanno sempre sostenuto Muhammad e Hamed —. Stavano provando l'auto e sono finite in acqua». Tesi ridicola respinta dal tribunale canadese che ha condannato i due, insieme a Tooba, all'ergastolo. Per l'accusa le donne sono state uccise in un altro luogo e poi i killer hanno organizzato la messinscena che non ha ingannato la corte. Il verdetto ha subito riacceso l'attenzione sui cosiddetti «delitti d'onore» e su quanto avviene in alcune famiglie integraliste. Un'attenzione respinta da alcune associazioni musulmane per le quali si sarebbe trattato di un «incidente domestico».
    Un «incidente» preceduto da anni difficili. Un sentiero di violenza e soprusi che forse poteva essere fermato. Durante il processo è emerso in modo chiaro il regno nero imposto da Muhammad. La sua poteva essere una storia di successo. Buon lavoro, agiatezza, una bella famiglia insieme alla quale lascia nel 1992 l'Afghanistan. Prima vive in Pakistan, quindi Australia e Dubai. Poi nel 2007 Muhammad, 58 anni, porta tutti in Canada. Oltre ai quattro figli ci sono le due mogli. Un caso di poligamia in sfregio alle leggi. Lui, infatti, ha deciso di sposare Tooba, 42 anni, in quanto la prima compagna, Rona, non poteva avere bambini.
    Sotto il tetto di casa ci sono ordini da eseguire e tradizioni da seguire. È il padre a decidere e quando è in viaggio passa le consegne al figlio Hamed. I maschi, per mantenere la loro legge interna non vanno troppo per il sottile. Per un anno Zainab non viene mandata a scuola perché hanno scoperto che ha un fidanzatino pachistanocanadese. Lei a un certo punto scappa e cerca rifugio in un centro di assistenza. Ma in seguito torna in famiglia. Problemi anche per Sahar che ha un amico cristiano e per Geeti. Quest'ultima salta spesso le lezioni e in un paio di occasioni è rimandata a casa per problemi disciplinari.
    In realtà era il tentativo di attirare l'attenzione su quanto avveniva. La polizia recupererà, in seguito, il diario di Rona — la prima moglie — dove svela percosse e umiliazioni. Racconti che trovano conferme nelle intercettazioni ambientali condotte durante le indagini. In una Muhammad sputa veleno sulle figlie morte, le definisce «prostitute», si augura che Satana «defechi sulle loro tombe». Da un'altra dichiarazione si comprende chiaramente che l'uomo è ben felice di quanto avvenuto. Altro che incidente domestico. «Basta tradimenti, basta violazioni — afferma Muhammad — Anche se mi impiccheranno nulla mi sarà più caro del mio onore». Parole che dovrebbero far riflettere quanti cercano giustificazioni per degli assassini. Per nulla pentiti. Shafia e il figlio presenteranno appello.
    La STAMPA " Partoriva solo femmine. Strangolata dal marito "
    Voleva il maschio. La moglie era rimasta incinta una terza volta e, dopo due femmine, sperava nell’erede. E invece, tre mesi fa, è nata la terza femmina. L’uomo non ha perdonato la moglie e così, con la complicità della madre, l’ha strangolata. L’agghiacciante vicenda è avvenuta in un villaggio remoto nella provincia settentrionale afghana di Kunduz. L’uomo, Sher Mohammad, 30 anni, aveva minacciato diverse volta la moglie, identificata con il nome di Storai, perché voleva il maschio. In base a quanto ha riferito la polizia locale, la vittima è stata strangolata dal marito un membro della milizia locale con l’aiuto della madre sabato scorso nel villaggio di Mafli.
    La polizia ha arrestato la suocera della vittima ed è alla ricerca del marito, che è riuscito a fuggire ed è tuttora latitante. Il capo della polizia del distretto, Sufi Habibullah, sostiene che il giovane ha trovato rifugio presso uno dei boss locali di nome Qadir, alla guida di un commando di 30 uomini armati. «Finché sarà protetto dal boss locale non potremo arrestarlo», ha detto Habibullah. La responsabile del dipartimento per le questioni femminili, Nadera Gayah, ha confermato che Sher Mohammad aveva avvertito diverse volte la moglie che ci sarebbero state conseguenze gravi se non avesse partorito un maschio. Gayah ha definito l’uccisione di Storai il peggior esempio di violenza contro le donne mai verificatosi nel Paese.


    allGiacintoAuriti

    Qualche esempio della legge islamica Sharia Parte 4
    http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=115&sez=120&id=43395
    Ragazzo saudita rischia la vita per aver espresso un'opinione su Maometto via twitter
    “Nel giorno del tuo compleanno non mi inchinerò davanti a te; di te amo alcune cose ma ne detesto altre, e sul tuo conto ci sono molte cose che non ho capito”
    Cari amici, immaginate che qualche ragazzo ebreo scrivesse qualcosa dl genere sul suo blog il giorno della festa per il compleanno di Mosè o di Isaia o di Rabbi Akivà feste che guarda caso, non ci sono. O che un ragazzo cristiano postasse una frase così su Facebook in occasione del compleanno di San Giovanni Evangelista o di San Paolo e anche queste, per quel che ne so, non sono feste cristiane. E' abbastanza chiaro: non sarebbe successo proprio niente.
    Niente dal punto di vista religioso, credo: non mi sembra che tecnicamente si tratti di una bestemmia vera e propria, semplicemente di una certa insofferenza verso profeti e autorevoli uomini di fede. Niente soprattutto dal punto di vista civile. In Italia, esisteva fino a qualche decennio fa un articolo del codice penale, il 724, per cui "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato], è punito con l’ammenda da lire ventimila a seicentomila."
    Comunque era un'ammenda e niente di più. Ma nel seguito le cose sono cambiate: la Corte costituzionale, con la sentenza 440 del 1995, ha dichiarate costituzionalmente illegittime le parole fra parentesi, per cui solo la bestemmia contro la Divinità e non quella contro "i simboli o le persone venerate" è rilevante. Poi è intervenuto il decreto legislativo 57 del 1999 che punisce la bestemmia con la sanzione amministrativa pecuniaria da 51 euro a 309 euro: si parla di “sanzione amministrativa pecuniaria”, e non più di “ammenda”; si sottolinea cioè il fatto che bestemmiare non sia più reato, ma solo illecito amministrativo. (http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=1077). In ogni caso, la frase riportata sopra difficilmente si può dire propriamente bestemmia, perché è educata, non contiene insulti, non dissacra affatto la divinità, semplicemente esprime un atteggiamento di dubbio e di indipendenza di pensiero. In posti più liberali di noi, anche se più autenticamente religiosi, come gli Stati Uniti, non esiste il reato di bestemmia, e neppure l'illecito amministrativo, perché sarebbe incostituzionale, limitando la libertà di pensiero (http://it.wikipedia.org/wiki/Bestemmia). In Gran Bretagna c'è stata qualche condanna a morte per blasfemia, ma bisogna dire che l'ultima risale al 1697 contro Thomas Aikenhead (http://en.wikipedia.org/wiki/Blasphemy). Oggi i posti in cui il reato di blasfemia è presente e grave sono i paesi islamici, e in effetti c'è stata una continua pressione da parte loro perché le organizzazioni internazionali imponessero la condanna non solo degli insulti alla divinità, ma anche alla "diffamazione delle religioni". L'assemblea dell'Onu, dominata da una sistematica maggioranza islamicoterzomondista, ha passato diverse risoluzioni in questo senso (http://en.wikipedia.org/wiki/Blasphemy_law).

    Ora, come forse avete capito da subito, si dà il caso che il disgraziato ragazzo che ha scritto le frasi citate all'inizio sul suo account di Twitter si chiami Hamza Kashgari e sia suddito (non certo cittadino, nel senso proprio del termine) dell'Arabia Saudita. Dopo aver avuto l'idea spiritosa di postare questo pensierino in occasione del compleanno di Maometto, Hamza ha ricevuto oltre 30 mila minacce di morte via internet. "Nonostante il ragazzo, che ha 23 anni, si sia affrettato a cancellare i suoi tweet e a scusarsi con la blogosfera la situazione è rapidamente degenerata. Sulla rete sono cominciati a girare video contro di lui, su Facebook 16mila persone si sono iscritte alla pagina che ne chiedeva l’esecuzione e il ministero dell’Informazione ha cancellato la sua rubrica sul quotidiano AlBIlad e proibito anche agli altri media di pubblicare il suo lavoro.
    E non basta. L’imam Nasser alOmar, lo stesso che all’epoca invocò una “fatwa” contro i musulmani che vedevano il Mondiale di calcio, ha chiesto in lacrime che il blogger venga processato per apostasia, che in Arabia Saudita viene punita con la pena di morte." ( http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/02/12/amnestynonestradateilbloggersauditachehatwittatosumaometto/). A questo punto il giovanotto ha capito che era seriamente in pericolo, ha preso il primo aereo e ha cercato di scappare verso la Nuova Zelanda.
    Per sua disgrazia però l'aereo ha fatto scalo in Malesia, un paese islamico, che ufficialmente sarebbe moderato. Ma, per ragioni teologiche o per la pressione dell'Arabia, a quanto pare su volontà dello stesso re Abdulah, gli eredi dei pirati di Mompracem non ci hanno pensato due volte: hanno preso il terribile peccatore saudita, l'hanno impacchettato senza processo e l'hanno rispedito a casa, dove corre il serio rischio di farsi staccare la sua testa blasfema dal corpo con un bel corpo di scimitarra.
    E' una storia proprio brutta, che però non è affatto isolata. Provate a entrare in Arabia Saudita con una croce al collo e una bibbia in valigia e vedrete che cosa vi capita non dico coi simboli dell'ebraismo, nessuno sarebbe così pazzo da andare nel territorio della penisola arabica, dove lo stesso Maometto mille e quattrocento anni fa ha iniziato la pulizia etnica delle tribù ebraiche che vi abitavano da un millennio almeno. Ma i turisti israeliani che si sono avventurati in Giordania (ufficialmente in pace con Israele) portandosi dietro i teffillin, cioè quelle scatoline di cuoio legate da stringhe che gli ebrei osservanti indossano la mattina per pregare, o i tallit, i manti da preghiera, se li sono visti sequestrare e sono stati respinti non in quanto israeliani, ma in quanto ebrei.
    Ecco, al di là di tutte le dinamiche storiche, questa è una delle differenze più importanti (insieme alla condizione femminile ecc.) fra civiltà occidentale e islamismo: il fatto di poter pregare a modo tuo e di poter anche esprimere educatamente i propri dubbi religiosi. E' una piccola differenza, ma forse non priva di senso...
    http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=8&sez=120&id=44366
    Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 01/05/2012, a pag. 3, l'editoriale dal titolo "Mattanza di cristiani in Nigeria".
    Non passa un giorno senza che i cristiani vengano fatti a pezzi in Nigeria. Di fronte alle scuole, alle chiese, alle proprie case. Si tratta di un progetto di pulizia confessionale che non ha uguali al mondo e che fa impallidire persino le cronache da Iraq ed Egitto. Più di mille cristiani nigeriani uccisi soltanto nel 2011. I “talebani africani”, la setta qaidista Boko Haram, sono votati allo sterminio dei cristiani e all’imposizione in tutto il paese della sharia. Delle guerre di religione l’occidente ha un remoto ricordo e fatica a decifrare quanto sta accadendo in Africa.
    La Nigeria ha 170 milioni di abitanti ed è il cuore pulsante della produzione petrolifera mondiale. E’ anche uno dei laboratori per la convivenza fra cristiani e musulmani: la popolazione è al 40 per cento cristiana, di cui il 20 per cento cattolica, l’altra metà è musulmana. Per questo sono apparse un po’ troppo timide le parole del nostro ministro della Cooperazione, Andrea Riccardi. Il fondatore di Sant’Egidio ha detto che i cristiani sono presi di mira perché “simbolo del pluralismo” e che anche i musulmani sono vittime di questa ideologia mortifera.
    No, i cristiani sono uccisi in quanto “infedeli”, “maiali”, “adoratori della croce”, considerati “indegni di vivere” nella logica diabolica dell’islam politico. Un dettato radicato nelle scritture e nei discorsi degli imam, cui si oppongono talora alcuni coraggiosi moderati: “Fai loro la guerra finché non esisterà più l’idolatria e la religione di Allah regnerà suprema”, “Allah umilierà i non credenti”, “Quando si concluderanno i mesi sacri, uccidi gli idolatri ovunque li troverai”. E
    ’ bastato il suono delle campane perché i terroristi facessero esplodere due chiese a Maiduguri. All’indomani dell’11 settembre, le televisioni di tutto il mondo trasmisero uno spot di al Qaida. Un drappello di jihadisti fa irruzione in una casa, marcia sotto lo stendardo nero, si addestra e spara contro un bersaglio. Una croce cristiana. Ammansire la tigre islamista, criptare le radici del conflitto dicendo che è etnico e non religioso, non aiuterà a fermare il dissanguamento della Nigeria. Troppe stragi passano in cavalleria, inframezzate al massimo da qualche lite diplomatica fra i regimi islamici e la Santa Sede.
    http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=44349
    Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 30/04/2012, a pag. 115, l'articolo di Magdi Cristiano Allam dal titolo " Massacri di cristiani nell’Africa islamica: è ora di dire basta ".
    Finiamola una volta per tutte con il porgere l’altra guancia! Di fronte all’ennesima strage di cristiani in Nigeria, Kenya e Pakistan, al ripetersi degli attentati terroristici islamici in Siria, alle conquiste territoriali di Al Qaida nello Yemen e nel Mali, alla riconferma della connivenza del governo con gli estremisti islamici in Egitto, alla certezza che i fanatici di Allah sono più che mai attivi dentro casa nostra determinati a imporre la sharia, la legge coranica, in questa Europa che ha perso la propria anima, noi dobbiamo dire: basta!
    È stata una domenica di sangue. Sangue sugli altari delle chiese in Nigeria e in Kenya. Nel corso di una funzione religiosa cristiana nell’auditorium dell’università Bayero a Kano, città nel nord della Nigeria a maggioranza musulmana, i terroristi islamici del Boko Haram legati ad Al Qaida hanno massacrato almeno 20 fedeli. Chi sono? Boko Haram significa «la cultura occidentale è proibita ». Considerano «haram», proibito, la democrazia, votare alle elezioni, i diritti fondamentali della persona quale la pari dignità tra uomo e donna, così come condannano a morte gli ebrei, i cristiani, gli infedeli e gli apostati. Il loro nome completo è Jamáatu Ahlis Sunna Liddáawati walJihad, ovvero «Comunità fedele agli insegnamenti del profeta e al Jihad». Che cosa significhi concretamente essere fedeli a Maometto e militanti della Guerra santa islamica l’hanno dimostrato massacrando oltre un migliaio di persone dal 2009, tra cui circa 160 vittime a Kano lo scorso gennaio, l’italiano Franco Lamolinara e l’inglese Cristopher McManus lo scorso marzo nel corso di un tentativo di salvarli dal covo dove erano stati sequestrati.
    Domenica di sangue anche a Nairobi, in Kenya, dove un sacerdote è stato ucciso e decine di fedeli sono rimasti feriti durante la celebrazione della messa in una chiesa dopo il lancio di una granata. Anche in questo caso si ritiene che dietro all’attentato terroristico ci sia un’organizzazione locale legata ad Al Qaida.
    Sempre ieri si è saputo che il cittadino britannico Khalil Rasjed Dale, di origine yemenita, è stato decapitato. La sua colpa è di operare per la Croce rossa. Era stato rapito lo scorso gennaio in uno Stato dove i cristiani sono istituzionalmente discriminati, sono perseguitati in virtù della legge sulla blasfemia che condanna chiunque viene denunciato, anche arbitrariamente, per aver offeso il Corano o Maometto, così come sono stati a più riprese oggetto di efferati massacri. Lo sgozzamento e la decapitazione di tutti coloro che a vario titolo vengono condannati come nemici dell’islam è una prassi di Al Qaida e dei terroristi islamici che si rifà all’esempio di Maometto che nel 627 alle porte di Medina partecipò di persona alla strage di circa 800 ebrei della tribù dei Banu Qurayza con questo atroce rituale, nel convincimento che in questo modo la testa non si Ricongiungerà mai più al corpo nel Giorno del Giudizio universale.
    Venerdì scorso, giorno della preghiera collettiva islamica, a Damasco un terrorista suicida si è fatto esplodere di fronte a una moschea. Nove persone sono morte tra cui sette poliziotti. Nello stesso quartiere di Midan lo scorso gennaio un attentato terroristico islamico aveva provocato 26 morti e 63 feriti.
    Eppure gli Stati Uniti e l’Unione Europea affiancano ciecamente la Lega Araba, ormai sottomessa ai Fratelli Musulmani al potere dal Marocco all’Egitto nonché alla teocrazia wahhabita dell’Arabia Saudita, nella condanna cieca e pregiudiziale del regime di Assad, facendo finta che sul fronte opposto non ci siano bande armate dei Fratelli Musulmani siriani e gruppi terroristici di Al Qaida di cui fanno parte degli stranieri.
    Sempre in tema di crescita della dittatura islamica, il 24 aprile il tribunale egiziano ha scagionato l’esercito e gli estremisti islamici che lo scorso 9 ottobre avevano ucciso 27 cristiani copti e ferito oltre 320 manifestanti, nel corso di un corteo di protesta di fronte alla sede della Televisione di Stato al Cairo, archiviando per «mancanza di prove» il processo a carico di «ignoti». Secondo i giudici nominati dal ministero della Giustizia sarebbero stati gli stessi cristiani a sparare e ammazzare i propri correligionari, nonostante le immagini diffuse dalle televisioni attestino in modo inconfutabile la responsabilità dei militari e degli estremisti islamici che li affiancavano.
    http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=2&sez=120&id=44690
    Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 29/05/2012, a pag. 23, l'articolo di Francesco Battistini dal titolo " Rifiuta il velo, cristiana licenziata ".
    Un esempio di 'democrazia islamica'. La dipendente cristiana della filiale giordana di una banca saudita rifiuta di mettere il velo e, per questo, viene licenziata. Dalla sede centrale della banca in Arabia Saudita il commento è : "Il licenziamento era inevitabile. Siamo un istituto islamico e le regole d'abbigliamento riflettono i nostri valori.".
    L'intera vicenda è estranea a Israele, allora come mai l'occhiello recita : "Israele Assistan manager in banca" ? Ecco il pezzo: GERUSALEMME — Il velo, Vivian. Il velo. Per diciassette mesi Vivian Salameh, assistant manager d'una grande banca di Amman, se l'è sentito ripetere dai nuovi proprietari emiratini: «Venga al lavoro col capo coperto o saranno guai». Lei, cristiana di fede e laica di testa, ha fatto sempre spallucce e il velo in testa s'è rifiutata d'indossarlo. Spiegando così: «Io non sono musulmana: perché dovrei mettermi una cosa che la mia religione non prescrive?».
    La settimana scorsa, a 45 anni, dopo 25 anni d'onorato servizio, Vivian è stata richiamata per l'ultima volta e messa al corrente di quel che la banca aveva deciso nei suoi confronti: licenziarla in tronco.
    Il caso di Vivian Salameh scuote l'opinione pubblica d'una Giordania a stragrande maggioranza musulmana, dove alla piccola comunità cristiana (4%) sono sempre state garantite tolleranza e convivenza: la monarchia hashemita si proclama diretta discendente di Maometto, ma la stessa regina Rania usa apparire in pubblico a capo scoperto.
    In realtà, anche qui la spinta islamista si fa sempre più forte e la legge del 2007, che equipara i diritti uomodonna, non ha fatto diminuire le violenze domestiche e fenomeni come il delitto d'onore. La funzionaria licenziata, al contrario di cinque colleghe cristiane che si sono adeguate, velandosi, ha deciso di trascinare in tribunale la «Banca islamica GiordaniaDubai», che fino al 2010 si chiamava «Banca dello sviluppo industriale» e non aveva mai fatto simili richieste alle dipendenti: «Non siamo in Iran, siamo in Giordania — spiega Vivian —. Dobbiamo continuare a godere dei diritti di libertà personale e religiosa sanciti nella nostra costituzione».
    Da Dubai, dove ha sede il quartier generale della banca, la risposta è lasciata a una portavoce donna: «Il licenziamento era inevitabile. Siamo un istituto islamico e le regole d'abbigliamento riflettono i nostri valori. E poi non le avevamo chiesto un vero e proprio velo, ma una piccola striscia bianca di cotone che copre parte dei capelli, come si usa fra le donne degli Emirato.


    allGiacintoAuriti

    SHARIA SOTTO PROTEZIONE ONU, PER DISTRUGGERE ISRAELE, OLOCUSTO2! ] http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=16&sez=120&id=44797
    Tunisia, giovane decapitato perchè convertito al cristianesimo. Un altro degli effetti della 'primavera' araba
    Riportiamo da LIBERO di oggi, 06/06/2012, a pag. 119, l'articolo di Maria Giovanna Maglie dal titolo " I tagliagole sono arrivati alle porte di casa nostra", a pag. 19, l'articolo di Maurizio Stefanini dal titolo " Nell’ex oasi laica si prepara la jihad".
    Ecco i pezzi:
    Maria Giovanna Maglie " I tagliagole sono arrivati alle porte di casa nostra"
    Sgozzano davanti a una telecamera un cristiano in nome di Allah, gli chiedono un’ultima volta di rinunciare all’apostasia, lui dice di no, eroe rassegnato e sereno. Non sono un’esperta, ma se non è questa la santità del martirio.... Ammiratori entusiasti della primavera araba accomodarsi alla visione dell’istruttivo filmato, prego. C’è spazio a destra perché a sinistra potranno sedere gli entusiasti del politically correct più multiculturalism, i costruttori di moschee in Italia, i difensori del relativismo, quelli come Giuliano Pisapia, quelli come il ministro Andrea Riccardi
    . Non spingete per assistere allo sgozzamento di un giovane cristiano convertito, colpevole di essersi convertito, che non abiura e non rinnega il suo Dio nemmeno di fronte alla morte violenta per mano di un fanatico che rappresenta a meraviglia il nuovo corso, le mani insanguinate dei salafiti, la doppia morale dei Fratelli musulmani.
    GELSOMINI APPASSITI
    È successo in Tunisia, la laica francofona, italiofona Tunisia, dove la borghesia laica, i giovani che usano la Rete, avevano creduto nella rivoluzione dei jasmin, dei gelsomini, e si ritrovano i barbuti, anzi ce li ritroviamo, siamo a un’ora scarsa dall’Italia; il video è stato presentato in Egitto, dove tra dieci giorni potrebbe diventare presidente Mohamed Mursi, un capo pericoloso dell’estremismo islamico, l’Egitto fondamentalista dell’esame di verginità alle studentesse, e giù botte, l’Egitto estremista che tortura un vecchio gravemente malato, Hosni Mubarak, che di quel Paese certo è stato padroneper decenni, ma che gli estremisti li teneva in carcere o in esilio.
    Forniremmo volentieri notizie sulla primavera araba made in Libia, quella che le gloriose truppe della Nato e dell’Unione Europea hanno liberato dallo stesso tiranno, Muhammar Ghedafi, che fino a qualche mese prima invitavano ai vertici internazionali, ma le notizie da Tripoli scarseggiano, diciamo che si spara, si tirano bombe, che bande di ribelli taglieggiano e si combattono per le strade. È la primavera araba, bellezza, e tu non puoi farci più niente. Torniamo al filmato del cristiano sgozzato perché cristiano.
    Non è per stomaci delicati, ma è la realtà. È stato reso noto in Egitto, dove un conduttore televisivo liberale, uno che rischia grosso, Tawfiq Okasha lo ha mostrato nel suo show, “Egypt Today”. Coltello puntato alla gola, un uomo giovane appare rassegnato al suo destino. Il narratore canta preghiere e maledizioni musulmane, condanne della Trinità cristiana che sarebbe prova di politeismo. Il boia islamico al grido di Allah è grande comincia a staccare la testa del ragazzo, che muore mormorando la sua preghiera. L’operazione dura un paio di minuti, sono tanti da guardare.
    La testa staccata viene sollevata e mostrata tra grida in gloria di Allah e slogan di vittoria. Il conduttore della trasmissione chiede, sconvolto, «È questo l’Islam? Questo chiede l’Islam?» e conclude in un chiaro e coraggioso riferimento ai Salafiti e alla Fratellanza Musulmana «Come possono persone così governarci?» Due considerazioni rapide. Non è una esecuzione sommaria, è una lezione e una incitazione, la stessa richiesta qualche giorno fa dal numero due egiziano salafita, che ha spiegato che in tutto il mondo islamico nessun musulmano ha il diritto di convertirsi ad altra religione, se lo fa deve essere ucciso.
    Come dice la preghiera del pellegrinaggio alla Mecca, «siano le vite di cristiani ed ebrei ostaggio della miseria, siano avvolte da disperazione senza fine, dolore senza sollievo; siano le loro vite piene di sofferenza e rimpianto, finiscano in umiliazione ed oppressione». In Tunisia ha vinto un Islam moderato, Ennahda, almeno ufficialmente, ma subito dopo il ministro degli Interni ha dato stato legale al «Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio», una polizia religiosa istituita dopo la rivoluzione.
    La polizia ha assalito per strada donne senza il velo, ha occupato moschee, ha picchiato professori e giornalisti liberali. Inoltre Ennahda, che teme i salafiti, gli ha dato la possibilità di occupare e controllare piccole città, come Sejnane, nel nordovest del Paese. Secondo i media tunisini, circa 250 individui hanno occupato la città imponendo la sharia con innumerevoli episodi di intolleranza e violenza, proibendo il vino , il tabacco, la vendita di dolci per capodanno perché è una festa cristiana, l’abbigliamento femminile non tradizionale.
    PERICOLO EGIZIANO
    In Egitto, se MohammedMursi dovesse andare alla presidenza dopo il ballottaggio del 16 e 17 giugno, l’Egitto finirà come la striscia di Gaza, mai più elezioni libere. La Fratellanza musulmana ha due obiettivi principali: il califfato, scomparso nel 1922 con la fine dell’Impero Ottomano; il sistema giuridico fondato sulla sharia. Se passassero in Egitto fortissimo sarebbe il rischio di emulazione in tutto il mondo arabo musulmano, il rischio tremendo per Israele. Chissà se vedendo le immagini del cristiano simbolicamente sacrificato il presidente Giorgio Napolitano direbbe di nuovo, lo ha fatto in recentissima visita, che la Tunisia è un esempio incoraggiante per la primavera araba.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=45100
    Kenya: cristiani massacrati da fondamentalisti islamici
    Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 02/07/2012, a pag. 20, l'articolo di Domenico Quirico dal titolo "Kenya, sangue nelle chiese".
    La domenica: il giorno del martirio. Bisogna apprestare il proprio coraggio, oggi come in lontani tempi ignobili e vili, per sillabare un Credo, per inginocchiarsi alla nudità della Croce. Il terrore è un frutto di stagione per i cristiani d’Africa, in questa estate del 2012. Lo ha ricordato il portavoce vaticano padre Lombardi : «L’attacco ai cristiani nei luoghi di culto è diventato un metodo considerato come particolarmente efficace per moltiplicare l’odio e la paura».
    Ieri a Garissa, in Keny, gli assassini, il volto coperto da cappucci, hanno atteso che la messa fosse al culmine in due chiese, tra cui la cattedrale, per lanciare granate sui fedeli in preghiera. Quaranta feriti di cui una decina in stato grave. Nessun firma, nessuna rivendicazione. Non è neppure necessario per decifrare la mano omicida: a colpire sono stati gli Shebaab, i fondamentalisti somali, esorbitanti ed indefessi annunciatori dello sfacelo universale in nome di un altro dio, il loro, feroce e cieco.
    Ma attenzione: non è una crociata, è semmai una vendetta. Perché i somali vogliono punire il Kenya, i cui soldati dall’ottobre dello scorso anno hanno invaso il sud della Somalia. Un’aggressione per i miliziani del più pestifero fondamentalismo africano, impegnati in una guerra senza quartiere per conquistare, per la seconda volta, la capitale e trasformare la Somalia in uno stato talebano.
    L’episodio di ieri a Garissa è solo l’ultimo anello di questa catena sanguinaria, gli shebab hanno colpito anche la capitale Nairobi e la grande città costiera di Mombasa. I servizi americani avevano appena lanciato una allerta per quello che ritenevano un minaccia «imminente» di attentato proprio in questa città turistica e avevano fatto allontanare tutto il personale amministrativo. All’inizio di giugno le truppe keniane sono state integrate nel contingente della Unione Africana formato da undicimila uomini che costituisce il più fastidioso impiccio per gli Shebaab decisi a decapitare l’odiato governo provvisorio di transizione sostenuto dagli occidentali.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=13&sez=120&id=45514
    Mali: un uomo e una donna lapidati perchè hanno figli senza essere sposati
    Riportiamo dall'UNITA' di oggi, 03/08/2012, a pag. 14, l'articolo di Marina Mastroluca dal titolo " Lapidazione in Mali per una coppia con figli fuori dal matrimonio ".
    «Ai primi lanci di pietre la donna è svenuta, mentre il suo compagno ha lanciato un grido e poi ha smesso di parlare ». Semisepolti in due buche, solo la testa libera. Il Mali jihadista, che ha strappato il nord del Paese al malfermo governo centrale, usa le pietre per punire gli adulteri in nome della sharia. Un uomo e una donna sono stati uccisi così ad Aguelhok, la prima lapidazione di cui si abbia avuto notizia da quando gli islamisti legati ad Al Qaeda hanno preso il controllo della regione.
    Secondo le testimonianze, circa duecento persone avrebbero assistito all’esecuzione, volutamente pubblica. «Non so quante pietre siano state lanciate né per quanto tempo la cosa sia andata avanti prima che fossero morti entrambi ha raccontato Haman Maiga, testimone della lapidazione. Nessuno ha osato provare a fermare gli islamisti ». Le due vittime avrebbero avuto una relazione fuori dal matrimonio. Secondo i loro carnefici sarebbero stati sposati con altri, testimoni locali li indicano semplicemente come una coppia convivente, con dei bambini.
    La donna su questo le testimonianze concordano aveva due figli ancora piccoli, l’ultimo di appena sei mesi. «Sono stati lapidati a morte, la punizione per l’infedeltà, in accordo alla sharia», ha detto Aliou Toure, commissario islamico a Gao. «Non dobbiamo rispondere a nessuno sull’applicazione della sharia. Questa è la forma di Islam applicato da anni. Il fatto che stiamo costruendo un nuovo Paese basato sulla sharia è qualcosa che la gente di qui dovrà accettare». La zona di Aguelhok è nelle mani del gruppo integralista armato Ansar Dine, alleato di Al Qaeda per il Maghreb Islamico (Aqmi).
    La tragica esecuzione la sharia prevede che le pietre usate siano non troppo grandi, per non abbreviare la pena, né troppo piccole per non protrarla oltre misura è avvenuta nello stesso giorno in cui al sud del Paese, nella capitale Bamako, il presidente ad interim subentrato dopo il colpo di Stato del marzo scorso ha di fatto esautorato il primo ministro Sheick Modibo Diarra dalla gestione della transizione, nel tentativo di riportare il Paese alla normalità.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=45583
    CORRIERE della SERA Massimo Alberizzi : " Nigeria, nuova strage in chiesa. Massacrati mentre cantavano "
    Erano le 8 e mezza di sera. Come ogni lunedì i fedeli del gruppo cristiano Deeper Life Bible Church nei pressi di Okene nello stato di Kogi, 250 chilometri a sud ovest da Abuja, capitale della Nigeria, erano riuniti nella loro chiesa e il pastore stava commentando le letture sacre quando un commando di uomini armati è penetrato nel tempio sparando all'impazzata. Ai festosi canti di invocazione, tipici delle funzioni africane, si sono sovrapposte le grida e i pianti. Il pastore e 14 suoi seguaci sono morti sul colpo, altri quattro sono invece spirati poche ore dopo per le ferite riportate. Gravi sono alcune decine di persone. Il bilancio quindi assomma a 19 morti ma si teme che altri possano spirare per le ferite.
    Martedì mattina a quasi dodici ore dalla carneficina, la polizia è entrata nella chiesa e ha trovato i cadaveri immersi in un lago di sangue non ancora raggrumato. Il comandante della polizia, Gabriel Olorunyomi, ha raccontato che i suoi agenti hanno cominciato una gigantesca caccia all'uomo ma finora non sono stati capaci di effettuare nessun arresto. Per altro si pensa che i criminali siano venuti da lontano. Forse dalle zone islamiche del nord della Nigeria, dove ormai Boko Haram, la setta radicale, recluta a piene mani giovani musulmani che non hanno nessuna prospettiva nella vita se non quella di diventare terroristi. Quello di lunedì è l'ennesimo attentato di una guerra senza quartiere che sta dilaniando la Nigeria. Gruppi islamici attaccano i quartieri cristiani mettendoli a ferro e a fuoco, incendiando le case e i negozi dei «nemici». I cristiani rispondono, sebbene con minor determinazione, e si vendicano razziando a loro volta le case dei rivali. Questa però è la prima volta che i terroristi di Boko Haram, nome che in lingua hausa significa «l'educazione occidentale è vietata», attaccano chiese così a sud. L'Associated Press stima che quest'anno finora i militanti del gruppo abbiano ammazzato almeno 660 persone, la maggior parte cristiani ma il resto musulmani considerati troppo moderati e traditori di Allah. Sempre secondo la stessa agenzia, molti dei militanti di Boko Haram sono originari del Kogi State.
    La polizia, per altro, fino a ieri sera non aveva attribuito a nessuno la responsabilità dell'attentato: «Troppo presto, stiamo indagando», ha dichiarato al telefono con il Corriere un impiegato dalla polizia a Abuja. E alla domanda, potrebbero essere stati quelli di Boko Haram non ha negato: «Maybe», cioè «è possibile».


    allGiacintoAuriti

    il mondo islamico, SHARIA, sono crimini contro l'umanità e come tali vanno combattuti da tutti. MA, ONU AMNESTY NON HA CAPITO QUESTO! ] [
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=9&sez=120&id=45621
    Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 11/08/2012, a pag. 24, l'articolo di Andrea Zambrano dal titolo " L’islam e la legge della violenza: massacrata perché vive all’italiana ".
    I pugni che le hanno rotto il setto nasale le hanno fatto forse meno male dell'umiliazione delle botte del padre in pubblico. È l'ennesima storia di violenza familiare e di islam intollerante quella che arriva da Modena. Una giovane marocchina è stata picchiata selvaggiamente dal padre perché non portava il velo e si rifiutava di sposare l'uomo che lui aveva imposto. Succede nel cuore dell'Emilia che si vanta di essere esempio di integrazione. In una Modena dove questo è soltanto l'ultimo episodio di una scia inquietante e un campanello d'allarme per chi pensa che l'integrazione si faccia con le feste multiculturali e le chiacchiere del politicamente corretto. La giovane da poco maggiorenne finalmente poteva sentirsi libera. Libera dalla comunità nella quale i servizi sociali del suo comune, Brescello, l'avevano portata dopo che il padre, nel 2005 e nel 2008, le aveva usato violenza perché si era rifiutata di portare il velo a scuola e si era preso due denunce per abuso di metodi di correzione e maltrattamenti.
    Ma soprattutto libera da quel genitore così ciecamente attaccato alle prescrizioni della sua fede. Giovedì era a Modena al centro commerciale Grand'Emilia. Cercava una boutique, come fanno le ragazze, come fanno le sue amiche: felice di comprarsi un vestito che le piacesse, un pezzo di libertà, sognando un amore scelto da lei. Ma il papà era in agguato. L'operaio 54enne le sferra calci e pugni, poi una ginocchiata arriva al volto e le rompe il setto nasale. Qualcuno cerca di fermare la furia, qualcun altro chiama la polizia mentre l'arrivo dei vigilantes lo fa scappare. All'ospedale la giovane racconta la terribile verità. «Quell'uomo è mio padre», singhiozza con vergogna e paura. Scatta una denuncia per lesioni aggravate. Il ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi ha espresso solidarietà alla ragazza ricordando che «le tradizioni sono importanti ma non possono mai essere imposte in violazione della legge e con la violenza».
    Non parla di tradizioni invece, ma di «inaccettabile ideologia integralista islamica diffusa nella società» la vicepresidente dei deputati Pdl, la modenese Isabella Bertolini che ha presentato un'interrogazione auspicando che queste persone vengano «cacciate dall'Italia» e ricordato che «emerge la realtà di un radicalismo islamico che non è conseguenza, come vorrebbero i fautori del multiculturalismo, di emarginazione sociale, ma che trova terreno fertile tra persone apparentemente integrate ».
    Quel che è certo è che la lista delle donne di fede islamica vittime dei loro familiari, padri o mariti, si sta allargando fino a diventare il catalogo di un genere letterario ormai imbarazzante, ma nel quale le tante associazioni islamiche presenti sul territorio non hanno mai voluto scrivere, senza se e senza ma, il capitolo della condanna: da Rachida Radi, uccisa nel reggiano a martellate perché si stava convertendo al cattolicesimo, a Hina Saleem a Brescia e Sanaa Dafani a Pordenone.
    L'uomo ora sarà processato, ma ciò che più inquieta è che nonostante i precedenti episodi nessuno abbia posto un freno ad una violenza che era già esplosa ampiamente prima di giovedì. E che potrebbe riesplodere tra le mura domestiche di quella casa dove sono rimaste le due sorelle della diciottenne.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=9&sez=120&id=45701
    Massacrata di botte dal marito perché si toglie il velo per il caldo, succede in Italia. Islam moderato ?! Commento di Fiamma Nirenstein
    Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 18/08/2012, a pag. 16, l'articolo di Fiamma Nirenstein dal titolo "Picchiata per il velo, l’Italia come Kabul ".
    Aveva caldo, solo un gran caldo. Ed era anche in gravidanza, e comminava con suo marito per Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, non proprio Cortina D'Ampezzo. Con un caldo così portare un hijab che ti copre la testa, la fronte, la bocca, il collo, sopra quel vestito «modesto» che ti avvolge la gambe, le braccia, tutto il corpo, non è possibile. Ma è ancora più impossibile violare la legge dell'Islam e quella del marito e del padre, e quando la giovane moglie, vent'anni, ha detto che si voleva togliere quella cosa dal capo, che non ne poteva più, il marito si è messo a urlare e a inveire. Ma la giovane che è un'italiana figlia di un tunisino e vive a Torino col giovanissimo coniuge egiziano, è un' italiana, e per quanto evidentemente disposta a vivere in maniera religiosa, non ce l'ha fatta a subire quel diktat. Una donna incinta ha già abbastanza fastidi fisici per sopportare anche un caldo violento, e la nostra ragazza si è tolta comunque il velo, ottenendone una gragnuola di pugni e calci. La fine è un film conosciuto: è intitolato violenza contro le donne, ma pare che non ci stanchiamo di rivederlo. La gente intorno cercava di sottrarla dalle mani dell'uomo, ha chiamato l'ambulanza e la polizia, lei è all'ospedale, lui per ora è dentro. Ma di chi è la colpa? La colpa è nostra, perché non riusciamo a rendere comune buon senso il nostro, italiano e occidentale, divieto assoluto di uso della violenza nelle famiglie, e in particolare in quelle islamiche. La giovane moglie di Porto Empedocle avrebbe potuto essere uccisa perché aveva caldo, e questo da noi non deve succedere in nessun caso. Non ci interessa che la si chiami «cultura diversa». Da noi una donna ha diritto di vestirsi come vuole, e anche di uscire con chi vuole, di fare il lavoro che vuole, di fidanzarsi e di sposarsi con chi vuole, e poi di educare il figlio o soprattutto la figlia nel rispetto dei più elementari diritti umani.
    Non c'entra? C'entra e come, perché secondo tutti gli studi disponibili una famiglia come quella non si limita a coprire la poveretta secondo la tradizione, ma richiede segregazione, ubbidienza ai maschi della famiglia, frequentazione di amici scelti dal marito o dal padre, educazione, abbigliamento, costumi sessuali, insomma un insieme di atteggiamenti che escludono le scelte individuali. La pena può variare, ma è sempre terribile, le botte, la reclusione, e sovente anche la morte.
    Se si vanno a vedere le statistiche, almeno 5000 donne l'anno vengono uccise nei Paesi d'immigrazione per motivi d'onore. In Inghilterra nel 2010 sono state uccise (e la cifra è ritenuta bassa rispetto alla realtà) 22 donne in quattro mesi, e di crimini collaterali ne sono stati denunciati 2283, più 500 minori. La lista è densa di nomi noti e l'accusa di partenza è sempre la stessa: eccessiva integrazione nei costumi occidentali, i padri assassini talora aiutati dalle madri lo ripetono come in un inconsapevole nuvola di nefasto attaccamento a un mondo perduto, a un paradiso forse mai esistito.
    In Italia nessuno si dimentica i nomi di Hina e di Sanaa. Hina Saleem, ventenne pakistana, uccisa nel 2006 dal padre a Sarezzo nel Bresciano, e Sanaa Dafari, ragazza marocchina di 18 anni sgozzata dal padre, il cuoco Kataoul Dafani, perché osava uscire con un ragazzo italiano. Ma i lettori sanno che queste sono solo due delle tante storie sempre più frequenti nel nostro Paese e in tutta Europa. Il 28 maggio una madre indiana di un bambino di cinque anni è stata uccisa perché vestiva all'occidentale; ad aprile, a Brescia, la polizia andò a ripescare a casa una ragazza pachistana, detta Jamila, perché la famiglia aveva deciso di recluderla completamente perché giudicava troppo occidentale la sua educazione a scuola; il 3 ottobre del 2010 a Novi un pakistano massacrò con una pietra la moglie perché aveva difeso la figlia che rifiutava un matrimonio combinato con un pakistano; sempre quell’anno un altro padre egiziano ha tentato di soffocare la figlia con un sacchetto di plastica ritenendo che non fosse più vergine...
    la lista è lunga, ci troviamo ad avere oggi a che fare con temi come la verginità, la libertà di movimento, la libertà di opinione come se fossimo tornati a cento, duecento anni fa. Dovremmo avere il coraggio di dire a noi stessi che di questo si tratta, non dell'interessante proposta di un'altra cultura, ma di una posizione arretrata che uccide tutte le conquiste che sono state pagate lacrime, sudore e sangue dalla nostra società, e che non siamo disposti a pagare questo prezzo. E che non ci si dica che si tratta di islamofobia, e anzi, che l'Islam non c’entra niente. È da questa viltà, dalla negazione del reale così ormai comune in Europa, che nasce la nostra responsabilità verso le ragazza uccise.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=45726
    Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 20/08/2012, a pag. 17, l'articolo di Francesca Paci dal titolo "Pakistan, arrestata una bimba down: 'Ha bruciato le pagine del Corano' ".
    Se la legge islamica è dovunque severissima con chi offende la parola di Allah, in Pakistan non ammette deroghe neppure per i disabili. Per questo quando gli abitanti di Mehrabadi, una baraccopoli alla periferia della capitale Islamabad, hanno denunciato una bambina cristiana affetta da sindrome di Down per aver bruciato e gettato nella pattumiera alcune pagine considerate «sacre» sono scattate le manette. Almeno in attesa che il giudice si pronunci sul reato di blasfemia.
    La storia della piccola Rifta Masih di undici anni riaccende i riflettori sulla condizione delle minoranze religiose in uno dei Paesi meno tolleranti ancorché formalmente alleato dell’occidente nella lotta contro il terrorismo. Due anni fa la contadina cattolica Asia Bibi è stata condannata a morte con l’accusa di aver offeso il profeta Maometto mentre l’anno successivo l’ex ministro per gli Affari delle Minoranze, il cristiano Shahbaz Bhatti, è stato ucciso da un commando di «giustizieri» armati.
    Secondo un quotidiano locale alcuni giorni fa, la sera del 26° giorno di Ramadan, Rifta avrebbe dato fuoco al manuale Noorani Qaida, un testo scolastico per l’apprendimento della lettura del Corano. Difficile trovare testimonianze dirette a Mehrabadi, tra la paura e la reticenza omertosa che da anni mettono in fuga i cristiani pakistani, ma la polizia di Islamabad ha confermato l’arresto spiegando che la bambina è stata già trasferita in un riformatorio e che un tribunale si pronuncerà presto sulla sua sorte.
    Sembra che all’inizio gli agenti siano stati titubanti di fronte all’evidente disutilità di Rifta ma che poi la ragion di fede abbia avuto la meglio (sembra anche che alcune persone abbiano bloccato per ore la statale del Kashmir chiedendo tolleranza zero contro i blasfemi). Sebbene la legge pakistana contro la blasfemia sia teoricamente più «permissiva» di altre, la sua strumentalizzazione per vendette personali ha portato, tra il 1986 e il 2009, all’incriminazione di almeno mille persone e al linciaggio oltre trenta.


    allGiacintoAuriti

    " Chiara, prigioniera in Arabia dell'ex marito musulmano" http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=45921
    a StampaMaria Corbi: " Chiara, prigioniera in Arabia dell'ex marito musulmano"
    L’ amore che vince tutto, abbatte frontiere, differenze, culture. Forse. Ma non nella storia di Chiara. Non in tante storie ambientate in Paesi ostili al diritto, all’eguaglianza tra i sessi, alla libertà. Chiara ci ha provato per amore di un uomo di Gedda, in Arabia Saudita, e ha perso.
    L’inizio è stato facile con un principe azzurro in caftano bianco, rampollo di una delle potenti e ricche famiglie dell’Arabia Saudita. Lei, Chiara, oggi 40 anni, si innamora, forse del sogno, e gli dice sì. Tre anni fa le nozze e l’ingresso nel palazzo di famiglia dove le donne sono solo ospiti anche se mogli. Chiara non può arredare la casa come piace a lei, deve cancellare tutti gli amici maschi di Facebook, anche quelli che non vede dall’asilo, deve adeguarsi al rigido codice di comportamento imposto alle donne.
    Presto iniziano i litigi, la consapevolezza e la paura di vivere in un lusso privo di libertà, quindi una miseria nera se sei educata in Occidente. E alla fine lui la ripudia secondo la tradizione islamica. Ma non c’è nessun nuovo inizio, le ali di Chiara non possono ancora volare verso casa, ad Alessandria, in Italia. Il marito non le riconsegna il passaporto e senza il suo assenso la donna non può lasciare il Paese. Sequestrata.
    La diplomazia è entrata in gioco, e sta lavorando cercando di ricucire una situazione delicatissima. Chiara è in Arabia, ancora libera di circolare con il padre anziano che le fa da autista, mentre soltanto la madre è riuscita a tornare in Italia. L’ex marito vuole indietro dei soldi, una somma cospicua che le avrebbe versato su un conto quando ancora c’era l’amore.
    Dalla sua «prigione» Chiara scrive un memoriale per urlare al suo Paese e al mondo la disperazione. Racconta di quando ha conosciuto il suo uomo in Europa ed era una persona amabile, «un’altra persona». Ma a Gedda i modi dell’uomo vicepresidente della società di famiglia che distribuisce tra le altre cose, beni di lusso occidentali modi e maniere cambiano. Quando voleva insultarla il marito le urlava con disprezzo «cristiana».
    Da marzo Chiara è «prigioniera» assieme al padre e continua a portare il velo e la tunica nera imposte dalla legge. Ad aprile cerca di fare ragionare l’ex marito e accetta un invito a cena. Ma le cose precipitano. Lui ha un attacco di gelosia e di ira e la prende a schiaffi e pugni, la trascina usando come cappio il velo, le sale sul petto con le ginocchia, la minaccia.
    Il marito non cede, rivuole indietro il denaro che aveva dato alla moglie. Altrimenti, aggiunge come ricatto, non metterà la sua firma sul lasciapassare. E non è una formalità. Ogni straniero, non solo le donne, in Arabia Saudita, dipende da uno «sponsor», che può essere solo saudita e ha il diritto di impedirti di lasciare il Paese.
    Per questo motivo neanche l’intervento del console italiano a Gedda, che ha rilasciato nuovi passaporti a Chiara e al padre, riesce a sbloccare la situazione. Chiara va alla polizia e attraverso l’ambasciata si fa assistere da un avvocato, Ahmad Faisal Yamani, nipote dell’ex potente ministro del petrolio saudita. E la situazione in Tribunale, dove si applica la sharia, non fa certo sperare in un giudizio equo. Chiara deve assistere al procedimento da uno stanzino buio, separata dagli uomini. In quell’area del Tribunale, in quel recinto rosa, scorge una donna interrogata da due giudici e le viene in mente la Santa Inquisizione.
    Il marito dopo la denuncia sembra disposto ad un accordo, a concedere la libertà in cambio di un assegno, di quanto ritiene di dovere avere. Si attende anche l’intervento dell’ambasciatore saudita in Italia. Poi salta tutto. L’uomo ci ripensa e alza la posta minacciando Chiara di denunciarla per appropriazione indebita e adulterio, che in Arabia Saudita è punito conla pena di morte.
    La strada è in salita e Chiara, scrive nel memoriale, adesso si affida al re: «Ho fiducia nel re che è uomo illuminato e giusto. Spero che la pubblicazione della mia storia serva a smuovere i livelli alti della diplomazia, perché dopo cinque mesi di trattative e false speranze, inizio a vacillare». L’amore non ha vinto.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=46070
    MacElleria umana di Ugo Volli
    Cari amici,
    leggo che lo sventurato ambasciatore in Libia non è morto impersonalmente soffocato nel consolato per il fumo, ma tirato giù dalla sua macchina e linciato dalla folla, il suo corpo trascinato per le strade, sodomizzato con un coltello e un palo di legno durante l'agonia ( http://www.michaelsfaradi.it/?p=604 ). Come Gheddafi, se ricordate.
    Da un altro punto di vista come i due poveri riservisti israeliani entrati per sbaglio a Ramallah durante l'ondata terroristica scatenata da Arafat una dozzina d'anni fa. Mi vengono in mente le immagini di Fabrizio Quattrocchi, sgozzato davanti a una telecamera in Iraq ( Quattrocchi Video Semi Censurato ), del giornalista ebreo Daniel Pearl assassinato allo stesso modo in Pakistan, e poi quell'immagine che circola in internet di una "spia" crocefissa in Yemen ( http://tv.liberoquotidiano.it/video/107819/ImmaginifortilaspiacrocifissainYemen.html#.UFV1A1HFniw sono immagini tremende, non aprite questo link se non ve la sentite), quei terribili video sulla lapidazione di donne "peccatrici" ( http://www.upnews.it/outframe/lapidazionediunadonnainiranvideoamatorialeilvideoemoltoforteadattoadunpubblicoforte, http://www.youreporter.it/video_Videoshock_lapidazione_in_Afghanistan_1 ), il taglio delle mani e dei piedi ai ladri ( http://geniv.forumcommunity.net/?t=52351729 ), l'impiccagione degli omosessuali in Iran ( http://raccontiepoesiemie.wordpress.com/2011/01/26/inmortediunragazzouccisodallodio/ ). E poi le decine di migliaia di morti in Siria, in Irak (dove il terrorismo non si è affatto fermato con l'uscita degli americani).
    Le bombe delle Twin Towers, di Madrid, di Londra. Gli attentati suicidi che hanno devastato Israele fino alla costruzione della barriera di sicurezza. Il neonato sgozzato a freddo con tutta la famiglia a Itamar. La strage di Tolosa e quella di Burgas in Bulgaria, negli ultimi mesi. Un universo pauroso di violenza. Mi scuso per avervi sottoposto queste immagini, sono gli incubi che ho avuto stanotte.
    E' una carica di violenza, un odio generalizzato, un disprezzo della vita umana che a me fa paura e che percorre tutto il mondo islamico. Un'intolleranza spaventosa, che viene corteggiata da tutti coloro che chiedono scusa per questo o quell'episodio, compreso l'ultimo del film su Maometto. (A proposito, avete visto che subito si è accusato un regista ebreo, anzi israeliano, risultato inesistente? La tentazione di dare sempre la colpa agli ebrei si chiama antisemitismo, ma di questo nessuno chiede scusa...).
    "Brian di Nazareht" era un bellissimo film, non una schifezza porno, ma certamente prendeva in giro Gesù e il Vangelo, come un po' faceva anche "Jesus Christ Superstar" e un bel pezzo di arte contemporanea (vi ricordate lo scandalo della pipì sul crocefisso, a Bolzano, se non sbaglio, l'anno scorso?) come la "Passione" secondo Mel Gibson dipingeva in termini terribili il popolo ebraico; non mi risulta che queste "diffamazioni" abbiano suscitato più di civili proteste, com'è accaduto del resto anche allo spettacolo teatrale di Catellucci l'anno scorso.
    L'ebraismo europeo ha addirittura dedicato la giornata della cultura ebraica all'umorismo, che è in buona parta presa in giro di se stessi. Qualcuno ha pensato che questa autodiffamazione morbida era sbagliata (io, per esempio); ma nessuno ha dato in escandescenze o ha alzato un dito sui barzellettieri né sui comici antisemiti che costruiscono la propria carriera diffamando Israele (da Dieudonné in Francia a Ovadia in Italia).
    Probabilmente la storia del film è una bufala. Ciò cui assistiamo è una prova di forza programmata da tempo, non a caso nell'anniversario delle Twin Towers, che si basa su una spinta all'odio e alla violenza che appartiene a tutta la cultura islamica, un risentimento insensato, che non ha pari in popoli molto più poveri e meno aiutati, che non stanno seduti sul petrolio, come nell'Africa centrale o in Estremo Oriente.
    Niente può giustificare questa violenza, niente può far perdonare il linciaggio dell'ambasciatore americano, salvo che il razzismo. Lo ripeto, il razzismo. Il razzismo di Obama, della sinistra italiana e occidentale, dei cattolici progressisti. Il razzismo di chi dice, che volete, sono così, non riescono a trattenersi, poverini sono stati tanto oppressi, bisogna capirli, bisogna chiedere scusa, non bisogna provocarli, parlare in maniera critica o anche francamente ostile di Maometto deve diventare un reato...
    Trattarli come ragazzini ritardati è razzismo. Bisogna stabilire il valore della vita umana, essere fermi nel ribadire che i linciaggi, le lapidazioni, le impiccagioni, le condanne a morte continue, gli impalamenti, le mani tagliate, tutta la macelleria umana che impregna il Medio Oriente e in genere


    allGiacintoAuriti

    Siamo offesi di come sterminate i cristiani in medioriente, SI. Siamo offesi! Qualche esempio della legge islamica Sharia Parte 5
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=46066
    Non esiste nessuna 'primavera araba' (estratto), in relazione alla reazione dei mussulmani sul film amatoriale sull'Islam
    Cari amici islamici , siete offesi per un film ? Sapete , vi converrebbe essere meno permalosi , perché la lista dei motivi per cui siamo offesi noi occidentali è molto più lunga della vostra.
    Siamo offesi di come sterminate i cristiani in medioriente. Siamo offesi , quando in Egitto o in Nigeria fate irruzione nelle Chiese cristiane linciando decine di innocenti ( al vergognoso urlo Dio è grande ).
    Siamo offesi del vostro antigiudaismo diabolico e malato presente nei vostri libri scolastici , nelle tv arabe e nei vostri giornali.
    Siamo offesi ,per il fatto che in Francia il 60% dei detenuti sia di fede musulmana.
    Siamo offesi che in Norvegia , dietro quasi il 100% degli stupri ci sia un musulmano.
    Siamo offesi di vedere il traffico bloccato ogni venerdì , perché pregate in strada senza permesso , e col pretesto della preghiera attuate in realtà una lenta e graduale conquista territoriale di interi quartieri di città europee che voi considerate DarAlHarb.
    Siamo offesi per la bimba down che in Pakistan è stata quasi condannata a morte per blasfemia , in seguito a una vostra calunnia.
    Siamo offesi perché da 11 anni , per prendere un aereo stiamo mezz' ora in fila come pecore , ci dobbiamo spogliare come per la visita medica , e nella borsa a mano non possiamo portarci da casa una bibita , un dentifricio o uno shampoo.
    Siamo offesi dai volumi di vignette tratte dai media arabo/islamici contro cristiani ed ebrei dove gli ebrei sono rappresentati come dei mostri che mangiano bambini arabi col sangue che gli cola lungo il mento.
    Siamo offesi per la distruzione dei Budda.
    Siamo offesi per la distruzione di ogni riferimento e reperto ebraico sul Monte del Tempio a Gerusalemme.
    Siamo offesi perché e’ stata tagliata la pancia a Theo Van Gogh , anch’egli giustiziato a causa di un film sulla situazione di schiavitù delle donne arabe.
    Voi, o figli di Allah, offendete ogni giorno l’Occidente con la paura, morte e attentati ma mai orde di cristiani fanatici o di ebrei fanatici sono entrati nei vostri quartieri nelle città occidentali che state invadendo, per ammazzarvi, per bruciare le vostre case e le vostre moschee, le vostre scuole.
    MAI! Voi potete fare ogni malefatta e ci sarà sempre qualche occidentale colla testa vuota o piena di quella roba là….che vi giustificherà.
    Di più, molto di più e molto peggio, signori dell’islam, ogni vostra malefatta verrà attribuita all’Occidente.
    È una delle prime frasi che ho letto sui forum spazzatura dopo l’assassinio dell’Ambasciatore :” è colpa di noi occidentali ….”
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=16&sez=120&id=46247
    Riportiamo da LIBERO di oggi, 28/09/2012, a pag. 15, l'articolo di Enrica Ventura dal titolo " Stuprata e incriminata per oltraggio al pudore ".
    Lo stupro di una donna è un atto odioso e lo diventa ancora di più se gli aguzzini sono dei poliziotti e la vittima viene accusata da loro di atti osceni in luogo pubblico. Ma questo avviene in Tunisia, Paese dove è nata la primavera araba ma che più passano i mesi e più si trasforma in un lungo, freddo e decadente autunno.
    A quasi un anno dalla vittoria degli islamisti diMohammed Ghannouchie del suo partito Ennahda vicino ai Fratelli musulmani, lo scenario tunisino si fa sempre più inquietante. L’ultimo fatto inquietante è quanto accaduto a una ragazza che ha accusato due poliziotti di averla violentata e si è ritrovata a sua volta accusata dai suoi aguzzini per atti contrari alla pubblica decenza.
    La giovane aveva sporto denuncia contro gli agenti che il 3 settembre scorso, riferisce la tv Al Arabiya, avevano sorpreso lei e il fidanzato appartati in una vettura. Secondo la ragazza, mentre un terzo agente ammanettava lui, gli altri due le usavano violenza. Ma per gli agenti la postura in cui era stata sorpresa con il giovane era contraria alla pubblica decenza, reato per cui si rischiano sei mesi di carcere.
    Siamo ai livelli della «polizia morale» dell’Iran. Il processo è stato aggiornato amartedì e subito è partita la mobilitazione delle ong per difendere la ragazza: al suo fianco si sono schierate l’Associazione tunisina delle donne democratiche e la Lega tunisina dei diritti umani, che hanno denunciato come il reato dichiarato dagli agenti serva soltanto a spaventare i due giovani per impedire loro che venga fatta giustizia. Il ministero degli Interni si è smarcato dal processo che vede imputata la coppia, sostenendo che la decisione è stata presa dalmagistrato, ma ormai è sempre più chiara la svolta tutt’altro che moderata imposta dagli islamisti al potere.
    A rafforzare il quadro inquietante è il comunicato della presidenza della Repubblica tunisina su un possibile ritorno alla pratica della tortura da parte della polizia. L’allarme è stato lanciato nelle stesse ore in cui il presidente Moncef Marzouki era a New York per intervenire all’Assemblea generale dell’Onu. Nel testo vengono citati tre casi, tra cui quello della ragazza stuprata; la morte di un uomo a seguito del pestaggio subito durante un interrogatorio; la repressione di disordini di piazza a El Hencha. Un elenco piuttosto confuso. Per le donne tunisine la caduta di Ben Alì ha rappresentato la fine della dittatura ma anche un salto nel buio islamista.
    Per ora la Costituzione non verrà modificata e non sarà così introdotto il concetto di complementarità tra i sessi, che avrebbe di fatto cancellato quello di uguaglianza. Ora il nuovo fronte è la poligamia: la Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (come quella saudita) vorrebbe reintrodurla. E sarebbe una sconfitta per la Tunisia, finora unico Paese arabomusulmano in cui è illegale.


    allGiacintoAuriti

    TUTTI I DIRITTI UMANI ONU, DISTRUTTI, NELLA SHARIA DELLA LEGA ARABA! MA, L'IMPORTATE è DISTRUGGERE ISRAELE, PER ORA! ] [
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=46415#.UHaTVGJgchM.facebook
    Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 11/10/2012, a pag. 17, l'articolo di Gian Micalessin dal titolo " Uccidono i bambini in nome del Corano ".
    Malala vive. Ma vivono anche i suoi sicari. I chirurghi ce l’hanno fatta. Son riusciti ad estrarre dal cranio della 14enne ragazzina pakistana quel proiettile di kalashnikov destinato a sopprimere la sua innocente voglia di libertà, a imporre il lugubre silenzio del terrore islamista. Ma sopravvive anche chi la voleva morta. Sopravvive la furia cieca di un islam radicale pronto a massacrare anche i bimbi nel nome del Corano e del Profeta.
    L’aspetto più agghiacciante del tentato assassinio di Malala Yusafzai è la sua consequenzialità. Il tentativo di eliminare questa ragazzina colpevole d’aver descritto l’opprimente regime imposto ai civili nelle provincie pakistane sotto controllo talebano, è solo l’ennesimo assassinio, o tentato assassinio, ai danni di un fanciullo perpetrato nel nome dell’islam. E la condanna dell’Unicef, per ricordare come nulla giustifichi la violenza contro l’infanzia innocente, servirà a poco.
    L’agguato a Malala, colpita assieme a due compagne sedute con lei sullo scuolabus, arriva dopo la decapitazione di un bimbo in Afghanistan. Segue le accuse di blasfemia, un reato punito con la pena capitale, rivolte sempre in Pakistan ad una bimba cristiana. Ci ricorda la spietata esecuzione di un ragazzino e una ragazzina afghani bruciati nell’acido per aver osato amarsi.
    Tante e tali scelleratezze non sono follie o perversioni individuali. Non sono gesti scomposti messi a segno da menti malate. Sono l’applicazione pratica di un’ideologia religiosa priva di pietà, di un credo senza scale di grigio avvitato in una spirale di violenza che non prevede null’altro se non la difesa dei propri simili e l’odio per tutti gli altri.
    Pensiamo a Malala. La sua colpa era quella di aver annotato su diario le esecuzioni, le pubbliche flagellazioni, le quotidiane umiliazioni imposte ai civili della valle di Swat nei mesi bui in cui questa località, un tempo paradiso turistico del Pakistan, diventò un feudo delle bande talebane. Quel diario letto dal servizio in lingua urdu della Bbc aveva fatto capire a tanti pakistani la realtà nascosta dietro la propaganda islamista. Ihsanullah Ihsan, portavoce di Tehrik –iTaliban Pakistan, non s’è fatto scrupolo a rivendicare l’agguato giustificandolo con le visioni anti islamiche di Malala.
    Dietro a tanto spregiudicato fanatismo aleggia la stessa logica che ad agosto spinge un imam d’Islamabad ad accusare Rimsha Masih una bimba cristiana affetta dalla sindrome di Down di aver bruciato un Corano. Per l’inflessibile legge pakistana sulla blasfemia quelle accuse, completamente false, conducono al patibolo. Rimsha viene liberata solo perché un testimone smaschera la montatura anti cristiana ordita da un religioso musulmano.
    In Afghanistan l’orrore islamico talebano colpisce con la medesima crudeltà a fine agosto. Un ragazzino di 12 anni, fratello di un poliziotto, viene rapito da un gruppo talebano che ne fa ritrovare cadavere e testa mozzata. Per i portavoce talebani è un avvertimento a chi collabora con le autorità. Atti in linea con la ferocia delle bande qaidiste irachene che trasformano ragazzini in kamikaze.
    Ma per il fanatismo musulmano l’uccisione dei bambini non è limitata alla guerra. Anche il mancato rispetto di arcaiche regole sociali può venir punito con la più terribile delle morti. Lo insegna la fine di due ragazzini afghani 15 anni lui, 12 anni lei ritrovati a fine marzo in un campo della provincia afgana di Ghazni. I loro corpi erano accanto alla latta di acido usata per bruciarli. Dei loro volti non c’era più nulla. L’acido aveva divorato la pelle, cancellato naso e labbra. Due maschere d’orrore ridotte così per aver infranto le regole che impedivano loro di amarsi, frequentarsi senza il consenso di famiglie e anziani del villaggio.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=253&sez=120&id=46502
    Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 19/10/2012, a pag. 19, l'articolo di Gian Micalessin dal titolo "Per l’islam l’odio anti cristiano è legge".
    La persecuzione dei cristiani può sembrare un concetto datato, memoria di secoli ed epoche andate. O un concetto di parte. Soprattutto se a parlarne è un'organizzazione cattolica. Soprattutto se a venir messi sotto accusa sono i paesi islamici. Ma i numeri non sono opinioni. E neppure i fatti. Su numeri, dati e fatti, raccolti in 196 paesi, si basa il «Rapporto sulla Libertà religiosa nel mondo».Secondo il dossier,realizzato dall’ «Aiuto alla Chiesa che soffre», un’organizzazione di Diritto pontificio, i cristiani restano la comunità più esposta a discriminazioni e persecuzioni.
    «Per quanto non siamo l'unico gruppo religioso a dover pagare il prezzo della propria fede spiega il documento le diverse denominazioni cristiane sono quelle che oggi soffrono maggiormente a causa di limitazioni alla libertà religiosa ». Molte nazioni islamiche confermano la sinistra fama di angoli bui della libertà religiosa. Arabia Saudita e Pakistan, per citare due paesi relegati agli ultimi posti della classifica, emergono come luoghi di sopraffazione e discriminazione. Luoghi dove il credo dominante minaccia i diritti dei cristiani e quelli di tutte le altre minoranze confessionali.
    «I cristiani restano il gruppo religioso più discriminato nel mondo visto che il 75% dei casi concernenti la libertà religiosa finisce con il riguardarli sottolinea Marc Fromage, direttore della sezione francese della “Chiesa che Soffre”».«Su 131 paesi di cultura cristiana ribadisce Fromage non ne esiste uno solo in cui la legislazione sulla libertà religiosa lasci a desiderare. In cambio su 49 paesi di cultura musulmana almeno 17 non tollerano altre religioni e impongono un controllo forzato a cristiani e non musulmani, 19 riconoscono teoricamente la libertà religiosa, ma non l'applicano in pratica».
    Per capire il senso di queste affermazioni basta leggersi le schede dedicate a questi due angoli bui. «Gli arresti e le irruzioni della polizia nelle case cristiane durante gli incontri di preghiera riferisce la sezione sull' Arabia Saudita sono all'ordine del giorno. Nel marzo 2012 una fatwa del Gran Muftì dell'Arabia Saudita, indicava come necessaria la distruzione di tutte le chiese nella Penisola arabica».
    La fotografia offerta dalla “Chiesa che Soffre” diventa ancora più preoccupante se si leggono le traduzioni di alcuni passi tratti dai libri di testo delle scuole pubbliche saudite. «Ebrei e cristiani sono nemici dei credenti e non possono avere l'approvazione dei musulmani» raccomanda un libro per gli studenti delle superiori pubblicato dal Ministero dell'Istruzione di Riad. «Le scimmie sono gli ebrei, il popolo del Sabbah, i suini sono i cristiani, gli infedeli della comunione di Gesù» insegna un altro libro di terza media saudita.
    L'istigazione all'odio contro gli esponenti delle altre comunità religiose trova piena realizzazione in Pakistan. Lì a gennaio viene assassinato il governatore del Punjab, Salman Taseer. La sua unica colpa è aver fatto visita in carcere ad Asia Bibi, una cristiana accusata di aver offeso Maometto e condannata a morte in base alla legge sulla blasfemia. La legge «nera» sulla blasfemia solo nel 2011 porta 161 persone davanti al giudice. Ma quella legge non limita i suoi effetti all'aula dei tribunali. Almeno nove esecuzioni sommarie ed extra giudiziali vengono portate a compimento ispirandosi e traendo giustificazione da quella legge.
    In quella stessa cornice di violenza e fanatismo s'inserisce l'uccisione di Shahbaz Bhatti, il ministro per le Minoranze, di fede cattolica ucciso il due marzo scorso. A tutto ciò s'aggiungono gli attacchi indiscriminati contro i non cristiani. «Ogni anno scrive il rapporto circa 700 ragazze cristiane e almeno 250 indù vengono rapite, stuprate e costrette a convertirsi». La propagazione e la radicalizzazione dell'islam nei Balcani inizia a creare situazioni preoccupanti anche in Europa. In alcune aree della BosniaErzegovina «gli ingenti investimenti compiuti da Stati come l'Iran e l'Arabia Saudita» stanno dando vita a comunità islamiche sempre più fanatiche. «In Albania stando al rapporto intimorisce la diffusione di un Islam più intollerante, rappresentato da giovani imam formati in Turchia e in Arabia Saudita».
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=46618
    Sulla STAMPA del 28/10/2012, a pag.15, con il titolo "I carbonari del cinema saudita con la cinepresa sotto la tunica", Fabio Sindici racconta come in Arabia Saudita il cinema è proibito. Sì, avete letto bene, proibito, non ci sono cinema, e chi cerca di guardare un film su internet rischia la prigione.
    Tutto il cinema, non qualche film, tutti !!! Sembra una barzelletta, invece è la verità, immaginate la vostra vita senza il cinema ? ebbene, in Arabia Saudita è così. Come succedeva nella Cina di Mao Tze Tung, solo che lui aveva un cinema privato, dove si faceva proiettare tutti i film americani, che erano i suoi preferiti. Se l'avessero saputo i nostro maoisti che il loro idolo era un fan di John Wayne !
    L'unico modo di protestare
    Girare un film con una videocamera nascosta tra le pieghe dell'abaya, il lungo mantello nero che copre integralmente il corpo delle donne arabe, può essere doppiamente pericoloso nel regno di Abdullah al Saud. In Arabia Saudita, infatti, i cinema sono banditi dalla seconda metà degli anni '70, dopo l'assassinio dell'allora re Feisal, molto criticato per aver introdotto la televisione.
    Gli sceicchi più intransigenti ritengono la settima arte un'offesa alla morale islamica. Se poi a riprendere le immagini è una donna, con l'intento di denunciare la condizione femminile stretta tra la sharia, la legge islamica, e le rigide regole delle tradizioni tribali, l'intervento della mutaween, la polizia religiosa, è scontato. Sempre che la cineasta ribelle venga colta in flagrante. Un film in soggettiva la vita quotidiana nel paese saudita vista dagli occhi di una donna attraverso la fessura del niqab è uno dei progetti di Red Wax Secret Cinema, piccola carboneria cinefila composta da quattro uomini e una donna, tutti entusiasti e pronti a rischiare la prigione per la riapertura delle sale cinematografiche del regno.
    Il nome si riferisce alla ceralacca dei sigilli anticinema, ma pure a una qualità locale di hashish. Il loro primo exploit è stata una proiezione clandestina in un magazzino della città di Abbha, nel sudest del paese. Gli spettatori erano circa sessanta, avvertiti via sms o chiamati direttamente al telefono dagli organizzatori.
    Hanno tutti parcheggiato lontano, per evitare sospetti. Il film, un documentario sulle vite degli immigrati stranieri impiegati come operai in un grande progetto edilizio, è stato proiettato su un lenzuolo steso. «Eravamo tutti molto nervosi», ha detto il regista del film, uno dei fondatori della Red Wax, intervistato dal quotidiano inglese The Guardian. «Non avevamo nessun piano, nel caso la polizia avesse fatto irruzione. Probabilmente saremmo finiti in prigione». Le rivoluzioni, anche quelle gentili, comportano dei rischi.
    Ma i «rivoluzionari» della Red Wax sono sicuri dell'appoggio popolare e contano sulle divisioni all'interno delle gerarchie saudite. Nel 2008, il principe Walid bin Talal, nipote del re, ha prodotto la commedia «Menahi», la prima pellicola in trent'anni a cui il pubblico ha avuto accesso. Limitato però. La programmazione, a Jeddah e nella vicina Talif, è durata solo una settimana. Prima c'era stato il Saudi Film Festival di Damman, anche questo di vita breve, dopo le proteste dell'ala più radicale del clero wahabita, interprete di una versione letterale e conservatrice del Corano. Una fatwah del 2009 aveva portato al divieto esplicito del governo alla costruzione di sale cinematografiche.
    Cosi, per vedere un film, i sudditi della monarchia saudita viaggiano in massa. Secondo dati delle autorità di Ryad, la capitale, sono più di 230 mila i cittadini sauditi che ogni anno attraversano il confine con gli Emirati per entrare in un cinema. Questi turisti cinefili vedono un film al giorno prima di tornare a casa.
    Proprio un documentario, «Cinema 500 km» racconta il lungo viaggio di un ventenne fino in Bahrein per vedere il suo primo film. Abdullah al Eyaf; il regista, sostiene che un gestore di cinema del Bahrein gli ha assicurato che il novanta per cento dei suoi spettatori sono sauditi. Al Eyaf, che ha diretto quattro film che hanno fatto il giro dei festival cinematografici del globo, non ha mai potuto vederne uno proiettato in patria. Oltre a viaggiare i sauditi scaricano una quantità impressionante di film da Internet o li vedono sulla tv satellitare.
    Molti registi mettono i loro cortometraggi di denuncia su Youtube, visualizzati milioni di volte. Anche dalla polizia, che lo scorso anno ha rintracciato e arrestato un video blogger, autore di un corto sui poveri di Ryad. «Su Youtube, la pagina può essere facilmente bloccata» dicono i registi della Red Wax. «Meglio le proiezioni clandestine per rispondere alla voglia di cinema del paese». I cinecarbonari pensano a proiezioni con centinaia di spettatori, uomini e donne, a Ryad e a Jedda, le città principali, tramite appuntamenti postati sui social network. In modo da creare un movimento d'opinione.
    I loro sono film socialmente impegnati: un altro progetto è centrato sul ricorso frequente degli arabi alla stregoneria. E anche qui il rischio si moltiplica, visto che per chi la pratica la pena prevista è la decapitazione. Per chi la riprende la punizione non è altrettanto chiara. «Non esiste nel Corano o negli hadith, nulla che possa essere visto come una proibizione, anche indiretta, del cinema» spiega un altro dei membri della Red Wax. «Solo che per i radicali ogni cosa che non è menzionata nei testi sacri è proibita». L'interpretazione dipende anche dalle diverse zone del paese: Jedda è più liberale, Ryad, roccaforte della dinastia Saud, è molto tradizionale.
    Cosi la regista segreta sarà accompagnata, come vuole la regola, da un parente maschio, anche questo cinefilo. E sarà, per ironia, proprio la veste più tradizionale, l'abaya con il niqab a coprire il volto, ad aiutarla a nascondere la videocamera dagli sguardi indiscreti, tra un ciak e l'altro.
    spinge la gente a ridere, a pensare”.


    allGiacintoAuriti

    " Sangue e vendetta in Nigeria ". http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=46626
    Riportiamo dal CORRIERE della SERA del 29/10/2012, a pag. 17, l'articolo di Massimo Alberizzi dal titolo " Sangue e vendetta in Nigeria ".
    Ennesima domenica di sangue in Nigeria: di prima mattina un terrorista suicida ha fatto esplodere la sua auto imbottita di dinamite nella chiesa cattolica di Santa Rita in Ungwan Yero a Kaduna, nel nord del Paese. Subito dopo è scattata la vendetta dei cristiani che hanno colpito case e negozi dei musulmani, ammazzando a sangue freddo alcuni fedeli di Allah.
    Un funzionario del Nema (National Emergency Management Authority) ha confermato che i morti sono almeno 10 ma sul numero di feriti non ha voluto essere preciso: «Decine e decine, almeno un centinaio». Tra gli altri, in condizioni critiche, il sacerdote che stava officiando la messa.
    Subito dopo l'attacco suicida è partita la rappresaglia dei cristiani. Armati di bastoni e machete bande di giovani hanno assalito i musulmani e i loro beni. Il guidatore di un mototaxi, creduto seguace dell'islam, è stato bloccato dalla folla inferocita: l'uomo prima è stato picchiato, poi gli è stata rovesciata addosso la sua moto con il serbatoio aperto. Una volta ben inzuppato di benzina, gli assalitori gli hanno dato fuoco. Non è stato l'unico a essere stato ucciso per vendetta, ma la polizia non ha voluto fornire altri dettagli.
    Secondo padre Anthony Zaka, dell'arcidiocesi di Kaduna, il terrorista che ha devastato la chiesa doveva conoscere molto bene il posto. Probabilmente l'aveva visitato più volte perché ha scelto un angolo particolare dove immolarsi, per poter causare il maggior numero di vittime. Le chiese in Africa sono spesso in spazi aperti, in grandi parchi dove viene sistemato un altare. Così è quella di Kaduna, dedicata a Santa Rita.
    L'attentatore suicida ha superato il cancello ed è entrato nel giardino. Ha poi parcheggiato in una zona che si sarebbe riempita di folla da lì a poco. E' rimasto seduto in auto finché la gente non ha riempito tutto lo spazio disponibile e solo allora si è fatto saltare in aria.
    «Cinque persone sono morte sul colpo — ha spiegato padre Zaka — e altre cinque in ospedale per le ferite. Temo che il bilancio potrebbe aumentare perché ci sono parecchi ricoverati in fin di vita».
    Nessuno ha finora rivendicato l'attacco, ma fonti diplomatiche non hanno dubbi: «E' da attribuire a Boko Haram», il gruppo islamista radicale che combatte il governo centrale del presidente Goodluck Jonathan.
    Ma è sbagliato ridurre la violenza che sta sconvolgendo la Nigeria a una semplice guerra interreligiosa tra cristiani e musulmani. La crisi ha radici più profonde: corruzione, povertà, disoccupazione degrado anche ecologico.
    La Nigeria è ricchissima di petrolio (ottavo produttore al mondo e primo africano) ma i proventi restano in mano a poche famiglie di miliardari. La scoperta di nuovi giacimenti a nord, nel bacino del lago Ciad ha moltiplicato i problemi. Sono troppe le mani rapaci che vogliono impadronirsi di quella fortuna. Leader senza scrupoli vogliono destabilizzare il Nord, plagiano i giovani disperati cui promettono lotta alla corruzione e alla miseria, opportunità di lavoro e salvaguardia della natura e dell'ambiente.
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=16&sez=120&id=46636
    Riportiamo da LIBERO del 30/10/2012, a pag. 18, la breve dal titolo " Vende alcol in Tunisia, dita mozzate "
    A un commerciante di bevande alcoliche tunisino sono state mozzare quattro dita di una mano da parte di un gruppo di salafiti nella località di La Manouba. L’episodio viene riferito dal sito in lingua araba Assabah News e sarebbe avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsa, nelle stesse circostanze culminate con l’aggressione di un ufficiale della Guardia nazionale, colpito alla testa forse con un coltello e in gravi condizioni.
    Peraltro, continuano le violenze in Siria: ieri sono stati almeno 68 i morti provocati da bombardamenti di truppe governative, nel quarto giorno di quella che sarebbe dovuta essere una tregua tra regime e ribelli. Lakhdar Brahimi, mediatore di Onu e Lega Araba volato aMosca per incontrare il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, ha avvertito che la crisi in Siria «sta peggiorando» e ormai si può parlare di «guerra civile».
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=4&sez=120&id=46698
    Riportiamo da REPUBBLICA del 04/11/2012, a pag. 30, l'articolo di Vanna Vannuccini dal titolo "Libere".
    Maryam Rahmanian, autrice della mostra fotografica (a proposito, non viene rivelato il luogo dove viene tenuta!) che denuncia la discriminazione delle donne in Iran, arrestate e condannate per 'reati' ridicoli, assurdi, come il fatto di indossare un velo troppo colorato, o indossare un paio di calze, o mostrare le unghie delle mani smaltate.
    E' questo l'Iran di Khomeini, quello che il Vecchio Cronista sulla Stampa descriveva con toni di ammirazione. Lo stesso Iran che si sta dotando di un arsenale nucleare e che minaccia Israele quotidianamente, lo stesso che Il Manifesto ama difendere nelle sue pagine.
    Ecco l'articolo:
    Sepideh Talebi, nata il 5.8.1368 (27.10.1989 secondo il nostro calendario). Arrestata perché indossava un rupush troppo corto (il rupushè un cappottino che un tempo era lungo fino ai piedi e si è andato via via riducendo in lunghezza e ampiezza).
    Mana Davodi, nata il 5.4.1980. Arrestata perché portava i sandali senza calzini lasciando vedere le unghie laccate di rosso.
    Romana Reyahi, nata il 16.1.1986. Arrestata perché teneva il rupush sbottonato.
    E poi Sara Kermani (3.7.1981), Tina Azimi (6.11.1979), Tahereh Reyahi (25.3.1983). Tutte arrestate per quello che genericamente viene chiamato in Iran bad hejab( la scarsa osservanza dei codici di vestiario imposti dalla rivoluzione islamica), e trasferite in un posto di polizia — da cui hanno potuto essere rilasciate solo dopo aver giurato obbedienza ai codici islamici, essersi struccate e rivestite con vestiti castigati che gli hanno mandato da casa. Alcune multate, altre condannate a pene diverse, tra le quali non sono infrequenti le frustate.


    allGiacintoAuriti

    " The Egyptians abolish equality between man and woman." http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=16&sez=120&id=46745
    Here for FREE today , 09/11/2012 , p. 19, Article Hamza Boccolini titled " The Egyptians abolish equality between man and woman."
    Egypt Mohammed Morsi is preparing to be more and more an Islamic emirate , after its politicians have decided to directly affect the rights of women. In great secrecy , and also counting on the same indifference Arab press , members of the Constituent Assembly in Egypt , composed in large part by members of the Muslim Brotherhood and the Salafis , who voted in favor of the abolition of Article 68 of the Constitution which enshrines the gender equality between men and women. This was revealed by a paragraph was the Egyptian daily al-Masri al Youm.
    The only one to protest against this attack on women last night was the spokesman of the Assembly , the secular Wahid Abdel Majid , according to which ' the repeal of Article 68 of the draft Constitution represents a blow to the rights of women in Egypt. " Speaking by telephone during a television broadcast of Cairo, at Nahar , explained that "it is clear that article was serious because it means abolish any guarantee of protection for women. Unfortunately, the problem is that the assembly is composed of a majority of Muslims who are fighting to impose Sharia law. They say that this article is contrary to Islamic law, which does not provide for equality between the sexes. " According to the Egyptian political ' the real issues in the discussion will also cover other chapters because when it comes to Sharia touching rights.
    Now the woman is denied any right and increase discrimination. " Not in the case is scheduled for tomorrow in Cairo, a massive demonstration organized by Islamic fundamentalists just ask for the implementation of Islamic law. The protest is part of the dispute between the Egyptian fundamentalist forces and lay movements and moderate for the inclusion of Sharia as the sole source of law in post-revolutionary new constitution.
    Some Salafist movements have organized a march " for the return of sharia ," in Tahrir Square. A summon was the self-proclaimed Salafi front , which brings together the main Egyptian fundamentalist forces and rejecting the current , generic inclusion of 'the principles of Sharia law , " the Constitution. The rising demands that "the Constitution does not contain any article against the Sharia." The dispute over the sharia , which binds to the protection of civil rights and women is central to the work of the Constituent Assembly that according to one of its members should finish its work by the second half of November.
    The text would then be delivered to President Mohamed Morsi within the first week of December and will proceed to a referendum confirmation. Not only in Egypt, women's rights are in danger. A similar problem occurred last August in Tunisia where a committee of the Constituent Assembly , led by the Islamist Ennahda , has approved an article according to which the woman is " complementary " to man and no more "equal". The article stated that "the State shall ensure the protection of women's rights , under the principle of complementarity with the man in the family , and as a man associated with the development of the country."
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=46797
    FREE Enrica Ventura : "Egypt as the Taliban :" The Pyramids and the Sphinx are idols to be killed ' "
    The Sphinx and the pyramids as the statues of Buddha Bayman , Afghanistan , or as the tombs of Sufi saints in Timbuktu , Mali : Islamist destroyed by the fury , because blasphemous and disrespectful to the dictates of the Koran , which forbids idolatry , the worship of the people and the human figures. Now in Egypt, with the rise to power of the Muslim Brotherhood and the Salafis , the world risks losing some of the greatest architectural feats ever undertaken by man in the past.
    As reported by Al Arabiya television , the salafitajihadista Murgan Salem alGohary called for the destruction of all "idols" on Egyptian territory , beginning with the Sphinx and pyramids , which should go the way of the Buddha carved into the rock in the valley of Bayman , demolished after nearly a month of bombing by the Taliban in March 2001.
    The incident shocked the world, who helplessly saw him coming down the two huge ancient masterpieces of 1500 years. AlGohary made ​​his announcement during the interview of the weekend on the private channel Dream TV , a lot of interest not only in Egypt but throughout the Arab world. The Salafi jihadist is known for its ties with the Taliban. During the regime of Hosni Mubarak, the newspaper said Egypt Independent , has been sentenced twice for advocating violence , with a judgment even imprisonment. From Egypt he escaped to Afghanistan , where he was severely wounded by NATO troops.
    In 2007 he traveled from Pakistan to Syria, who handed him over to all'Egit. It was released in early 2011, after the deposition of Muhammad Murabak. "God ordered the prophet Muhammad to destroy idols ," said alGohary on television , "when I was with the Taliban have destroyed the statues of Buddha." And that's what hopes to be able to do now Egypt, with a parliament led by the Muslim Brotherhood and the Salafists. And the protection of IM menso archaeological heritage of the country, including also the site of Abu Simbel and the treasures stored in the Egyptian Museum , is one of the thorniest issues of the agenda of President Mohammed Morsi , a member of the Muslim Brotherhood , which has not yet is expressed publicly on the matter.
    Not to mention that for this heritage , Egypt is visited every year by millions of people , with tourism which is the second item of the economy of the country. Declarations of alGohary arrived the day after the so-called " Friday of the AP application of sharia ," with Tahrir Square invaded by hundreds of protesters who demanded the government that Islamic law will become the basis of the entire Egyptian legislation , starting with the Constitution. Not only that. His words come after incidents against idolatry have already registered after the fall of Mubarak.
    In Alexandria, witnesses have repeatedly told Salafis who covered the statues of the fountains and palaces of the city. Yet the announcement of the Gohary did not like it at all Islamists. During transmission , surprisingly, he phoned Live Sheikh Abdel Fattah Moro , vice president of Ennahda , the Islamist party to power in Tunisia , which has been battling against the intentions of the salafitajihadista , reminding him that the famous Muslim leader Amr ibn Alaas did not destroy any statue when he conquered Egypt in the seventh century and established his first capital , Al Fustat. Cairo led by Morsi has so far preferred to maintain compared to the archaeological heritage , the same position of the Mubarak era and reopened to the public this month , after three years , the pyramid of Khafre, the second largest of Giza.


    allGiacintoAuriti

    but , it is for all these sins , that commits you with Sharia, against the natural law that I am Unius REI, which , you will be condemned to hell ! ] Gabriel Light 07:43. [ Https://plus.google.com/u/0/110816671768601139756 [ answer ] Prophet Muhammad Rapist Paedophile ]
    /watch?V=w-Xm4WAuh9s
    Prophet Muhammad Rapist Paedophile
    is this a competition to see how many lies you can tell in one post. Do you really think according to Functional Christianity you have no important consequences for your actions , do you think you can speak a lie without Consequence, do you think you can bare false testimony with out Consequence, do you think you can slander without Consequence. Are You That devoid of your own religion you do not know what it preaches... a person filled with hate and malice is not a creature of God or a christian. [ANSWER]
    Do you even remember the 10 commandments : [ you are predators , and you do the slave trade.. certainly , the hand of Wrath of God, soon, everyone will be against you! you have sown hatred , predation , lies, rapes murder, all in the name of your idol in Mecca,.. you are religious maniacs , no human rights, and, no freedom of religion.. you oppress honest people , but , for the sake of your false religion.. like , you can talk to me about honesty ? how can you condemn my holiness? ]
    1 ) Thou shalt have no other gods before me. [ In fact, you have two three idols : 1. Mohammed , 2. Idol moon stone , 3, Quran corrupted. ] , But we have always said that ours is one God , and you will not believe our testimony , swearing and say that our idols are three , while everyone knows that the idol is the devil who does bad things, all the bad things that you do, to do harm to innocent people, because of your corrupt religion.
    2 ) Thou shalt not make unto thee any graven image , or any likeness of any thing That is in heaven above , or That is in the earth beneath , or That is in the water under the earth. Thou shalt not bow down thyself to them , nor serve them : for I the Lord thy God am a jealous God , visiting the iniquity of the fathers upon the children unto the third and fourth generation of them That hate me ; And shewing mercy unto Thousands of them that love me, and keep my commandments. we do not have a problem with the idolatry of images, because we are not like the primitive Jews, who, they believed, that the image was the god really, so in this way, (according to you) no one should take more a photograph, because, for us, God, in Jesus Christ, became one of our family, and we Christians , we are the family of God, and this is not a bad thing for us, that, is the true picture of a relative of ours! and anyway these images, they are not a cult for us, but, it is always an act of virtue! and we do not hurt nobody, here, in this mode, as Muslims evil Nazis who do evil at all, throughout, all their the ARAB LEAGUE Nazis..
    NOI, noi non abbiamo un problema con la idolatria delle immagini, perché, noi non siamo come i primitivi ebrei, che, loro credevano, che, la immagine fosse il dio veramente, così in questo modo, (secondo te) nessuno dovrebbe più portare una fotografia, perché, per noi Dio, in Gesù Cristo, si è fatto un nostro familiare, e noi cristiani siamo la famiglia di Dio, e questa non è una cosa cattiva per noi, cioè vere la fotografia di un nostro parente! ed in ogni modo queste immagini, non sono un culto per noi, ma, è sempre, un atto di virtù! e noi non facciamo del male a nussuno, come i musulmani maligni nazisti che fanno del male a tutti, in tutta la LEGA ARABA dei nazisti
    3 ) Thou shalt not take the name of the Lord thy God in vain ; for the Lord will not hold him guiltless That taketh His name in vain. [ You take the name of God, who is holy , and you do desecration , blasphemy , to do evil , with your esoteric evil prophet against the Christian martyrs , innocent , all over the world.. and everyone knows that God does not hurt honest people ! ]
    4) Remember the sabbath day , to keep it holy. Six days shalt thou labor , and do all thy work : But the seventh day is the sabbath of the Lord thy God: in it thou shalt not do any work , thou , nor thy son, nor thy daughter , thy manservant , nor thy maidservant , nor thy cattle, nor thy stranger That is Within thy gates : for in six days the Lord made ​​heaven and earth , the sea , and all that in them is , and rested the seventh day: wherefore the Lord blessed the sabbath day , and hallowed it.
    5 ) Honour thy father and thy mother : that thy days may be long upon the land Which the Lord thy God giveth thee. [ You're predators , and you do the slave trade.. certainly , the hand of Wrath of God, soon, all will be against you! you have sown hatred , predation , lies, rapes murder, all in the name of your idol in Mecca,.. you are religious maniacs , no human rights and no freedom of religion.. you oppress honest people , but , for the sake of your false religion.. like , you can talk to me about honesty ? how can you condemn my holiness? ]
    6) Thou shalt not kill. [ Islamic you , you kill innocent people in the name of your abomination of serial killers , in violation of international conventions and human rights violation , you have become a threat against the whole human race ! ]
    7) Thou shalt not commit adultery. [ You commit rape, kidnapping of Christian girls , who are forced to marry a Muslim ]
    8) Thou shalt not steal. [ You kill and steal the Christians, you impose upon them the duty of protecting the Islamic death! ]
    9) Thou shalt not bear false witness against thy neighbor. [ With slander is that many innocent Christians were put to death for blasphemy ! ]
    10) Thou shalt not covet thy neighbor 's house, thou shalt not covet thy neighbor 's wife , nor His manservant , nor His maidservant , nor His ox , nor his ass , nor any thing That is thy neighbor 's. [ You're predators , and you do the slave trade.. certainly , the hand of Wrath of God, soon, all will be against you! you have sown hatred , predation , lies, rapes murder, all in the name of your idol in Mecca,.. you are religious maniacs , no human rights and no freedom of religion.. you oppress honest people , but , for the sake of your false religion.. like , you can talk to me about honesty ? how can you condemn my holiness? ]
    .. ' Islamization of Europe a good thing' http://www.ynetnews.com/articles/0 , 7340 , L- 4299673 , 00.html
    Syed Sye shared : ' Islamization of Europe a good thing' http://www.ynetnews.com/articles/0 , 7340 , L- 4299673 , 00.html


    allGiacintoAuriti

    google+ -- l'anagrafe abusiva del cazzo! dove si fa a fare le seghe il garante della privacy?
    google+ [io vi farò avere una multa da 200milioni di dollari adesso] [Il tuo profilo rimarrà sospeso durante la revisione. Ulteriori informazioni] voi con questa storia del nome, mi state vessando! ma, cosa volete, che, importi alla gente di come io mi chiamo? perché, il mio nome di lorenzojhwh Unius REI, il mio ministero politico universale, non è buono per voi? come, voi siete diventati l'anagrafe del cazzo, il vostro è un bullismo, contro la privacy, contro la autorità dello Stato, io vi farò avere una multa, da 200miloni di dollari, adesso?! [ Qualcosa, che non va nel collegamento che hai selezionato per verificare l'indirizzo email. Prova a incollare il link completo nel browser. Vedi il tuo profilo.]


    allGiacintoAuriti

    Ci dicono che la crisi è finita mentre la finanza speculativa sta depredando la nostra economia reale [ vivere senza l'euro ] Ma quale crisi e crisi!! Le banche sono tornate in auge, in Grecia il sistema bancario emette obbligazioni a tassi intorno al 6% , il fondo BlackRock fa shopping tra le banche italiane ed il Fondo Sovrano cinese entra in ENEL ed ENI. Goldman Sachs sta acquistando la proprietà di migliaia di appartamenti in Spagna ed il debito italiano a 10 anni costa quasi quanto quello americano. La stampa internazionale titola sulla miracolosa ripresa di Grecia e Portogallo.
    Quando tra qualche mese tutto tracollerà e ci sarà un nuovo crash, ci ricorderemo di questi articoli trionfalistici come degli “infallibili indicatori d’inversione del mercato” (cosa già successa nel 2007 quando nessuno vedeva alcuna criticità all’orizzonte ed invece sappiamo poi com’è andata a finire!). Dunque, sulla base della rinnovata “fiducia”, la Federal Reserve potrebbe assai presto essere indotta all’abbandono del QE sulla base dei dati della disoccupazione che mostrano un evidente miglioramento dell’economia americana, come nel grafico seguente evidenziato: Negli Stati in cui si è realizzata una politica monetaria espansiva fatta di deficit di bilancio dell’ordine dell’8-10% (non in Italia per intenderci dove addirittura si fanno Avanzi di bilancio del 2%), i risultati sono stati apprezzabili sul fronte dell’occupazione, al punto che negli USA si è quasi raggiunto il target del 6% di tasso di disoccupazione. A raggiungimento di questo, gli stimoli della FED dovrebbero cessare ed i tassi dovrebbero tornare a crescere.
    Credere che la Banca Centrale possa in qualche modo controllare l’andamento dell’economia operando sui tassi con piccoli aggiustamenti, sarà una riprova del fatto che non si è imparato nulla dal passato. I modelli su cui basano le strategie delle Banche Centrali sono sbagliati, non funzionano e produrranno solo danni catastrofici, perché al loro interno non considerano il sistema bancario, la moneta ed il debito. Il fatto che non vi sia correlazione alcuna tra il livello dei tassi e le crisi finanziarie lo si osserva dal seguente grafico. Le crisi (rettangoli blu) avvengono sia presenza di tassi d’interesse elevati (1980), sia in costanza di tassi reali negativi (1975). Operare sui tassi non avrà alcun effetto positivo, anzi. Quali saranno gli effetti sul nostro Paese?
    Possiamo facilmente intuirli. Con minore liquidità sul mercato ed aspettative di tassi crescenti, collocare il debito sarà più difficile ed oneroso per lo Stato ed i privati. Da una parte, un dollaro più forte dovrebbe favorire le nostre esportazioni, ma dall’altro lato il peso del debito diverrebbe insostenibile in un contesto di aspettative di crescita dei tassi. Mettiamo qualche numeretto: se in Italia vi fosse ipoteticamente una crescita reale come quella stimata dal FMI, un’inflazione dell’0,7 ed il tasso passivo sul debito fosse pari al 4,6%, il debito pubblico aumenterebbe nel 2014 di altri 70 miliardi (stima per difetto). L’economia reale andrebbe ancora maggiormente in crisi, il costo del debito salirebbe inducendo il Governo a nuove e maggiori imposte (verrà l’ora della tanto temuta imposta Patrimoniale). Interessi maggiori sul debito significano quindi minori consumi, minori redditi e dunque maggiori difficoltà nel ripagare i debiti stessi. Non c’è via d’uscita in questi termini! Il tutto per ripagare un debito inestinguibile giacché trattasi di un assurdo fisico, matematico, etico, il cui unico scopo è in realtà quello di permettere al sistema bancario di diventare proprietario di beni e servizi reali, asset produttivi ed aziende. Bisogna capire che alle banche non interessa la moneta, che crea a costo zero, senza controllo e dal nulla; al sistema bancario importa “predare” la ricchezza reale, quella prodotta da imprese e famiglie attraverso il lavoro. Fintanto che non capiremo in mano a chi abbiamo lasciato il nostro futuro ed abbiamo demandato la cura del nostro interesse, non riusciremo a tirarci fuori da questa crisi che sta minando le basi del nostro vivere comune. Dobbiamo uscire fuori dall’euro e da questa idea di Europa; dobbiamo riformare il settore bancario al fine di renderlo funzionale allo sviluppo reale del Paese; eliminare le emissioni di BTP per non ingrassare la rendita parassitaria; creare moneta di Stato senza interesse, impedendo alle banche commerciali di crearla sottoforma di prestiti. Se non si capiscono questi elementari passaggi, non ci sarà alcuna speranza di salvezza e finiremo annientati dal sistema.
    di Stefano Di Francesco 02/04/2014


    allGiacintoAuriti

    " Gli egiziani aboliscono la parità fra uomo e donna". http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=16&sez=120&id=46745
    Riportiamo da LIBERO di oggi, 09/11/2012, a pag. 19, l'articolo di Hamza Boccolini dal titolo " Gli egiziani aboliscono la parità fra uomo e donna".
    L'Egitto di Mohammed Morsi si prepara ad essere sempre di più un emirato islamico, dopo che i suoi politici hanno deciso di colpire direttamente i diritti delle donne. In gran segreto, e contando anche sul disinteresse della stessa stampa araba, i membri dell'Assemblea costituente egiziana, composta in buona parte da esponenti salafiti e dei Fratelli Musulmani, hanno votato a favore dell’abolizione dell'articolo 68 della Costituzione che sancisce la parità di genere tra uomo e donna. A rivelarlo con un trafiletto è stato il quotidiano egiziano al Masri al Youm.
    L'unico a protestare contro questo attacco alle donne è stato ieri sera il portavoce dell'Assemblea stessa, il laico Wahid Abdel Majid, secondo il quale «l'abrogazione dalla bozza di Costituzione dell'articolo 68 rappresenta un duro colpo per i diritti delle donne in Egitto». Intervenendo telefonicamente nel corso di una trasmissione della tv del Cairo, al Nahar, ha spiegato che «è stato grave cancellare quell'articolo perché vuol dire abolire qualsiasi garanzia di protezione per le donne. Purtroppo il problema è che l'assemblea è composta da una maggioranza di islamici i quali si stanno battendo per imporre la sharia. Dicono che questo articolo sia contrario alla legge islamica che non prevede l'uguaglianza tra i sessi». Secondo il politico egiziano «i veri problemi nella discussione riguarderanno anche altri capitoli perché quando si parla di sharia si toccano i diritti.
    Ora verrà negata alla donna qualsiasi diritto e aumenteranno le discriminazioni». Non a caso è prevista per domani al Cairo una massiccia manifestazione organizzata dagli integralisti islamici proprio per chiedere l'attuazione della legge islamica. La protesta rientra nella disputa fra forze integraliste egiziane e i movimenti laici e moderati per l'inserimento della sharia come unica fonte di diritto nella nuova Costituzione post rivoluzionaria.
    Alcuni movimenti salafiti hanno indetto una marcia «per il ritorno della sharia», a piazza Tahrir. A convocarla è stato l'autoproclamato fronte salafita, che raccoglie le principali forze fondamentaliste egiziane e che respinge l'attuale e generica inclusione dei «principi della sharia» della Costituzione. Il fronte chiede che «la Costituzione non contenga alcun articolo contro la sharia». La disputa sulla sharia, che si lega a quella sulla protezione dei diritti civili e della donna, è centrale nel lavoro della costituente che secondo uno dei suoi componenti dovrebbe finire i suoi lavori entro la seconda metà di novembre.
    Il testo verrebbe poi consegnato al presidente Mohamed Morsi entro la prima settimana di dicembre e si procederebbe al referendum popolare di conferma. Non solo in Egitto i diritti delle donne sono in pericolo. Un analogo problema si è presentato lo scorso agosto in Tunisia dove una commissione dell'Assemblea costituente, guidata dagli islamici di Ennahda, ha approvato un articolo secondo il quale la donna è «complementare» all'uomo e non più «uguale». L'articolo stabiliva che «lo Stato assicura la protezione dei diritti della donna, sotto il principio della complementarità con l'uomo in seno alla famiglia, e in qualità di associata all'uomo nello sviluppo della patria».
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=46797
    LIBERO Enrica Ventura : " L’Egitto come i talebani: «Le piramidi e la Sfinge sono idoli da abbattere»"
    La Sfinge e le piramidi come le statue del Buddha di Bayman, in Afghanistan, o come le tombe dei santi sufi a Timbuktu, in Mali: distrutti dalla furia islamista, perché blasfemi e non rispettosi dei dettami del Corano, che proibisce l’idolatria, il culto delle persone e le raffigurazioni umane. Ora in Egitto, con la salita al potere dei Fratelli musulmani e dei salafiti, il mondo rischia di perdere alcune delle più grandi imprese architettoniche mai compiute dall’uomo nel passato.
    Come riferito dalla tv Al Arabiya, il salafitajihadista Murgan Salem alGohary ha auspicato la distruzione di tutti gli «idoli» sul territorio egiziano, a cominciare da Sfinge e piramidi, che dovrebbero fare la fine dei Buddha scavati nella roccia nella valle di Bayman, demoliti dopo quasi un mese di bombardamenti dai talebani nel marzo 2001.
    L’episodio scandalizzò il mondo, che impotente vide venire giù i due enormi capolavori antichi di 1500 anni. AlGohary ha fatto il suo annuncio durante l’intervista del weekend sul canale privato Dream TV, molto seguito non soltanto in Egitto ma anche in tutto il mondo arabo. Il salafita jihadista è noto per i suoi legami con i talebani. Durante il regime di Hosni Mubarak, scrive il quotidiano Egypt Independent, è stato condannato due volte per apologia della violenza, con una sentenza anche all’ergastolo. Dall’Egitto è scappato in Afghanistan, dove è stato gravemente ferito dalle truppe della Nato.
    Nel 2007 si recò dal Pakistan alla Siria, che lo consegnò all’Egit to. È stato rilasciato nei primi mesi del 2011, dopo la deposizione di Muhammad Murabak. «Dio ha ordinato al profeta Maometto di distruggere idoli» ha dichiarato alGohary in televisione, «quando ero con i talebani abbiamo distrutto le statue di Buddha». Ed è quello che si augura riesca a fare ora l’Egitto, con un Parlamento guidato da Fratelli musulmani e salafiti. E la salvaguardia dell’im menso patrimonio archeologico del paese, tra cui anche il sito di Abu Simbel e i tesori conservati nel Museo Egizio, è uno degli argomenti più spinosi dell’agenda del presidente Mohammed Morsi, membro dei Fratelli musulmani, che ancora non si è pubblicamente espresso in merito.
    Senza dimenticare che proprio per questo patrimonio l’Egitto è visitato ogni anno da milioni di persone, con il turismo che è la seconda voce dell’economia del paese. Le dichiarazioni di alGohary sono arrivate il giorno dopo il cosiddetto «Venerdì dell’ap plicazione della sharia», con piazza Taharir invasa da centinaia di manifestanti che chiedevano al governo che la legge coranica diventi la base dell’intera legislazione egiziana, a cominciare dalla Costituzione. Non solo. Le sue parole arrivano dopo che episodi contro l’idolatria si sono già registrati dopo la caduta di Mubarak.
    Ad Alessandria testimoni hanno più volte raccontato di salafiti che hanno coperto le statue delle fontane e dei palazzi della città. Eppure l’annuncio di al Gohary non è piaciuto a tutti gli islamisti. Durante la trasmissione, a sorpresa, ha telefonato in diretta Sheikh Abdel Fattah Moro, vicepresidente di Ennahda, il partito islamista al potere in Tunisia, che si è scagliato contro le intenzioni del salafitajihadista, ricordandogli che il famoso condottiero musulmano Amr ibn alAas non distrusse alcuna statua quando conquistò l’Egitto nel VII secolo e fondò la sua prima capitale, Al Fustat. Il Cairo guidato da Morsi finora ha preferito mantenere, rispetto al patrimonio archeologico, la stessa posizione dell’era Mubarak e questo mese ha riaperto al pubblico, dopo tre anni, la piramide di Chefren, la seconda più grande di Giza.


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